Discorso del Direttore-generale

DISCORSO del Direttore Generale per la celebrazione della Giornata mondiale dell’alimentazione
Sala Plenaria, 17 ottobre 2011

Sua Eccellenza Paul Kagame, Presidente del Ruanda,
Onorevole Vincenzo Scotti, Sottosegretario, Ministero degli Affari Esteri,
Sua Eminenza Monsignor Renato Volante, Osservatore permanente della Santa Sede presso la FAO,
Onorevoli Ministri e Ambasciatori,
Distinti ospiti,
Eccellenze, Signore e Signori,

Dichiaro aperte le celebrazioni per la 31a Giornata mondiale dell’alimentazione, in occasione del 66° anniversario della fondazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura.Vorrei innanzitutto informarvi che, a causa di un impedimento insorto all’ultimo momento, Sua Eccellenza Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, Presidente della Repubblica di Guinea Equatoriale e Presidente in carica dell’Unione Africana, non ha potuto giungere fino a Roma per onorare con la sua presenza questa cerimonia. Egli ha comunque chiesto al suo Ministro dell’agricoltura, cui porgo il benvenuto, di rappresentarlo e di porgerci il suo messaggio per questa occasione.Desidero altresì ringraziare Sua Eccellenza Michelle Bachelet, ex Presidente della Repubblica del Cile ed attuale Sottosegretario Generale e Direttore Esecutivo di UN Women, di aver accetato di essere con noi oggi, in quanto testimone del ruolo primario che le donne svolgono nello sviluppo agricolo: un elemento fondamentale nella realizzazione delle finalità del Vertice mondiale sull’alimentazione e degli Obiettivi di sviluppo del Millennio.La Giornata mondiale dell’alimentazione 2011 assume un significato speciale, essendo concomitante al 60° anniversario del trasferimento dell’Organizzazione dalla sua sede iniziale statunitense di Washington DC a quella italiana, a seguito della decisione presa dalla 5a sessione della Conferenza FAO nel 1949 di spostare l’allora Sede centrale temporanea qui a Roma, in questi uffici bellissimi e funzionali che furono messi gentilmente a disposizione dal governo italiano.È con grande piacere che colgo questa opportunità per ribadire la più profonda gratitudine e il più sincero ringraziamento al governo e al popolo italiano per la loro costante generosità. Gratitudine e ringraziamento che esprimo a nome della FAO, dei suoi Stati membri, del suo organico e a nome mio personale attraverso Sua Eccellenza Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri, l’Onorevole Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, amico di vecchia data della FAO, e Sua Eccellenza Francesco Saverio Romano, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che abbiamo il privilegio di avere oggi qui con noi. Come sapete, il tema della Giornata mondiale dell’alimentazione di quest’anno, “Prezzi degli alimenti: dalla crisi alla stabilità”, è stato scelto per attirare l’attenzione su una realtà che ha conseguenze enormi sulla sicurezza alimentare mondiale.Oggi, il mondo vive costantemente i problemi legati ai prezzi alti degli alimenti e alla sicurezza alimentare. Il 2010 è stato segnato da un susseguirsi di oscillazioni estreme dei prezzi degli alimenti registrate dal 2006. La calma durata alcuni mesi si è interrotta bruscamente a luglio, a causa di condizioni meteorologiche sfavorevoli che hanno danneggiato le coltivazioni dei principali paesi produttori. Entro la fine dell’anno il prezzo dei cereali aveva raggiunto nuovamente il livello registrato al culmine della crisi alimentare del 2008. I prezzi alti del 2008 avevano spinto altri 80 milioni di persone nel baratro della fame, portando quasi ad un miliardo il numero di chi soffre la fame e la malnutrizione: circa un sesto della popolazione mondiale. La volatilità dei prezzi degli alimenti mette in pericolo il diritto umano fondamentale ad un’alimentazione appropriata. Una situazione di prezzi alti e volatili che non solo aumenta ma anche aggrava la povertà e l’insicurezza alimentare. Le conseguenze della volatilità dei prezzi degli alimenti ricadono più pesantemente sulle fasce più povere, soprattutto i poveri delle aree urbane e i senza terra – che possono arrivare a spendere fino al 75% del loro reddito in cibo. I prezzi alti degli alimenti riducono il potere d’acquisto dei poveri e causano danni irreversibili: consolidano le trappole della povertà, causando l'erosione del capitale fisico e umano e il taglio delle spese per l'istruzione. Per i produttori poveri, la volatilità dei prezzi aumenta l’incertezza e dissuade dall’investire quelle somme essenziali per aumentare la produzione alimentare e ridurre la vulnerabilità. Il costo delle importazioni di alimenti, contrassegnato da volatilità e aumenti continui, mette a repentaglio le riserve che i governi stanziano per gestire le fluttuazioni dei cambi, compromette i fondi destinati allo sviluppo e rallenta la crescita e lo sviluppo stesso.Il ritorno ad una situazione di prezzi alti degli alimenti nel 2010 ha risvegliato i timori di una nuova crisi alimentare come quella del biennio 2007-08, minacciando di far aumentare l’insicurezza alimentare, l’impennata dell’inflazione riguardante i prezzi degli alimenti e i disordini interni. Fortunatamente, in generale, le peggiori paure non si sono trasformate in realtà, ma una situazione di prezzi alti e volatili dei prodotti agricoli di base sembra dover persistere, mettendo in difficoltà consumatori, produttori e governi nel loro tentativo di affrontarne le conseguenze.Molti fattori hanno contribuito all'aumento dei prezzi e alla volatilità. In passato, i prezzi reali dei prodotti agricoli tendevano a diminuire, grazie ad un progresso tecnico che aumentava rendimenti e produzione più velocemente di quanto non accadesse con una domanda sostenuta dalla crescita della popolazione e dei redditi. Ma oggi i mercati sono ad una stretta: gli investimenti e la crescita delle forniture hanno subito un rallentamento mentre la domanda ha continuato a crescere rapidamente, con conseguente riduzione delle scorte a livelli pericolosamente bassi. Il ritmo accelerato della crescita economica nei paesi emergenti ha sostenuto la domanda di prodotti di base, accompagnata anche dall’aumento della domanda di alcuni prodotti agricoli come materie prime per la produzione di biocarburanti. Produzione sviluppatasi notevolmente grazie a sovvenzioni e mandati, e in grado di legare più strettamente i mercati e i prezzi dei prodotti agricoli ai mercati dell’energia e ai prezzi volatili del petrolio.La recente volatilità trova le sue origini in fattori fondamentali come le crisi meteorologiche nei principali paesi produttori ed esportatori, che hanno coinciso con livelli di scorte molto bassi. Volatilità che è stata aggravata dai collegamenti più stretti fra mercati agricoli e dell’energia, da un lato, e il commercio speculativo nei mercati a termine di prodotti agricoli di base, dall'altro. Situazione che ha creato collegamenti più stretti fra i prezzi dei prodotti agricoli di base e quelli delle attività finanziarie. Il tutto è stato, infine, aggravato da misure di politica commerciale, come le restrizioni all’esportazione adottata da alcuni paesi.Per passare dal rischio di crisi ricorrenti ad una situazione di stabilità e affidabilità dei mercati mondiali degli alimenti, è necessaria una maggiore trasparenza in questi stessi mercati a livello internazionale.L’esperienza della crisi dei prezzi degli alimenti nel biennio 2007-08 e degli odierni prezzi, caratterizzati da impennate e volatilità, hanno messo in luce, da una parte, precise carenze di informazione riguardanti l’offerta e la domanda di prodotti alimentari a livello mondiale e, dall’altra, la mancanza di indicatori affidabili sui tempi di una possibile crisi e l’assenza di un coordinamento politico destinato ad evitare risposte singole nazionali che possono trasformare una situazione difficile in una crisi. Questa crisi dei prezzi degli alimenti ha messo altresì in luce la mancanza di preparazione e la ridotta capacità di ripresa dalle impennate dei prezzi internazionali degli alimenti. Le riserve alimentari strategiche d’emergenza possono contribuire a garantire la sicurezza alimentare nelle situazioni di minore disponibilità; sfruttando le sinergie con reti di sicurezza correttamente elaborate e mirate, possono ridurre l’esposizione alla volatilità delle fasce vulnerabili. Meccanismi più efficaci di finanziamento basati sul mercato e coordinati a livello internazionale possono contribuire a garantire una sicurezza alimentare a breve termine nei paesi in via di sviluppo a basso reddito e importatori di prodotti alimentari, gravemente colpiti, che si trovano in difficoltà a finanziare le importazioni di alimenti.La FAO ha collaborato con altre organizzazioni internazionali per elaborare un Rapporto interagenzie al G20 sulla volatilità dei prezzi degli alimenti. Il rapporto raccomandava la creazione presso la FAO di un Sistema d’informazione dei mercati agricoli (AMIS) per migliorare l’informazione e la trasparenza e promuovere il coordinamento e dialogo politico a livello globale. Il miglioramento delle informazioni e della trasparenza ridurrà la volatilità e l’incidenza delle impennate dei prezzi causate da situazioni di panico e permetterà di realizzare un processo politico decisionale più informato. Il sistema AMIS dovrà lanciare messaggi di allerta al mercato globale riguardo agli aumenti dei prezzi, operando come un sistema rapido di allerta internazionale. La riunione preliminare di AMIS ha già avuto luogo.Le azioni nazionali e internazionali possono cercare di attenuare la volatilità dei prezzi degli alimenti e le relative conseguenze sulle fasce vulnerabili. Tuttavia, è necessario costruire una capacità di ripresa a lungo termine. Le devastanti conseguenze sui mezzi di sussistenza dei poveri causate dalla volatilità dei prezzi degli alimenti scaturiscono da 20 anni di investimenti insufficienti e di negligenza del settore agricolo. Investire nella crescita della produttività agricola e nella capacità di ripresa è fondamentale per affrontare la questione della volatilità dei prezzi degli alimenti. La maggior parte dei paesi poveri ha enormemente bisogno di un settore agricolo sano per ridurre la vulnerabilità alla volatilità dei prezzi internazionali, per sconfiggere la fame e la povertà e per gettare le basi di una crescita economica più ampia. L’attuale situazione nel Corno d’Africa deve essere vista come una lezione per dare risposte sia immediate che a lungo termine alla crisi, nonché per rispondere al bisogno di risorse finanziarie prevedibili al fine di affrontare le cause originarie della carestia e dell’insicurezza alimentare.È necessario intensificare gli investimenti per la ricerca e lo sviluppo a favore delle esigenze dei piccoli produttori, al fine di ripristinare la crescita della produttività. È inoltre fondamentale un miglioramento delle infrastrutture, delle istituzioni e del sistema di governo a livello locale, nazionale e internazionale. Al Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare 2009, la FAO ha invocato un aumento degli investimenti in agricoltura per produrre più cibo nelle zone popolate da chi vive in povertà e soffre la fame. Servono più di 80 miliardi di USD di investimenti aggiuntivi l’anno in agricoltura e nella attività a valle per garantire le riserve alimentari del mondo nel 2050. Per finanziare tali investimenti, i governi nazionali dovranno contribuire in modo significativo. Tramite un buon sistema di governo e sane politiche strutturali, i governi devono altresì promuovere un ambiente favorevole agli investimenti del settore privato. Inoltre, la quota degli aiuti ufficiali allo sviluppo destinati all’agricoltura deve essere notevolmente aumentata, in quanto l’attuale 6% resta decisamente inadeguato.Se i leader mondiali rispettano le decisioni già prese, fanno emergere la necessaria volontà politica e forniscono le adeguate risorse finanziarie, sarà possibile realizzare la sicurezza alimentare ed evitare il susseguirsi periodico di crisi destinate a colpire più duramente le popolazioni più povere, favorendo così la stabilità politica, la pace e la sicurezza globali. In questa Giornata mondiale dell’alimentazione, è giunta l’ora di agire e di attuare politiche che permetteranno agli agricoltori di tutto il mondo, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli sviluppati, di avere condizioni eque, grazie a meccanismi elaborati per non creare situazioni distorsive sui mercati.Il mondo dispone delle conoscenze e dei mezzi finanziari necessari per garantire la sicurezza alimentare per tutti e, quindi, anche un mondo più stabile: un obiettivo da raggiungere, adesso.Grazie per la gentile attenzione.

Tema della Giornata Mondiale della Alimentazione 2011: Prezzi degli alimenti - dalla crisi alla stabilità
Tema della Giornata Mondiale della Alimentazione 2011: Prezzi degli alimenti - dalla crisi alla stabilità
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