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La peste suina africana si diffonde in Georgia
Appello della CE, della FAO e dell'OIE per una rigorosa campagna di controllo
Roma, 26 giugno 2007 - Esistono chiare prove che la peste suina africana - malattia dagli effetti devastanti - si sia ampiamente diffusa in tutta la Georgia, avverte oggi la FAO.

Una missione congiunta della Commissione Europea, dell’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) e della FAO, ha sollecitato l’adozione di misure di controllo immediate e rigorose, che richiedono una sostanziosa assistenza internazionale.

La missione ha segnalato che a metà giugno su 65 distretti 52 risultavano potenzialmente infettati dalla peste suina africana (ASF), con più di 30.000 capi suini morti ed un totale di 22.000 capi abbattuti.

La peste suina africana è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce i suini e provoca febbri ed alta mortalità negli animali. La peste suina africana non contagia l’uomo, ed è una malattia animale transfrontaliera con un vasto potenziale di diffusione a livello internazionale.

Non esistono vaccini contro la malattia: controllare i movimenti degli animali e sopprimerli sono i soli rimedi a disposizione per evitare che il contagio si estenda ai capi sani, alla fauna selvatica e persino alle zecche.

“La Repubblica della Georgia si trova di fronte ad una situazione eccezionalmente difficile,” secondo la missione. “I maiali al pascolo brado, l’ampia distribuzione dei suini infettati antecedentemente alla prima conferma della malattia e le limitate risorse umane e finanziarie, sono fattori che frenano l’efficacia della campagna di controllo.”

Inoltre, la presenza cospicua di cinghiali selvatici non potrà non complicare controllo a breve e medio termine della malattia. Misure aggressive di controllo che limitino il contatto tra i maiali domestici e selvatici sono essenziali per evitare che il virus si adatti ai cinghiali.

“Con misure di controllo rapide e adeguate, è possibile che gli allevamenti suini isolati, e persino interi distretti, possano esser tenuti al riparo dall’infezione. Tuttavia, in mancanza di questi interventi, vi è il rischio reale che nei prossimi mesi la Georgia perda gran parte della popolazione suina a causa della peste suina africana” ha segnalato la missione.

La Georgia dispone di circa mezzo milione di capi suini, allevati prevalentemente in cortile o in piccole fattorie. È possibile che la peste suina africana sia penetrata in Georgia partendo dal porto di Poti nel Mar Nero, dal quale poi si sarebbe diffusa verso est. Si può ipotizzare che i maiali abbiano avuto accesso ai rifiuti contaminati delle navi.

Emergenza nazionale

La missione ha affermato che una campagna nazionale di controllo dovrebbe – date le attuali circostanze - evitare la distruzione dell’intera popolazione suina nazionale. Ogni sforzo possibile dev’essere attuato per proteggere le aree libere dal contagio e per eliminare progressivamente il virus dalle aree colpite. La missione ha diramato le seguenti raccomandazioni:

- Tutti i capi suini degli allevamenti infettati devono essere eliminati;

- Le carcasse devono essere bruciate o sotterrate in profondità in situ;

- Il divieto di trasporto e commercio dei suini deve essere prorogato e fatto osservare;

- I suini devono essere totalmente isolati e non avere alcun contatto con i cinghiali;

- Si devono prorogare e far osservare rigidi controlli, in entrata e in uscita, tra le aree libere dal contagio e quelle infette;

- I veicoli e le persone che entrano ed escono dagli allevamenti devono essere sottoposti a rigide procedure di disinfezione;

- I proprietari dei capi suini devono esser compensati delle loro perdite per incrementare l’osservanza delle misure di controllo;

- L’alimentazione a base di rifiuti alimentari deve essere rigidamente sorvegliata;

- L’analisi del un sospetto clinico della malattia deve essere confermata dai laboratori nazionali ed internazionali di riferimento;

- È necessario che la segnalazione della peste suina africana ed i metodi di prevenzione siano migliorati attraverso campagne di comunicazione rivolte agli allevatori e alla formazione dei veterinari.

La missione ha descritto la crisi dovuta alla peste suina africana in Georgia come un’emergenza nazionale; controllo, eradicazione e misure di risanamento richiederanno l’impiego di considerevoli risorse finanziarie.

Oltre la Georgia

A tutt’oggi, i paesi confinanti non hanno riferito di focolai epidemici da peste suina africana. Tuttavia, a causa del probabile continuo movimento di capi e di prodotti suini tra la Georgia e i paesi limitrofi, non si può escludere la diffusione del virus. Anche i cinghiali selvatici potrebbero contribuire al contagio. I paesi che hanno frontiere in comune con la Georgia dovrebbero mantenere un alto stato di allerta.

I maiali possono contrarre la malattia nutrendosi con carne o tessuti infetti, per contatto diretto con materiali o attrezzature quali secchi, aghi, abiti e veicoli. In Africa il virus si è trasmesso anche attraverso le zecche.

Il virus della peste suina africana può rimanere vitale per lunghi periodi nei tessuti infetti dell’animale, nella carne e prodotti suini lavorati, che dunque non devono entrare nella catena alimentare.

Per maggiori informazioni:
Erwin Northoff
Ufficio stampa FAO
erwin.northoff@fao.org
(+39) 06 570 53105
(+39) 348 252 3616

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26 giugno 2007 - Esistono prove convincenti che la devastante peste suina africana si è ampiamente diffusa per tutta la Georgia, avverte oggi la FAO.
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