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Influenza aviaria: è l’Africa la priorità
Aumentare la vigilanza per vincere la malattia
Bamako/Roma, 6 dicembre 2006 - Il virus mortale dell’influenza aviaria H5N1 rimane una “grave minaccia per il mondo – sia per gli animali che per gli esseri umani. La possibilità di un’epidemia umana continua a rimanere presente”, afferma la FAO in un intervento che sarà tenuto domani alla conferenza dei donatori in corso a Bamako, in Mali.

“Se anche un solo paese non dovesse riuscire a contenere la malattia, questo potrebbe portare al rapido diffondersi di una nuova ondata infettiva in molti altri paesi”, si legge nel discorso di Alexander Müller, Vice Direttore Generale della FAO, che avverte: “Un anello debole può portare ad un effetto domino e distruggere in breve tempo i risultati sinora raggiunti. Non è questo il momento di compiacersi”.

Molte le zone ancora vulnerabili

Secondo la FAO molte parti del mondo rimangono ancora vulnerabili a causa dell’insufficienza delle risorse. Tra queste vi sono l’Africa, l’Europa orientale ed il Caucaso e l’Indonesia. L’arrivo del virus in Africa, all’inizio di quest’anno, continua ad essere motivo di grande preoccupazione. “L’Africa deve essere adesso la priorità numero uno per quanto riguarda le risorse e l’assistenza tecnica nella battaglia contro l’influenza aviaria”, dice la FAO.

L’agenzia ONU esorta a continuare l’impegno nei confronti di “aree del pianeta ancora immuni come l’America Latina ed i Caraibi, dove gli interventi della FAO nella pianificazione della risposta e nell’elaborazione di piani di contingenza stanno dando risultati".

Occorre una visione di lungo termine

Secondo la FAO, vincere la battaglia contro l’influenza aviaria altamente patogena richiede una visione di lungo termine. Sono decisivi maggiore vigilanza e prontezza di risposta ai focolai. Queste attività forniscono anche positivi effetti a catena negli sforzi per controllare altre malattie animali.

La FAO ritiene che la totale trasparenza e la condivisione delle informazioni siano elementi cruciali, specialmente per quanto riguarda i ceppi virali. “Per fare passi avanti nella ricerca scientifica e riuscire a migliorare le diagnosi, i vaccini ed i trattamenti, è necessario che tutte le informazioni disponibili sul virus siano messe a disposizione e condivise estesamente".

Nel suo intervento Müller esorta i paesi a prestare maggiore attenzione all’igiene ed al controllo dei movimenti lungo tutta la produzione animale e la catena commerciale.

Necessario l’impegno sia dei paesi donatori che di quelli a rischio

Il successo nel contenimento dell’influenza aviaria secondo la FAO richiede l’impegno politico sia dei paesi donatori che di quelli a rischio o già infettati. “Ne è un esempio il Vietnam, dove una strategia integrata di sorveglianza e costruzione delle capacità locali nelle analisi di laboratorio, nel controllo dei movimenti animali, nelle vaccinazioni e nell’abbattimento ha evitato quello che per il paese poteva diventare un disastro di grandi proporzioni. Questo non sarebbe stato possibile senza il risoluto intervento del governo e il sostegno della comunità internazionale”.

Molti paesi hanno sostenuto finanziariamente il lavoro della FAO nella sua opera d’assistenza ai paesi a contenere la malattia. Sino ad oggi la FAO ha ricevuto 76 milioni di dollari, e sono stati firmati accordi per altri 25 milioni. Sono in corso d’approvazione accordi per ulteriori 60 milioni di dollari.

Per maggiori informazioni:
John Riddle
Ufficio stampa FAO
john.riddle@fao.org
(+39) 06 570 53259
(+39) 348 257 2921

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John Riddle
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john.riddle@fao.org
(+39) 06 570 53259
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FAO/P. Ekpei

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