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Influenza aviaria in Gran Bretagna: efficaci le misure adottate
Maggiore sostegno ai paesi che ancora lottano per tenere il virus sotto controllo
Roma, 7 febbraio 2007 - La FAO ha espresso la propria fiducia nella capacità delle autorità britanniche di rispondere adeguatamente ai focolai d’influenza aviaria scoperti di recente in un allevamento di tacchini.

Le autorità britanniche stanno cercando di risalire all’origine del focolaio che si è sviluppato in un allevamento del Suffolk, in Inghilterra, dove sono morti a causa del virus 2.500 tacchini. Per bloccare qualsiasi diffusione della malattia sono stati abbattuti nel paese circa 160.000 volatili.

La FAO segue da vicino l'evolversi della situazione in Gran Bretagna ed in Ungheria, dove in gennaio il virus è stato confermato in uno stormo di oche, ed è in contatto con le autorità veterinarie nazionali e con la Direzione Generale per la Salute e la tutela dei consumatori della Commissione Europea.

L’agenzia ONU ha invece avvertito che è necessario dare maggiore sostegno ai paesi che ancora lottano per tenere il virus sotto controllo, per esempio l’Indonesia, l’Egitto e la Nigeria.

“Si può ridurre la diffusione del virus H5N1 nel pollame solo se si interviene con decisione e con il sostegno al più alto livello politico, attuando le misure più efficaci per individuare e tenere sotto controllo il virus, inclusa la vaccinazione, e fornendo adeguati mezzi materiali e finanziari", ha affermato Joseph Domenech, veterinario capo della FAO.

Team d’esperti in Nigeria

La FAO ha inviato in Nigeria un team di esperti del suo Centro di Gestione Crisi, per lavorare a fianco dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a seguito del primo decesso umano registrato nel paese la settimana scorsa.

Il gruppo d'esperti incontrerà le autorità sanitarie e veterinarie locali per valutare la situazione ed assicurare che sia fatta adeguata opera di informazione sulla norme di sicurezza, per evitare il panico tra la popolazione. L’obiettivo è fornire raccomandazioni realistiche per coloro che sono più a rischio e maggiormente esposti, come ad esempio il personale addetto alla macellazione ed alla lavorazione del pollame.

Il virus H5N1 è stato per la prima volta individuato in Nigeria nel febbraio 2006. Da allora, oltre 700.000 polli sono stati abbattuti, o morti per la malattia. Nonostante le misure di controllo, il virus è stato riscontrato in 19 dei 36 stati di cui è costituito il paese, oltre che nel Territorio della Capitale Federale.

A rischio i progressi fatti

Nel loro incontro annuale di coordinamento su questioni di salute animale, tenutosi a Roma la scorsa settimana, la FAO, l’OIE (l’Organizzazione mondiale di salute animale) e l’OMS (l’Organizzazione mondiale della sanità) hanno espresso seria preoccupazione che i successi conseguiti in molte parti del mondo contro l’influenza aviaria vengano compromessi per mancanza di un’azione determinata e di risorse finanziarie adeguate in alcuni paesi, dove infatti il virus continua a circolare.

“A livello globale la situazione è migliore di quanto non fosse tre anni fa, ma la recente recrudescenza di focolai in alcuni paesi dimostra che non c'è motivo di rallegrarsi”, ha aggiunto Domenech. “Il virus continua a circolare in alcune parti del mondo ed i servizi veterinari nazionali devono rimanere in allerta perché vi è il rischio di una sua reintroduzione”.

Per maggiori informazioni:
Teresa Buerkle
Ufficio stampa FAO
teresamarie.buerkle@fao.org
(+39) 06 570 56146
(+39) 348 141 6671

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Photo by Scott Nelson/WpN for FAO

Nigeria - Analisi di laboratorio su campioni di polli morti per influenza aviaria.

Photo by Scott Nelson/WpN for FAO

Necessarie campagne informative per coloro che sono più a rischio di venire a contatto con pollame infetto.

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Influenza aviaria in Gran Bretagna: efficaci le misure adottate
Maggiore sostegno ai paesi che ancora lottano per tenere il virus sotto controllo
7 febbraio 2007 - La FAO ha espresso la propria fiducia nella capacità delle autorità britanniche di rispondere adeguatamente ai recenti focolai d’influenza aviaria, ma altri paesi che ancora lottano per tenere il virus sotto controllo necessitano di maggiore sostegno.
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