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L’ONU valuta l’impatto delle bioenergie
Un esaustivo rapporto fornisce un quadro di riferimento per i governi
New York/Roma, 8 maggio 2007 - La bioenergia offre molte opportunità, ma comporta anche rischi e compromessi, afferma l’ONU in un rapporto pubblicato oggi, che rappresenta l'analisi più esaustiva fatta sinora degli effetti che potrebbe avere il nascente mercato delle bioenergie.

“Occorre valutare con attenzione l’impatto economico, ambientale e sociale delle bioenergie prima di decidere se e quanto rapidamente sviluppare l’industria e quali tecnologie, politiche e strategie d’investimento seguire”, mette in guardia il rapporto.

Il documento Sustainable Bioenergy: A Framework for Decision Makers è stato redatto da UN-Energy, un gruppo composto da esperti di tutte le agenzie e programmi delle Nazioni Unite che si occupano di energia, con il patrocinio della FAO, l’Organizzazione dell’ONU per l’Alimentazione e l’Agricoltura.

L’obiettivo dello studio è contribuire affinché “venga soddisfatto il fabbisogno energetico della popolazione salvaguardando al tempo stesso l’ambiente, sia a livello locale che globale”, ha affermato Mats Karlsson, della Banca Mondiale, presidente di UN-Energy. “Per far questo, speriamo di fare leva sulla forza collettiva del sistema ONU”.

I nodi centrali

Nel rapporto si mettono in evidenza i molti vantaggi delle bioenergie per quanto riguarda la riduzione della povertà, l’accesso ai servizi energetici, lo sviluppo rurale e le infrastrutture rurali. Si esaminano i possibili effetti della bioenergia in termini di sicurezza alimentare, di cambiamento climatico, di biodiversità e di risorse naturali, occupazione e commercio. In esso si identificano anche le questioni di fondo che i responsabili politici devono tenere presente prima di qualsiasi decisione e si sottolinea che: ”A meno che non vengano varate nuove politiche per proteggere il territorio, assicurare un uso accettabile della terra, e guidare lo sviluppo delle bioenergie in una direzione sostenibile, il danno sociale in alcuni casi potrebbe superare i benefici”.

Facendo chiaro riferimento all’impiego di alcune coltivazioni cerealicole per la produzione di biocarburanti, UN-Energy fa notare che: “In generale, si dovrebbero evitare le colture che richiedono un alto apporto di energia fossile (come i fertilizzanti convenzionali) e di terra agricola di qualità e che hanno un rendimento energetico per ettaro relativamente basso”.

Uso sostenibile della bioenergia

Non solo, ma anche le coltivazioni bioenergetiche prodotte in modo “sostenibile”, possono avere un impatto negativo se hanno rimpiazzato foreste primarie, in questo caso “l’elevato rilascio di carbonio dal suolo e dalla biomassa forestale cancellerebbe la possibilità di trarre alcun beneficio dai biocomustibili per decenni e decenni”, si legge nel rapporto.

Per minimizzare l’emissione di gas serra associati alla produzione di bioenergia, i responsabili politici dovranno salvaguardare i pascoli silvestri, le terre vergini, le foreste primarie e tutto il territorio che ha un alto valore naturale, raccomanda UN-Energy. I governi dovrebbero anche incoraggiare una produzione ed una gestione sostenibili della bioenergia. Si dovrebbe istituire un programma internazionale di certificazione, che includa anche una verifica riguardo ai gas serra, per assicurare che i prodotti bioenergetici, in particolare i biocombustibili, soddisfino le normative ambientali lungo tutto il ciclo produttivo, dai campi alle taniche di carburante.

Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, secondo il rapporto la produzione di biocombustibili potrebbe minacciare l’approvvigionamento alimentare, dal momento che terra, acqua ed altre risorse sarebbero sottratte alla produzione alimentare. Analogamente, l’accesso al cibo potrebbe essere compromesso dai prezzi più alti che avrebbero le derrate come conseguenza dell’aumentata domanda di materie prime per le bioenergie, con gravi ripercussioni per le popolazioni povere che soffrono di insicurezza alimentare.

Crescenti opportunità

“D’altra parte però il mercato per la produzione di biocombustibili offre nuove opportunità per i produttori agricoli”, afferma il rapporto. “La moderna bioenergia potrebbe offrire servizi energetici più economici e più disponibili anche in remote zone rurali, favorendo un aumento della produttività in agricoltura ed in altri settori, con implicazioni positive per la disponibilità e l’accesso al cibo".

La moderna bioenergia potrebbe anche contribuire a soddisfare il fabbisogno di 1,6 miliardi di persone al mondo che non hanno energia elettrica nelle proprie case, e di 2,4 miliardi che dipendono come fonte d’energia da paglia, sterco animale ed altri combustibili da biomassa tradizionali.

A livello globale, nel prendere decisioni i governanti “dovrebbero far sì che la priorità venga data all’impatto sulla sicurezza alimentare”, si raccomanda nel rapporto.

Ridurre le barriere commerciali

Il documento critica le barriere tariffarie attualmente erette contro le importazioni di etanolo da parte di alcuni paesi.

Impedire l’importazione dall’estero di biocarburanti prodotti in modo più efficiente, mentre nel contempo si richiede a livello nazionale di mischiare i biocarburanti con quelli fossili, potrebbe distogliere più terra del necessario dalla produzione alimentare, vi si legge.

Coinvolgere gli agricoltori

Per quanto riguarda le implicazioni per l’agricoltura in generale, il rapporto fa notare che: “Se funzionano al meglio i biocarburanti liquidi possono dare un contributo positivo agli agricoltori, aiutandoli ad aggiungere valore alla propria produzione. Altrimenti i programmi di biocombustibili possono avere come conseguenza una concentrazione della proprietà che potrebbe cacciare i contadini poveri dalle loro terre, facendoli sprofondare in una povertà anche maggiore”.

È più probabile che “l’economia bioenergetica del futuro sarà caratterizzata da una combinazione di tipi produttivi, alcuni dominati da grandi imprese ad alta concentrazione di capitale, altri caratterizzati da cooperative agricole che competono con le grandi compagnie... ed altri ancora in cui si producono carburanti liquidi su scala più ridotta da usare localmente".

“Comunque, a prescindere dalle dimensione della produzione, una cosa è chiara: più gli agricoltori sono coinvolti nella produzione, nella trasformazione e nell’uso dei biocombustibili, maggiore è la probabilità che essi possano condividerne i benefici”.

Incidenti domestici

Sul fronte della salute, UN-Energy afferma che la moderna bioenergia fa sperare che si possa ridurre drammaticamente il numero di morti causate, nei paesi in via di sviluppo, dalle esalazioni domestiche provocate dall’impiego per cucinare di legna o di altre fonti di biomassa tradizionali. Esse sono responsabili di un numero di decessi maggiore di quello causato ogni anno dalla malaria. In questo modo le donne dei paesi in via di sviluppo potrebbero essere liberate da quello che è tradizionalmente un loro compito, il duro lavoro della raccolta della legna.

Per maggiori informazioni:
Christopher Matthews
Ufficio stampa FAO
christopher.matthews@fao.org
(+39) 06 570 53762
(+39) 349 5893 612

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Christopher Matthews
Ufficio Stampa FAO
christopher.matthews@fao.org
(+39) 06 570 53762

AFP

Piantagione di olio da palma in Indonesia

Documenti

Per leggere il rapporto: Sustainable Bioenergy: A Framework for Decision Makers (in inglese)

Audio

Gustavo Best, esperto FAO in materia di energia, parla del potenziale e dei pericoli della bioenergia (in inglese) (mp3)

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