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La povertà delle comunità di pescatori pone seri problemi
Oltre ai costi umani, ne risente la buona gestione delle risorse ittiche
Roma, 27 aprile 2007 - Occorre rafforzare il diritto dei pescatori poveri a svolgere la propria attività e gestire gli stock ittici locali se si vuole combattere la povertà e ridurre il supersfruttamento della pesca, ha affermato oggi la FAO.

"Sebbene non si possa minimizzare il ruolo che la pesca ha nell’assicurare cibo ed alleviare la miseria in alcune tra le comunità più povere del mondo, i nostri studi rivelano che molti pescatori vivono ancora in condizioni di indigenza nonostante queste attività assicurino loro cibo e reddito. È preoccupante che permangano in queste comunità disagio sociale e malattie”, ha affermato Ichiro Nomura, Vice-Direttore Generale della FAO, del Dipartimento Pesca e Acquacoltura.

"È necessario un maggiore impegno per affrontare le molte questioni che stanno alla base di questa realtà, altrimenti queste comunità continueranno a mala pena a sopravvivere giorno per giorno, poveramente, senza riuscire a gestire in modo ottimale, come potrebbero, gli stock ittici locali”, ha aggiunto.

La povertà insidia una corretta gestione delle risorse

Il profilo della povertà nelle comunità di pescatori varia da luogo a luogo, sebbene vi siano caratteristiche comuni nel modo in cui essa si manifesta.

Si tratta di comunità spesso sovraffollate, con condizioni di vita al di sotto della media, caratterizzate da bassa scolarità, mancanza di accesso ai servizi sanitari e scolastici e ad infrastrutture basilari come strade e mercati. L’accesso alle zone di pesca può non essere sicuro e spesso vi sono poche opportunità di occupazione alternativa. Il regime della proprietà fondiaria, alquanto labile, costituisce anch’esso un problema, molti pescatori non sono infatti proprietari dei posti in cui vivono.

La pesca è tra i lavori più pericolosi al mondo, ed i pochi beni che le famiglie possiedono – barche ed attrezzature - sono costantemente a rischio. La perdita di un familiare, sia essa per malattia o per infortunio, può tradursi in un disastro anche dal punto di vista economico.

Inoltre, povertà e vulnerabilità, insieme ad altri fattori, come ad esempio l’alto livello di mobilità, espongono le comunità di pescatori a molti altri problemi. Gli studi della FAO dimostrano che il tasso d’infezione da HIV nelle comunità di pescatori di molti paesi in via di sviluppo in Africa, Asia ed America Centrale può essere superiore, da 5 a 14 volte, rispetto a quello che si riscontra nel resto della popolazione. (Vedi il rapporto a destra).

La povertà delle comunità di pescatori, oltre al costo umano che comporta, contribuisce anche ad indebolire la gestione degli stock ittici costieri e delle acque interne, dai quali molti piccoli pescatori dipendono per la propria sopravvivenza.

"In molte di queste aree, non si migliorerà la gestione degli stock ittici locali finché non si interverrà in modo più incisivo per combattere la povertà tra i pescatori”, ha ammonito Nomura. " Raramente i poveri possono permettersi di difendere i loro interessi di lungo termine, proteggendo l’accesso a stock ittici sani".

Puntare sulo sviluppo sociale

Sforzi più incisivi volti a migliorare l’istruzione, il reddito e le condizioni sanitarie delle comunità di pescatori, secondo la FAO, non solo agevolerebbero la lotta alla povertà e la soluzione dei problemi sociali, ma avrebbero anche il beneficio aggiuntivo di facilitare la soluzione dei problemi più strettamente connessi con la pesca.

Allo stesso tempo, garantire alle piccole imprese che operano nel settore un accesso alle zone di pesca legalmente ben definito ed attribuire loro maggiori responsabilità nella gestione delle risorse ittiche locali, contribuirebbe in modo diretto ad affrontare i problemi di cattiva gestione e di degrado degli stock. Queste iniziative dovrebbero essere accompagnate da adeguate attività di carattere formativo, per creare nei pescatori la capacità di operare in tal senso.

I paesi che hanno partecipato alla 27° sessione della Commissione Pesca della FAO svoltasi di recente (5-9 marzo 2007) hanno discusso su come dare una risposta più efficace alla povertà ed ai problemi sociali delle comunità di piccoli pescatori. Auspicando “l’adozione di principi ispirati ai diritti umani” nello sviluppo sociale ed un “approccio alla gestione della pesca su piccola scala fondato sui diritti”, i paesi hanno richiamato l’attenzione su una serie di considerazioni relative alla povertà nelle comunità di pescatori ed invitato l’Organizzazione a promuovere una grande conferenza internazionale sul tema.

Per maggiori informazioni:
George Kourous
Ufficio stampa FAO
george.kourous@fao.org
(+39) 06 570 53168
(+39) 348 141 6802

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George Kourous
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FAO/23861

Ogni giorno, milioni di pescatori nei paesi in via di sviluppo lottano per tirare avanti.

Documenti

Rapporto: Incrementare il contributo della pesca su piccola scala alla diminuzione della povertà e alla sicurezza alimentare (pdf)

Rapporto: Tematiche sociali nelle comunità di pescatori su piccola scala (pdf)

Rapporto: L'AIDS nelle comunità di pescatori (pdf)

La pesca, un’ancora di salvezza per il mondo in via di sviluppo

La maggior parte dei pescatori e degli itticoltori – il 96.6% del totale complessivo, vale a dire 40 milioni di persone – vive nei paesi in via di sviluppo.

34 milioni sono operatori su piccola scala, che pescano sotto costa e fanno uso di imbarcazioni tradizionali scoperte di piccole dimensioni che vanno a vela o a remi.

Si stima che altri 100 milioni lavorino nei settori che attengono alle fasi successive (trasformazione, trasporto e commercio).

Vi sono milioni di persone impegnate in attività di pesca stagionale o occasionale, che non vengono registrate come “pescatori” nelle statistiche ufficiali.

La pesca fornisce il 19 per cento del totale dell’assunzione di proteine animali nei paesi in via di sviluppo, una percentuale che può superare il 25 per cento nei paesi più poveri e che raggiunge il 90 per cento in zone isolate delle aree costiere o delle acque interne, e nei piccoli stati insulari in via di sviluppo.

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Oltre ai costi umani, ne risente la buona gestione delle risorse ittiche
27 aprile 2007 - Occorre rafforzare il diritto dei pescatori poveri di svolgere la propria attività e gestire gli stock ittici locali se si vuole combattere la povertà e ridurre lo sfruttamento in eccesso della pesca, ha affermato oggi la FAO.
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