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In Uganda con il programma APO per giovani laureati
La storia di Guido Santini ad Entebbe con il progetto FAO/Italia per lo sviluppo del bacino del Nilo
Roma, 9 febbraio 2006 – Sono ormai tre mesi che Guido Santini, un giovane laureato in Scienze Agrarie Tropicali e Subtropicali di Firenze, vive ad Entebbe, in Uganda, e lavora insieme ad un team di esperti FAO ad un progetto finanziato dall’Italia e realizzato dall’agenzia dell’ONU. Il progetto mira a promuovere l’uso sostenibile delle acque del Nilo ed a contribuire allo sviluppo dei paesi che ne condividono il bacino.

Guido partecipa al Programma APO (Associate Professional Officers) della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo aperto ai giovani laureati che non abbiamo superato i 30 anni d’età. Il programma si prefigge di favorire l’inserimento di esperti italiani nelle organizzazioni internazionali.

“Questa non è la mia prima esperienza lavorativa all’estero”, dice Guido. “Ho lavorato un anno a Nairobi, in Kenya, ad un progetto FAO per la creazione di un data base per un sistema d’informazione geografica (GIS l’acronimo inglese) sulla copertura vegetale dell’Africa Orientale; sono stato un anno a Tirana come specialista di problemi ambientali in un progetto dell’UNDP; e ho trascorso cinque mesi nell’isola di Inhaca, al largo del Mozambico, con un progetto dell’Unione Europea sulla conservazione delle risorse naturali, contribuendo ad uno studio sull’utilizzo delle mangrovie da parte della comunita’ locale”.

Inoltre, prima della laurea, Guido era andato come volontario in Croazia per dare assistenza ai profughi Bosniaci sia durante che dopo la conclusione della guerra nella ex Jugoslavia, nell’ambito di un’iniziativa di solidarietà finanziata dalle famiglie italiane.

Il progetto per i paesi del bacino del Nilo

Il progetto a cui lavora Guido è stato lanciato nel marzo del 2005, è finanziato dal governo italiano ed è attuato dai governi dei 10 paesi coinvolti* con l’assistenza tecnica della FAO. Il progetto mira a rafforzare il coordinamento e la capacità dei paesi del Bacino del Nilo di prendere iniziative comuni per un’equa condivisione delle risorse del fiume e la loro protezione. La cooperazione italiana nella regione è presente con la FAO dall’aprile del 1996.

Il bacino del Nilo copre una superficie di 3,1 milioni km2, approssimativamente il dieci per cento del continente africano, e si stima siano 160 milioni le persone che ne condividono direttamente le risorse. Nove dei dieci paesi sono tra i più poveri al mondo, con scarsi servizi sanitari e scolastici, e con alti tassi di malnutrizione, specialmente nelle aree rurali.

Le risorse idriche del Nilo sono dunque fondamentali per lo sviluppo socio-economico della regione e l’accesso all’acqua rimane un fattore chiave per aumentare la produttività agricola, creare occupazione e migliorare la vita delle popolazioni.

Questo enorme patrimonio ambientale desta, però, grande preoccupazione. Nonostante il Nilo sia il fiume più lungo del mondo, non è uno dei maggiori in termini di portata. Il contrasto tra le dimensioni del bacino e la sua portata costituisce un potenziale limite allo sviluppo. La relativa scarsezza di acqua potrebbe nei decenni futuri avere gravi conseguenze, specialmente in considerazione del continuo aumento della popolazione e del crescente fabbisogno d’acqua pro capite.

Tra gli obiettivi principali del progetto a cui lavora il giovane esperto italiano, vi è lo sviluppo di capacità per integrare i dati tecnici sulle risorse idriche con l’informazione socioeconomica ed ambientale, con lo scopo di individuare problemi e tendenze sulla disponibilità, l’uso ed il potenziale di sviluppo di queste risorse. Il progetto si concentra soprattutto sull’uso delle risorse idriche a livello agricolo, essendo l’uso primario delle risorse del Nilo. A questo proposito, parametri e dati saranno aggregati e presentati sotto forma di prodotti grafici, cartografici, e software.

“L’Uganda è un paese molto ospitale e ci si vive bene”, dice Guido. “L’ambiente in cui lavoro è stimolante e c’è uno spirito di squadra che veramente fa la differenza. La realizzazione del progetto si prospetta intensa e piena di sfide, ma con un grande potenziale impatto positivo su tutti i paesi del bacino del Nilo”, conclude Guido.

* I paesi che condividono il bacino del Nilo sono: Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Eritrea, Etiopia, Kenya, Ruanda, Sudan, Tanzania ed Uganda.


Per maggiori informazioni:
Luisa Guarneri
Ufficio Stampa FAO
luisa.guarneri@fao.org
(+39) 06 570 56350
(+39) 348 870 5979

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(+39) 06 570 56350
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FAO/G.Santini

Guido Santini con alcuni giovani amici ugandesi

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