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Il Codice per la pesca responsabile compie 10 anni
Necessario adoperarsi per una migliore gestione della pesca
Roma, 31 ottobre 2005 – Sono sempre di più i paesi che chiedono di adottare a livello nazionale il Codice di Condotta per la Pesca Responsabile della FAO - lo ha affermato oggi l’Agenzia dell’ONU in occasione del decimo anniversario dalla sua adozione.

Redatto da 170 nazioni mediante una serie di colloqui promossi dalla FAO e adottato il 31 Ottobre 1995, il Codice contiene un insieme di principi politici, di direttive tecniche e di esempi di buone pratiche per una pesca ed un’acquacoltura responsabili e sostenibili.

Il Codice non è vincolante, ma sottoscrivendolo i governi s’impegnano ad agire secondo i suoi principi e le sue normative. Il ruolo della FAO è quello di promuovere e vigilare sull’applicazione del Codice fornendo ai paesi orientamento ed assistenza tecnica.

La FAO ha iniziato a sostenere la creazione del Codice agli inizi degli anni ‘90, dopo aver osservato con apprensione che il settore ittico a livello mondiale si stava avvicinando ai livelli massimi di produzione, con sempre più casi di sfruttamento eccessivo delle risorse e di conflitti conseguenti.

"L’idea era quella di creare uno strumento che permettesse alla comunità internazionale, sia come singoli paesi che collettivamente, di fare della pesca e dell’acquacoltura dei settori di produzione alimentare più razionali, gestiti in modo più responsabile e sostenibile, in modo che i milioni di persone che da essa dipendevano per la propria sussistenza potessero continuare a farlo a tempo indeterminato", ha spiegato Ichiro Nomura, Vice Direttore Generale della FAO per il Dipartimento Pesca. Molti governi hanno già trasformato parti del Codice in disposizioni vincolanti regolate da leggi nazionali, ha aggiunto Nomura.

Stabilire regole a livello mondiale

Secondo un’analisi della FAO, negli ultimi 10 anni circa il 22 per cento dei paesi membri dell’Agenzia ha reso le proprie politiche e leggi nazionali conformi al Codice. Un 26 per cento ha intrapreso il cammino verso la sua totale adozione ed un altro 43,5 per cento ha adottato almeno parzialmente i principi del Codice.

Particolarmente incoraggiante, dicono gli esperti di pesca della FAO, è il fatto che il 70 per cento dei paesi membri stia attualmente usando "sistemi di monitoraggio delle imbarcazioni" per registrare le attività di pesca nella propria giurisdizione, così come raccomanda il Codice.

Questo implica l’installazione sulle imbarcazioni di meccanismi di rilevazione che trasmettono dati sulla loro ubicazione e sulle loro attività, contribuendo a rafforzare la regolamentazione della pesca ed agendo come deterrente per le attività illegali e per la pesca di frodo.

C’è ancora molto da fare

Il ritmo di attuazione del Codice varia da un posto all’altro, avverte la FAO, osservando che i principali problemi che i paesi si trovano ad affrontare sono generalmente connessi alle limitate risorse finanziarie e capacità tecniche a disposizione.

Per aiutare a superare queste difficoltà la FAO ha sviluppato il Programma FishCode, che fornisce assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo nell’applicazione del Codice.

"La creazione del Codice e dei suoi piani d’azione, e la conseguente adozione da parte dei paesi delle misure e delle prassi che esso delinea costituiscono un risultato importante", ha detto Nomura. "Ma bisogna mantenere lo slancio cha ha portato alla sua creazione, in questo senso la FAO esorta i paesi a continuare – e ad incrementare – il proprio impegno per attuare il Codice nel corso del prossimo decennio".




Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

Donatella Ortolano
Ufficio Stampa FAO
donatella.ortolano@fao.org
(+39) 06 570 56524

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Luisa Guarneri
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