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Il ruolo dei paesi in via di sviluppo nel commercio agricolo mondiale
Presentato oggi il nuovo rapporto congiunto OCSE/FAO
Parigi/Roma, 4 luglio 2006 - La produzione ed il consumo di prodotti agricoli nei paesi in via di sviluppo crescono ad un ritmo più veloce che in quelli sviluppati. Tuttavia, la produttività delle nazioni povere non cresce allo stesso passo del fabbisogno alimentare della loro crescente popolazione.

Per questo motivo, i paesi in via di sviluppo più poveri saranno sempre più dipendenti dai mercati mondiali per la propria sicurezza alimentare e di conseguenza più vulnerabili ed esposti alle fluttuazioni dei prezzi, secondo l’ultimo rapporto congiunto OCSE/FAO Prospettive Agricole 2006-2015 presentato oggi a Parigi.

Per migliorare la capacità produttiva nazionale di questi paesi sono necessari maggiori investimenti nella formazione, nell’istruzione e nel miglioramento delle infrastrutture.

Il rapporto aggiunge che Brasile, India e Cina, hanno un peso crescente nel determinare il futuro del commercio agricolo mondiale. Nei paesi in via di sviluppo nel loro complesso, l’aumento dei redditi e la crescente urbanizzazione stanno modificando le abitudini alimentari della popolazione, facendo incrementare in particolare la domanda e le importazioni di carne e di prodotti trasformati, ma anche di alimenti animali necessari per la loro produzione.

Cambiamenti nella produzione e nelle esportazioni

Nuove opportunità di mercato in alcuni paesi in via di sviluppo sono accompagnate da un cambiamento della produzione e delle esportazioni di prodotti agricoli, che si dirigono meno verso i paesi OCSE e più verso altre economie in via di sviluppo. Si prevede che questa tendenza continuerà ad aumentare nei prossimi dieci anni e come risultato porterà, a livello mondiale, ad una maggiore concorrenza tra i paesi esportatori.

I grandi esportatori tradizionali di grano – Argentina, Australia, Canada, l’Unione Europea e gli USA – con tutta probabilità continueranno a mantenere una posizione dominante, ma la produzione dell’Ucraina e del Kazakistan sta diventando sempre più competitiva. Secondo il rapporto, nei prossimi anni gli USA continueranno ad essere il più grande esportatore di grano, ma la loro quota di mercato è destinata a ridimensionarsi. Tendenze simili si riscontreranno nei mercati di altri prodotti, con una forte crescita, in particolare, delle esportazioni dai paesi dell’America Latina.

Il rapporto stima che tra il 2006 ed il 2015, a livello mondiale la produzione di grano e di cereali secondari, in particolare di mais, aumenterà in media di circa l’uno per cento all’anno. La produzione di grano nel 2015 sarà di un 13 per cento superiore a quella del 2005, mentre nello stesso periodo la produzione di cereali secondari aumenterà del 18 per cento.

In aumento la produzione di bioenergia

In un contesto di elevati prezzi energetici, aumenterà la produzione di bioenergia ottenuta da cereali secondari e da altri cereali, dai semi oleaginosi e dallo zucchero, stimolando una domanda aggiuntiva per questi prodotti. Specialmente l’aumento della domanda di cereali secondari sarà per buona parte dovuta alla produzione di biodiesel che sarà impiegato al posto dei combustibili fossili derivati dal petrolio.

I mercati internazionali della carne continueranno nel medio periodo a crescere, ma saranno ancora vulnerabili al diffondersi di epidemie animali nei principali paesi produttori. La possibile ricomparsa di focolai di BSE (malattia della mucca pazza), di afta epizootica e d’influenza aviaria condizioneranno i mercati e avranno ripercussioni sull'andamento degli scambi commerciali. Da qui la necessità di una maggiore attenzione e cooperazione a livello internazionale.

La crescita persistente della produttività e l’intensificarsi della concorrenza sui mercati internazionali bilanceranno l’aumento della domanda, ed i prezzi mondiali dei prodotti agricoli, corretti dall’inflazione, si prevede continueranno la tendenza di lungo periodo a calare, anche se lentamente, sino al 2015.

I giornalisti possono richiedere una versione sintetica di Prospettive Agricole 2006-2015 alla Divisione Rapporti con i Media dell’OCSE telefonando allo (+33) 1 4524 9700 o contattando news.contact@oecd.org.

Per maggiori informazioni:
Pierre Antonios
Ufficio Stampa FAO
pierre.antonios@fao.org
(+39) 06 570 53473

OECD Divisione Relazioni con i Media
(+33) 1 4524 9700
news.contact@oecd.org

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Pierre Antonios
Ufficio Stampa FAO
pierre.antonios@fao.org
(+39) 06 570 53473
(+39) 348 252 3807

FAO/21978/G. Bizzarri

Cresce il flusso commerciale da e verso i paesi in via di sviluppo.

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Presentato oggi il nuovo rapporto congiunto OCSE/FAO
Secondo il nuovo rapporto OCSE/FAO la produttività delle nazioni povere non cresce allo stesso passo del fabbisogno alimentare della loro crescente popolazione.
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