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La FAO al WTO: la liberalizzazione del commercio può promuovere la sicurezza alimentare
Gli agricoltori poveri hanno bisogno di parità di condizioni, di infrastrutture migliori e di maggiore produttività
Hong Kong, 15 dicembre 2005 - “Il commercio agricolo e la liberalizzazione degli scambi possono sbloccare il potenziale del settore agricolo di stimolare la crescita economica e promuovere la sicurezza alimentare”, ha dichiarato oggi la FAO, intervenendo alla riunione ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ad Hong Kong.

“La crescita dell’agricoltura e migliori prospettive commerciali possono contribuire in modo significativo a migliorare la sicurezza alimentare e promuovere una più generale crescita economica dei paesi poveri”, ha detto l’Agenzia. Tuttavia la FAO ha avvertito che: “I vantaggi derivanti da un commercio più libero non sono né automatici né universali”.

L'intervento del Vice Direttore Generale della FAO

Nel suo intervento alla sesta Conferenza Ministeriale del WTO, il Vice Direttore Generale della FAO Hartwig de Haen ha detto: “Nonostante i progressi raggiunti nel processo di liberalizzazione, i mercati dei prodotti agricoli sono ancora caratterizzati da barriere e da sussidi che provocano distorsioni del commercio. Lo stesso può dirsi per il commercio internazionale di pesce e di prodotti ittici”.

Ad aggravare la situazione di molti paesi in via di sviluppo, secondo de Haen, vi è il fatto che i prodotti lavorati, con maggiore valore aggiunto, “sono soggetti a barriere perfino più alte, a discapito della possibilità che essi hanno di generare reddito ed occupazione nei paesi in via di sviluppo”.

La FAO ha sollecitato per il commercio regole multilaterali capaci di contribuire allo sviluppo ed alla sicurezza alimentare. “I paesi più poveri avranno bisogno di aiuto per superare i problemi che limitano la loro capacità di trarre vantaggio da migliori opportunità commerciali”.

Possibili benefici

De Haen ha aggiunto che un regime più libero del commercio agricolo mondiale potrebbe portare all’aumento dei prezzi delle derrate che sono al momento altamente protette, tra esse i generi alimentari di base. Se applicate ai mercati nazionali, queste misure beneficeranno i contadini di quei paesi che non danno sussidi all’agricoltura e forniranno incentivi per gli investimenti. La FAO mette però in guardia che: “I paesi in via di sviluppo sono molto diversi tra loro, in termini di struttura economica e di capacità di rispondere agli incentivi del mercato”.

Grandi difficoltà

Gli esportatori dei paesi in via di sviluppo più avanzati e competitivi potrebbero trarre grandi vantaggi da mercati agricoli meno protetti a livello mondiale, dice la FAO. Ma i paesi in via di sviluppo meno avanzati incontreranno maggiori difficoltà a trarre vantaggio dalla riduzione delle distorsioni dei mercati internazionali.

I sistemi preferenziali

In quanto esportatori di prodotti agricoli, molti paesi poveri grazie ad accordi di scambi preferenziali, reciproci e non reciproci, hanno già accesso ai mercati dei paesi sviluppati senza dazi e contingentamenti. L’erosione di questi rapporti preferenziali potrebbe causare una diminuzione delle loro entrate dal commercio con l’estero, a meno che non riusciranno ad espandere il loro volume di esportazioni o a diversificare la produzione nel settore non agricolo e a valore aggiunto.

Secondo la FAO i paesi importatori netti di alimenti potrebbero trovarsi di fronte ad un maggiore costo globale delle importazioni. In conseguenza di normative più strette sui crediti all’esportazione e sugli aiuti alimentari, questi paesi potrebbero anche perdere accesso a facilitazioni di cui attualmente godono che fanno diminuire il costo delle loro importazioni alimentari. Molti paesi avranno bisogno di assistenza nel periodo di adattamento ai nuovi regimi.

Per questi paesi una maggiore sicurezza alimentare dovrà venire principalmente da un aumento di produttività della produzione alimentare locale. La maggior parte degli investimenti richiesti nelle infrastrutture e nella ricerca non avranno effetti di distorsione sul commercio. Inoltre secondo la FAO questi paesi avranno bisogno di flessibilità nell’impiego di politiche per i singoli prodotti dirette a migliorare la sicurezza alimentare, le condizioni di vita e lo sviluppo rurale.

Secondo la FAO, un commercio agricolo più libero offrirà opportunità a livello mondiale e contribuirà a ridurre fame e povertà. Peró questi benefici non saranno distribuiti in modo equo ed uniforme. È molto probabile che i paesi in via di sviluppo meno avanzati guadagneranno meno dal commercio e potrebbero addirittura perderci, almeno nel breve periodo. Per questi paesi, un’apertura eccessiva dei mercati agricoli nazionali alla concorrenza internazionale, prima che i mercati interni e le infrastrutture di sostegno funzionino in modo adeguato, potrebbe minare i potenziali benefici.

Una strategia su due fronti

La FAO raccomanda una strategia su due fronti per far sì che i paesi poveri con insicurezza alimentare approfittino appieno del commercio.

Da una parte ci vorranno maggiori investimenti nelle aree rurali per incrementare la produttività e guadagnare in competitività, specialmente nella produzione alimentare per i mercati interni. Questi investimenti potrebbero avere molteplici effetti, non ultimo quello di migliorare la capacità di questi paesi di partecipare all’economia internazionale.

Dall’altra sono necessari ammortizzatori economici e sociali per proteggere i gruppi più vulnerabili dagli shock derivanti dai mercati e per consentire ai poveri di trarre vantaggio dalle opportunità economiche che si aprono con il commercio.

La FAO ha fatto appello ai paesi membri del WTO affinchè stabiliscano regole sul commercio che contribuiscano alla riduzione della fame e della malnutrizione nel mondo e si sposti il mondo verso un sistema di commercio agricolo più equo e più sensibile ai problemi dello sviluppo.
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

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FAO/J. Riddle

Hartwig de Haen mentre interviene alla conferenza del WTO

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