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Emergenza alimentare per 24 Paesi dell’Africa sub-sahariana
Circa 30,5 milioni di persone avranno bisogno di aiuti umanitari
Roma, 28 settembre 2005 – La maggior parte dei paesi dell’Africa sub-sahariana continua ad avere bisogno di assistenza alimentare, ma la situazione è particolarmente grave in Africa australe, dove circa 12 milioni di persone hanno bisogno immediato di aiuti d’emergenza a causa dello scarso raccolto cerealicolo di quest’anno. A denunciarlo è il Rapporto sull’Africa pubblicato oggi dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.

Nel rapporto si dice che sono in tutto 24 i paesi dell’Africa sub-sahariana* che devono fare i conti con una situazione di emergenza alimentare. Le cause sono diverse – dai conflitti armati, alle avverse condizioni climatiche, alla profonda crisi economica in cui si trovano questi paesi.

L’Africa australe

Secondo il rapporto, il Lesotho, il Malawi, il Mozambico, lo Swaziland, lo Zambia e lo Zimbabwe, dovranno fare ricorso agli aiuti alimentari d’emergenza già nel mese di novembre a causa dello scarso raccolto cerealicolo di quest’anno.

In Malawi, il rapporto stima che siano 4,6 milioni - circa il 40 per cento della popolazione - le persone che dovranno fare i conti con la scarsezza di cibo, dovuta principalmente all’aumento dei prezzi del mais.

Per lo Zimbabwe il rapporto indica che il numero delle persone che rischiano la mancanza di cibo potrebbe raggiungere i 3 milioni ed avverte che le prospettive per il 2006 appaiono molto gravi a causa della ridotta disponibilità di scorte e dell’alto costo di mezzi di produzione agricoli quali le sementi, il carburante ed i fertilizzanti.

Il Sudafrica è in una situazione migliore grazie al buon raccolto di mais, e le scorte finali che ne sono conseguite - 5,1 milioni di tonnellate al 30 Giugno 2005 - sono più che sufficienti per coprire il fabbisogno di importazioni di mais della regione.

Africa orientale

In Africa orientale si sta portando a termine il principale raccolto cerealicolo di quest’anno mentre nelle zone settentrionali le colture sono a varie fasi di maturazione. Nonostante le benefiche piogge e le favorevoli prospettive della produzione in alcune zone, il rapporto avverte che “in diversi paesi la situazione alimentare rimane precaria ed i tassi di malnutrizione alti”.

In Sudan la situazione alimentare è particolarmente preoccupante a causa del conflitto prolungato, specialmente nel Darfur e nel sud del paese. Secondo il rapporto in alcune zone del Sudan meridionale è sempre più difficile per i rimpatriati ed i nuclei familiari poveri procurarsi da mangiare e la continua crisi nella regione del Grande Darfur rimane il problema umanitario più urgente.

Similmente, in Somalia stime recenti indicano che nella parte meridionale del paese la scarsa stagione produttiva principale del 2005, che si prevede inferiore del 44 per cento alla media, insieme alla recrudescenza del conflitto civile ha fatto precipitare la situazione alimentare. Nell’insieme quasi un milione di persone avranno bisogno degli aiuti umanitari.

In Eritrea e in Etiopia si prevede un raccolto di discreta entità. Tuttavia, sono ancora molte le persone che dipendono dagli aiuti a causa del perdurare degli effetti della precedente siccità e della guerra.

Africa occidentale

Nel Sahel le prospettive di raccolto vengono giudicate “generalmente buone”. Ma “il Sahel e le zone settentrionali di diversi paesi costieri continuano ad affrontare una stagione di scarsità, principalmente a causa dei prezzi insolitamente elevati dei prodotti alimentari”.

Nel Niger le coltivazioni stanno crescendo in maniera soddisfacente grazie alle piogge generalmente abbondanti e ad un’adeguata umidità del suolo. Le prospettive generali di raccolto appaiono favorevoli.

In Sierra Leone, nonostante le piogge torrenziali e le inondazioni nel sud del paese, dalla fine della guerra civile nel 2002 ad oggi l’agricoltura ha continuato a registrare miglioramenti.

Africa centrale

Nell’Africa centrale le guerre civili e la generale situazione d’insicurezza hanno creato situazioni difficili in diversi paesi, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, dove l’insicurezza alimentare colpisce oltre il 70 per cento della popolazione, di 57 milioni di persone.

Gli aiuti alimentari

Per il 2005/06 si prevede che il fabbisogno di importazioni cerealicole dell’Africa sub-sahariana rimanga alto. Il totale degli aiuti alimentari necessari per il 2005/06 è stimato intorno a 3,2 milioni di tonnellate. Gli aiuti in cereali promessi, inclusi quelli provenienti dal 2003/04, ammontano per il 2004/05 a 2,8 milioni di tonnellate, 2 milioni dei quali sono già stati consegnati.

*I 24 paesi con emergenza alimentare sono:
Burkina Faso, Burundi, Ciad, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Eritrea, Etiopia, Guinea, Kenya, Lesotho, Liberia, Malawi, Mali, Mauritania, Niger, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Swaziland, Tanzania, Uganda e Zimbabwe.



Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

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FAO/R. Faidutti

Raccolti migliori in alcune zone dell’Africa australe ed occidentale

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28 settembre 2005 – Il Rapporto sull’Africa della FAO denuncia che 24 paesi africani stanno affrontando emergenze alimentari a causa di conflitti armati, avverse condizioni climatiche, crisi economiche.
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