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La storia di Surinder Singh

Nell'ambito di una serie di reportage fotografici sul programma TeleFood e sulle sue attività, rivolte alle famiglie povere, un uomo racconta la sua vita quotidiana in un lebbrosario vicino a Nuova Delhi, India. Mi chiamo Surinder Singh. Ho 25 anni e vivo con la mia famiglia in un lebbrosario fuori Nuova Delhi. Qui sono con mia madre Nathiyadevi, mentre raccogliamo dal nostro campo semi di senape per il pranzo. Ha 61 anni ed è stata una delle prime a venire a vivere qui, 22 anni fa, quando fu scoperta la sua malattia. Siamo entrambi membri della società di lebbrosi Gandhi, una comunità autosufficiente di circa 140 famiglie. [All Photos: ©Raghu Rai/Magnum Photos for FAO]


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Casa mia

Qui guardo la TV sulla veranda con la mia famiglia. Mia moglie Vim ha 23 anni e mio figlio Vikas due anni e mezzo. Ci sono anche due figli di nostri vicini. Queste erano vecchie baracche per militari; quando se ne sono andati il governo le ha trasformate in abitazioni ad uso gratuito per i lebbrosi. Abbiamo una stanza e questa veranda. Fino ad oggi non pagavamo l'elettricità, ma il mese scorso un impiegato governativo è venuto a dirci che dovremo pagarla. Prima non avevamo i soldi, ma adesso possiamo pagarla con il denaro extra ricavato dai campi e dall'allevamento del pesce, grazie all'aiuto della FAO.


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La nostra comunità

Questa vicina mutilata dalla lebbra che si muove con un triciclo spingendo i pedali con le mani è una delle 6 000 persone che vivono nel lebbrosario. Guardate, laggiú si intravede la mia casa. Quando mia madre arrivò qui la prima volta c'era pochissima gente. Ora ci sono negozi, case, una scuola e l'ambulatorio statale che dà i medicinali gratis ai lebbrosi. I campi dove coltiviamo gli ortaggi e l'allevamento del pesce sono vicini al lebbrosario.


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Il nostro stagno TeleFood

Con l'aiuto del Fondo TeleFood della FAO abbiamo fatto questo stagno per l'allevamento del pesce. Tre anni fa, i più giovani della nostra società lo hanno scavato a mano. TeleFood ha pagato due pozzi per l'acqua, i piccoli pesci per popolare lo stagno e il mangime per l'avviamento. Tutto il gruppo viene coinvolto. Un volontario del Rotary Club ci ha insegnato come allevare il pesce. Io collaboro dove c'è bisogno. In genere smuovo l'acqua con una pompa per ossigenarla. Non l'avevo mai fatto prima, ma ho imparato e non è difficile. Le reti appartengono alla società, ma abbiamo fatto un contratto con un venditore che viene con il suo personale a raccogliere il pesce e lo porta al mercato.


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I benefici di TeleFood

Guardate questi pesci! Ci vogliono da 3 a 5 mesi per farli diventare così grandi. Controlliamo bene a quanto si vende il pesce e poi chiamiamo il venditore. Ci paga da 30 a 40 rupie al chilo (da 66 a 88 centesimi di dollaro). Vendendo direttamente il pesce al mercato potremmo fare solo 23 o 24 rupie al chilo al netto delle spese, perché costa trasportare il pesce e avere un banco. Il denaro extra lo impieghiamo nei progetti della nostra società. Le famiglie con malati o handicappati ricevono razioni gratis di pesce e inoltre lo vendiamo ai vicini a metà prezzo.


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Soddisfazione personale

Qualche volta usiamo l'acqua dello stagno per irrigare i campi. Altre volte attacchiamo la pompa nel locale alle mie spalle e mandiamo l'acqua fresca del pozzo nelle coltivazioni. E' abbastanza buona da bere.

Il lavoro è pesante, ma la cosa buona è che si tratta del mio contributo personale. E' il mio lavoro che fa la differenza, e più lavoro sodo, più ci guadagno. Nella nostra società tutte le decisioni vengono messe a votazione. Lavorare su progetti nostri ci ha uniti. Ognuno si sente responsabile; se gli altri lavorano duro allora anche noi lo dobbiamo fare.


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La nostra fattoria

Vicino allo stagno ci sono i campi della società, la cui produzione è stata avviata 10 anni fa con l'aiuto della FAO. Qui c'é un membro della società con un magnifico esempio. Coltiviamo anche cereali, lattuga e patate.

Come per il pesce, alcuni prodotti li vendiamo, altri li mangiamo. Una parte dei soldi va alle nostre famiglie, e il resto nei progetti societari. Il prossimo progetto è la struttura per l'allevamento di pollame, che stiamo costruendo con i profitti dell'allevamento del pesce e con l'aiuto del Rotary Club. Con la vendita di polli e uova speriamo di ricavare ogni mese 1 000 rupie a persona.


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Gli acquisti

Prima dovevamo uscire dal lebbrosario per comprare da mangiare. Adesso qui abbiamo negozi e arriva gente col carretto che vende verdura, che qualche volta compriamo. È un po' cara, ma abbastanza buona.

Spendiamo da 200 a 250 rupie al mese per verdure e spezie (circa 5 dollari).


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I pasti

Mia moglie Vim cucina il pranzo: lenticchie, riso e verdure. La mattina prendiamo il tè e la sera verdure e pane di frumento. Mia madre apre il frigorifero nuovo, acquistato da poco grazie ai maggiori guadagni.

La carne è molto cara. Ma adesso abbiamo il pesce dello stagno. Un tempo non mangiavamo il pesce molto spesso perché era molto caro. Prima la mia famiglia sopravviveva con una sola razione di cibo fornita dal governo. Adesso con i progetti FAO produciamo per noi stessi frumento, riso e pesce. Non siamo più affamati.


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Il futuro

Senza le entrate fornite dai progetti TeleFood e FAO, non potrei provvedere alla mia famiglia anche se qualche volta guadagno degli extra lavorando nelle costruzioni.

I miei genitori hanno passato brutti momenti quando si occupavano di me, ma dato che ho imparato diversi mestieri, sono fiducioso di essere sempre in grado di trovare lavoro e prendermi cura della famiglia. Perciò spero che mio figlio avrà la migliore istruzione possibile. Poi vedremo che cosa saprà fare.