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Terremoto in Perù: appello di 13.85 milioni di dollari per il fabbisogno alimentare
A rischio le condizioni di vita di migliaia di contadini e pescatori
Roma, 28 agosto 2007 - A pochi giorni dal terremoto che ha devastato le regioni meridionali costiere del Perù, causando la morte di più di 500 persone e la distruzione di oltre 39.000 abitazioni, si stima siano necessari circa 13.85 milioni di dollari per l’assistenza alimentare e per aiutare a rimettere in piedi le attività agricole e la pesca, fonti primarie di sostentamento per la popolazione colpita, ha affermato oggi la FAO.

Nelle città di Pisco, Ica ed Huancavelica, dove l’85 per cento della popolazione ha subito danni e perdite, la FAO assiste attualmente il Ministero dell’Agricoltura peruviano ad effettuare una prima valutazione dei danni con indagini aeree e missioni di valutazione sul campo.

La FAO ha già raccolto oltre un milione di dollari, ma servono più risorse per portare assistenza alle circa 160.000 persone che vivono nelle zone rurali lungo la costa e nella regione montuosa della Sierra a rimettere in piedi le infrastrutture agricole ed ittiche e riavviare la produzione alimentare. Nelle aree urbane si darà assistenza alla popolazione incoraggiando la produzione diretta di cibo e la costituzione di orti scolastici.

La maggior parte della popolazione rurale è costituita da piccoli contadini e pescatori le cui condizioni di vita sono adesso a rischio per la perdita dei raccolti, del bestiame, per la mancanza di elettricità, di combustibile e di acqua e per l’impossibilità di avere accesso alla terra ed ai mezzi di sopravvivenza.

Una delle zone colpite dal terremoto - il Dipartimento di ICA - che conta una popolazione di quasi 700.000 persone, è la seconda produttrice di cottone del Perù. È anche una delle principali zone produttrici di prodotti destinati all’esportazione come uva, paprica, cipolle e peperoncino. I gravi danni a strutture ed imprese avrà dunque serie ripercussioni anche sulle esportazioni con perdita di reddito per tutti coloro che lavorano nel settore.

“La situazione è molto più grave di quanto inizialmente stimato. Oltre agli effetti immediati sui più vulnerabili, per la perdita della casa e di ogni mezzo di sostentamento, la distruzione delle imprese agricole ed ittiche non potrà non avere conseguenze su tutta l'economia locale”, dice Luis Castello, rappresentante della FAO in Perù, che aiuta le squadre di soccorritori a fare una valutazione dei danni.

Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello complessivo di 37 milioni di dollari per assistere le vittime nei prossimi sei mesi. Dei 13.85 milioni necessari per garantire la sicurezza alimentare della popolazione, ammontare che comprende gli aiuti alimentari d’emergenza distribuiti dal Programma Alimentare Mondiale, la FAO fa appello per 7.7 milioni di dollari per aiutare a riprendere le attività produttive sia nelle aree rurali che in quelle urbane.

Per maggiori informazioni:
Alison Small
Ufficio stampa FAO
alison.small@fao.org
(+39) 06 570 56292

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(+39) 06 570 56292
(+39) 348 870 5221

©AFP photo/Jaime Razuri

Alcuni pescherecci bloccano una strada del porto di San Andres, 310 km a sud di Lima, a seguito del terremoto del 15 agosto 2007.

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Terremoto in Perù: appello di 13.85 milioni di dollari per il fabbisogno alimentare
A rischio le condizioni di vita di migliaia di contadini e pescatori
28 agosto 2007 - A seguito del terremoto che ha sconvolto il Perù si stima siano necessari circa 13.85 milioni di dollari per l’assistenza alimentare e per aiutare a rimettere in piedi le attività agricole e la pesca.
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