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Chi è affamato
e perché
Oggi il mondo produce più cibo di quello richiesto per fornire un'adeguata dieta a ogni individuo: ma 800 milioni di persone - circa una su sette - non hanno cibo sufficiente da mangiare. Molti di questi vivono in Asia meridionale e nell'Africa subsahariana.
Privato di calorie e di sostanze nutritive sufficienti, il corpo compensa con una ridotta attività fisica. Nei bambini la crescita rallenta o addirittura si arresta. Una madre affamata dà alla luce un bambino sottopeso, che deve affrontare un futuro segnato da insufficiente sviluppo e da frequenti malattie. Il ciclo della fame e della povertà continua.
L'istruzione è una delle strade vietate alla povertà, perché il povero ha poco denaro per le tasse scolastiche, per i libri e per il vestiario. Al bambino affamato che deve studiare occorre più tempo per concentrarsi e apprendere.
Le donne - la maggioranza della popolazione povera - hanno minori opportunità di istruzione e di formazione rispetto agli uomini, e in molte comunità si nutrono meno degli uomini, anche se frequentemente hanno maggiori carichi di lavoro. Gli impegni delle donne spesso limitano il tempo da dedicare alla coltivazione e alla preparazione di cibi variati, con diete quindi più povere per tutta la famiglia.
La fame cronica limita la capacità di convertire energia
in lavoro, indebolendo il fisico e lasciando le persone senza
speranza e senza motivazioni. Non a caso chi è denutrito
ha difficoltà a trovare lavoro e ad essere produttivo.
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