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Cambiamento climatico: l’agricoltura prima vittima
L’intervento di Jacques Diouf alla Conferenza regionale per il Vicino Oriente della FAO
Roma/Cairo, 4 marzo 2008 – Nel Vicino Oriente l’agricoltura sarà fortemente penalizzata dall’aumento delle temperature, della siccità, delle inondazioni e del degrado del suolo, con grave minaccia per la sicurezza alimentare di molti paesi della regione, ha affermato oggi la FAO.

E fame e malnutrizione colpiranno soprattutto coloro che già vivono in condizioni di povertà o di dipendenza dalla produzione alimentare locale, afferma un rapporto presentato alla Conferenza Regionale della FAO per il Vicino Oriente che si svolge in questi giorni al Cairo (1-5 marzo).

Conflitti a causa dell’acqua

Potrebbero aumentare le situazioni di conflittualità per l’accesso all’acqua sia all’interno della regione che oltre i suoi confini. In Medio Oriente ed in Nord Africa, con un aumento della temperatura media globale di soli 3 gradi centigradi, si calcola che vi saranno da 150 a 600 milioni di persone che saranno costretti a vivere con scarsità di acqua. La resa delle colture non potrà non subire conseguenze, è stato calcolato che ad esempio la produzione di mais in Nord Africa potrebbe calare del 15-25 per cento.

“Aumenteranno i giorni senza pioggia un po’ ovunque nella regione”, ha affermato Wulf Killmann, che presiede il gruppo di lavoro della FAO sul cambiamento climatico. “Nelle zone più continentali potrebbero diventare più frequenti le ondate di caldo. Di conseguenza, potrebbe ridursi la durata delle stagioni di crescita”, ha aggiunto Killmann.

Molti dei sistemi d’irrigazione della regione sono sottoposti già oggi a notevoli stress ambientali, a causa della salinità, della saturazione idrica o dell’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere; quest’ultime, includendo l’acqua fossile* non rinnovabile.

Investire in agricoltura con i proventi delle esportazioni di petrolio

“Gli investimenti nel settore agricolo, sia a livello nazionale che esterni, rimangono bassi nella maggior parte dei paesi della regione” ha detto il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, intervenendo oggi alla Conferenza. "Nel Vicino Oriente, come in molte altre regioni in via di sviluppo, gli aiuti all’agricoltura sono a partire dal 1995 via via scemati. È fondamentale che i governi nazionali sviluppino solide politiche a favore dell’agricoltura affinché il settore rappresenti una fetta maggiore del totale della spesa pubblica”.

"Sarebbe anche auspicabile, ha continuato Diouf, che i paesi membri dell’OPEC, che contribuiscono con il 17 per cento al totale dell’assistenza all’agricoltura nella regione, destinassero maggiori fondi di sviluppo al settore agricolo”.

Fame e sottonutrizione sono, secondo le stime FAO, in aumento nella regione. Tra il biennio 1990-92 ed il biennio 2002-2004 la percentuale è passata dal 13 al 15 per cento della popolazione, mentre il totale delle persone sottonutrite nei 32 paesi membri della Conferenza è aumentato da 33 milioni a 104 milioni. Inoltre, tredici paesi fronteggiano al momento emergenze a causa di disastri naturali, conflitti o malattie animali transfrontaliere come l’influenza aviaria e l’afta epizootica.

“Destano grande preoccupazione i conflitti in atto in Afghanistan, Iraq, Somalia, Sudan, Palestina e Libano”, ha detto Diouf.

Effetto moltiplicatore

L’aumento delle temperature, la piovosità irregolare e condizioni climatiche estreme non faranno che aggiungersi alla situazione di stress già presente sulle risorse agricole della regione. La scarsa disponibilità di terra - le terre coltivabili sono infatti già molto limitate poiché le zone aride e semi-aride coprono la maggior parte della regione – i prezzi alti dei generi alimentari e la crescita demografica rappresentano già oggi grosse sfide per la produzione alimentare.

“L’agricoltura dovrebbe essere promossa in quanto fattore chiave nella riduzione dei gas serra. Pratiche agricole conservative, una più efficiente gestione delle risorse idriche, il rimboschimento, una gestione sostenibile delle foreste e dei pascoli, l’assorbimento di carbonio da parte del suolo, un miglior uso dei fertilizzanti ed un’attenta promozione della bioenergia nelle zone con clima adeguato, sono tutte misure che potrebbero molto contribuire a mitigare il cambiamento climatico”, ha affermato Killman.

La FAO ospiterà dal 3 al 5 giugno 2008 una conferenza internazionale ad alto livello sulla sicurezza alimentare mondiale, sul cambiamento climatico e sulla bioenergia.


* Acqua che si è infiltrata in un acquifero durante un antico periodo geologico, ed è rimasta immagazzinata da allora, quindi non rinnovabile


Per maggiori informazioni:
Erwin Northoff
Ufficio stampa FAO
erwin.northoff@fao.org
(+39) 06 570 53105
(+39) 348 252 3616

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Cambiamento climatico: l’agricoltura prima vittima
L’intervento di Jacques Diouf alla Conferenza regionale per il Vicino Oriente della FAO
4 marzo 2008 – Nel Vicino Oriente l’agricoltura sarà fortemente penalizzata dai cambiamenti climatici.Il maggiore gettito proveniente dalle esportazioni petrolifere potrebbe offrire un’eccellente opportunità per incrementare gli investimenti nel settore agricolo.
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