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Si propaga in Nigeria il virus dell’influenza avaria
La FAO teme una catastrofe a livello regionale – Necessaria una campagna di vaccinazioni mirata
Roma, 22 febbraio 2006 --Il virus mortale dell’influenza aviaria H5N1 continua a diffondersi tra il pollame in Nigeria e potrebbe provocare una catastrofe a livello regionale, nonostante il forte impegno delle autorità nigeriane di contrastarlo, ha reso noto oggi la FAO.

“Ci sono ormai tutti gli elementi per giudicare la situazione dell’influenza aviaria in Nigeria difficile e preoccupante”, ha detto Joseph Domenech, Veterinario Capo della FAO.

“Gli spostamenti ed il commercio di pollame hanno molto contribuito alla diffusione del virus. Il governo ha preso tutte le misure necessarie, come l’abbattimento dei volatili nelle zone infette ed i controlli di biosicurezza, ma le autorità stanno incontrando enormi difficoltà nell’applicarle”, ha continuato Domenech.

“In considerazione di un possibile radicarsi della malattia nel pollame in modo diffuso, la FAO raccomanda al governo di predisporsi per una campagna di vaccinazioni mirata, l’abbattimento e l’applicazione delle misure di biosicurezza potrebbero non bastare a fermare la diffusione del virus”, ha aggiunto Domenech.

La campagna di vaccinazioni richiederà la mobilitazione di migliaia di veterinari nigeriani, privati e pubblici, come pure un enorme impegno da parte delle autorità nazionali e locali ed il sostegno della comunità internazionale dei donatori.

Questo tipo di campagne richiedono risorse finanziarie per i vaccini, per gli autoveicoli, per il team che provvederà alle vaccinazioni, per la formazione del personale etc. Gli esperti dovrebbero essere messi nelle condizioni di monitorare attentamente la situazione ed intervenire immediatamente nel caso di un nuovo focolaio.

“In questo momento è decisivo che vi sia uno stretto coordinamento delle attività di controllo. È necessario che le operazioni siano guidate da una task force centralizzata, a livello di Ufficio Federale del Veterinario Capo, a cui gli stati regionali facciano riferimento”, ha detto Domenech.

La FAO e l’OIE, in collaborazione con l’Inter-African Bureau for Animal Resources dell’Unione Africana, stanno assistendo il governo nel valutare la situazione e definire le strategie più appropriate per bloccare il diffondersi della malattia, come l’approvvigionamento di scorte di vaccino, siringhe ed equipaggiamento protettivo per il personale addetto alle operazioni di controllo. Occorrono con urgenza generatori elettrici, computer ed apparecchiature di laboratorio. Il paese ha già istituito un’unità di crisi per la raccolta e diffusione rapida delle informazioni.

Indennizzi ed informazione

“L’indennizzo per la perdita del pollame è un altro strumento importante per incoraggiare i contadini poveri a segnalare nuovi casi con tempestività ed applicare le misure di controllo. Senza incentivi finanziari la gente potrebbe continuare a nascondere possibili focolai ed a vendere il pollame infetto", dice Domenech.

La FAO ribadisce che si deve evitare ogni contatto con i volatili che appaiono chiaramente malati e con quelli morti, che occorre mantenere l’igiene personale, per esempio lavarsi le mani ogni volta che si ha a che fare con pollame o con carne di pollo, e che pollame e uova vanno cotti ad oltre 70 gradi centigradi in tutta la loro interezza, così che nessuna parte rimanga cruda o di color rosa. Nelle zone dei focolai, va sospeso il consumo di polli ed uova.

Sono necessarie ampie campagne per informare la popolazione e ridurre una loro potenziale esposizione al pollame infetto. La FAO ha encomiato l’UNICEF per aver dato inizio a questo tipo di campagne informative.

La FAO ha stanziato circa un milione di dollari per le attività di sorveglianza e di controllo in Nigeria, Niger, Algeria, Mauritania, Egitto, Tunisia, Ciad, Benin, Togo, Ghana, Costa d’Avorio, Guinea, Guinea Bissau, Senegal, Burkina Faso, Liberia, Sierra Leone, Gambia, Mali e Camerun. Questi fondi consentiranno di reclutare consulenti locali, provvedere alla fornitura di tutto l’equipaggiamento necessario e formare il personale. Sono state già acquistate attrezzature protettive per la Nigeria ed il Niger.

In Nigeria il pollame domestico é stimato intorno a 140 milioni di unità. I piccoli allevamenti a livello familiare rappresentano il 60 per cento della produzione, gli allevamenti commerciali il 25 per cento ed i semi-commerciali il 15 per cento.

Una dose di vaccino per polli costa tra i 5 ed i 20 centesimi di dollaro.

Contatto:
Erwin Northoff
News Coordinator FAO
erwin.northoff@fao.org
(+39) 06 570 53105
(+39) 348 25 23 616

Per maggiori informazioni:

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FAO/P. Ekpei

In Nigeria continua a diffondersi tra il pollame il virus mortale dell'influenza aviaria.

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