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Discorso del Direttore Generale della FAO
Cerimonia della Giornata mondiale dell’alimentazione

Roma, Sede della FAO, Sala Plenaria, 16 ottobre 2005

Eccellenze
Stimati ospiti
Egregi Signori
Gentili Signore


Il tema scelto per la Giornata mondiale dell’alimentazione che quest’anno celebra il suo 25° anniversario, è "Agricoltura e dialogo fra culture: il nostro patrimonio comune". Era opportuno, infatti, riconoscere l’importante contributo delle civiltà al progresso dell’agricoltura e alla realizzazione dell’obiettivo di eliminare la fame del mondo.

L’evoluzione dell’agricoltura e delle civiltà, così come l’interazione tra l’una e l’altra, si riflettono nei geni, semi, piante e animali. Esse si traducono in conoscenze, sistemi di valori e tecnologie. Ma, inoltre, si trasmettono attraverso storie, linguaggi, arti, riti e tradizioni culinarie. Tutti questi elementi che sono presenti nei sistemi agricoli esistenti, costituiscono una parte importante del patrimonio dell’umanità.

Così, attraverso il loro intelligente sforzo e il loro tenace lavoro, i nostri avi sono riusciti a trasmetterci questa immensa eredità che ci permette di produrre sufficienti alimenti. Hanno sperimentato e testato tecniche e prodotti ingegnosi che in seguito perfezionarono e diffusero. La FAO ha già identificato circa 150 sistemi agricoli distinti che, nel nostro patrimonio comune, assumono notevole valore e sono in grado di offrire soluzioni ai problemi legati alla sostenibilità e alla sicurezza alimentare che esistono nel mondo.

Eccellenze, Signore e Signori

Permettetemi di condividere con voi un esempio lampante di sistema agricolo tradizionale sviluppato da una cultura del passato e ancora oggi in uso. Mi riferisco alle risaie a terrazzo degli Ifugao nelle Filippine, funzionanti da 2.000 anni.

Nel corso della storia, il movimento interculturale di conoscenze, di colture e di bestiame ha portato a rivoluzionare la dieta e a ridurre la povertà. I popoli dal Medio Oriente hanno probabilmente portato apparecchiature e tecnologie in Europa. L’Africa ha dato il caffè, la bevanda più popolare al mondo e oggi punto fermo dell’agricoltura dell’America Latina. L’Asia si dedicò alla coltivazione del riso, alimento principale di oltre metà della popolazione mondiale, e della canna da zucchero, coltura che rappresenta un’importante fonte di reddito in molte regioni. L’introduzione del cammello in Africa dall’Arabia ha permesso alle popolazioni di vivere e viaggiare in ambienti estremi. Inoltre, ha dato la possibilità di arricchire la dieta con l’apporto di carne e latte.

Per migliaia di anni, i contadini, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, hanno promosso e arricchito la diversità genetica delle coltivazioni e degli allevamenti. Il dialogo fra paesi ricchi e poveri, condotto sotto forma di negoziati sul Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura, ha portato al riconoscimento dei diritti dei coltivatori e alla creazione di un sistema multilaterale di accesso e condivisione dei benefici.

La cooperazione sud-sud, attraverso la quale lavorano già sul terreno centinaia di esperti, che presto saranno migliaia, ha determinato il trasferimento di soluzioni idonee alle condizioni locali. Per esempio, la pompa a pedali per l’irrigazione, originaria del Bangladesh, è ormai diffusissima in Africa.

Ma le scienze moderne possono e devono ispirarsi ai sistemi di conoscenze indigene per migliorare la produzione del settore agricolo e preservare, allo stesso tempo, l’ambiente, sottoposto a tante aggressioni che comportano l’aumento della fragilità dell’ecosistema e della sua esposizione al rischio.

Eccellenze, Signore e Signori

Gli scienziati continuano a trarre lezioni dal passato per sviluppare sistemi agricoli più efficaci. Il partenariato e il dialogo fra culture e regioni permettono di adottare ed adeguare nuove conoscenze. Il risultato è che attualmente esiste nel mondo un potenziale in termini di risorse e tecnologie, che permette di produrre cibo in quantità sufficiente non solo per soddisfare la crescita della domanda reale ma anche per eliminare la fame dei poveri.

Spero, per questo, che i politici che guidano i destini del pianeta operino con saggezza e facciano prevalere la ragione, facendo scelte che vadano più in là dei loro interessi a breve termine che comportano ingiustizia e ribellione, per realizzare un’armonia sociale e un mondo di solidarietà e di pace.

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