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Il Direttore Generale della FAO sollecita interventi per gli Obiettivi del Millennio
Riduzione di fame e povertà centrali per il loro raggiungimento
Roma, 7 settembre 2006 - La riduzione di fame e povertà estrema - il primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) - è il prerequisito per il raggiungimento di tutti gli altri, ha dichiarato oggi il Direttore Generale della FAO Dr Jacques Diouf.

Intervenendo al Comitato Consultivo ad alto livello istituito per aiutare la FAO a rispondere in modo più efficace alla sfida rappresentata dal raggiungimento dei MDG entro il 2015, Diouf ha detto che misurarsi con gli otto obiettivi “saggerà la volontà politica della comunità internazionale di affrontare alcuni problemi mondiali irrimandabili ed unirsi nell’azione richiesta per risolverli”.

“Credo che voi condividiate la mia convinzione che ridurre fame e povertà estrema sia la chiave per raggiungere tutti gli altri MDG”, ha aggiunto Diouf.

“A meno che il primo Obiettivo non venga raggiunto, vi sono poche speranze che si possano raggiungere tutti gli altri - ambiente, istruzione, mortalità infantile, salute materna, uguaglianza dei sessi, HIV/AIDS”.

Diouf ha fatto notare che, essendo la FAO l’agenzia dell’ONU con funzioni guida nel settore dell’agricoltura, delle foreste, della pesca e nello sviluppo rurale, tutte le sue attività –monitoraggio, analisi, mobilitazione delle risorse, costruzione di alleanze, attività sul campo – contribuiscono a far fare progressi verso il raggiungimento dei MDG.

Rafforzate capacità

“Ma ho la sensazione che la nostra azione debba essere più incisiva e partecipativa per essere davvero efficace”, ha continuato Diouf. Proprio per rafforzare la capacità della FAO di affrontare le sfide a venire, il Direttore Generale ha avviato un’ampia riforma dell’Organizzazione, un processo inteso anche a promuovere maggiore cooperazione con le altre agenzie del sistema ONU.

“Voglio ringraziarvi per aver acconsentito a mettere a disposizione del Comitato Consultivo ad alto livello la vostra competenza, esperienza e saggezza. Non ho dubbi che la vostra guida ci mostrerà i modi per rendere le nostre attività a sostegno degli Obiettivi del Millennio più efficaci”.

Presiedono il Comitato Consultivo: il Prof. M.S. Swaminathan, Presidente della M.S. Swaminathan Research Foundation; Carlos E. Aquino González, Direttore Generale Emerito dell’Inter-American Institute for Cooperation on Agriculture; il Prof. Bo Bengtsson, del Dipartimento di Scienza delle Coltivazioni, Alnarp, Svezia, Università di Scienze Agrarie; M. Cheikh Mouhamady Cissokho, Presidente Onorario del Conseil National de Concertation et de Cooperation des Ruraux del Senegal; il Dr Adel El-Beltagy, Presidente del Global Forum per la Ricerca Agraria del Cairo; il Dr Walter P. Falcon, Direttore del Centro di Scienza e Politica Ambientale, Stanford University; il Prof. Dmytro O. Melnychuk, Rettore dell’Università Nazionale di Agricoltura, Ucraina; Moise C. Mensah, ex Ministro delle Finanze del Benin, ed ex Vice Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD); Barbara Stocking, Direttrice di Oxfam, UK.

Il Direttore della Divisione Economia Agricola e dello Sviluppo della FAO, Prabhu Pingali, ha detto nel suo intervento che a livello mondiale l’obiettivo di dimezzare la proporzione delle persone che soffrono la fame entro il 2015 appare raggiungibile, se vi saranno alti livelli di investimenti - e l’impegno politico – nel rafforzamento della sicurezza alimentare.

L’Africa sub-sahariana

Mentre nel 1990 – data di riferimento degli obiettivi del Millennio – il 20 per cento della popolazione dei paesi in via di sviluppo era sottonutrita, nel periodo 2000/02 secondo le stime più recenti della FAO era il 17 per cento, cioè 815 milioni. Le stesse stime prevedono l’11 per cento per il 2015, ha aggiunto Pingali.

Tuttavia, una percentuale molto alta di sottonutrizione - il 23 per cento – sarà ancora nell’Africa sub-sahariana per il 2015. All’incirca un terzo degli africani soffrono attualmente la fame e a meno che non vi sia un intervento speciale e specifico, il raggiungimento dell’obiettivo del Millennio concernente la fame dovrà aspettare sino al 2030.

Allo stesso modo, l’obiettivo di dimezzare la povertà nel periodo compreso tra il 1990 ed il 2015 fa progressi a livello mondiale, ma appare purtroppo irraggiungibile in Africa sub-sahariana.

“Nella regione si faranno ben pochi progressi se non si avranno risultati concreti nel prossimo futuro. Al contrario il rischio è che il numero totale, in valore assoluto, dei poveri aumenti in modo considerevole", ha aggiunto Pingali. "Se questo scenario si dovesse materializzare, circa metà dei poveri del mondo nel 2015 saranno in Africa sub-sahariana.”

Per maggiori informazioni:
Christopher Matthews
Ufficio Stampa FAO
christopher.matthews@fao.org
(+39) 06 570 53762

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christopher.matthews@fao.org
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7 settembre 2006 - Il Direttore Generale della FAO Dr Jacques Diouf ha dichiarato oggi, intervenendo ad un Comitato Consultivo ad alto livello, che la riduzione di fame e povertà estrema è il prerequisito per il raggiungimento dei MDG.
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