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Uniti contro l'influenza aviaria: la risposta mondiale
Il ruolo della FAO nella lotta contro la malattia
Nella crisi di influenza aviaria cominciata in Asia alla fine del 2003 ed ormai diffusasi in Europa ed in Africa, il ruolo della FAO è molteplice.

L’Organizzazione fornisce consulenza sulle linee di condotta, pianificazione strategica, informazioni e direttive tecniche, piani d’emergenza ed assistenza tecnica, formazione, oltre che attrezzature, materiale di laboratorio e vaccini, coordinamento delle agenzie e dei donatori e campagne di informazione e sensibilizzazione.

Lavora in stretta collaborazione con l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) e, dato il pericolo per la salute umana, con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Collabora anche con l’UNICEF per quanto riguarda la comunicazione di base. Tutte le agenzie delle Nazioni Unite lavorano sotto l’egida del Coordinatore dell’ONU per l’Influenza Aviaria ed Umana.

Assistenza efficace e tempestiva

“Al manifestarsi dell’epidemia, la FAO e l’OIE hanno inviato esperti per aiutarci ad elaborare un piano d’emergenza”, ricorda il Dr. Bui Quang Anh, Direttore Generale del Dipartimento di Salute Animale del Vietnam. “Non ci eravamo mai dovuti confrontare con questo problema".

Il Dr. Anh ha spiegato di aver potuto approfittare, nel 2003, di un viaggio nei Paesi Bassi sponsorizzato dalla FAO per studiare l’influenza aviaria dopo che la malattia aveva fatto la sua comparsa in quel paese, ma prima che si manifestasse in Vietnam.

Nel 2006, in Nigeria le autorità di salute animale hanno potuto trarre profitto dall’esperienza della lontana Asia. “La FAO ha un ruolo importante nel far circolare le informazioni provenienti da altri continenti”, dice il Dr. Junaidu Maina, Direttore in carica del Dipartimento Federale per i Servizi Zootecnici e di Controllo dei Parassiti. "Per esempio, ci ha avvertito del fatto che avremo avuto bisogno di una 'exit strategy' per aiutare gli allevatori colpiti dall’influenza aviaria che non avrebbero ripreso l’avicoltura".

Il Dr. Maina ha elogiato la FAO per la tempestiva consulenza strategica e scientifica e per l’assistenza tecnica prestata, come ad esempio la formazione di 600 tecnici di salute animale e la fornitura di indumenti protettivi, di disinfettanti e di materiale di laboratorio.

L'intervento della FAO a livello mondiale

Man mano che l’epidemia si è estesa a livello mondiale, i punti di forza della FAO in quanto organizzazione internazionale sono diventati evidenti: personale competente in grado di parlare diverse lingue, possibilità di esperti internazionali ed uffici in 90 paesi. L’Agenzia ha cercato di essere in anticipo sulla malattia, preparando paesi lontani come l’America Latina ad una sua eventuale comparsa.

La FAO svolge un ruolo importante anche nel promuovere la cooperazione regionale.
Per prevenire la diffusione della malattia, la Turchia aveva bisogno di assistenza in materia di informazione regionale. Come dice il Dr. Musa Arik, responsabile dei Servizi di Salute Animale: “La FAO ci ha aiutato a fare il punto sulla situazione dell’influenza aviaria nei paesi confinanti con la Turchia, cosa che non sempre saremmo stati in grado di fare da soli”.

In Africa Occidentale, in collaborazione con il Programma per il Controllo delle Malattie Epizootiche (PACE) dell’Unione Africana, la FAO ha fornito fondi dalle proprie risorse per istituire specifiche reti regionali di laboratori e squadre di sorveglianza, ed ha organizzato workshop regionali sul controllo dell’influenza aviaria, interscambi di personale di salute animale tra i paesi e condivisione delle informazioni.

La FAO ha, infine, una funzione più ampia e dispone di un vantaggio comparato in materia di lotta contro le malattie transfrontaliere del bestiame diverse dall’influenza aviaria. Per tenere sotto controllo focolai epidemici ed invasioni di parassiti, nel 1994 la FAO ha istituito il Sistema Preventivo di Emergenza contro le Malattie Transfrontaliere degli Animali e delle Piante (EMPRES).

"Già prima dell’influenza aviaria, noi del PACE lavoravamo in un network di sorveglianza della peste bovina e della peste suina africana", afferma Ibrahim Ahmed, Coordinatore Nazionale del PACE in Nigeria. "La FAO ci ha aiutato ad aggiornare i piani di preparazione ed a coordinare le attività dei donatori".

Tra il gennaio 2004 ed il giugno 2006, la FAO ha inviato sul campo un totale di 392 missioni per aiutare i paesi a lottare contro l’influenza aviaria.

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Per maggiori informazioni:

Peter Lowrey
Ufficio Stampa FAO
peter.lowrey@fao.org
(+39) 06 570 52762

John Riddle
Ufficio Stampa FAO
john.riddle@fao.org
(+39) 06 570 53259
(+39) 348 257 2921

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