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Rischio influenza aviaria in Africa dopo il focolaio individuato in Nigeria
Necessari immediati interventi di controllo per fermare il diffondersi del virus
8 febbraio 2006, Roma - L’individuazione di un focolaio del virus altamente patogeno dell’Influenza Aviaria (H5N1) in Nigeria conferma i timori espressi dalla FAO ormai da qualche tempo che i paesi africani siano di fronte ad un alto rischio di infezione dal virus, ha reso noto oggi la FAO.

“Il focolaio nello stato di Kaduna, nel nord della Nigeria, prova che nessun paese è immune dal rischio e che ci troviamo di fronte ad una grave crisi internazionale”, ha affermato Samuel Jutzi, Direttore della Divisione Salute e Produzione Animale della FAO.

“Se la situazione in Nigeria dovesse sfuggire di mano, gli effetti sugli allevamenti di polli della regione sarebbero devastanti, con gravissime conseguenze per le condizioni di vita di milioni di persone. Aumenterebbe anche il pericolo di esposizione al virus da parte degli esseri umani”, ha detto Jutzi.

“È importante che le autorità locali e nazionali degli altri paesi della regione vigilino sul sorgere di possibili focolai sospetti di influenza aviaria nel pollame e negli altri volatili. È veramente di vitale importanza che tutti i casi di decessi multipli di volatili siano immediatamente segnalati alle autorità e analizzati con attenzione”, ha aggiunto Jutzi.

La FAO ha ribadito che la popolazione deve evitare ogni contatto con i volatili visibilmente malati e con quelli morti, deve mantenere una stretta igiene personale (lavarsi con cura le mani) dopo aver toccato polli o carne di pollo e deve cuocere pollame ed uova a fondo.

“Non è chiaro ancora se il focolaio sia stato innescato dagli uccelli migratori o dal commercio e dal movimento di pollame e prodotti aviari, ha detto Joseph Domenech, Responsabile del Servizio Veterinario della FAO. La FAO e l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) invieranno esperti in Nigeria per valutare la situazione e riuscire a stabilire come si sia introdotto il virus.

La FAO ha esortato i servizi veterinari della Nigeria ad eliminare i focolai epidemici mediante l’immediato abbattimento dei volatili infetti ed uno stretto controllo dei movimenti di persone ed animali da e verso le aree infette. La FAO invierà anche due esperti locali nelle regioni colpite per dare consulenza alle autorità locali sulle misure di controllo.

Trasparenza, interventi rapidi e stretta collaborazione con la comunità internazionale sono fattori essenziali per fermare il diffondersi del virus, secondo la FAO.

“Siamo consapevoli che i servizi veterinari in Nigeria necessitino del sostegno internazionale. Le infrastrutture veterinarie del paese si trovano di fronte ad una situazione estremamente critica e hanno bisogno di aiuti dall’esterno”, ha detto Domenech. Servono con urgenza attrezzature di laboratorio per le diagnosi ed equipaggiamento protettivo per i veterinari che eseguono le analisi.

La Nigeria fa parte del network dell’Africa Occidentale per la sorveglianza e la diagnosi dell’influenza aviaria. Questo network lanciato di recente è gestito dalla FAO in stretta collaborazione con l’Inter-African Bureau per le Risorse Animali dell’Unione Africana.

La Nigeria ha un importante settore aviario a livello commerciale e milioni di piccoli allevatori a livello familiare. La popolazione aviaria è stimata nell’ordine di 140 milioni di unità.
Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

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FAO/J. Cendon

Le autorità in Africa devono rimanere vigilanti su possibili focolai d’influenza aviaria.

Il settore aviario in Nigeria

La popolazione aviaria è stimata intorno a 140 milioni di unità.

Gli allevatori a livello familiare rappresentano il 60 per cento della produzione, gli allevamenti commerciali il 25 per cento ed i semi-commerciali il 15 per cento.

La produzione di pollame contribuisce con circa il 10 per cento al prodotto nazionale lordo.

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8 febbraio 2006 - L’individuazione di un focolaio del virus altamente patogeno dell’Influenza Aviaria (H5N1) in Nigeria conferma i timori espressi dalla FAO che i paesi africani siano di fronte ad un alto rischio di infezione dal virus.
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