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Riforma ONU: le
Agenzie specializzate devono fare la loro parte
La FAO tra non molto celebrerà il suo sessantesimo compleanno.
Era il 1945 infatti quando fu istituita con il mandato di liberare
lumanità dal problema della fame. A sessanta anni da
quel giorno, nonostante il mondo abbia oggi abbondanti disponibilità
alimentari e vi siano i mezzi per assicurare trasporto e distribuzione
efficienti delle derrate, ci sono ancora 852 milioni di persone
che sono cronicamente sottonutrite, soprattutto nei paesi in via
di sviluppo. Un essere umano su sette ha ancora di fronte a sé
prospettive di vita assai ridotte a causa della scarsità
di cibo a disposizione dal giorno stesso in cui è venuto
al mondo.
Al settore agricolo si chiede di incrementare la produzione, lo
si sollecita a produrre più carne per soddisfare laccresciuta
domanda di una popolazione mondiale in espansione, che nei prossimi
30 anni arriverà a contare, dai sei attuali, nove miliardi
di persone. E questo deve essere raggiunto ovviamente facendo un
uso sostenibile delle risorse, preservando territorio e risorse
idriche, foreste e oceani per le generazioni future.
Non cè dubbio che la FAO, in quanto una delle più
antiche organizzazioni specializzate delle Nazioni Unite, debba
affrontare in modo deciso la situazione in cui lintero sistema
dellONU si trova in questo momento, confrontandosi con lappello
che viene da più parti ad operare una riforma radicale. Insieme
agli altri organismi dell'ONU, la FAO deve tagliare i suoi costi
operativi, sveltire le procedure di risposta, evitare duplicati,
abbandonare attività che altri possono fare meglio e rafforzare
il proprio intervento nelle aree in cui ha un riconosciuto vantaggio
comparativo.
Convinti di tutto ciò, abbiamo fatto i passi necessari per
avviare un processo di riforma profonda dellOrganizzazione.
Se approvate dai paesi membri il prossimo novembre (in occasione
della Conferenza biennale), le riforme metteranno lOrganizzazione
al passo con i rapidi cambiamenti in atto nel più ampio scenario
della cooperazione internazionale allo sviluppo, per essere in grado
di rispondere meglio alle grandi aspettative dei paesi sviluppati
e di quelli in via di sviluppo.
Oggi è più che mai necessaria unorganizzazione
internazionale che metta a disposizione un foro neutrale nel quale
i governi di tutte le nazioni possano incontrarsi con pari dignità,
per negoziare accordi agricoli ed alimentari di interesse mondiale.
Assistere i paesi nellattuazione delle norme alimentari frutto
della cooperazione con lOrganizzazione Mondiale della Sanità
per proteggere i consumatori, è senzaltro unarea
fondamentale su cui concentrare la nostra azione. Daltronde
il commercio internazionale dei prodotti agricoli dipende sempre
di più da questi standard per assicurare che normative e
regolamentazioni nazionali non diventino barriere tecniche per l'accesso
al mercato.
Vi è in realtà un argomento assai convincente per
rafforzare la capacità della FAO di operare in un certo numero
di aree prioritarie: assistere i paesi membri a raggiungere gli
Obiettivi di Sviluppo del Millennio, in particolare lobiettivo
di dimezzare lincidenza della fame entro il 2015.
La FAO sta rivedendo le proprie priorità d'intervento e si
riorganizzerà al proprio interno per affinare la capacità
di affrontare problemi di portata mondiale che hanno devastanti
implicazioni per il mondo agricolo. Tra questi le invasioni di locuste
o di altri organismi infestanti, siano essi i bruchi legionari africani
o dannosi stormi di uccelli predatori, che si muovono in gran numero,
superando confini, distruggendo le coltivazioni al loro passaggio
e lasciando milioni di sventurati contadini privi di cibo e dei
mezzi per procurarselo. Ogni anno leconomia mondiale perde
miliardi di dollari a causa dei parassiti delle piante e delle malattie
animali. In realtà molte di queste calamità potrebbero
essere evitate e ad un costo relativamente ridotto.
Le sempre più frequenti emergenze agricole hanno mostrato
che è importante riuscire a coordinare la risposta internazionale
nei casi di siccità e di inondazioni, di uragani e di tsunami.
I paesi colpiti guardano alla FAO per ricevere sostegno nello sviluppo
di strategie nazionali che ricostruiscano la capacità produttiva
per ricreare nel più breve tempo possibile fonti di occupazione
e di reddito. Lopinione pubblica è in questi giorni
molto preoccupata per i possibili effetti catastrofici di epidemie
come linfluenza aviaria che, nonostante sia ancora limitata
agli animali, ha già causato la morte di oltre 60 persone
e la perdita di circa 140 milioni di polli.
Per la FAO è importante continuare a lavorare allo sviluppo
delle capacità locali, potenziando le sue attività
di formazione e di rafforzamento istituzionale. Farà ricorso
non soltanto alle tradizionali fonti di assistenza fornite dal nord
del mondo, ma espanderà anche il suo programma di cooperazione
sud-sud, attingendo al consistente patrimonio di competenze tecniche
e socio-economiche in agricoltura ora disponibile nei paesi in via
di sviluppo.
Cambiare non è mai facile, ma è essenziale per la
FAO continuare a fare la sua parte, nellambito di un sistema
ONU riformato e ad un costo ragionevole, per assicurare che lumanità
non sia più schiava della fame.
Settembre 2005
Pubblicato, tra l'altro, sul Dallas Morning News (Stati
Uniti) e sull'ABC (Spagna)
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