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Corno d’Africa: persistente crisi alimentare e precarietà dei mezzi di sussistenza
Necessari oltre 11 milioni di dollari per la ripresa dell’agricoltura
Roma, 26 aprile 2006 - Circa 15 milioni di persone rischiano di perdere i propri mezzi di sussistenza a causa della grave siccità che sta affliggendo i paesi del Corno d’Africa, e tra loro otto milioni hanno bisogno d’aiuti d'emergenza, alimentari e non, ha reso noto oggi la FAO.

All’interno dell’Appello Consolidato 2006 per il Corno d’Africa, lanciato di recente dall’ONU e dai suoi partner umanitari, la FAO chiede 11 milioni di dollari per le attività d’emergenza a sostegno dell’agricoltura in tre dei paesi colpiti – Eritrea, Gibuti e Kenya. A ciò si aggiunge la richiesta di 11.6 milioni di dollari fatta nell’ambito dell’appello consolidato per la Somalia.

I principali donatori - i Paesi scandinavi, la Comunità Europea, il Giappone e gli Stati Uniti - hanno dato il loro sostegno a queste attività umanitarie nella regione per rispondere sia alle necessità immediate che a quelle di più lungo periodo. L’obiettivo della FAO è di intervenire in maniera strategica per salvare vite umane con attività di soccorso e di riabilitazione che aiutino a ristabilire i mezzi di sussistenza.

La Direttrice della Divisione Operazioni d’Emergenza e Riabilitazione, Anne M. Bauer, ha sottolineato l’esigenza di un maggiore impegno per salvare la vita ed i mezzi di sussistenza delle popolazioni colpite: “Il sostegno della comunità internazionale è fondamentale. La FAO, grazie alla costante generosità dei paesi donatori, assisterà queste comunità di pastori a ristabilire le proprie condizioni di vita ed aiuterà le popolazioni vulnerabili a soddisfare il proprio fabbisogno alimentare".

I pastori i più a rischio

Le comunità più a rischio sono quelle pastorali, che continuano ad essere tra le più povere e vulnerabili della regione a causa delle crisi ricorrenti e dei problemi strutturali. La conseguenza più immediata ed urgente della siccità è la mancanza d’acqua per il consumo umano ed animale. Tradizionalmente i pastori percorrono con il bestiame grandi distanze, per far fronte alle fluttuazioni stagionali ed alla siccità. Spesso però la mobilità è limitata dai conflitti etnici, di clan, di distretto e nazionali, tutti elementi che rendono la migrazione molto difficile.

La siccità ricorrente

La siccità nel Corno d’Africa è un fenomeno ricorrente (quattro volte negli ultimi sei anni), a causa delle piogge scarse, dell’accresciuta pressione demografica e del degrado ambientale. L’attuale tendenza climatica indica, per il prossimo futuro, precipitazioni ridotte nel Corno d’Africa e nel resto dell’Africa orientale.

Le recenti e provvidenziali piogge in quasi tutte le zone colpite dalla siccità nel nord-est del Kenya, nel sud-est dell’Etiopia e nel sud della Somalia, hanno migliorato la situazione e fatto sperare in un miglioramento dei pascoli nelle settimane a venire. L’arrivo delle piogge non significa però la fine dei problemi. Molti animali indeboliti dalla prolungata siccità saranno particolarmente vulnerabili ai parassiti e alle infezioni clostridiali per l’improvvisa disponibilità di erba.

Anche se ci fosse un periodo di piogge regolari, ci vorranno anni prima che greggi e mandrie potranno recuperare vigore e tornare a fornire ai loro proprietari mezzi di sussistenza stabili e durevoli. Le comunità vulnerabili, che già soffrono le conseguenze di anni di siccità e di piogge discontinue al di sotto della norma, continueranno ad aver bisogno d’aiuti e d’assistenza allo sviluppo in questi anni cruciali.

Guadagnarsi da vivere in modo sostenibile

L’assistenza della FAO si concentrerà sulla salute animale liberando il bestiame dai parassiti e vaccinando i capi produttivi contro le malattie contagiose più diffuse, per aumentare le loro probabilità di sopravvivenza.

La FAO assisterà inoltre i pastori nelle transazioni di mercato, affinché ricevano prezzi migliori per gli animali che possono essere venduti.

Una riduzione d’emergenza delle scorte aiuterà i piccoli allevatori ad ottenere un prezzo giusto per il proprio bestiame. In alcuni casi, gli animali verranno macellati e la carne (fresca o essiccata) verrà fornita ai centri di alimenti animali della regione. La FAO collaborerà con le organizzazioni non governative, con i governi locali e con il settore privato e si avvarrà dei meccanismi esistenti più appropriati per sviluppare programmi di riduzione delle scorte specifici per la regione, sostenendo le strutture commerciali esistenti.

L’agenzia fornirà inoltre sementi per colture foraggiere da piantare su 300 ettari, un’area che potrebbe produrre oltre 5.000 tonnellate di fieno e di sostanza secca per migliorare le condizioni di salute del bestiame.

Come risultato di questi interventi, ed anche affrontando le cause che sottostanno all’insicurezza alimentare cronica, le popolazioni coinvolte dovrebbero essere meno vulnerabili alle crisi future. Come parte delle iniziative di lungo periodo, la FAO è al lavoro per dare il proprio aiuto sul fronte della carenza idrica, delle strutture igieniche e sanitarie, della nutrizione e dell’istruzione.

Con l’aiuto della comunità internazionale, un’immediata risposta a questa situazione di siccità e d’insicurezza alimentare dovrebbe consentire alle comunità vulnerabili di sopravvivere alla crisi attuale ed avviare una ripresa sostenibile.

Per maggiori informazioni:
Teresa Buerkle
Ufficio Stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 14 16 671

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teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 141 6671

FAO/19452/R. Faidutti

I pastori del Corno d’Africa hanno bisogno d’aiuti d’emergenza.

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26 aprile 2006 - Circa 15 milioni di persone rischiano di perdere i propri mezzi di sussistenza a causa della grave siccità che sta affliggendo i paesi del Corno d’Africa.
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