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Appello FAO: 40 milioni per la ripresa del Sudan
Aiuti d'emergenza ed interventi di lungo periodo per una pace duratura
Roma, 30 gennaio 2006 – La FAO ha lanciato oggi un appello di 40 milioni di dollari a favore delle attività di soccorso e di assistenza agricola nel Sudan per il 2006, sottolineando che gli aiuti umanitari devono essere affiancati da interventi di lungo termine per garantire al paese una pace duratura.

L’appello fa parte del “Programma di Lavoro per il Sudan 2006”, nel quale sono indicate le attività che le Nazioni Unite si sono impegnate a realizzare nel paese nel corso di quest’anno.

Decisivo il ruolo dell'agricoltura

“Il ruolo della FAO è cruciale vista l'importanza del settore agricolo nel paese”, ha affermato Anne Bauer, Direttrice della Divisione Operazioni di Emergenza e Riabilitazione della FAO.

L’agricoltura rimane il settore portante dell’economia sudanese, assicurando il 45 per cento del prodotto interno lordo. Circa l’87 per cento della popolazione dipende dall'agricoltura per vivere – si tratta per la stragrande maggioranza di un’agricoltura di sussistenza, interamente basata su sistemi tradizionali non irrigui e per questo vulnerabile ai periodi di siccità ed all’attacco dei parassiti.

“Decenni d’instabilità e la mancanza di accesso ai servizi sociali di base non solo hanno deteriorato le condizioni di vita, acuito i livelli di povertà, ridotto le opportunità economiche e d'apprendimento, ma hanno anche determinato alti tassi di malnutrizione”, continua la Bauer.

“Aiutare i profughi a rientrare e a ristabilirsi sarà la nostra priorità, per garantire loro mezzi e servizi adeguati perchè possano riprendere le attività, si tratti di agricoltura, di allevamento di bestiame o della pesca".

Assicurare una pace duratura

Nonostante i progressi ottenuti nel 2005 - compresi gli accordi di pace che hanno messo fine ad oltre 20 anni di guerra civile - le esigenze umanitarie del Sudan per il 2006 rimangono enormi.

Il conflitto in corso nel Darfur, l’incertezza sul raccolto nelle zone del Bahr el Ghazal e dell’Upper Nile, il rientro in patria di centinaia di migliaia di profughi ed altre emergenze umanitarie, testimoniano che bisogna intervenire subito per alleviare le sofferenze del popolo sudanese.

Quest’anno la FAO fornirà assistenza a 5.52 milioni di persone attraverso campagne d’assistenza che coinvolgeranno tutto il paese, tra queste 2.5 milioni di persone nel Darfur, e 680.000 profughi vittime del conflitto Nord-Sud. Inoltre continuerà a dare assistenza anche in altre zone del paese che solo adesso vengono fuori da decenni di conflitti.

Gli aiuti umanitari proposti dalla FAO per il Sudan nel 2006 prevedono la distribuzione di sementi ed utensili agricoli, di attrezzature per la pesca e di medicinali veterinari a migliaia di famiglie rurali vulnerabili, composte soprattutto da profughi e da emarginati.

“Finanziamenti tempestivi – ha aggiunto la Bauer - sono essenziali riuscire ad intervenire subito”.

Il sostegno umanitario: necessario, ma non sufficiente

Secondo la Bauer, tuttavia, il solo sostegno umanitario non è sufficiente a garantire un processo di sviluppo da cui dipenderà una pace duratura.

Nel settore agricolo, questo significa introdurre nuove tecniche, in particolare corsi di formazione per il miglioramento delle metodologie impiegate dalle comunità per la salute animale, l'industria agroalimentare e la riproduzione delle sementi.

Un’altra annosa questione è quella riguardante il regime fondiario e le vertenze sui diritti di proprietà alla base dei conflitti che dilaniano il paese. La FAO sta cercando di mobilitare nuove risorse per assistere il governo a tutti i livelli, con il fine ultimo di promuovere nel lungo periodo una gestione della terra responsabile e decentralizzata.

Il consolidamento della capacità operativa del Ministero dell’Agricoltura e delle Risorse Animali rappresenterà, inoltre, un'importante sfera d'azione.

“I programmi della FAO s’impegnano non solo a fornire beni materiali, ma anche a rafforzare conoscenza e capacità delle popolazioni vulnerabili, per metterle nelle condizioni di poter rispondere a possibili crisi future”, ha aggiunto la Bauer.
Per maggiori informazioni
Teresa Buerkle
Ufficio Stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 14 16 671

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(+39) 348 141 6671

FAO/J. Cendon

In Sudan la FAO aiuta i profughi che rientrano a ricostruire i propri mezzi di sussistenza.

FAO/J. Cendon

Lavoro in un campo di sorgo, destinato alla produzione locale delle sementi.

FAO/J. Cendon

Addetti del servizio veterinario al lavoro per la loro comunità.

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30 gennaio 2006 – La FAO ha lanciato oggi un appello di 40 milioni di dollari per finanziare le attività di assistenza agricola e di ricostruzione in Sudan per il 2006.
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