FAO :: Sala stampa :: Ultime notizie :: 2006 :: Sulle tracce degli …
Sulle tracce degli uccelli migratori grazie alla tecnologia satellitare
Trasmettitori satellitari l’ultimo strumento contro l’influenza aviaria
Roma/New York, 6 settembre 2006 – Muniti di leggeri trasmettitori satellitari GPS, alimentati ad energia solare, alcuni cigni selvatici provenienti dalla Mongolia volano inconsapevoli nei cieli euroasiatici.

Nei loro laboratori gli scienziati, che ne seguono le tracce da terra, sono convinti che questi studi all’avanguardia faranno luce sul ruolo degli uccelli selvatici nella diffusione dell’influenza aviaria.

Ad agosto, una equipe internazionale di ricercatori della FAO e dell’US Geological Survey (USGS), si sono uniti ai loro colleghi della Wildlife Conservation Society (WCS) e dell’Accademia Mongola delle Scienze (MAS, www.mas.gov) in un progetto di sorveglianza, nell’ambito del “Network mondiale per la sorveglianza degli uccelli selvatici nell'influenza aviaria”, programma finanziato dall’agenzia di sviluppo statunitense (USAID).

Il team di ricercatori ha applicato dei trasmettitori GPS ad alcuni cigni selvatici per poterli seguire nei luoghi dove svernano.
Questa ricerca sta fornendo informazioni importanti sulle rotte migratorie e tiene aggiornati i governi su un eventuale rischio di malattie provenienti dagli uccelli selvatici, come l’influenza aviaria altamente patogena (HPAI, dall’acronimo inglese).

Il ceppo della HPAI, noto come H5N1, è altamente letale per diverse specie, soprattutto per il pollame e per alcune specie di volatili acquatici. Quando si trasmette agli esseri umani mediante il contatto ravvicinato con volatili infetti (soprattutto pollame), il virus può essere mortale. I leader di tutto il mondo mostrano preoccupazione per il pericolo potenziale di una pandemia qualora il virus mutasse, diventando trasmissibile tra gli esseri umani.

“Stiamo lavorando per capire quale ruolo possono avere gli uccelli selvatici nella diffusione dell’H5N1”, ha affermato il Dr. Scott Newman, Coordinatore Internazionale Fauna Selvatica ed Influenza Aviaria della FAO, distaccato dalla Wildlife Conservation Society ed adesso al lavoro presso l’agenzia delle Nazioni Unite. “Sebbene con ogni probabilità sia il commercio di pollame e di altri volatili la fonte principale di spostamento del virus, in alcune zone è possibile che vi siano anche implicati gli uccelli migratori”.

In Mongolia, nel 2005, e nella Cina occidentale, nel 2005-2006, numerosi cigni sono morti in zone in cui non ci sono grandi quantità di pollame. Per gli scienziati, questi fattori indicano che l’H5N1 si è insediato nella regione e da lì può essersi propagato – e si sta tuttora diffondendo - attraverso la migrazione degli uccelli. Sono pochi, tuttavia, gli studi a disposizione che ne seguano le rotte con precisione.

“Anche se facciamo controlli a campione sugli uccelli selvatici per verificarne la positività all’influenza aviaria, non riusciremo a comprendere appieno il ruolo che essi hanno nella malattia se non ne conosciamo meglio gli spostamenti”, ha affermato il Dr. Billy Karesh, Direttore del programma veterinario sul campo della WCS, con sede a New York e coordinatore del sistema GAINS.

“In Asia orientale, la WCS sottopone i volatili a controlli a campione nell’ambito del Network mondiale per la sorveglianza degli uccelli selvatici nell'influenza aviaria, ma quando individuiamo dei volatili infetti, dobbiamo sapere dove si stanno dirigendo”.

Molte specie migratorie nidificano a migliaia di chilometri dal luogo in cui hanno svernato, ed è difficile stabilire la provenienza di ciascun gruppo, ha dichiarato il Dr. John Takekawa, un biologo ricercatore per la fauna selvatica del Centro Occidentale di Ricerca Ecologica dell’USGS in California, uno degli scienziati che partecipano allo studio.

“Ai cigni applichiamo dei piccolissimi trasmettitori GPS che funzionano come i sistemi di navigazione delle automobili, ma che inviano i dati anche attraverso i satelliti meteorologici per permetterci di seguirne gli spostamenti”.

I cigni selvatici sono stati presi agli inizi di agosto nella steppa all’estremo est della Mongolia, vicino ai confini con la Russia e la Cina. Ogni anno, la loro muta avviene dopo la stagione riproduttiva, ed è in questo periodo, in cui non sono ancora in grado di volare, che i biologi li hanno catturati.

Dieci cigni sono stati muniti di piccoli trasmettitori alimentati ad energia solare che pesano 70 grammi mediante un’imbracatura a zainetto fatta di Teflon, che si deteriora e si stacca in pochi anni.

Anche se per seguire gli uccelli migratori vengono usati trasmettitori satellitari quasi da vent'anni, quelli GPS sono disponibili solo da 5 anni. Prodotti da un’azienda specializzata, solo di recente le loro dimensioni sono state ridotte per adattarle agli uccelli migratori.

L’esatta localizzazione che forniscono, spesso con una precisione inferiore ai 10 metri, offre una gran quantità di informazioni sugli uccelli in migrazione e sull’utilizzo dei loro habitat di cui prima non si disponeva.

Le localizzazioni vengono registrate ogni 2 ore e conservate nella memoria del trasmettitore prima di essere inviate attraverso i satelliti meteorologici alla squadra di ricerca ogni 2 giorni con delle e-mail. Vengono aggiornate sulla pagina web del progetto (www.werc.usgs.gov/sattrack/) due volte a settimana, anche con mappe visibili su Google Earth.

La Conferenza Internazionale FAO-OIE sull’Influenza Aviaria e gli Uccelli Selvatici di Roma (www.fao.org/ag/againfo/subjects/en/health/diseases-cards/conference/index_en.html) ha raccomandato, tra l’altro, di migliorare le conoscenze sul comportamento degli uccelli selvatici, sulle strategie migratorie, sui luoghi di aggregazione e di convergenza, e sulle interazioni tra le specie selvatiche e quelle domestiche.

Secondo Newman: “Lo studio sui cigni selvatici in Mongolia è testimonianza dell’importanza che la FAO dà alla comprensione della relazione che esiste tra agricoltura, fauna selvatica e salute umana”.

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa FAO
FAO-Newsroom@fao.org
(+39) 06 570 53625

Catherine Puckett
USGS
catherine_puckett@usgs.gov
1-352-264-3532

Per maggiori informazioni:

FAO Media Office
FAO-Newsroom@fao.org
(+39) 06 570 53625

Catherine Puckett
USGS
catherine_puckett@usgs.gov
1-352-264-3532

N. Batbayar

Esperti applicano trasmettitori GPS ad un cigno selvatico

invia quest’articolo
Sulle tracce degli uccelli migratori grazie alla tecnologia satellitare
Trasmettitori satellitari l’ultimo strumento contro l’influenza aviaria
6 settembre 2006 - Trasmettitori satellitari attaccati ai cigni selvatici aiutano gli scienziati a seguire le rotte degli uccelli migratori per fare luce sul loro ruolo nella diffusione dell’influenza aviaria.
Inserire un indirizzo di email.
Inserire un indirizzo di email valido.
RSS