Quando addenti una bella mela, un hamburger gustoso o un appetitoso filetto di baccalà, vuoi essere sicuro che non ti faccia male.
E sai una cosa? Probabilmente non ti sentirai male. Perché in Italia esistono standard nazionali per la sicurezza alimentare. Questi standard regolano il modo in cui i cibi vengono prodotti, immagazzinati, lavorati, confezionati, venduti e distribuiti a te, il consumatore.
Tutti questi passaggi formano quella che la FAO chiama la catena alimentare di produzione e distribuzione. Molti paesi in via di sviluppo non hanno le capacità tecniche adeguate o i sistemi di controllo per garantire la sicurezza e la qualità alimentare lungo tutto il percorso della catena. Questo significa che per molti, specialmente i poveri che vivono nelle grandi città, le malattie di origine alimentare e la fame possono essere un pericolo concreto.
In tutto il mondo, le metropoli stanno diventando sempre più grandi. Garanzia e continuità dei collegamenti tra agricoltori della campagna e consumatori della città saranno una componente fondamentale della lotta per porre fine alla fame. La FAO collabora con i paesi in via di sviluppo affinché produttori e commercianti possano consegnare ai consumatori urbani prodotti integri, adeguatamente confezionati e trasportati.
Cerca più informazioni sull’azione della FAO in aiuto dei paesi per garantire la sicurezza del Cibo per le metropoli.
Probabilmente già sai che buona parte del cibo che mangi non viene dall’Italia. La globalizzazione condiziona la nostra vita in molti modi. E come tante altre cose, il cibo è diventato globale. Sei interessato a saperne di più? Perché non visiti la nostra pagina sulla Globalizzazione?
Il commercio internazionale degli alimenti grezzi e lavorati rappresenta un business di 400 miliardi di dollari all’anno. Ma quest’enorme volume di scambi è possibile solo se esistono standard per la sicurezza alimentare riconosciuti in campo internazionale .
Chi stabilisce questi standard? Bene, qui interviene la FAO.
Non farti spaventare dal nome. La Commissione per il Codex Alimentarius è un amico. Lavora per garantire la sicurezza del cibo che mangi.
Il lavoro della Commissione per il Codex Alimentarius è coordinato dalla FAO e dall’Organizzazione mondiale della sanità. E’ formata da 171 paesi membri, più la Comunità europea. I governi dei paesi membri spendono tempo, energie e risorse per fissare standard mondiali accettati da tutti per la sicurezza e la qualità degli alimenti.
La neutralità della Commissione è essenziale perché il suo lavoro tratta molti argomenti controversi. Per esempio, la Commissione stabilisce standard e direttive su tutti gli aspetti degli alimenti prodotti con la biotecnologia. Sei interessato a saperne di più? Vai alla nostra pagina sulla biotecnologia.
La Commissione per il Codex Alimentarius fissa anche standard sull’etichettatura degli alimenti. Per esempio, quando un pesce può essere etichettato come una sardina, o quanto burro di cacao deve essere presente nel cioccolato per essere un “vero” cioccolato. Queste decisioni possono sembrare insignificanti, ma per i produttori e i commercianti possono avere significative conseguenze sulle vendite.
La Commissione tratta tutti i tipi di cibo e un’enorme gamma di questioni che riguardano il cibo che mangiamo. Solo per darti un’idea, ecco una lista parziale:
Molti paesi in via di sviluppo, sfortunatamente, non sono in grado di produrre alimenti in regola con gli standard del Codex sulla sicurezza e la qualità. E questo ha un impatto enorme sulla fame e sullo sviluppo rurale.
Se questi paesi vengono esclusi dal mercato globale, i produttori agricoli hanno molte meno opportunità di guadagno per sfamare le proprie famiglie. Significa anche che i governi hanno minori fondi da investire nello sviluppo.
La FAO e l’Organizzazione mondiale della sanità aiutano i potenziali esportatori alimentari dei paesi in via di sviluppo a raggiungere gli standard internazionali per la sicurezza alimentare. Lavorano insieme anche per migliorare la capacità degli importatori di verificare la sicurezza dei prodotti alimentari che provengono dall’estero.
