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 <title>FAO news &gt; Risorse idriche e irrigazione</title>
 <link>http://www.fao.org/news/newsroom-home/en/</link>
 <description>Notizie dall'Organizzazione dell'ONU per l'Alimentazione e l'Agricoltura</description>
 <language>it</language>
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 <copyright>2009 FAO</copyright>
 <managingEditor>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</managingEditor>
 <webMaster>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</webMaster>
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	<title>La siccità obbliga a gestire meglio le risorse idriche per salvaguardare la sicurezza alimentare</title>
	
	<description> La siccità in alcune parti del mondo ha avuto pesanti ripercussioni sulla produzione cerealicola mondiale ed ha contribuito al rialzo dei prezzi alimentari registrato ogni anno a partire dal 2007. Questo dato, secondo la FAO, sottolinea la necessità di trasformare il modo in cui l’acqua viene usata - e sprecata - lungo l’intera filiera alimentare.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Stoccolma/Roma 27 agosto 2012 - </strong>La siccità in alcune parti del mondo ha<strong> </strong>avuto pesanti ripercussioni sulla produzione cerealicola mondiale ed ha contribuito al rialzo dei prezzi alimentari registrato ogni anno a partire dal 2007.  Questo dato, secondo la FAO, sottolinea la necessità di trasformare il modo in cui l'acqua viene usata - e sprecata - lungo l'intera filiera alimentare.<br /> <br /> Nel suo intervento alla cerimonia d'apertura della Settimana Mondiale dell'Acqua (Stoccolma 26-31 agosto 2012), il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva ha affermato "Non esiste sicurezza alimentare senza sicurezza delle risorse idriche", facendo notare che il recente rapporto della FAO <a href="http://www.fao.org/nr/solaw/solaw-home/en/" target="_blank"><em>The State of Land and Water Resources for Food and Agriculture</em></a> (Lo Stato Mondiale delle Risorse Idriche e Fondiarie per l'Alimentazione e l'Agricoltura N.d.T.)  avverte chiaramene che scarsezza d'acqua ed inquinamento stanno mettendo a rischio in tutto il mondo interi sistemi produttivi.<br /> <br /> La Settimana Mondiale dell'Acqua è una conferenza annuale dove responsabili politici ed esperti di tutto il mondo discutono delle risorse idriche e della loro gestione. <br /> <br /> <strong>L'agricoltura vittima e causa<br /> </strong><br /> "L’agricoltura come viene praticata oggi - ha aggiunto Graziano da Silva -  è una delle cause di questo fenomeno, poiché rappresenta il 70% di tutto il consumo d'acqua a livello mondiale".<br /> <br /> Facendo notare come il settore della produzione alimentare offra anche un enorme potenziale per cambiare il modo in cui l'acqua viene utilizzata, ha poi proseguito: "L'agricoltura è l'elemento chiave per un uso sostenibile delle risorse idriche".  Per raggiungere quest'obiettivo e soddisfare la crescente domanda di cibo "dobbiamo riuscire a produrre in modo che si preservino le risorse idriche, si usino in modo più sostenibile ed intelligente, e si aiuti così l'agricoltura ad adattarsi al cambiamento climatico".<br /> <br /> <strong>Aree Prioritarie d'intervento<br /> </strong><br /> Per far ciò la FAO propone un nuovo piano d'azione per la gestione dell'acqua in agricoltura "<em><a href="http://www.fao.org/docrep/016/i3015e/i3015e.pdf" target="_blank">Coping with water scarcity: An action framework for agriculture and food security</a>", </em>che individua alcune aree prioritarie d'intervento.<br /> <br /> <em>Modernizzazione dei sistemi irrigui</em> - I vecchi sistemi irrigui devono essere modernizzati per riuscire a rispondere alle necessità degli agricoltori di domani e consentire un uso più efficiente dell'acqua, che aiuti a incrementare la produzione.  L'irrigazione agricola del futuro dovrà sempre più basarsi su sistemi di tubature e mettere insieme in modo sostenibile differenti fonti, incluse le falde freatiche.<br /> <br /> <em>Migliore stoccaggio dell'acqua piovana a livello agricolo -</em> Immagazzinando l'acqua in stagni di piccole dimensioni o direttamente nel terreno gli agricoltori possono ridurre i rischi connessi con la siccità e incrementare la produzione.<br /> <br /> <em>Riciclare e rimpiegare - </em>Riutilizzare l'acqua, in particolare le acque reflue trattate provenienti dai centri urbani, può aiutare la produzione agricola nelle zone aride, un modo più sistematico e sicuro di usarle può fare incrementare la produzione locale.<br /> <br /> <em>Controllo dell'inquinamento- </em>Devono essere introdotte norme più strette di controllo della qualità dell'acqua e meccanismi efficaci per farle rispettare al fine di ridurre l'inquinamento idrico che non fa che peggiorare la situazione.<br /> <br /> <em>Ridurre lo spreco di cibo - </em>La riduzione delle perdite post-raccolto deve essere parte integrante di qualsiasi strategia che affronti la penuria d'acqua. Il 30% di tutto il cibo prodotto a livello mondiale - l'equivalente di 1,3 miliardi di tonnellate - va ogni anno perduto o sprecato lungo la catena alimentare "dal campo alla forchetta".  Ridurre queste perdite aiuterà a ridurre la pressione su risorse naturali essenziali per la produzione alimentare quali la terra e l'acqua.  Inoltre le politiche agricole dovrebbero considerare il potenziale che la produzione non irrigua ancora offre in molte aree, e cercare una combinazione integrata di agricoltura irrigua e piovana.<br /> <br /> <strong>Per maggiori informazioni<br /> </strong><a href="http://www.fao.org/docrep/016/i3015e/i3015e.pdf" target="_blank">Coping with water scarcity: An action framework for agriculture and food security </a><br /> <a href="http://www.fao.org/news/story/it/item/154979/icode/#wwwSubIta1" target="_blank">Una risorsa limitata sull'orlo del collasso: come la scarsità d'acqua incide sulla sicurezza alimentare</a><br /> <a href="http://www.fao.org/news/story/it/item/154979/icode/#wwwSubIta2" target="_blank">Il cambiamento climatico porrà ulteriore pressione sulle risorse idriche per l'agricoltura</a> <br /> <br /> <em>La Settimana Mondiale dell'acqua è un evento annuale organizzato dall'Istituto Internazionale sull'Acqua di Stoccolma (SIWI) dal 1991.  La FAO e il Gruppo consultivo per la Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR) ne sono partner per l'edizione 2012 incentrata, quest'anno sul rapporto acqua e sicurezza alimentare.</em>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Mon, 27 Aug 2012 00:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Per sconfiggere la fame occorre un uso più efficiente dell’acqua</title>
	
	<description> Per produrre cibo a sufficienza per nutrire la popolazione mondiale è necessario impegnarsi a fare un uso sostenibile dell’acqua, la “risorsa più critica e limitata del pianeta”, ha affermato oggi il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon. Il 22 marzo di ogni anno il partenariato UN-Water celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua per porre l’attenzione della comunità internazionale su tutte le questioni connesse con la risorsa acqua e sulla necessità di una sua gestione sostenibile.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>Roma, 22 marzo 2012 </strong><strong>- </strong>Per produrre cibo a sufficienza per nutrire la popolazione mondiale è necessario impegnarsi a fare un uso sostenibile dell'acqua, la "risorsa più critica e limitata del pianeta", ha affermato oggi il Segretario Generale dell'ONU, Ban Ki-moon. <br /> <br /> "Se non riusciremo ad usare in modo più saggio l'acqua in agricoltura, falliremo nel nostro intento di porre fine alla fame e daremo invece adito a tutta una serie di mali: siccità, carestia, instabilità politica", ha avvertito Ban Ki-moon nel suo intervento letto all'inizio della cerimonia per la Giornata Mondiale dell'Acqua 2012 che ha luogo oggi presso la FAO.<br /> <br /> Vi è sempre più scarsità d'acqua in diverse parti del mondo ed il tasso di crescita della produttività agricola si è via via rallentato, ha osservato Ban Ki-moon.  Contemporaneamente, il cambiamento climatico fa aumentare i fattori di rischio e imprevedibilità per gli agricoltori, "specialmente per i contadini poveri dei paesi a basso reddito che sono i più vulnerabili e quelli meno in grado di adattarvisi", ha affermato.<br /> <br /> Per garantire a tutti una sicurezza alimentare e idrica che sia sostenibile, occorrerà trasferire tecnologie appropriate, fornire i piccoli produttori di maggiori strumenti e preservare i servizi degli ecosistemi, ha continuato il Segretario Generale dell'ONU, che ha poi sollecitato politiche che promuovano il diritto all'acqua per tutti, una normativa più robusta e l'uguaglianza uomo-donna.<br /> <br /> "L'acqua sarà centrale nella creazione del futuro che vogliamo", ha concluso Ban Ki-moon.  "Al prossimo Vertice della Terra Rio+20, la comunità internazionale dovrà riuscire a vedere la stretta connessione esistente tra sicurezza idrica e sicurezza alimentare e nutrizionale nel contesto di un'economia verde".<br /> <br /> <strong>Acqua per il futuro<br /> </strong><br />  "Vent'anni fa, il primo Vertice sulla Terra di Rio, ha evidenziato l'importanza di una gestione accorta delle risorse idriche per riuscire a garantire un futuro sostenibile e la sicurezza alimentare al pianeta", ha affermato nel suo intervento il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva.  " Da allora molti paesi hanno fatto grandi passi avanti nella gestione delle proprie risorse idriche, ma ancora molto resta da fare". <br /> <br /> "Occorre soddisfare la domanda agricola in modo da riuscire a preservare l'acqua e le altre risorse naturali, con interventi che vanno dall'intensificazione sostenibile dell'agricoltura, mettendola in grado di produrre il cibo di cui il mondo ha bisogno usando allo stesso tempo l'acqua in modo più intelligente, alla riduzione di perdite e sprechi, alla promozione di diete più salutari ", ha aggiunto.<br /> <br /> Per fare ciò occorreranno investimenti sulle persone, sulle infrastrutture, nell'istruzione e nella sensibilizzazione, e trovare incentivi affinché i piccoli coltivatori adottino le pratiche migliori, e rafforzino la capacità di incrementare la propria produttività, ha proseguito Graziano da Silva.<br /> <br /> Secondo il Direttore Generale della FAO altre aree prioritarie d'intervento sono lavorare per aumentare la capacità di risposta degli agricoltori al cambiamento climatico, rafforzare la <em>governance </em>dell'acqua e creare istituzioni per migliorare la gestione nazionale e regionale delle risorse idriche.<br /><br /> </p><p><strong>Cibo e s</strong><strong>preco delle risorse idriche <br /><br /></strong> </p><p> La FAO stima che ogni anno vanno sprecati circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo.  Una riduzione del 50 per cento delle perdite alimentari e dello spreco di cibo a livello globale farebbe risparmiare 1.350 km<sup>3 </sup>di acqua all'anno.  Per dare un'idea basti pensare che le precipitazioni medie annuali in un paese come la Spagna sono di 350 km<sup>3 </sup>, che la capacità di deposito del Lago Nasser in Egitto e Sudan è di circa 85 km<sup>3 </sup>, e che l'acqua che attraversa la città di Bonn sul fiume Reno nell'arco di un anno ammonta a circa 60 km<sup>3 </sup>.  <br /> <br /> <strong>Agricoltura e sicurezza idrica sono interconnesse<br /> <br /> </strong>Al momento attuale sono circa 1,6 miliardi le persone che vivono in paesi o regioni con un'assoluta scarsità d'acqua e si stima che per il 2025 due terzi della popolazione mondiale potrebbe vivere in condizioni di stress idrico.  Una delle principali ragioni di ciò è il necessario uso di acqua per la produzione alimentare.  In media un essere umano beve da 2 a 4 litri di acqua al giorno, ma ci vogliono da 2.000 a 5.000 litri di acqua per produrre la quantità di cibo che esso consuma in un giorno.<br /> <br /> Ed infatti l'agricoltura, a livello mondiale, è responsabile del 70 per cento del consumo d'acqua di superficie e delle falde freatiche.<br /> <br /> Ma la ragione di questo pesante <em>footprint</em> ecologico è evidente: con l'irrigazione gli agricoltori possono produrre più cibo.  L'agricoltura irrigua rappresenta solo il 20 per cento delle terre coltivate del pianeta, ma produce il 40 per cento del cibo ad esso necessario.<br /> <br /> Il 22 marzo di ogni anno il partenariato UN-Water, che raccoglie 28 organizzazioni ONU, celebra la Giornata Mondiale dell'Acqua per porre l'attenzione della comunità internazionale su tutte le questioni connesse con la risorsa acqua e sulla necessità di una sua gestione sostenibile.<br /> <br /> La FAO è l'agenzia che guida le celebrazioni della giornata quest' anno dal tema<strong> "</strong>Acqua per la sicurezza alimentare<strong>".  </strong>Presso la sede dell'agenzia si tengono per l'intera giornata dibattiti e tavole rotonde cui partecipano esperti internazionali.  (<a href="http://www.fao.org/webcast/">Per seguire gli eventi online</a>).</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/130260/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/130260/icode/</guid>
	<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 09:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Scarsità e degrado del suolo e dell’acqua: una minaccia crescente per la sicurezza alimentare</title>
	
	<description> Il diffuso degrado e la crescente scarsità delle terre e delle risorse idriche stanno mettendo a rischio un gran numero di sistemi di produzione alimentare chiave in tutto il mondo, costituendo una seria minaccia alla possibilità di riuscire a sfamare una popolazione mondiale prevista raggiungere i 9 miliardi di persone entro il 2050, afferma un nuovo rapporto FAO pubblicato oggi.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>28 novembre 2011, Roma</strong> - Il diffuso degrado e la crescente scarsità delle terre e delle risorse idriche stanno mettendo a rischio un gran numero di sistemi di produzione alimentare chiave in tutto il mondo, costituendo una seria minaccia alla possibilità di riuscire a sfamare una popolazione mondiale prevista raggiungere i 9 miliardi di persone entro il 2050, afferma un nuovo rapporto FAO pubblicato oggi.  <br /><br /><a href="http://www.fao.orgnews-management/story-table/addedit-story//"><em>Lo Stato Mondiale delle Risorse Idriche e Fondiarie per l'Alimentazione e l'Agricoltura (SOLAW) </em></a>sottolinea che sebbene negli ultimi 50 anni si sia registrato un notevole aumento della produzione mondiale, "in troppe occasioni tali miglioramenti sono stati accompagnati da pratiche di gestione delle risorse che hanno degradato gli ecosistemi terrestri e idrici dai quali la produzione alimentare stessa dipende".    <br /><br />Ad oggi un gran numero di tali ecosistemi "sono esposti al rischio di un progressivo deterioramento della loro capacità produttiva, a causa dell'effetto congiunto di un'eccessiva pressione demografica e di usi e pratiche agricole non sostenibili", afferma il rapporto.<br /><br />Nessuna regione è immune: ecosistemi a rischio si trovano in ogni parte del mondo, dalle montagne della Cordigliera Andina alle steppe dell'Asia Centrale, dal bacino fluviale del Murray-Darling al centro degli Stati Uniti.<br /><em>Sistemi agricoli a rischio: </em><a href="http://www.fao.org/fileadmin/templates/solaw/images_maps/map_5.pdf" target="_blank"><em>map</em><em>pa</em></a><em> | </em><a href="http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/newsroom/docs/systems-at-risk-table.pdf" target="_blank"><em>tavola</em></a><em><br /></em><br />Al tempo stesso - sostiene il rapporto - poiché la consapevolezza di tali strozzature nei sistemi di risorse naturali sta sempre più aumentando, la competizione per l'accesso all'acqua e alle terre diverrà "pervasiva". Tale competizione comprende tanto quella tra utilizzatori urbani ed industriali tanto quella interna allo stesso settore agricolo - tra allevamento, colture alimentari, colture non alimentari e produzione di bio-combustibili.   <br /><br />Si prevede, inoltre, che il cambiamento climatico andrà sempre più ad alterare le condizioni meteorologiche in termini di temperature, precipitazioni e portata dei fiumi, dalle quali dipende la produzione alimentare mondiale.<br /><br />Di conseguenza, afferma il SOLAW, la sfida di fornire cibo a sufficienza ad un pianeta sempre più affamato non è mai stata tanto grande, specialmente nei paesi in via di sviluppo, dove terre fertili, nutrienti del suolo e risorse idriche sono più scarsi.  <br /><br />"Il rapporto SOLAW evidenzia come l'impatto complessivo di tutte queste pressioni e le conseguenti trasformazioni in campo agricolo hanno esposto alcuni sistemi produttivi al rischio di un crollo della loro integrità ambientale e della loro capacità produttiva. Questi sistemi a rischio potrebbero semplicemente non essere in grado di contribuire come previsto a soddisfare i bisogni della popolazione mondiale di qui al 2050. Le conseguenze in termini di fame e povertà sono inaccettabili. Concrete azioni risolutive devono essere prese ora," dichiara il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. <br /><br /><strong>Segnali d'allarme<br /></strong><br />Tra il 1961 e il 2009, la superficie mondiale coltivata è si è estesa del 12%, ma la produzione agricola è cresciuta del 150%, grazie ad un notevole aumento dei raccolti delle colture principali. <br /><br />Ma uno dei "segnali d'allarme" lanciati dal SOLAW è il fatto che i tassi di crescita della produzione agricola sono andati rallentando in molte aree e sono oggi pari a solo metà di quanto erano durante il periodo d'oro della Rivoluzione Verde. <br /><br />Nell'insieme, il rapporto dipinge il quadro di un mondo che si trova di fronte ad un sempre maggior disequilibrio tra domanda e disponibilità di terre e risorse idriche sia a livello locale che nazionale. Il numero di aree che hanno ormai quasi raggiunto i limiti della loro capacità produttiva sta aumentando rapidamente, allerta il rapporto. <br /><br /><strong>Il 25 percento della superficie agricola mondiale è degradata<br /></strong><br />Il SOLAW fornisce per la prima volta una valutazione globale sullo stato delle terre del pianeta. Ben un quarto di esse è fortemente degradato. Un altro 8% è moderatamente degradato, il 36% è stabile o leggermente degradato e il 10% è classificato come "in miglioramento". Le restanti quote della superficie agricola terrestre sono completamente brulle (il 18%) o coperte da bacini idrografici interni (circa il 2%).  [Le cifre includono ogni tipo di terreno, non solamente le superfici agricole]<br /><br />La definizione di degrado usata dalla FAO non fa riferimento al semplice degrado del suolo e delle risorse idriche in sé ma include anche altri aspetti degli ecosistemi colpiti, come ad esempio la perdita di biodiversità.  <br />  <br />Vaste aree in tutti i continenti stanno subendo un degrado delle terre, con un' incidenza particolarmente alta nella costa occidentale delle Americhe, nella regione mediterranea dell' Europa Meridionale e del Nord Africa, nella regione del Sahel e del Corno d'Africa, e in tutta l'Asia. La minaccia maggiore è la perdita della qualità del suolo, seguita dalla perdita di biodiversità e dall'esaurimento delle risorse idriche.    <br /><br />Oltre 1,6 miliardi di ettari delle terre migliori e più produttive a livello mondiale sono attualmente usate per colture agricole. Una parte è soggetta a un progressivo degrado a causa di pratiche agricole che facilitano l'erosione del suolo da parte di acqua e vento, la perdita di materiale organico, la compattazione del terreno in superficie, la salinizzazione e l'inquinamento del suolo e la perdita dei nutrienti. <br /><em>Aumento del degrado della superficie terrestre mondiale: <a href="http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/newsroom/docs/land-status.pdf" target="_blank">grafico</a><br /></em><br /><strong>La scarsità di risorse idriche e l'inquinamento stanno aumentano <br /><br /></strong>La scarsità dell'acqua sta aumentando, così come anche la salinizzazione e l'inquinamento delle falde acquifere e il degrado delle risorse idriche e in generale degli ecosistemi ad esse legati, riporta il SOLAW. I bacini idrici interni subiscono la pressione dell'effetto combinato di una riduzione dell'afflusso d'acqua e di un maggiore carico di nutrienti - l'accumulo eccessivo di nutrienti come il nitrogeno e il fosforo. Molti fiumi non arrivano a raggiungere le loro foci naturali e le zone umide stanno via via sparendo.<br /><br />Nelle principali zone di produzione cerealicola in tutto il mondo, l'enorme prelievo dalle falde acquifere sta riducendo notevolmente le riserve d'acqua sotterranea, andando così ad esaurire quello stock di scorta di risorse idriche sulle quali le comunità rurali fanno totale affidamento. <br /><br />"A causa della dipendenza di molti sistemi produttivi alimentari dalle acque sotterranee, la diminuzione dei livelli delle falde freatiche e il continuo prelievo di acqua non rinnovabile da esse rappresenta una crescente minaccia per la produzione alimentare locale e globale", avverte il rapporto della FAO. <br /><em>Distribuzione della scarsità delle risorse idriche nel mondo: </em><a href="http://www.fao.org/fileadmin/templates/solaw/images_maps/map_3.pdf" target="_blank"><em>map</em><em>pa</em></a><em><br /></em><br /><strong>Una trappola della povertà<br /></strong><br />In tutto il mondo, i più poveri hanno minor accesso alle terre e all'acqua e sono costretti in una trappola della povertà caratterizzata da piccole fattorie con terreni di scarsa qualità ed altamente vulnerabili al degrado del suolo e all'incertezza delle condizioni climatiche", sottolinea il rapporto.  <br /><br />Circa il 40% delle terre considerate degradate a livello mondiale si trova in zone con alti tassi di povertà. Tuttavia, segno che il degrado delle terre costituisce una minaccia per tutti i livelli di reddito, il 30% delle terre degradate si trova in aree con livelli di povertà moderati ed il 20% in aree a bassi livelli di povertà.<br /><br /><strong>Prospettive future <br /></strong><br />La FAO stima che per il 2050, la popolazione e i redditi in crescita costante richiederanno un aumento del 70% della produzione mondiale alimentare. Il che significa un miliardo di tonnellate di cereali e 200 milioni di tonnellate di prodotti d'allevamento da produrre in più ogni anno.   <br /><br />"Perché l'alimentazione possa migliorare e l'insicurezza alimentare e la sottonutrizione diminuire, la produzione agricola dovrà crescere in futuro più rapidamente della crescita della popolazione e dei relativi cambiamenti nei livelli di consumo", afferma il SOLAW. <br /><br />Oltre i 4/5 di tale miglioramento produttivo dovranno aver luogo in gran parte su terre già attualmente a coltura, tramite un'intensificazione sostenibile che faccia un uso efficiente delle risorse idriche e del suolo senza danneggiarli.<br /><br /><strong>Raccomandazioni<br /></strong><br />Sarà cruciale migliorare l'efficienza nell'uso delle risorse idriche a fini agricoli, afferma il rapporto. La maggior parte dei sistemi d'irrigazione in tutto il mondo sono gestiti al di sotto delle loro potenzialità. Una strategia che combini una miglior gestione dei sistemi di irrigazione, investimenti in conoscenze tecniche locali e in tecnologie moderne, maggiore formazione e sviluppo delle capacità, potrà migliorare l'efficienza nel consumo delle risorse idriche.<br /><br />In più, pratiche agricole innovative come l'agricoltura conservativa, le pratiche agro-forestali, i sistemi integrati di coltivazioni/allevamento e di irrigazione/acquacoltura promettono di aumentare la produzione in modo efficiente per combattere l'insicurezza alimentare e la povertà, limitando l'impatto sugli ecosistemi.   <br /><br />La FAO ha recentemente sottolineato la sua visione sull'intensificazione sostenibile della produzione agricola nella sua pubblicazione <a href="http://www.fao.org/ag/save-and-grow/" target="_blank">Risparmio e crescita: un nuovo paradigma per l'agricoltura</a>, uscita agli inizi di quest'anno.<br /><br />Un'altra area chiave in cui è necessario intervenire è l'aumento degli investimenti in sviluppo agricolo. Il fabbisogno di investimenti lordi per la gestione dei sistemi d'irrigazione nei paesi in via di sviluppo tra il 2007 e il 2050 è stimato intorno ad un triliardo di dollari. La protezione e lo sviluppo delle terre, la conservazione del suolo e il controllo delle alluvioni richiederanno ulteriori 160 milioni di dollari per lo stesso periodo, riporta il SOLAW.<br /><br />Infine, dovrebbe esser data maggiore attenzione non solo alle opzioni tecniche per migliorare l'efficienza e promuovere un'intensificazione sostenibile, ma anche a far si che le politiche e le istituzioni nazionali vengano modernizzate, siano coordinate tra loro e più preparate ad affrontare le nuove sfide odierne in materia di gestione dell'acqua e del suolo. <br /><br />Il rapporto SOLAW presenta numerosi esempi di strategie adottate in varie parti del mondo e dimostratesi vincenti, che mostrano quindi le diverse opzioni a disposizione potenzialmente replicabili altrove. Data la crescente competizione per l'uso delle risorse idriche e delle terre, l'azione decisionale degli attori coinvolti richiede necessariamente la valutazione di diversi trade-off tra una vasta gamma di beni e servizi. Questa conoscenza contribuirà ad orientare le volontà politiche, fissare le priorità ed elaborare strategie d'azione, ai più alti livelli decisionali. ]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/95268/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/95268/icode/</guid>
	<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 11:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Informazioni e conoscenza per uno sviluppo sostenibile del Bacino del Nilo</title>
	
	<description> L'incremento demografico in atto ed il crescente degrado del bacino del Nilo rischiano di far aumentare fame e povertà nella regione. Per evitare che questo avvenga è necessaria una pianificazione dello sviluppo più lungimirante e strategica, secondo la FAO.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>Roma/Kigali, 27 ottobre 2011 - </strong>L' incremento demografico in atto ed il crescente degrado del bacino del Nilo rischiano di far aumentare fame e povertà nella regione.  Per evitare che questo avvenga è necessaria una pianificazione dello sviluppo più lungimirante e strategica, secondo la FAO. <br /><br />L'avvertimento è venuto alla presentazione ai governi dell'area dei risultati di un progetto FAO durato dieci anni e finanziato dall'Italia, mirato a fornire informazioni e strumenti di pianificazione alle autorità addette allo sviluppo e ai gestori delle risorse naturali, nell'intento di innescare un' inversione di tendenza.<br /><br /><a href="http://www.fao.org/nr/water/faonile/index.html" target="_blank">Il progetto FAO-Italia "Prodotti informativi per la gestione delle risorse idriche del bacino del Nilo"</a> ha istituito moderni sistemi di monitoraggio idrologico in tutto il bacino del Nilo, ha aiutato le autorità preposte ad armonizzare la raccolta di dati, ed ha prodotto una serie di esaurienti indagini sull'impiego delle risorse idriche e sulla produzione agricola.<br /><br />"Sino adesso non vi sono stati studi sistematici su come vengono utilizzate - o potrebbero essere usate - in agricoltura le acque del Nilo, e sono mancate informazioni chiave che avrebbero consentito quello che noi chiamiamo "una solida contabilità delle risorse idriche", dice Pasquale Steduto, a capo dell'Unità FAO Sviluppo e gestione delle risorse idriche.<br /><br />"I dati che nell'ambito del progetto si sono acquisiti ed i prodotti informativi che si sono realizzati aiuteranno a colmare queste lacune, e consentiranno ai governi dell'area di trarre il massimo vantaggio dalle risorse del fiume", ha aggiunto.<br /><br /><strong>Povertà nella regione<br /><br /></strong>Si prevede che per il 2030 la popolazione del bacino del Nilo -attualmente di circa 200 milioni di persone- aumenterà tra il 61 ed l'82 per cento, secondo un rapporto FAO presentato ad un incontro governativo che si è tenuto oggi a Kigali.<br /><br />Allo stesso tempo, "degrado ambientale, siccità, istituzioni deboli, scarse capacità finanziarie, infrastrutture inadeguate e instabilità sociale cospirano a perpetuare una situazione di povertà nella regione", si legge nel rapporto.  Alcuni dei dieci paesi che condividono il Nilo - Burundi, Egitto, Eritrea, Etiopia, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Sudan, Tanzania ed Uganda - sono tra i più poveri al mondo.<br /><br />E sebbene le acque del Nilo potrebbero essere una potente leva di sviluppo economico e sociale, l'alto tasso di crescita demografica e la crescente pressione sulla terra e sulle risorse idriche "assottigliano le possibilità di invertire questo trend negativo nella regione", si legge nello studio della FAO. <br /><br />"Per ridurre la pressione sul Nilo occorrerà una maggiore efficienza e produttività dell'uso dell'acqua lungo l'intera catena produttiva, dal campo alla tavola, costruire sistemi agricoli più resistenti al cambiamento climatico e rafforzare il commercio dei prodotti agricoli tra i paesi che condividono il bacino", ha affermato Steduto.<br /><br /><strong>Conoscenza e strumenti<br /><br /></strong>L'agricoltura nel bacino del Nilo usa già più dell'80 per cento delle risorse idriche rinnovabili, secondo lo studio FAO, e la possibilità di incrementare l'approvvigionamento d'acqua, per esempio drenando le zone paludose o riducendo l'evaporazione, è estremamente limitata.<br /><br />"E`molto importante che le autorità che gestiscono le risorse abbiano informazioni dettagliate per una buona contabilità dell'acqua, e strumenti per la pianificazione che consentano loro di valutare i costi e i benefici delle loro politiche e delle loro scelte di gestione delle risorse", dice Steduto spiegando la logica dietro al progetto.<br /><br />Il progetto "Prodotti informativi per la gestione delle risorse idriche del bacino del Nilo" ha consolidato le informazioni spaziali sull'acqua e sull'agricoltura nella regione; ha fatto una previsione dei bisogni alimentari futuri della regione; uno studio dei vari sistemi agricoli praticati lungo il Nilo ed un'analisi dei possibili scenari futuri per una gestione sostenibile delle risorse idriche e per lo sviluppo agricolo.<br /><br />Inoltre si sono prodotti e distribuiti 18 manuali tecnici su tecniche e tecnologie per la misurazione dell'acqua.  Centinaia di addetti alla gestione delle acque e personale di agenzie agricole hanno ricevuto corsi di formazione, incluso su tecniche di negoziazione.<br /><br />Sono stati acquisiti un'enorme quantità di dati sulle risorse idriche, sul territorio e sull'agricoltura mediante il Sistema di Informazione geografica (SIG).  Dati più accurati hanno consentito la creazione dello <em>Strumento di sostegno decisionale del Nilo</em> (Nile-DST la sigla inglese), un software che dà una mappatura dell'intero sistema del Nilo e consente ai pianificatori di valutare i pro e i contro e le conseguenze dei differenti possibili scenari di sviluppo.<br /><br />Contemporaneamente, sottolinea Steduto, il progetto ha rafforzato una visione condivisa della gestione delle risorse naturali e di uno sviluppo che sia sostenibile tra i governi che si affacciano sul Nilo.  "Solo mediante uno sforzo congiunto dei Paesi rivieraschi si potrà concepire e costruire un futuro sostenibile", ha aggiunto.<br /><br />Il progetto di 5 milioni di dollari è stato finanziato dal Governo italiano, ed è l'ultimo di tre progetti finanziati nella regione per un totale di 16 milioni di dollari.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 08:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>L’uso sicuro delle acque reflue in agricoltura offre diversi vantaggi</title>
	
	<description> Riciclare l’acqua reflua urbana ed utilizzarla in agricoltura può contribuire ad alleviare i problemi legati alla scarsità dell’acqua e a ridurne l’inquinamento, ma tale pratica non è attualmente diffusa quanto dovrebbe, secondo un recente rapporto della FAO.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>6 settembre 2010, Stoccolma/Roma</strong> - Riciclare l'acqua reflua urbana ed utilizzarla in agricoltura può contribuire ad alleviare i problemi legati alla scarsità dell'acqua e a ridurne l'inquinamento, ma tale pratica non è attualmente diffusa quanto dovrebbe, secondo un recente rapporto della FAO.<br /><br />L'utilizzo in agricoltura delle acque reflue trattate risulta esser praticato in circa 50 paesi, per una superficie complessiva pari al 10% di tutte le terre irrigate, riferisce il rapporto "La ricchezza dei rifiuti: l'economia dell'utilizzo delle acque reflue in agricoltura", pubblicato oggi in apertura della Settimana Mondiale dell'Acqua (Stoccolma, 5-11 settembre).<br /><br />Invero, sebbene su scala globale solo una piccola proporzione delle acque reflue venga usata in agricoltura, tale pratica sta acquistando sempre più interesse in tutto il mondo e in qualche paese - Spagna e Messico, ad esempio - una buona percentuale dell'acqua reflua ripulita viene usata per irrigare.<br /><br />"I <em>case studies</em> analizzati nel rapporto mostrano che il riutilizzo sicuro delle acque reflue per la produzione alimentare può contribuire ad alleviare la competizione tra città e settore agricolo per l'uso dell'acqua nelle regioni caratterizzate da una crescente scarsità di risorse idriche," afferma Pasquale Steduto, Vice-Direttore della Divisione Terra e Acqua della FAO. "Nei contesti adeguati, può anche aiutare a gestire il problema dello smaltimento delle acque di scolo urbane e dell'inquinamento dell'acqua da esse causato." <br /><br />I contadini potrebbero inoltre evitare almeno in parte i costi del pompare acqua dalle falde sotterranee, mentre la presenza di sostane nutrienti nelle acque reflue ridurrebbe le loro spese per fertilizzanti.  <br /><br />"L'acqua reflua propriamente trattata e riciclata in modo sicuro può offrire una sorta di ‘triplo dividendo' ai fruitori nelle città, ai contadini e all'ambiente", afferma Steduto.<br /><br /><strong>I benefici superano i costi<br /><br /></strong>Per quanto la realizzazione di adeguati sistemi per il trattamento e il riciclaggio delle acque reflue comporti sia investimenti capitali a monte sia costi operativi costanti, il maggior vantaggio di tali schemi dovrebbe essere la disponibilità di acqua potabile per il consumo umano nelle città o per uso industriale - il che ridurrebbe i costi a carico delle autorità municipali per il reperimento di risorse idriche tramite altri mezzi più dispendiosi.<br /><br />Inoltre, i costi potrebbero essere ulteriormente compensati riutilizzando il biogas prodotto dai processi di trattamento dell'acqua come fonte di energia, o anche potenzialmente con la vendita di crediti energetici.    <br /><br />Sebbene il riutilizzo delle acque reflue in agricoltura non sia l'unico modo per affrontare i problemi della scarsità di risorse idriche e dell'inquinamento, esso costituisce in molti contesti una soluzione estremamente vantaggiosa in termini costi-benefici, come dimostra il sempre crescente numero di programmi di riutilizzo che troviamo testimoniati nel rapporto", conclude Steduto.<br /><strong><br />L'ubicazione è tutto <br /><br /></strong>La possibilità di riutilizzare le acque reflue in agricoltura dipende dalle circostanze e dalle condizioni locali, che influenzano la bilancia di costi e benefici, sottolinea il rapporto FAO.  <br /><br />La valutazione economica di qualsiasi proposta di progetto dovrebbe essere effettuata da una prospettiva locale, e sarebbe inoltre necessario considerare contemporaneamente i bisogni e i benefici dei vari utilizzatori di acqua, dice il rapporto. <br /><br />"E' inverosimile che tali programmi possano essere economicamente giustificati solo con riguardo all'agricoltura", dice il rapporto. "I benefici per gli utilizzatori urbani e per l'industria dovrebbero essere piuttosto considerevoli, e in molti casi potranno costituire la principale giustificazione del progetto."  <br /><br />Il rapporto della FAO sottolinea anche come l'acqua reflua non trattata non sia assolutamente utilizzabile per l'irrigazione - l'adeguato trattamento e riciclaggio di tali acque è sempre necessario.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 22:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Avviate le attività per la ripresa di Haiti</title>
	
	<description> La FAO ha avviato un programma d’emergenza a sostegno di 600 persone, per sgomberare velocemente dalle macerie i canali d’irrigazione nell’area dell’epicentro del sisma del 12 gennaio e salvare così la produzione di fagioli e di mais.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>Port-au-Prince, 8 febbraio 2010 - </strong>La FAO ha avviato un programma d'emergenza a sostegno di 600 persone, per sgomberare velocemente dalle macerie i canali d'irrigazione nell'area dell'epicentro del sisma e salvare così la produzione di fagioli e di mais.<br /><br />L'agenzia ONU offre  a ciascun lavoratore una piccola retribuzione e 600 attrezzi manuali, che rimarranno di proprietà delle organizzazioni di contadini delle zone rurali vicino la città di Leogane.<br /><br />Una prima valutazione dei danni fatta dalla FAO nella zona agricola  intorno alla città di Leogane - che è stata quasi completamente distrutta - aveva evidenziato che i detriti del terremoto ed i successivi smottamenti del terreno hanno bloccato i canali con grave rischio per le colture a poche settimane dal raccolto. Da una successiva valutazione è emerso che in alcune zone vi sono stati danni sostanziali a vitali infrastrutture quali canali e strade.  Si stima che circa l'80 per cento degli edifici di Leogane siano andati distrutti.  <br /><br />"Per i contadini della zona di Legane il terremoto non poteva arrivare in un momento peggiore", ha dichiarato Alexander Jones, coordinatore FAO dell'emergenza ad Haiti.  I danni alle infrastrutture per l'irrigazione rischiano di compromettere i raccolti in corso, mentre l'interruzione nella fornitura di sementi e fertilizzanti può fortemente limitare la semina della principale stagione agricola primaverile".<br /><br />All'incirca 40 gruppi, di una quindicina di persone ciascuno, hanno iniziato a lavorare in tre aree.  La FAO ha anche fornito sostegno finanziario, assistenza tecnica e mobilitato una scavatrice dell'esercito canadese per i lavori più grossi, che non possono essere svolti senza l'ausilio delle macchine.  Questa attività dovrebbe andare avanti per circa una settimana.<br /><br />Il settore agricolo di Haiti è stato colpito anche dal crollo parziale del bell'edificio che ospitava il Ministero dell'Agricoltura a Port-au-Prince come pure dalle distruzioni di laboratori e strutture per l'immagazzinamento, che hanno causato vittime e feriti gravi.<br /><br />A partire dal 15 febbraio un piccolo gruppo di esperti FAO sarà sul campo per redigere una valutazione completa ed accurata dei danni, di ciò che occorre per la ricostruzione, e dei programmi per l'agricoltura e per la sicurezza alimentare, che confluirà nel più ampio processo di Valutazione post-disastro delle necessità.<br /><br />Come priorità la FAO è impegnata per assicurare sostegno finanziario e mettere in grado i contadini poveri di Haiti di fare la semina della stagione primaverile, che rappresenta il 60 per cento della produzione nazionale.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/39943/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/39943/icode/</guid>
	<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Terremoto ad Haiti</title>
	
	<description> A seguito del terremoto devastante dello scorso martedì, salvare le persone ancora intrappolate, portare aiuto e dare riparo ai feriti, aprire le strade e altre operazioni vitali sono le priorità immediate.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>14 gennaio 2010, Roma - </strong>A seguito del terremoto devastante dello scorso martedì, salvare le persone ancora intrappolate, portare aiuto e dare riparo ai feriti, aprire le strade e altre operazioni vitali sono le priorità immediate ad Haiti.<br /><br />Tuttavia, nelle prossime settimane e nei mesi futuri, le persone avranno bisogno di essere nutrite ed è cruciale che l'incremento della produzione agricola del paese sia una priorità che non venga dimenticata tra le macerie ed il  caos.<br /><br />La FAO sta controllando molto attentamente la situazione in loco così da ottenere un'immagine chiara dell'effetto immediato che l'evento avrà sulla sicurezza alimentare e sulla produzione di cibo. L'Organizzazione sta lavorando a stretto contatto con il Programma Alimentare Mondiale ed altre agenzie delle Nazioni Unite che si occupano di aiuti alimentari e nutrizione.<br /><br />Non appena la situazione lo permetterà, la FAO continuerà a lavorare, con le sue competenze, per assicurare che la produzione alimentare continui nel resto del paese. La prossima stagione agricola inizierà a marzo. <br /><br />La distruzione di strade, ponti, porti e di infrastrutture irrigue avrà un grave effetto sulla produzione alimentare. La squadra FAO locale sta preparandosi a valutare i danni il prima possibile.<br /><br />La priorità per gli agronomi e tecnici haitiani della FAO, immediatamente dopo questa catastrofe, è di mantenere funzionante la produzione agricola haitiana in modo da nutrire coloro che si trovano nelle zone colpite.<br /><br />Più di una metà degli Haitiani -  tra cinque e sei milioni di persone - vivono in zone rurali e circa l' 85% della popolazione rurale pratica un qualche tipo di agricoltura e allevamento, rappresentando intorno 26% dell'output economico di Haiti. Ne consegue che l'agricoltura è di gran lunga il più importante datore di lavoro nel paese. Fino a questo momento, la maggior parte degli affamati e sottonutriti viveva nelle zone rurali. <br /><br />Esiste una forte possibilità che vi sia un esodo di persone, che hanno perso la casa a causa del terremoto nella capitale, verso parenti ed amici che si trovano in zone rurali. La vita nelle campagne di Haiti, con i suoi terreni degradati e montagne disboscate ma con un ruolo chiave nella produzione alimentare, sarà quindi ancora più difficile a causa del terremoto. <br /><br />È perciò ancor più importante che la ricostruzione dei beni agricoli sia tra le prime priorità negli sforzi iniziali di ricostruzione e di riabilitazione.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/39042/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/39042/icode/</guid>
	<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Diouf: Il futuro dell’acqua è nell’agricoltura</title>
	
	<description> Il Direttore Generale della FAO ha auspicato che venga prestata maggiore attenzione alla gestione dell’acqua nell’agricoltura e che si aumenti il sostegno e l’aiuto ai contadini nei paesi in via di sviluppo per affrontare i connessi problemi della scarsità d’acqua e della fame.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>20 marzo, 2009, Roma/Istanbul - </strong>Il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf ha auspicato che venga prestata maggiore attenzione alla gestione dell'acqua nell'agricoltura e che si aumenti il sostegno e l'aiuto ai contadini nei paesi in via di sviluppo per affrontare i connessi problemi della scarsità d'acqua e della fame.<br /><p><br />"Il futuro dell'acqua è in un'agricoltura più efficiente" ha detto Diouf all'apertura della Conferenza Ministeriale del quinto Forum Mondiale dell'Acqua, che si sta tenendo ad Istanbul.</p><br /><p>"I milioni di agricoltori che in tutto il mondo producono il cibo che noi mangiamo devono essere al centro di ogni processo di cambiamento. Hanno bisogno di essere incoraggiati e indirizzati a produrre di più con meno acqua. Ciò richiede investimenti ed incentivi ben finalizzati, oltre ad un contesto politico adeguato. </p><br /><p>L'agricoltura conta per il 70% di tutto il consumo di acqua potabile a livello mondiale, sebbene esistano differenze a seconda dei diversi livelli di sviluppo dei paesi.  </p><br /><p>Bastano dai due ai tre litri di acqua al giorno per soddisfare il fabbisogno giornaliero di liquidi di un individuo, ma ne occorrono 3 000 per produrre l'equivalente del nostro fabbisogno quotidiano di cibo.</p><br /><p>"L'agricoltura ha una responsabilità cruciale nel soddisfare la domanda corrente e futura di cibo, ma anche nel gestire l' impatto ambientale della produzione", ha detto Diouf.</p><br /><p>Il Direttore Generale ha sottolineato che il problema della fame crescente nel mondo, con quasi un miliardo di esseri umani - il 15% della popolazione mondiale - che non è in grado di procurarsi cibo a sufficienza, potrebbe peggiorare "se non vengono prese decisioni coraggiose ed attuate misure concrete ed urgenti". <br /><br />"Il pianeta si trova ad affrontare cambiamenti globali senza precedenti, tra cui la crescita della popolazione, le migrazioni, l'urbanizzazione, il cambiamento climatico, la desertificazione, le siccità, il degrado del suolo e serie modifiche delle preferenze alimentari. Il ruolo dell'agricoltura oggi è perciò duplice - deve ridurre il divario tra offerta e domanda, tanto nel breve che nel lungo periodo, e deve anche prevenire gli shock futuri, aumentare la capacità di ripresa dei più vulnerabili e mitigare l'impatto ambientale". </p><br /><p>Diouf ha auspicato un "nuovo regime agricolo" che integri il ruolo fondamentale di questo settore nello sviluppo umano generale e rafforzi la governance globale della sicurezza alimentare nel mondo.  </p><br /><p>"E' solo investendo in un'agricoltura sostenibile basata su una buona gestione dell'acqua che potremo soddifare i nostri bisogni di cibo e di energia, e allo stesso tempo salvaguardare le risorse naturali dalle quali dipende il nostro futuro" ha affermato. </p><br /><p>A conclusione del suo intervento, Diouf ha espresso la speranza che il quinto Forum Mondiale sull'Acqua rivolga "un appello alla comunità internazionale per garantire gli urgenti investimenti in infrastrutture idriche necessari nei paesi in via di sviluppo e per adottare una migliore gestione dell'acqua, che possa soddisfare i bisogni umani fondamentali ma anche garantire le condizioni produttive per il sostentamento delle generazioni future".</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/10737/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/10737/icode/</guid>
	<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Quinto Forum Mondiale | Giornata Mondiale dell'Acqua</title>
	
	<description> La FAO sarà rappresentata ai massimi livelli dal suo Direttore Generale Jacques Diouf e dai suoi migliori esperti al quinto Forum Mondiale triennale sull’Acqua, il più importante evento nel calendario mondiale sul tema dell’acqua, che si terrà ad Instanbul dal 16 al 22 Marzo.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p>L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura sarà rappresentata ai massimi livelli dal suo Direttore Generale Jacques Diouf e dai suoi migliori esperti al quinto Forum Mondiale triennale sull’Acqua, il più importante evento nel calendario mondiale sul tema dell’acqua, che si terrà ad Instanbul dal 16 al 22 Marzo. L’agricoltura è il maggiore consumatore mondiale di acqua, contando per il 70% dell’uso totale di acqua potabile, e la chiave per nutrire una popolazione mondiale in crescita consiste nel trovare il modo di produrre più cibo usando meno acqua.</p><p>La FAO è anche a capo di <a href="http://www.unwater.org/flashindex.html">UN-Water</a>.</p><table border="0" width="100%" align="left" style="width: 100%"><tbody><tr><td><strong>Tutti i giornalisti presenti alla conferenza che desiderino aver contatti con esperti della FAO o che abbiano qualsiasi altra richiesta da fare, possono contattare: <br /><br /></strong>Erwin Northoff (Istanbul)<br />tel: (+39) 06 570 53105<br />mobile: (+39) 348 25 23 616<br />e-mail: <a href="mailto:erwin.northoff@fao.org">erwin.northoff@fao.org</a><br /><br />Hilary Clarke (Rome)<br />tel: (+39) 06 570 52514<br />e-mail: <a href="mailto:hilary.clarke@fao.org">hilary.clarke@fao.org</a></td></tr></tbody></table><br /><table border="0"><tbody><tr><td> </td></tr></tbody></table><p><br /><table border="0" cellpadding="12" width="400" align="left" style="border-width: 0px; width: 100%; background-color: #ebebeb"><tbody><tr><td> <p><strong>Dati fondamentali:  <a href="../../../../fileadmin/user_upload/newsroom/docs/water_facts.pdf">Produrre più cibo - Usare meno acqua</a><br /></strong></p></td></tr></tbody></table></p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/10635/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/10635/icode/</guid>
	<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>L'agricoltura deve cambiare per riuscire a nutrire il pianeta</title>
	
	<description> Gli agricoltori di tutto il mondo dovranno presto passare a sistemi agricoli più sostenibili e produttivi per riuscire a produrre il cibo necessario per una popolazione mondiale in aumento, ha affermato oggi un esperto FAO, agronomo di fama mondiale, interevndo in un Congresso internazionale di agricoltura conservativa.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Delhi, 4 febbraio 2009 - </strong>Gli agricoltori di tutto il mondo dovranno presto passare a sistemi agricoli più sostenibili e produttivi per riuscire a produrre il cibo necessario per una popolazione mondiale in aumento e rispondere alle sfide del cambiamento climatico, ha affermato oggi Shivaji Pandey, Direttore della Divisione Produzione vegetale e protezione della piante.<br /><br />Pandey, agronomo di fama internazionale, nel suo intervento al IV Congresso Mondiale di agricoltura di conservazione (AC) - che si svolge in questi giorni a Delhi e che vede la partecipazione di oltre 1.000 esperti provenienti da tutto il mondo - ha individuato nell'agricoltura di conservazione un elemento essenziale di questo cambiamento.<br /><br />"Il mondo non ha alternative se non perseguire l'intensificazione sostenibile della produzione agricola per soddisfare la domanda crescente di cibo e di foraggio, per alleviare la povertà e proteggere le risorse naturali.  L'agricoltura conservativa è un elemento essenziale di questa intensificazione", ha detto Pandey.<br /><br />L'agricoltura di conservazione, o agricoltura senza lavorazione, consiste in una serie di pratiche agronomiche che permettono una migliore gestione del suolo, limitando gli effetti negativi sulla sua composizione, sulla struttura, sul contenuto di sostanza organica.  Promuove un intervento minimo sul terreno, una maggiore copertura del suolo e la rotazione delle colture.  Introdotta circa 30 anni fa, è oggi praticata a livello mondiale su circa 100 milioni di ettari di terra.  <br /><br /><strong>Il danno all'ambiente<br /><br /></strong>I metodi agricoli intensivi tradizionali hanno spesso contribuito a danneggiare l'ambiente, con la conseguenza di un calo della produttività, proprio quando invece il mondo deve raddoppiare la produzione alimentare per riuscire a dar da mangiare ad una popolazione che si prevede per il 2050 raggiungerà i nove miliardi di persone", ha detto Pandey.<br /><br />"In nome dell'intensificazione in molte parti del mondo i contadini hanno arato il terreno in eccesso, hanno utilizzato troppi fertilizzanti, troppi pesticidi ed hanno fatto un uso eccessivo d'acqua", ha affermato l'esperto. "Ma questo ha avuto conseguenze sull'equilibrio del suolo, dell'acqua, della terra, della biodiversità e su tutti i servizi offerti dagli ecosistemi.  Tutto ciò ha causato un graduale calo dei rendimenti".<br /><br />Secondo la FAO, il tasso di crescita della produzione agricola calerà all'1,5 per cento tra adesso ed il 2030 e allo 0,9 per cento tra il 2030 ed 2050, a paragone del 2,3 per cento l'anno registrato dal 1961 ad oggi.<br /><br />Nei paesi in via di sviluppo, i rendimenti delle colture sono calati, passando da circa il 5 per cento nel 1980 al 2 per cento nel 2005.  Il rendimento del riso è sceso nello stesso periodo dal 3,2 per cento all'1,2 per cento, mentre quello del mais è calato dal 3,1 per cento all'1 per cento.<br /><br /><strong>Minore impatto <br /><br /></strong>L'agricoltura conservativa potrebbe non solo aiutare a far risalire la resa, ma avere anche importanti benefici dal punto di vista ambientale, ha continuato Pandey.  Oltre a ristabilire la qualità del suolo, fa risparmiare sull'impiego di energia in agricoltura, riducendo l'impatto ambientale di un settore che attualmente incide per circa il 30 per cento sul totale delle emissioni di gas serra.<br /><br />Potrebbe anche mitigare gli effetti del cambiamento climatico contribuendo a sequestrare carbonio nel suolo ed anche potenzialmente far risparmiare 1,200 Km<sup>3  </sup>di acqua l'anno da qui al 2030, dal momento che un terreno in sane condizioni trattiene maggiore umidità ed ha bisogno di minore irrigazione.<br /><br />Solo con un'intensificazione della produzione agricola che sia sostenibile si possono fare passai avanti verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio relativi alla riduzione di fame e povertà ed alla sostenibilità ambientale, ha messo in guardia Pandey.   "Al momento andiamo nella direzione sbagliata", ha aggiunto.<br /><br />Pandey ha poi esortato governi, donatori e tutte le altre parti in causa, a fornire sostegno politico e finanziario per assicurare una più ampia e rapida diffusione dell'agricoltura conservativa.  Tra le raccomandazioni che ha fatto promuovere la formazione, la ricerca e la costituzione di organizzazioni contadine.  Allo stesso tempo dovrebbero essere maggiormente disponibili le attrezzature necessarie, che dovrebebro essere fabbricate localmente. <br /><br />Hanno partecipato al Congresso di quattro giorni agricoltori, esperti e rappresentanti del mondo politico di tutto il mondo.  La conferenza era ospitata dall'<em>Indian Council of Agruicultural research </em>(ICAR) e dall'Accademia Nazionale di Scienze agricole indiana (NAAS).  La FAO insieme all'IFAD e ad altre organizzazioni indiane ed internazionali hanno contribuito alla sponsorizzazione ed all'organizzazione di questo importante incontro mondiale della comunità di agricoltura conservativa.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/10030/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/10030/icode/</guid>
	<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 00:00:00 GMT</pubDate>
</item>
<item>
	<title>Verso un piano d’azione globale per l’acqua</title>
	
	<description> Delegati provenienti da più di 60 paesi si incontreranno a Roma (21-23 gennaio 2009) per continuare i negoziati su un piano d’azione mondiale per l’adattamento ai cambiamenti globali che influenzano la gestione delle risorse d’acqua dolce.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>21 gennaio 2009, Roma </strong>- Delegati provenienti da più di 60 paesi si incontreranno a Roma (21-23 gennaio 2009) per continuare i negoziati su un piano d'azione mondiale per l'adattamento ai cambiamenti globali che influenzano la gestione delle risorse d'acqua dolce.<br /><br />Questo vertice si inserisce nel quadro dei preparativi per il quinto Forum Mondiale dell'Acqua, che si terrà a Istanbul, in Turchia, dal 16 al 22 marzo 2009. Il Forum Mondiale dell'Acqua è il più grande evento internazionale sul tema delle risorse idriche. Il vertice di Roma è il terzo di una serie di incontri di alto livello volti a preparare la Conferenza Ministeriale sull'acqua che si terrà durante il Forum.<br /><strong><br />Sotto minaccia<br /></strong><br />"Le risorse idriche oggi sono minacciate da una serie di fattori. Gli esseri umani contano sull'acqua come fonte di sopravvivenza, e tuttavia spesso sono gli uomini stessi i peggiori nemici dell'acqua", afferma Ger Bergkamp, Direttore Generale del Consiglio Mondiale dell'Acqua, l'organizzazione internazionale che organizza il Forum triennale Mondiale dell'Acqua. "Con la popolazione in crescita e le città in espansione, aumenterà anche la pressione sull'approvvigionamento di risorse idriche", aggiunge Bergkamp.<br /><br />Lo sviluppo industriale richiederà più acqua e, poiché i paesi cercheranno di aumentare la loro provvista di energia, una maggior quantità d'acqua verrà usata per fini idro-elettrici. L'inquinamento dei laghi, dei fiumi e delle falde acquifere sotterranee riduce la disponibilità di acqua pulita. Il cambiamento climatico inoltre aggiunge un'ulteriore variabile a questa già instabile equazione.<br /><strong><br />Competere per l'acqua<br /></strong></p><p>"Il settore agricolo conta per il 90% del consumo di acqua dolce ed è di gran lunga il maggior consumatore d'acqua al mondo. Normalmente ci vogliono tra i 2 000 e i 5 000 litri di acqua per produrre cibo sufficiente a sfamare una persona per un giorno", afferma Alexander Müller, Vice-Direttore Generale della FAO, del Dipartimento per la Gestione delle Risorse Naturali e l'Ambiente. <br /><br />"La popolazione mondiale crescerà dagli attuali 6,5 miliardi di persone a oltre 9 miliardi nel 2050. Questo pone una sfida enorme per l'agricoltura: produrre più cibo per nutrire una popolazione mondiale in espansione, usando le scarse risorse idriche in maniera più efficiente. La competizione per l'accesso a tali scarse risorse aumenterà nel futuro, con l'aumento della domanda di acqua da parte del settore industriale e delle famiglie. Alimentare la popolazione mondiale in modo sostenibile, al tempo stesso fronteggiando la minaccia del crescente cambiamento climatico, richiede concetti nuovi e una forte volontà politica per risolvere i sempre maggiori problemi globali legati all'acqua".<br /><strong><br />Scarsità d'acqua<br /></strong><br />Poiché il settore agricolo consuma una così grande porzione delle risorse d'acqua dolce, un aumento della produttività dell'acqua in agricoltura libererebbe senz'altro notevoli quantità d'acqua da destinare ad altri usi. Se si riuscisse a mantenere la stessa produzione agricola con una riduzione dell'1% nel consumo di acqua, questo si tradurrebbe in un aumento del 10% della disponibilità di acqua per altri settori.<br /><br />"Dobbiamo ripensare radicalmente le nostre concezioni sulla relazione tra cibo, acqua e ambiente, se vogliamo fronteggiare il problema della scarsità delle risorse idriche e raggiungere i target fissati dagli Obiettivi del Millennio", dichiara Pasquale Steduto, Responsabile dell'Unità FAO per la Valorizzazione e la Gestione delle Risorse Idriche, e Direttore dello <em>UN-Water</em>, il meccanismo inter-istituzionale delle Nazioni Unite per il coordinamento delle iniziative ONU riguardanti l'acqua. "Il Forum Mondiale sull'Acqua, al quale parteciperanno responsabili di governo di diversi settori, società civile, organizzazioni dei consumatori e università, rappresenta un'opportunità unica per far sì che l'agenda internazionale della gestione dell'acqua rifletta questo nuovo modo di pensare".<br /><br />È urgente trovare una strategia globale coerente per la gestione delle risorse idriche. Durante la recente crisi dei prezzi alimentari, molti paesi hanno affrontato gravi siccità che hanno avuto dure ripercussioni sulla produzione alimentare. Gli attuali scenari del cambiamento climatico suggeriscono che le siccità diverranno ancor più frequenti in molte zone già afflitte dalla scarsità d'acqua. Alcuni dei principali bacini fluviali - tra cui le importanti aree di produzione alimentare dei bacini del Colorado negli Stati Uniti, dell'Indo nel Sud-Est Asiatico, del Fiume Giallo in Cina, del Giordano in Medio-Oriente, del Delta del Nilo in Africa e del Murray Darling in Australia - sono "chiusi", senza alcuna possibilità di attingervi ulteriori risorse idriche.<br /><strong><br />Gestione sostenibile dell'acqua e sicurezza alimentare<br /></strong><br />"La recente crisi alimentare ha spinto molti leader mondiali a riportare la loro attenzione sui temi della fame e del sistema alimentare mondiale. In questo vertice speriamo di imprimere nella mente dei leader il concetto che la gestione sostenibile dell'acqua è strettamente legato alla sicurezza alimentare", dichiara Steduto. <br /><br />Gli Alti Funzionari che parteciperanno al vertice dovrebbero concludere i negoziati su di un piano d'azione globale, che verrà ultimato e approvato dalla Conferenza Ministeriale che si terrà al Forum Mondiale sull'Acqua ad Istanbul.<br /><br />"La FAO è entusiasta di collaborare con il Consiglio Mondiale dell'Acqua in questo processo" dichiara Steduto. "Integrando pienamente l'agricoltura nel dibattito politico mondiale sulle risorse idriche, possiamo affrontare una serie di problematiche legate allo sviluppo, tra cui la sicurezza alimentare, la riduzione della povertà, la sostenibilità ambientale, l'energia pulita e la sicurezza igienica nelle campagne e nelle città." conclude Steduto.<br /><br />Il Forum Mondiale di Istanbul sull'Acqua fornirà un input per ulteriori negoziati internazionali nell'ambito del G8, della Commissione delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (<em>UNCSD</em>) e della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (<em>UNFCCC</em>). </p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/9806/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/9806/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Sviluppare le risorse idriche africane per l'agricoltura e l'energia</title>
	
	<description> La conferenza ministeriale panafricana di tre giorni che si è conclusa oggi, si è impegnata a promuovere lo sviluppo delle risorse idriche in tutto il continente per sfruttare a pieno il potenziale agricolo ed idroelettrico dell'Africa.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>Sirte, Libia, 17 dicembre 2008 - </strong>La conferenza ministeriale panafricana di tre giorni "Acqua per l'agricoltura ed energia in Africa: le sfide del cambiamento climatico" che si è conclusa oggi, si è impegnata a promuovere lo sviluppo delle risorse idriche in tutto il continente per sfruttare a pieno il potenziale agricolo ed idroelettrico dell'Africa.<strong><br /><br /></strong>Nella Dichiarazione finale si afferma che l'acqua è una risorsa chiave per lo sviluppo economico e sociale come pure per lo sradicamento della fame e della povertà in Africa, e che la sicurezza alimentare ed energetica sono prerequisiti essenziali per lo sviluppo del capitale umano del Continente.<br /><br />La Conferenza, a cui hanno partecipato ministri di 53 paesi africani, ha riconosciuto che le sfide con cui il continente deve fare i conti per quanto riguarda la sicurezza alimentare, il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, l'aumento della domanda energetica e la lotta al cambiamento climatico, richiedono che tutti i paesi si muovano in modo concertato.<br /><br />La realizzazione di programmi integrati relativi all'agricoltura, alle risorse idriche e all'energia, per promuovere lo sviluppo sostenibile dell'Africa dovrebbero diventare la priorità, si legge nella Dichiarazione. Questo implica una gestione sostenibile della terra ed un affidabile controllo dell'acqua, ed un incremento degli investimenti nelle infrastrutture idriche per l'agricoltura e per produrre energia elettrica.<br /><br />La Conferenza ha dato pieno appoggio all'impegno di rafforzare la produzione di energia pulita nel continente, soprattutto nello sviluppo dell'energia idroelettrica e nel rafforzamento dei consorzi energetici regionali.<br /><br /><strong>Il cambiamento climatico<br /><br /></strong>Per quanto riguarda il cambiamento climatico, il cui impatto sarà molto pesante per il Continente africano, la Conferenza ha deciso di promuovere la ricerca e lo sviluppo di fonti d'energia rinnovabile per incrementare le capacità di resistenza ed adattamento.<br /><br />La Conferenza ha lanciato un appello ai paesi che condividono il Lago Ciad affinché raddoppino i propri sforzi ed ai donatori ed ai partner dello sviluppo affinché forniscano assistenza immediata per aiutare a salvare il lago ed il suo bacino "dall'incombente disastro umano ed ambientale". Una volta sesto lago del mondo, il lago Ciad negli ultimi 35 anni si è ridotto ad un decimo delle sue dimensioni originarie, con pesanti effetti sulle condizioni di vita delle popolazioni locali.<br /><br /><strong>Un vertice mondiale nel 2009<br /><br /></strong>La Conferenza ha accolto positivamente la proposta della FAO di convocare nel 2009 un Vertice Mondiale di Capi di Stato e di Governo, per concordare misure rapide e definitive per lo sradicamento della fame nel mondo mediante una migliore <em>governance</em> della sicurezza alimentare mondiale e lo stanziamento di 30 miliardi di dollari l'anno da investire nelle infrastrutture rurali ed irrigue e nell'incremento della produttività agricola nei paesi in via di sviluppo.<br /><br />La Conferenza era organizzata dalla FAO insieme al Governo libico ed in collaborazione con l'Unione Africana, il Consiglio dei ministri africani per lo sviluppo dell'acqua (AMCOW), la Banca per lo Sviluppo Africano e la Commissione Economica per l'Africa.<br /><br />La FAO ha la presidenza di turno di <em>UN Water, </em>il meccanismo inter-agenzie che coordina le attività relative all'acqua dell'ONU.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/9020/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/9020/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Diouf: l'irrigazione decisiva per la sicurezza alimentare dell'Africa</title>
	
	<description> La gestione delle risorse idriche è un elemento decisivo per la sicurezza alimentare, ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf intervenendo alla conferenza internazionale ad alto livello &quot;Acqua per l'agricoltura ed energia in Africa: le sfide del cambiamento climatico&quot;.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>Sirte (Libia), 15 dicembre 2008 -</strong> La gestione delle risorse idriche è un elemento decisivo per la sicurezza alimentare, ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf, intervenendo alla conferenza internazionale ad alto livello "Acqua per l'agricoltura ed energia in Africa: le sfide del cambiamento climatico", che si è aperta oggi a Sirte.<br /><br />La Conferenza è organizzata dalla FAO, come presidente di turno di <em>UN Water,</em> insieme al Governo libico, ed in collaborazione con l'Unione Africana, il Consiglio dei ministri africani per lo sviluppo dell'acqua (AMCOW), la Banca per lo Sviluppo Africano e la Commissione Economica per l'Africa.<br /><br />Nel corso della conferenza di tre giorni, ministri di 53 paesi africani discuteranno di un programma per una "Rivoluzione Blu" che valorizzi le risorse idriche sinora largamente inutilizzate dell'Africa.  La Conferenza punta a raggiungere conclusioni concrete e passare dalle parole ai fatti.<br /><br />Questo programma, dell'entità di 65 miliardi di dollari e della durata prevista di 20 anni, esamina in dettaglio gli investimenti necessari, in ciascun paese, per l'irrigazione e per la costruzione di centrali idroelettriche.  Si prevede che l'Africa sub-sahariana, che ha il tasso di malnutrizione più alto del mondo, sarà colpita molto duramente dagli effetti del cambiamento climatico, mentre con una popolazione che per il 2050 raggiungerà i due miliardi di persone, dovrà essere in grado di triplicare la propria produzione alimentare.<br /><br />In realtà questa è la prima volta che sono stati preparati documenti di sintesi a livello nazionale sugli investimenti per singolo paese, basati su valutazioni di breve, medio e lungo periodo che prendono in esame gli investimenti necessari, dal controllo dell'acqua a livello di villaggio, a sistemi di irrigazione di vasta portata che utilizzino i bacini dei fiumi più importanti, sia per l'agricoltura che per la generazione di energia elettrica.<br /><br />Parlando dell'attuale crisi finanziaria, economica ed alimentare mondiale, Diouf ha sottolineato che "la promozione della produzione agricola dei paesi poveri è la sola soluzione possibile e duratura per combattere la fame.  Dobbiamo dunque investire maggiormente in agricoltura". <br /><br />Ha poi osservato che "è essenziale migliorare le condizioni in cui gli agricoltori lavorano e l'attuale situazione del commercio internazionale", ricordando che proprio questa è stata la ragione per cui di recente ha sollecitato un nuovo Vertice Mondiale di Capi di Stato e di Governo nel 2009, "assicurare una maggiore coerenza nella <em>governance</em> della sicurezza alimentare mondiale e per gettare le basi per un nuovo sistema di commercio agricolo che dia agli agricoltori sia dei paesi in via di sviluppo che di quelli sviluppati la possibilità di guadagnarsi da vivere in modo decente".<br /><br />"Dobbiamo avere l'intelligenza e la creatività di concepire politiche di sviluppo agricolo, regole e meccanismi che ci diano un regime di commercio internazionale che non sia solo libero ma anche equo", ha continuato Diouf.<br /><br />Nell'immediato il Vertice dovrebbe lavorare all'istituzione di un "Fondo di risposta rapida" per riavviare la produzione agricola a livello locale in caso di crisi, in particolare nei paesi a basso reddito fortemente dipendenti dalle importazioni alimentari.<br /><br /><strong>Una dichiarazione congiunta</strong><br /><br />Si prevede che i delegati a conclusione della conferenza adottino una Dichiarazione congiunta per promuovere lo sviluppo delle risorse idriche a livello nazionale, regionale e continentale e riuscire a sfruttare a pieno le potenzialità del settore agricolo ed energetico del continente per assicurare la sicurezza alimentare e soddisfare il crescente fabbisogno alimentare ed energetico.<br /><br /><em>UN Water</em> è un meccanismo inter-agenzie che coordina le attività relative all'acqua dell'ONU.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/8962/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/8962/icode/</guid>
	<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
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