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L’aumento dei prezzi delle derrate aggrava l’insicurezza alimentare in Africa
Il Direttore Generale della FAO interviene alla Conferenza Regionale per l’Africa
Nairobi/Roma, 19 giugno 2008 - Aumento dei prezzi alimentari, cambiamento climatico, accresciuta domanda di cibo in paesi con economie emergenti, produzione di biocombustibili, aumento demografico e fenomeni di urbanizzazione, malattie transfrontaliere di piante e animali: sono tutti fattori che hanno esacerbato la situazione d’insicurezza alimentare del continente africano, ha affermato il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, intervenendo oggi alla 25° Conferenza Regionale FAO per l’Africa, in corso a Nairobi.

Negli ultimi 30 anni le importazioni agricole sono aumentate più rapidamente delle esportazioni, ha fatto notare Diouf, ed ora l’Africa è diventata importatrice netta di prodotti agricoli di base, l’87 per cento dei quali nel 2005 erano prodotti alimentari.

Le esportazioni agricole della regione sono cresciute a partire dal 1996 di un 2,3 per cento all’anno, ma rapportate al commercio mondiale sono calate drammaticamente dall’8 per cento degli anni ’70 a solo l’1,3 per cento nel 2005.

Nonostante gli sforzi finora fatti, l’agricoltura africana resta penalizzata perché sotto capitalizzata, inefficiente e non competitiva, ha aggiunto Diouf.

Ciononostante il Direttore Generale della FAO ha espresso la ferma convinzione che con la volontà politica e con il buon governo, l’Africa potrebbe cambiare il suo settore agricolo e riuscire a sfamare la sua popolazione. Un forte impegno politico è stato già espresso con la Dichiarazione di Maputo del 2003. Con essa i Governi africani si impegnavano a destinare almeno il 10 per cento del proprio budget all’agricoltura e allo sviluppo rurale. Ma il rapporto dell’Unione Africana sullo stato di attuazione di quella decisione indica che al momento solo un paese su cinque ha raggiunto o superato il livello del 10 per cento.

Il Direttore Generale ha poi osservato come l’insicurezza alimentare sia un problema politico, una questione di priorità nei confronti del più basilare dei bisogni umani. Sono le decisioni dei governi che determinano l’allocazione delle risorse.

Ruolo centrale dell’agricoltura

Mentre l’agricoltura continua a svolgere un ruolo predominante nelle economie nazionali dell’Africa Sub-sahariana, rappresentando il 17 per cento del PIL, il 57 per cento della manodopera occupata e l’11 per cento dei proventi delle esportazioni, negli ultimi 20 anni la produzione cerealicola in Africa è aumentata solo del 2,6 per cento l’anno, fattore che ha portato ad un rapido aumento delle importazioni (3,5 per cento l’anno).

La produzione zootecnica e la pesca non hanno tenuto il passo con il fabbisogno della popolazione. Il tasso di crescita della produzione bovina è stato dell’1,4 per cento, di quella ovina del 2,5 per cento e di quella caprina del 4,3 per cento. Per quanto riguarda il settore ittico, il rendimento è rimasto stagnante negli ultimi 10 anni, con un calo di disponibilità per abitante. Il consumo di pesce e di prodotti d’allevamento è calato da 8.8 kg nel 1990 a circa 7.8 kg nel 2001.

Alcune delle cause principali che hanno inibito il generale sviluppo agricolo vanno individuate nei seguenti fattori:

• Il controllo delle acque - Circa il 93 per cento delle terre coltivate che dipende da precipitazioni incerte e con un elevato rischio di siccità quando solo il 4 per cento delle riserve idriche disponibili sono utilizzate per l'irrigazione, rispetto al 14 per cento dell’Asia.

• La terra - Solo il 14 per cento dei 184 milioni di ettari dell'Africa che sono coltivabili e con circa 21 milioni di ettari in stato di progressivo degrado.

• I fertilizzanti – In Africa si impiegano solo 23 chili di fertilizzanti per ettaro di terra coltivata, rispetto ai 151 chili dell’Asia. L’uso dei fertilizzanti è ancora più basso nell'Africa sub-sahariana, con soli 9 chili per ettaro.

• La scarsità delle sementi – L’accesso a sementi di qualità è reso difficile dai costi elevati e dalla limitata disponibilità sui mercati locali.

L’iniziativa FAO contro l’aumento dei prezzi alimentari

Il Direttore Generale della FAO ha affermato che l’aumento senza precedenti dei prezzi dei prodotti alimentari, che tra il 2007 ed il 2008 sono cresciuti del 52 per cento, ha avuto gravi conseguenze economiche, politiche e sociali. Sono state necessarie misure urgenti per contrastarne gli effetti negativi e per aumentare rapidamente la produzione alimentare nei paesi più colpiti. Come risposta a questa drammatica situazione, lo scorso dicembre la FAO ha lanciato un’iniziativa a sostegno dei Paesi a basso reddito con deficit alimentare per facilitare l’accesso ai fattori di produzione agli agricoltori più poveri.

Diouf ha sottolineato che la FAO continuerà la sua missione di fornire supporto tecnico ai propri Stati membri nella formulazione e nell'attuazione delle politiche, delle strategie e dei programmi al fine di superare l’insicurezza alimentare nel mondo.

Per maggiori informazioni:
Alison Small
Ufficio stampa FAO
alison.small@fao.org
(+39) 06 570 56292
(+39) 348 870 5221

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© FAO/J. Cendon

Nonostante gli sforzi finora fatti, l’agricoltura africana resta sotto capitalizzata, inefficiente e non competitiva.

© FAO/Giulio Napolitano

Kiyonza (Burundi) – In un mercato di sementi organizzato dalla FAO insieme ad ECHO e ad una ONG locale, i contadini possono comprare le sementi con dei buoni.

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