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Rallenta la perdita di foreste a livello mondiale
Premiata la buona gestione forestale, secondo un rapporto FAO
Roma, 13 marzo 2007 - In alcune regioni del mondo si è registrata un’inversione di tendenza rispetto a secoli di deforestazione ed adesso vi sono indicazioni di un aumento dell’area forestale, secondo il rapporto della FAO Lo Stato delle Foreste nel Mondo (SOFO).

Il rapporto, che è stato presentato oggi all’apertura dei lavori della 18a sessione della Commissione Foreste della FAO, sottolinea gli effetti positivi di una gestione forestale più consapevole e fa notare che oltre 100 paesi hanno avviato programmi forestali nazionali.

“Molti paesi hanno mostrato la volontà politica di migliorare la gestione delle foreste rivedendo politiche e legislazioni e rafforzando le istituzioni forestali. Maggiore attenzione è stata data alla conservazione del suolo e delle risorse idriche, alla difesa della diversità biologica ed ad altri fattori ambientali”, dice David Harcharik, Direttore Generale Aggiunto della FAO. “Tuttavia, va notato che i paesi che si trovano ad affrontare le maggiori sfide per il raggiungimento di una gestione forestale sostenibile sono anche quelli con il tasso più alto di povertà e conflitti civili”.

Le foreste a livello mondiale coprono circa 4 miliardi di ettari, vale a dire il 30 per cento dell’intera superficie terrestre. L’80 per cento di tutta l’area forestale mondiale è concentrata in soli 10 paesi. Dal 1990 al 2005 il mondo ha perduto il 3 per cento del suo territorio forestale totale, un calo medio di quasi lo 0.2 per cento l'anno, secondo i dati riportati nel rapporto.

Nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2005, 57 paesi hanno registrato un aumento della copertura forestale, mentre 83 una diminuzione. Rimane alta, comunque, la perdita netta di foreste, che è stimata intorno a 7.3 milioni di ettari l’anno, pari a 20.000 ettari al giorno.

La perdita più alta di foreste primarie negli anni compresi tra il 2000 ed il 2005 si è registrata in Indonesia, Messico, Papua Nuova Guinea e Brasile.

Le prospettive a livello regionale

Nella regione Asia e Pacifico, la superficie forestale netta è aumentata nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2005, invertendo la tendenza negativa dei decenni precedenti. L’aumento però è stato principalmente in Asia orientale. In Cina, infatti, i grandi investimenti negli interventi di riforestazione hanno bilanciato l’alto tasso di deforestazione di altre zone.

La rapida crescita economica della regione potrebbe favorire una gestione forestale sostenibile, secondo il rapporto. In diversi paesi si stanno rafforzando le istituzioni forestali e vi è una maggiore partecipazione alle decisioni politiche, anche se i dati indicano che in alcuni paesi il disboscamento illegale è in aumento e che, a causa del riscaldamento globale, potrebbe esserci una recrudescenza degli incendi boschivi.

L’Africa e l’America Latina sono al momento le due regioni che registrano le maggiori perdite boschive. Il continente africano, dove si concentra circa il 16 per cento della superficie forestale mondiale, tra il 1990 ed il 2005 ha perso più del 9 per cento delle sue foreste. Nella regione America Latina e Caraibi, che ospita più del 47 per cento delle foreste del mondo, nel periodo tra il 2000 ed il 2005 si è registrato un incremento della perdita netta annuale, che è passata dallo 0.46 allo 0.51 per cento. Mentre, nello stesso periodo, l’Europa ed il Nord America hanno registrato un aumento della superficie forestale.

Incendi ed infestazioni

Le foreste sono anche esposte ad altre minacce, come infestazioni di insetti e di specie invasive, malattie delle piante e naturalmente incendi boschivi. La velocità dei trasporti e la facilità degli spostamenti intercontinentali, insieme al maggior volume di scambi internazionali, hanno favorito la diffusione di parassiti e malattie. Il rapporto rileva però che nei paesi in via di sviluppo è in atto una tendenza crescente ad adottare strategie di contenimento e di lotta alle infestazioni.

Anche se molti paesi riferiscono di incendi boschivi sempre più gravi ed estesi, non vi sono informazioni sufficienti per concludere che a livello globale sia aumentata la superficie totale bruciata o il numero degli incendi. Tra l’80 ed il 99 per cento degli incendi boschivi sono causati dall’uomo, nella forma di disboscamento o di incendi dolosi. Tra le principali cause non addebitabili all’intervento umano vi sono i fulmini.

Il cambiamento climatico

Ci sono chiare indicazioni che il riscaldamento globale avrà serie conseguenze sul patrimonio forestale del mondo, per la maggiore incidenza di incendi, infestazioni e malattie che potrebbe comportare. Nonostante le attese create dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto nel 2005, finora sono andati a rilento gli investimenti nel settore forestale volti a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Per maggiori informazioni:
Alison Small
Ufficio stampa FAO
alison.small@fao.org
(+39) 06 570 56292
(+39) 348 870 5221

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Alison Small
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alison.small@fao.org
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M.A. Williams

Una migliore gestione delle foreste è decisiva per la loro sopravvivenza

United States Forest Service

Investire nella prevenzione degli incendi può essere più efficace che limitarsi a domarli

Alcuni dati

• Cinque paesi, Brasile, Canada, Cina, Federazione Russa e Stati Uniti, ospitano più di metà delle foreste del mondo.

• A livello mondiale circa il 70 per cento dei 5.2 miliardi di ettari usati per l'agricoltura, sono già degradati o a rischio desertificazione.

• Per il 2020, circa 135 milioni di persone rischiano di perdere la terra a causa della desertificazione, 60 milioni solo in Africa sub-sahariana.

• Nei paesi in via di sviluppo il legname è la prima fonte di energia per il riscaldamento e per la cottura dei cibi: in Africa circa il 90 per cento di tutto il legno raccolto è usato per fini energetici.

• I bio-carburanti rappresentano circa l’80 per cento del totale delle fonti energetiche rinnovabili. Essi forniscono più energia delle fonti nucleari e circa quattro volte di più di tutta l’energia idroelettrica, eolica, solare e geotermica messe insieme.

• Circa il 75 per cento dei bio-carburanti derivano da legno combustibile, carbone e liscivia nera (un sottoprodotto della produzione di pasta di legno e della carta).

• Il commercio dei prodotto forestali ha raggiunto nel 2004 un valore totale di 327 miliardi di dollari, vale a dire il 3.7 per cento del valore complessivo del commercio di materie prime.

• L’Europa è la più grande importatrice ed esportatrice di prodotti legnosi del mondo.

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13 marzo 2007 - In alcune regioni del mondo si è registrata un’inversione di tendenza rispetto a secoli di deforestazione ed adesso vi sono indicazioni di un aumento dell’area forestale, secondo il rapporto della FAO Lo Stato delle Foreste nel Mondo (SOFO) pubblicato oggi.
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