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Ricostruzione post-tsunami: necessarie soluzioni efficaci ed eco-sostenibili
Appello della FAO perchè vi sia una gestione integrata dell’area costiera
Già prima dello tsunami, le comunità che vivevano lungo le coste erano tra le più povere dei loro paesi. Quando sei mesi fa le onde si sono abbattute su queste famiglie di pescatori e piccoli contadini, molti di loro hanno visto svanire del tutto i loro già scarsi mezzi di sussistenza.

Il settore della pesca è stato quello più duramente colpito, con perdite stimate intorno a 520 milioni di dollari. Ma hanno subìto danni considerevoli anche i raccolti, le infrastrutture per l’irrigazione ed il drenaggio dei campi, il bestiame e gli ecosistemi della costa, tra cui le coltivazioni arboree, le mangrovie e le altre barriere protettive.

Una delle sfide che la FAO ed i suoi partner stanno affrontando è quella di assicurare che la ricostruzione sia sostenibile e non danneggi gli ecosistemi locali, dai quali dipende la sopravvivenza delle comunità costiere.

Secondo la FAO, se si vuole assicurare un’attività sostenibile a lungo termine bisogna proteggere gli ecosistemi correlati alla pesca, come mangrovie, banchi corallini e prateria marina, ma occorre che le barche, gli attrezzi e le pratiche relative alla pesca siano compatibili con le condizioni locali.

“Tra le agenzie con fondi a disposizione che intervengono sono poche quelle che hanno le competenze tecniche necessarie”, ha dichiarato Richard China, coordinatore della FAO per le attività di ricostruzione. “C’è già il rischio che siano state commissionate molte più imbarcazioni di quante non ne siano andate perdute, con una capacità di pesca maggiore rispetto al passato ed attrezzate con tipi di reti non appropriati. Tutto ciò non farà che peggiorare il problema, già esistente, dello sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche”.

Un’altra sfida consiste nell’assicurare che l’ingente domanda di legname per la ricostruzione non determini, nei paesi colpiti, il disboscamento illegale delle foreste ed il loro supersfruttamento.

Nelle aree costiere la ripresa immediata della produzione alimentare e della disponibilità di cibo è, per la FAO, essenziale ed è legata alla reintegrazione dei diritti di proprietà, al risanamento delle terre e delle infrastrutture agricole danneggiate, alla bonifica del suolo salinizzato, alla messa in atto di un uso appropriato della terra e di una regolazione strategica dei sistemi di coltura.

Una gestione integrata dell’area costiera

La FAO sta promuovendo una gestione integrata delle zone costiere, che tenga conto sia delle necessità delle popolazioni locali che delle esigenze connesse ad uno sfruttamento sostenibile delle risorse naturali ed ambientali.

“L'impegno per risanare le foreste di mangrovia, per impiantare frangivento costieri e per ripiantare gli alberi da frutto e da legna non servirà solo a proteggere vite umane e risorse dell’interno, ma anche a migliorare i redditi familiari”, ha affermato China. “Le questioni riguardanti le foreste, la pesca, l’agricoltura, le infrastrutture ed ogni altra problematica devono essere gestite congiuntamente, al fine di evitare conflitti sui diritti di proprietà sulla terra”.

23 giugno 2005

Per saperne di più

Ricostruzione post-tsunami: necessarie soluzioni efficaci ed eco-sostenibili

Tsunami sei mesi dopo: ricostruire condizioni di vita migliori

Lo tsunami e la pesca: intervista a Lahsen Ababouch

Lo tsunami e l’agricoltura: intervista a Daniel Renault

Lo tsunami e le foreste: intervista a Susan Braatz

Per maggiori informazioni:

Donatella Ortolano
Ufficio Stampa FAO
donatella.ortolano@fao.org
(+39) 06 570 56524

Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

FAO

Un contadino pianta una palma da cocco per ricostituire una barriera costiera nei pressi di Banda Aceh

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A sei mesi dallo tsunami, la FAO ed i suoi partner sono al lavoro per promuovere strategie di ricostruzione produttive ed eco-sostenibili, allo scopo di aiutare le comunità costiere a ricostruire migliori condizioni di vita.
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