Cosa fa la FAO? :: La giustizia sociale :: Diritti sulla terra

Il diritto alla terra

Che gli agricoltori abbiano bisogno di terra da coltivare è abbastanza ovvio. Ma è deplorevole che milioni di contadini non posseggono alcun diritto certo sulla terra. E non solo sulla terra. Ma anche su molte cose ad essa collegate: l’acqua, gli alberi, la vita animale, tutto ciò di cui ha bisogno la popolazione rurale per produrre cibo, tirare avanti e sopravvivere.

In molti paesi, soprattutto in Asia e in America latina, un numero relativamente modesto di benestanti sono grandi latifondisti, mentre milioni di contadini senza terra lottano per la sopravvivenza e per nutrire la propria famiglia. Senza diritti certi sulla terra, spesso viene loro negato il diritto al cibo.

Cerca più informazioni sul diritto al cibo.

C’è di più: senza la proprietà, i contadini poveri vengono privati di servizi pubblici essenziali come fognature ed elettricità. Sono trattati come cittadini di seconda classe.

Questo è ingiusto non solo per il singolo, ma per l’intero pianeta. Quando i contadini non posseggono un diritto certo sulla loro terra, hanno scarso interesse a preoccuparsi di applicare tecniche agricole “sostenibili”. Impegnarsi a salvaguardare la terra per le future generazioni ha poco senso. Dopo tutto, non sono in grado di lasciarla ai propri discendenti. Se i campi diventano meno fertili, si spostano nel terreno di qualcun altro.

Non siamo Robin Hood

A qualcuno farebbe piacere vedere la FAO nel ruolo di Robin Hood, costringendo i governi a togliere la terra ai ricchi e darla ai poveri. A questi possiamo solo rispondere che la FAO non è stata creata dai suoi membri per ricevere ordini. Quello che fa la FAO è aiutare i paesi, una volta decisa la riforma fondiaria, a trovare soluzioni coerenti con la loro particolare situazione. La FAO lavora per assicurare che le riforme fondiarie diano benefici concreti e sicurezza ai contadini poveri e affamati e accrescano la produzione agricola di tutto il paese. Un passo importante di questo lavoro è l’elaborazione di procedure per la pacifica soluzione di conflitti sui diritti terrieri.

A proposito della disuguaglianza sulla proprietà terriera, ci sono molti altri problemi su questi diritti. Che dire dei territori senza padrone? Senti questa: in Africa più del 90 per cento della terra non è legalmente regolamentata. Campi, foreste e pascoli sono sfruttati dalla comunità, e il diritto all’uso è fissato da consuetudini locali.

Ma i tempi e le tradizioni stanno cambiando. I paesi africani, per ridurre la fame e la povertà, stanno incoraggiando la popolazione rurale, che in maggioranza produce il cibo solo per il consumo familiare, a intraprendere il commercio agricolo. Ma questo implica una revisione del diritto terriero. Inoltre, secondo gli usi tradizionali, le donne non hanno spesso gli stessi diritti degli uomini sulla terra. Questa disuguaglianza non è solo una violazione dei diritti delle donne, ma contribuisce alla fame e alla povertà. La FAO aiuta i governi e le comunità locali a trovare soluzioni accettabili per la modifica dei diritti terrieri tradizionali in modo da non ostacolare lo sviluppo economico locale e senza discriminazioni verso le donne.

E attenzione, non dimentichiamoci dei paesi ex comunisti dell’Europa orientale e dell’Asia centrale. Sotto il comunismo gran parte della terra era posseduta da consorzi agricoli sotto il ferreo controllo dell’autorità statale: con la caduta del comunismo sono scomparsi. Attualmente questi paesi stanno privatizzando la terra, ma non è un lavoro facile. La FAO collabora con questi paesi per creare mercati immobiliari agricoli, accettabili dai contadini locali e vantaggiosi per l’agricoltura e l’ambiente.

Aumentare la partecipazione

Come puoi vedere il problema dei diritti sulla terra è estremamente complesso. Ma ci sono alcuni principi che sono costanti. Eccone uno: le riforme dei diritti sulla terra che hanno successo non sono imposte, ma negoziate.

Chi trae il suo sostentamento direttamente dalla terra, dall’acqua e dalle foreste deve partecipare al processo di riforma fondiaria. La partecipazione delle donne contadine è particolarmente importante. Producono la metà degli alimenti di tutto il pianeta ma posseggono solo il due per cento dei terreni. La riforma fondiaria può contribuire sensibilmente a ridurre questo squilibrio. Se le contadine non partecipano al processo di riforma c’è il rischio che i cambiamenti siano per loro un danno invece che un beneficio. Cerca più informazioni su uguali diritti per uomini e donne.

La FAO ha un team di esperti che si occupano soprattutto di aumentare la partecipazione contadina maschile e femminile in tutti i settori dello sviluppo rurale, inclusa la riforma dei diritti sulla terra.

Per reclamare i propri diritti e far ascoltare la propria voce occorre che i poveri si organizzino. La FAO aiuta le comunità rurali, specie quelle povere e vulnerabili, a unirsi in gruppi, incluse le associazioni rurali femminili, i club giovanili e le cooperative agricole.

Photo: G. Bizzarri
© FAO, 2009