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Nel settore agricolo il 70 per cento del lavoro minorile mondiale
In un incontro alla FAO si discute delle strategie per affrontare il problema
14 settembre 2006, Roma - Circa il 70 per cento del lavoro minorile di cui si è a conoscenza, si registra nel settore agricolo, dove spesso si tratta di lavoro forzato e rischioso. I bambini sono spesso costretti ad orari di lavoro lunghi, con attrezzi progettati per un fisico adulto. Spesso devono trasportare pesi eccessivi per la loro corporatura e manovrare attrezzature pericolose. Il lavoro agricolo li espone inoltre al rischio di pesticidi tossici, polveri, malattie e generali condizioni malsane.

La riduzione del lavoro minorile in agricoltura è stata l’argomento all’ordine del giorno di un recente meeting presso la FAO, a cui partecipavano anche rappresentanti di altre organizzazioni internazionali e dell’Organizzazione mondiale del lavoro (ILO).

Lavoro pericoloso

L’agricoltura è insieme all’industria estrattiva ed al settore edile uno dei settori più pericolosi in termini di causa di decessi ed incidenti sul lavoro, soprattutto per i minori particolarmente vulnerabili per la mancanza di esperienza e di preparazione e per il fisico ancora in via sviluppo.

“Alcune attività agricole – l’impiego di pesticidi e l’uso di certi macchinari – sono talmente pericolose che dovrebbero essere del tutto vietate ai bambini,” afferma Parviz Koohafkan, Direttore della Divisione sviluppo rurale della FAO.

Ma, aggiunge, non tutto il lavoro che i bambini svolgono è dannoso per la loro crescita e la loro salute.

“Quando avviene all’interno del nucleo familiare, nell’ambito di un’agricoltura di sussistenza, la partecipazione minorile alle attività agricole può aiutarli ad accumulare conoscenze preziose, accrescere la fiducia in se stessi, contribuendo così al reddito familiare e dunque a migliori condizioni di vita per l’intera famiglia” dice Koohafkan. “Si tratta dunque di una questione complessa che va esaminata caso per caso, evitando le generalizzazioni.”

Cos’è il lavoro minorile?

Non tutti i lavori svolti dai bambini possono definirsi “lavoro minorile” secondo gli standard dell’ILO. Lavori leggeri, che non interferiscono con la scolarizzazione, sono consentiti dopo i 12 anni, così come il lavoro svolto da ragazzi con più di 15 anni che non sia classificato come pericoloso.

Il lavoro minorile, secondo le convenzioni ILO, è il lavoro che danneggia la salute e ostacola l’istruzione, lo sviluppo e il futuro benessere dei bambini. Quando i bambini sono costretti a lavorare per molte ore sui campi diminuisce la loro possibilità di frequentare la scuola e la capacità di apprendimento, compromettendo il loro futuro avanzamento economico e sociale nella vita produttiva una volta adulti.

Il ruolo della FAO

Il lavoro agricolo minorile affonda le sue radici nel mondo rurale e nella vulnerabilità economica delle famiglie. Nuove fonti di reddito per le famiglie rurali possono ridurre la necessità di lavoro per i bambini e mettere le famiglie nelle condizioni di mandarli a scuola.

Secondo Koohafkan, la FAO promuovendo strategie di sviluppo rurale e programmi tesi a migliorare le condizioni di vita rurali, e creando nuove attività produttive in condizioni più salutari e sicure, può svolgere un ruolo importante nella riduzione del lavoro minorile e dei rischi ad esso connessi. Gli interventi dell'agenzia ONU per una migliore gestione dei pesticidi, ad esempio, aiutano a proteggere i minori da uno dei maggiori rischi.

L’istruzione è un prerequisito essenziale per ridurre la povertà, migliorare l’agricoltura e le condizioni di vita e per costruire un mondo senza fame. Ma i giovani che vivono nelle zone rurali generalmente hanno scarso accesso a un’istruzione qualificata, per mancanza di scuole, per mancanza di insegnanti o per la loro scarsa preparazione, e perché le famiglie non possono permettersene il costo.

Come agenzia leader delle Nazioni Unite nella partnership mondiale “Istruzione per le Popolazione rurali”, la FAO lavora con l’UNESCO e altri partner per colmare il divario città/campagna per quanto riguarda l’istruzione e migliorare la qualità e l’accesso all’insegnamento di base.

In Africa la sfida più grande

L’impegno per eliminare il lavoro minorile pericoloso é particolarmente arduo in Africa, dove l’agricoltura rappresenta l’attività economica predominante, e dove fattori come povertà endemica, insicurezza alimentare, scarsa istruzione e HIV/AIDS non fanno che aggravare il problema.

I bambini orfani a causa dell’HIV/AIDS ne pagano le conseguenze in molti modi. Non solo perdono i genitori, ma con loro perdono anche un patrimonio di conoscenze essenziali per la loro vita, come le pratiche agricole, che tradizionalmente si trasmettono di generazione in generazione. Molti di loro, senza questo patrimonio e spesso lasciati da soli con la responsabilità di mantenere l’intera famiglia e dei fratelli più piccoli, sono costretti a lavorare e diventano particolarmente esposti a sfruttamento e molestie.

In numerosi paesi africani le Scuole d'agricoltura e di vita per giovani agricoltori della FAO insegnano agli orfani dell‘HIV/AIDS e ad altri bambini vulnerabili pratiche agricole e li aiutano a rafforzare la coscienza sociale nelle comunità più pesantemente colpite dall’HIV/AIDS.

Necessaria una maggiore presa di coscienza

I partecipanti alla riunione della FAO hanno convenuto sulla necessità di una più ampia campagna informativa per attirare l’attenzione sul problema del lavoro minorile in agricoltura. Nel 2007, l’annuale Giornata mondiale contro il lavoro minorile, che si celebra il 12 giugno, sarà dedicata al lavoro minorile in agricoltura per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulle dimensioni del problema.

”La maggior parte dei bambini che lavorano nel mondo vivono nelle zone rurali, e lavorano in aziende agrarie e piantagioni, non nelle fabbriche o nei negozi delle aree urbane,” dichiara Jennie Dey DePryck, Capo Servizio Istituzioni rurali e partecipazione della FAO. “Se vogliamo eliminare la forma peggiore di lavoro minorile, é necessario intervenire sul lavoro minorile in agricoltura”.

Partecipavano alla riunione rappresentanti dell’ILO, del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), del Programma alimentare mondiale (PAM), della FAO, dell’Istituto internazionale per la ricerca sulle politiche alimentari, della Federazione internazionale dei produttori agricoli (IFAP) e del Sindacato internazionale delle Associazioni di lavoratori nei settori alimentare, agricoltura, alberghi, ristoranti, catering, tabacco e affini (IUF).


Per maggiori informazioni:
Teresa Buerkle
Ufficio Stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 141 6671

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FAO/21620/J. Spaull

L'agricoltura è il settore economico dove si registra la più alta incidenza di lavoro minorile

Alcuni dati sul lavoro minorile

L’agricoltura é il settore economico dove si registra la più alta incidenza di lavoro minorile. Nel 2006, oltre 150 milioni di ragazzi al di sotto dei 18 anni lavoravano in agricoltura, pari a circa il 70 per cento di tutto il lavoro minorile di cui si ha conoscenza.

Il lavoro minorile, specialmente nelle sue forme peggiori, é in calo. L’attuale numero è sceso dell’11 per cento tra il 2000 e il 2004, passando da 246 milioni a 218 milioni.

L’Africa subsahariana é la regione dove il fenomeno è maggiormente presente, ed é anche l’unica regione che tra il 2000 e il 2004 ne ha registrato un aumento, passando da 48 milioni a 49,3 milioni.

Il numero di bambini e di giovani tra i 5 e i 17 anni costretti a lavori pericolosi è sceso del 26 per cento, da 171 milioni nel 2000 a 126 milioni nel 2004. Tra i lavoratori più giovani, nella fascia d’età compresa tra i 5 ed i 14 anni, la diminuzione é stata ancora più marcata, con il 33 per cento in meno.

Fonte: ILO. 2006. The end of child labour: within reach.

Audio

Guy Thijs, Direttore del Programma internazionale dell’ILO per l’eliminazione del lavoro minorile, parla dell’obiettivo di sradicare le forme peggiori di lavoro minorile per il 2016, e spiega perché è importante affrontare il problema del lavoro minorile in agricoltura. (mp3)

FAO

Non tutto il lavoro è dannoso. Attività svolte all’interno del nucleo familiare possono fornire conoscenze preziose e contribuire al reddito familiare.

FAO/M. Fioravanti

Nelle Scuole d'Agricoltura e di Vita per giovani agricoltori della FAO gli orfani imparano dalla pratica. Si veda il video Harvesting for life su questo innovativo sistema d'insegnamento in Mozambico.

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