NOTIZIE DEL VERTICE

Il Vertice Mondiale sull'Alimentazione: cinque anni dopo riafferma l'impegno a ridurre la fame

Il successo richiederà volontà politica, risorse, tecnologia e una maggiore equità negli scambi commerciali

Roma, 27 agosto 2002 -- "Il Vertice Mondiale sull'Alimentazione: cinque anni dopo", che si è concluso il 13 giugno, ha invocato un'alleanza internazionale per accelerare l'azione volta a ridurre la fame nel mondo. Ha inoltre adottato all'unanimità una dichiarazione che chiede alla comunità internazionale di mantenere il precedente impegno di ridurre il numero degli affamati a circa 400 milioni entro il 2015. Quest'impegno fu assunto in occasione del Vertice Mondiale sull'Alimentazione originario, svoltosi nel 1996 (la più grande assemblea mondiale di leader mai riunitasi per affrontare i problemi della fame e della sicurezza alimentare), ma le aspettative sono state deluse dalla lentezza dei progressi.

"Il Vertice Mondiale sull'Alimentazione: cinque anni dopo", cui hanno partecipato delegazioni di 179 paesi, più la Commissione Europea (73 di queste delegazioni erano guidate dai rispettivi capi di Stato o di governo, o dai loro vice), ha chiesto inoltre:

  • la costituzione di un gruppo di lavoro internazionale incaricato di elaborare direttive generali (non vincolanti) in vista della progressiva realizzazione del diritto al cibo;
  • il rovesciamento della tendenza generale al declino del peso dell'agricoltura e dello sviluppo rurale nei bilanci nazionali dei paesi in via di sviluppo, dell'assistenza da parte dei paesi sviluppati e dei prestiti delle istituzioni finanziarie internazionali;
  • la presa in considerazione di contributi volontari al Fondo Fiduciario della FAO sulla sicurezza alimentare, impegnato a garantire sia la sanità del cibo sia l'adeguatezza degli approvvigionamenti.

Il Vertice ha inoltre offerto una tribuna a tutti i "soggetti interessati" alla lotta contro la fame: esponenti governativi; comunità di agricoltori, silvicoltori e pescatori; ONG; giovani; gruppi indigeni. Oltre una dozzina di eventi collaterali hanno fornito ai delegati l'occasione di discutere un ampio ventaglio di argomenti: dal ruolo delle donne rurali nel nutrire il mondo alle attività della FAO nelle situazioni d'emergenza. Non solo, ma parallelamente all'evento ufficiale si sono svolti una riunione di parlamentari, un forum del settore privato e un forum delle organizzazioni non governative e della società civile.

Gli Stati membri si sono divisi in tre tavole rotonde per vagliare i progressi compiuti dopo il 1996 sulla via della riduzione della fame. Tra gli ostacoli messi in risalto figurano l'insufficienza delle risorse idriche, la mancanza di accesso alla tecnologia, l'inadeguatezza degli investimenti e l'esaurimento delle risorse naturali. Due ostacoli spiccano tra gli altri: la mancanza di volontà politica e la mancanza di risorse.

Ma le decisioni prese nella sala plenaria della FAO durante i tre giorni e mezzo del Vertice sono state integrate da altri importanti risultati. Uno è costituito dalle 45 nuove firme apposte al Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l'Alimentazione e l'Agricoltura, che hanno portato il totale dei paesi sottoscrittori a 56, più la Comunità Europea. Adottato dalla Conferenza della FAO del novembre 2001, il Trattato mira alla conservazione e a un'utilizzazione equa e sostenibile delle risorse genetiche vegetali. Esso si preoccupa altresì di tutelare i diritti degli agricoltori.

Un miliardo di dollari al giorno ...

La questione del commercio ha dominato molte discussioni, ufficiali e non. Il rapporto di una tavola rotonda ha deliberatamente sottolineato che "i paesi dell'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) spendono un miliardo di dollari al giorno per sostenere i rispettivi settori agricoli, una cifra pari a sei volte quella erogata globalmente per l'assistenza allo sviluppo". Il rapporto di un'altra tavola rotonda ha osservato che "la mancanza di accesso al mercato causa ai paesi in via di sviluppo una perdita di reddito annua che supera i cento miliardi di dollari".

I diversi gruppi rappresentati nel Dialogo tra i Molteplici Soggetti Interessati hanno ampiamente dibattuto questioni come il commercio, le biotecnologie, la brevettazione delle forme di vita, l'inquinamento, la sanità del cibo e il declino delle aziende agricole familiari. Essi hanno chiesto alla FAO d'incoraggiare l'ulteriore dialogo tra tutti i soggetti interessati in generale.

Nel corso del Vertice, la FAO ha presentato il Programma Anti-Fame. La FAO ha sottolineato che il denaro risparmiato tagliando i sussidi potrebbe finanziare una parte del Programma, che esige un investimento pubblico addizionale da parte dei paesi sviluppati e in via di sviluppo pari a 24 miliardi di dollari. Questi fondi sarebbero impiegati per perfezionamenti da introdurre direttamente nelle aziende agricole: irrigazione, sementi migliori, conservazione della base di risorse naturali ai fini della produzione alimentare, miglioramenti del lavoro di ricerca e dei corsi di formazione, potenziamento dell'infrastruttura rurale, un più largo accesso al mercato e aiuti speciali alle persone particolarmente bisognose.

Il ruolo del settore privato

Ma per eliminare la fame occorrono anche gli investimenti del settore privato. È un punto su cui ha insistito il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, nel forum dei rappresentanti del settore privato organizzato dalle federazioni agricole italiane Confagricoltura, Coldiretti e Confederazione Italiana Agricoltori, in cui i partecipanti hanno espresso il loro sostegno agli sforzi della FAO. Riferendo alla sessione plenaria del Vertice sul Forum del Settore Privato, Augusto Bocchini, presidente di Confagricoltura, ha detto che secondo i partecipanti al Forum è perfettamente possibile sviluppare l'agricoltura e l'agro-industria anche nei paesi più arretrati, purché l'impresa privata operi di concerto con il settore pubblico e le organizzazioni internazionali.

Il Forum ha inoltre sottolineato l'importanza dello sviluppo dell'infrastruttura, e dell'assenza di conflitti e lotte di potere. Il presidente Bocchini ha osservato che il settore privato si rende chiaramente conto del ruolo che potrebbe svolgere nell'affrontare i problemi legati alla povertà e all'insicurezza alimentare. Egli ha chiesto a nome del Forum un'azione congiunta dei settori privato e pubblico in una serie di ambiti, tra i quali la formazione professionale e la cooperazione tecnica.

Il contributo dei parlamenti

Anche la riunione dei parlamentari ha espresso un forte sostegno per gli obiettivi del Vertice. Organizzata dal Gruppo Inter-parlamentare Italiano e dall'Unione Inter-parlamentare (UIP), è stata aperta dal presidente del Senato Italiano, Marcello Pera, che ha messo in evidenza la necessità del buon governo e di una cessazione dei conflitti, entrambi elementi chiave nel processo mirante a eliminare la fame. Altri temi discussi in questo forum sono stati il diritto al cibo e la necessità d'inserirlo nelle legislazioni nazionali.

Riferendo al plenum del Vertice a nome del forum, il presidente della Camera dei Deputati italiana, Pierferdinando Casini, si è fatto portavoce dei partecipanti all'incontro presso il Vertice. Tra i punti toccati dal presidente Casini figurano:

  • Il diritto di ciascuno a un'alimentazione adeguata
  • Il bisogno urgente di misure internazionali per dimezzare il numero degli affamati entro il 2015
  • La necessità di assicurare nei negoziati commerciali multilaterali termini e condizioni che favoriscano la sicurezza alimentare.

Il forum delle ONG/OSC

Parallelamente al Vertice, si è svolto un vivace forum delle organizzazioni non governative e della società civile. Organizzato indipendentemente dal Vertice, al Forum NGO/OSC per la Sovranità Alimentare hanno partecipato circa 1600 persone in rappresentanza di oltre 700 organizzazioni di 92 paesi, inclusi agricoltori, silvicoltori e pescatori provenienti dal mondo in via di sviluppo.

Nel loro indirizzo al Vertice, i rappresentanti del Forum si sono detti delusi dairisultati raggiunti, oltre che allarmati dalla "privatizzazione e mercificazione della terra , delle acque, delle zone di pesca e delle foreste comuni e pubbliche". Essi hanno invocato una convenzione internazionale sulla sovranità alimentare, insistendo sul diritto al cibo, sull'accesso alla terra, all'acqua, alle foreste e alle zone di pesca, e sulla protezione delle sementi locali. Hanno chiesto inoltre una moratoria sugli organismi geneticamente modificati.

Strategie regionali per la sicurezza alimentare

Gli eventi collaterali predisposti per permettere alle organizzazioni economiche regionali di discutere le rispettive strategie si sono dimostrati uno straordinario successo. Essi sono stati caratterizzati dall'illustrazione delle visioni e aspettative regionali riguardo a temi come la facilitazione del commercio dei prodotti agricoli, le misure volte a garantire la sanità del cibo, e il sostegno regionale agli sforzi nazionali per l'alleviamento della fame e della povertà nelle aree rurali. Le diverse regioni hanno inoltre manifestato il desiderio di dare un seguito a questo dialogo costruttivo mediante ulteriori consultazioni con i donatori e le istituzioni finanziarie interessate.

Le donne, l'acqua e altri argomenti chiave legati alla sicurezza alimentare

Il ruolo delle donne rurali è stato il tema di un evento collaterale di grandissima importanza, che ha chiarito come le donne, benché producano gran parte del cibo consumato nel mondo, tuttora non abbiano accesso agli strumenti fondamentali della produzione alimentare: la terra, il credito, la formazione e il potere decisionale.

In un'altra riunione si è parlato dell'importanza delle tecnologie su piccola scala, come la raccolta dell'acqua, oltre che dell'importanza di aumentare le rese a parità di acqua utilizzata e il valore monetario delle colture: si tratta di scegliere colture commerciali di grande pregio, capaci di produrre un reddito maggiore per unità d'acqua.

Un evento ha ragguagliato i delegati sui più elevati livelli di fame e denutrizione rinvenibili negli ambienti montani. La FAO è l'agenzia capofila nell'organizzazione dell'Anno Internazionale delle Montagne 2002, ed è impegnata ad attirare l'attenzione sulle specifiche sfide riguardanti la protezione degli ecosistemi, a promuovere la pace e la stabilità, e ad aiutare la gente delle montagne a progredire. Altri eventi collaterali hanno discusso altre fondamentali attività della FAO:

  • Riattivare la produzione alimentare dopo le emergenze
  • Il Programma Speciale per la Sicurezza Alimentare, che appoggia l'impiego di attrezzi semplici e di metodi sostenibili per accrescere la produzione alimentare. Esso promuove inoltre la cooperazione tra i paesi in via di sviluppo
  • L'elaborazione di norme concernenti la sanità del cibo e il commercio internazionale di prodotti alimentari
  • La prevenzione della trasmissione da un paese all'altro delle malattie vegetali e animali
  • La diffusione dell'informazione concernente l'agricoltura mediante il World Agricultural Information Centre (WAICENT)
  • La produzione alimentare negli orti delle scuole e degli ospedali
  • Le attività propagandistiche di TeleFood per finanziare progetti al livello di base e far crescere la consapevolezza.

La maggioranza di questi eventi ha assunto la forma di presentazioni, seguite da ampie e vivaci discussioni.

Una nuova attenzione per lo sviluppo rurale

Due eventi collaterali hanno dimostrato in quale misura oggi lo sviluppo rurale sia visto in tutto il mondo come un'esigenza prioritaria. Innanzitutto, la Banca Mondiale ha presentato la sua nuova strategia in campo rurale, che aumenterà la percentuale delle risorse dedicate allo sviluppo rurale. Questa strategia impegna la Banca a investire nell'intera economia rurale, e non soltanto nell'agricoltura, e presuppone che gli Stati interessati forniscano un ambiente in cui sull'agricoltura non gravi un'imposizione fiscale eccessiva, e incui al suo sviluppo sia riconosciuta una priorità sufficientemente elevata.

Un altro evento ha presentato la politica agricola della NEPAD (New Partnership for Africa's Development, ovvero Nuova Alleanza per lo Sviluppo dell'Africa), un'iniziativa di 15 Stati africani per mettere in moto lo sviluppo in Africa. Redatto con l'assistenza tecnica della FAO, il programma agricolo della NEPAD prevede investimenti per 240 miliardi di dollari entro il 2015. Ci si aspetta che inizialmente il contributo dei paesi africani ammonti al 35 per cento dell'investimento annuo totale, e che questa quota aumenti con il consolidarsi della loro stabilità economica.

Siccome il Vertice si è svolto subito prima della riunione del G8 a Kananaskis, in Canada, i membri del Comitato Operativo della NEPAD hanno colto l'occasione per incontri di preparazione del G8 ad alto livello, con la partecipazione di capi di Stato o di governo. La riunione di Kananaskis ha poi messo in risalto l'importanza della NEPAD come motore dello sviluppo futuro del continente.

"Insieme con il terrorismo, la fame è uno dei massimi problemi che stanno di fronte alla comunità internazionale", ha detto il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, presidente del Vertice, alla cerimonia di chiusura. Il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, ricordando l'obiettivo fissato dal Vertice Mondiale sull'Alimentazione del 1996 _ dimezzare il numero degli affamati nel mondo entro il 2015 _ ha detto: "C'è un vasto consenso globale sulle misure per combattere la fame. Sono tuttora ottimista riguardo alla possibilità di raggiungere l'obiettivo entro il 2015. Creare un mondo più equo è nell'interesse di tutti i paesi."
La sala plenaria della FAO durante il Vertice

La sala plenaria della FAO durante il Vertice

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