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 <title>FAO news &gt; Donne e genere</title>
 <link>http://www.fao.org/news/newsroom-home/en/</link>
 <description>Notizie dall'Organizzazione dell'ONU per l'Alimentazione e l'Agricoltura</description>
 <language>it</language>
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 <copyright>2009 FAO</copyright>
 <managingEditor>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</managingEditor>
 <webMaster>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</webMaster>
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	<title>Il sostegno della FAO per trasformare il settore agricolo dell’Uganda</title>
	
	<description> Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, si è incontrato nei giorni scorsi con il Vice Presidente dell’Uganda Edward Sekandi, per discutere delle strategie per assicurare la sicurezza alimentare a tutta la popolazione e ridurre la povertà sostenendo i piccoli coltivatori e il settore agricolo.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Kampala/Roma, 8 marzo 2013 - </strong>Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, si è incontrato nei giorni scorsi con il Vice Presidente dell'Uganda Edward Sekandi, per discutere delle strategie per assicurare la sicurezza alimentare a tutta la popolazione e ridurre la povertà sostenendo i piccoli coltivatori e il settore agricolo.<br /> <br /> Sekandi ha incontrato Graziano da Silva a nome del Presidente Yoweri Kaguta Museveni, nel corso di una visita di un giorno del Direttore Generale della FAO in Uganda.<br /> <br /> Graziano da Silva ha esordito elogiando il governo ugandese per la sua leadership nel guidare gli sforzi del paese per un maggiore sviluppo agricolo e gli interventi per mitigare il cambiamento climatico.  Ha poi sottolineato che l'Uganda ha bisogno di un forte incremento del settore agricolo per riuscire ad accelerare lo sviluppo. Il settore occupa oltre l'80% della popolazione.<br /> <br /> "Abbiamo convenuto che per far crescere il settore agricolo occorre sia dare sostegno ai piccoli contadini che praticano un'agricoltura di sussistenza sia agli agricoltori su piccola scala che vogliono intraprendere un'agricoltura rivolta al mercato.", ha affermato il Direttore Generale, che ha garantito il sostegno della FAO nell'operare questa trasformazione dell'agricoltura.<br /> <br /> Nonostante, in genere, l'Uganda disponga di cibo, la sua sicurezza alimentare e la situazione nutrizionale talvolta è messa a dura prova, vi sono sacche d'insicurezza alimentare in zone come Karamoja, nel nordest del paese e spesso una distribuzione ineguale della disponibilità alimentare. <br /> <br /> <strong>Attività e aree d'intervento prioritarie<br /> <br /> </strong>Sin dal 1981, la FAO lavora con il Governo dell'Uganda al fine di definire programmi e attuare politiche finalizzate a eliminare le cause di fondo della fame, della malnutrizione e della povertà, sviluppare le organizzazioni contadine, le capacità di immagazzinamento, migliorare la gestione integrata delle risorse idriche e la raccolta dell'acqua.<br /> <br /> La FAO ha al momento in fase di attuazione il Quadro Programmatico del Paese (2000-2014), che ha al centro le aree e attività prioritarie dell'assistenza della FAO al Paese a sostegno degli obiettivi politici di sviluppo nazionale del governo nel campo dell'agricoltura, della pesca, delle foreste, delle risorse naturali e dello sviluppo rurale.<br /> <br /> <strong>Le donne e la sicurezza alimentare<br /> <br /> </strong>A ridosso delle celebrazioni della Giornata Internazionale della Donna, Graziano da Silva ha espresso rammarico che nonostante l'importante ruolo svolto dalle donne nella produzione di cibo e nel dar da mangiare alle proprie famiglie, poca attenzione viene data al ruolo decisivo che le donne rurali hanno nell'assicurare decenti condizioni di vita ai propri nuclei familiari.<br /> <br /> "Continueremo ad assicurare il sostegno della FAO ai Paesi membri, inclusa l'Uganda, nell'aiutare le cooperative e le organizzazioni di produttori a crescere, mediante lo sviluppo di politiche appropriate, quadri normativi, incentivi economici, sviluppo delle capacità e forum di dialogo sui processi decisionali", ha affermato il Direttore Generale della FAO nel corso della Conferenza stampa a conclusione dell'incontro.<strong><br /> </strong><br /> Nell'adempiere il suo mandato di sconfiggere la fame e ridurre la povertà in modo sostenibile, la FAO ha generato conoscenza e buone pratiche che dimostrano la necessità di puntare a organizzazioni e cooperative di produttori inclusive, autosufficienti, sensibili alle specificità di genere e orientate verso il mercato.<br /> <br /> Nel corso della sua visita in Uganda Graziano ha incontrato rappresentanti del governo e del settore privato, del mondo accademico, di organizzazioni contadine e della società civile, per discutere delle condizioni del settore agricolo in Uganda, del loro contributo alla sua crescita e della necessità di ulteriore assistenza al paese, specialmente da parte della FAO.<br /> <br /> Nei suoi colloqui con diversi ministri ha evidenziato l'importanza di un coordinamento multisettoriale e interministeriale nell'affrontare tutto ciò che ostacola lo sviluppo agricolo.  Per riuscire a migliorare le condizioni dei piccoli contadini e di quelli che iniziano a produrre per il mercato, Graziano da Silva ha messo in rilievo l'importanza delle "<em><a href="http://www.fao.org/fileadmin/user_upload/newsroom/docs/VGsennglish.pdf" target="_blank">Direttive Volontarie per una governance responsabile dei regimi di proprietà applicabili alle terre, alla pesca e alle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale</a>"</em>, aggiungendo che il paese dovrebbe con urgenza iniziare un processo per la loro attuazione.  Questo processo dovrebbe coinvolgere la società civile e il settore privato.<br /> <br /> Negli incontri è stato deciso con il sostegno della FAO di avviare questo processo al più presto.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/171595/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/171595/icode/</guid>
	<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 10:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Giornata Internazionale Della Donna: FAO, IFAD, PAM e IDLO sul rapporto tra donne, violenza e sicurezza alimentare</title>
	
	<description> La comunità internazionale celebrara, quest'anno, la Giornata Internazionale della Donna ponendo l'accento sui modi per prevenire ed eliminare tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze. Nonostante il ruolo fondamentale delle donne nella produzione di cibo e nella cura della famiglia, ancora troppa poca attenzione viene data al rapporto tra genere, violenza e sicurezza alimentare.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><em>Dichiarazione congiunta dei responsabili* di FAO, IFAD, PAM e IDLO (Organizzazione per il Diritto dello Sviluppo).</em><br /> <br /> *José Graziano da Silva, Direttore Generale, FAO; Kanayo F. Nwanze, Presidente, IFAD; Ertharin Cousin, Direttore Esecutivo, PAM; Irene Khan, Direttore Generale, IDLO.<br /> <br /> <strong>8 marzo 2013, Roma</strong> - La comunità internazionale vuole celebrare, quest'anno, la Giornata Internazionale della Donna, ponendo l'accento sui modi per prevenire ed eliminare tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze. Nonostante il ruolo fondamentale delle donne, che producono cibo e sfamano le proprie famiglie, ancora troppa poca attenzione viene data al rapporto tra donne, violenza e sicurezza alimentare.<br /> <br /> La discriminazione di genere incrementa la malnutrizione delle donne e ostacola la loro forza e il loro potere. Molto spesso, pratiche discriminatorie nelle comunità rurali generano pregiudizi nella distribuzione del cibo nelle famiglie, con le donne e le ragazze che, di solito, hanno accesso ad una quantità minore e meno nutriente di cibo. <br /> <br /> In tempi di carestia, le famiglie povere possono dare le proprie figlie ancora adolescenti in sposa, per avere una bocca in meno da sfamare.  Le rifugiate possono essere costrette a barattare il sesso con il cibo. Le donne trascorrono ore a raccogliere la legna per cucinare, pratica che le rende vulnerabili agli stupri e agli attacchi. Le vedove sono discriminate nella proprietà della terra e, fin troppo spesso, le leggi nazionali favoriscono gli uomini a loro discapito. La violenza domestica ha un impatto negativo sulla produzione agricola e sul benessere della famiglia. Per molte donne che, solo con difficoltà riescono a sfamare se stesse e i propri bambini, la sicurezza alimentare significherebbe anche protezione personale e legale. <br /> <br /> Se, insieme, rafforziamo la sicurezza alimentare delle donne, riusciremo a nutrire anche le menti e i corpi di intere comunità. Se una ragazza va a scuola in un ambiente sicuro, riuscirà a raggiungere il pieno potenziale, fisico e mentale. Potrà evitare un matrimonio precoce, o un matrimonio combinato o altre forme di violenza. Se una donna può registrare il proprio figlio all'anagrafe, possedere legalmente un terreno e il denaro che guadagna, potrà contribuire al progresso della società e allo sviluppo economico. <br /> <br /> Nei paesi in via di sviluppo, le donne rappresentano oltre il 40 per cento della forza lavoro in agricoltura. Un miglioramento dell'uguaglianza di genere nell'accesso agli strumenti agricoli (quali sementi, attrezzature, fertilizzanti), all'istruzione e ai servizi pubblici darebbe un contributo fondamentale al raggiungimento della sicurezza alimentare e ad una migliore nutrizione per tutti. <br /> <br /> Dare potere alle donne e alle ragazze, da un punto di vista legale ed economico, crea opportunità di sviluppo, rafforza politicamente la loro voce e riduce la loro vulnerabilità alla violenza. La sicurezza alimentare è un filo che collega i diversi elementi necessari alla costruzione di un futuro di pace e giustizia per le donne. <br /> <br /> </p><hr /><p><br /> <br /> Il lavoro della <a href="http://www.fao.org/index_en.htm" target="_blank">FAO</a> si concentra sulla cause alla base della fame. Il suo mandato è di aumentare i livelli di nutrizione, di migliorare la produttività agricola sostenibile e gli standard di vita delle popolazioni rurali, di contribuire alla crescita dell'economia mondiale. <br /> <strong><br /> </strong>L'<a href="http://www.ifad.org/" target="_blank">IFAD</a> lavora con le popolazioni povere rurali per dare loro gli strumenti per coltivare e vendere più cibo, per incrementare i loro guadagni e poter, così, decidere da soli delle proprie vite. Dal 1978, l'IFAD ha investito circa 14,8 miliardi di dollari in prestiti a basso interesse e prestiti a fondo perduto a paesi in via di sviluppo attraverso progetti mirati a riscattare dalla povertà oltre 400 milioni di persone. <br /> <br /> Il <a href="http://www.wfp.org/" target="_blank">PAM</a> è la più grande agenzia umanitaria del mondo e l'organizzazione delle Nazioni Unite che combatte la fame nel mondo. Ogni anno, in media, il PAM fornisce cibo ad oltre 90 milioni di persone in più di 70 paesi. <br /> <strong><br /> </strong>L'<a href="http://www.idlo.int/" target="_blank">IDLO</a> lavora con i governi e con i singoli individui per riformare le leggi e per rafforzare le istituzioni nella promozione della pace, della giustizia, dello sviluppo sostenibile e delle opportunità economiche. È  l'unica organizzazione intergover<a name="_GoBack" title="_GoBack"></a>nativa con un mandato esclusivamente mirato al principio della legalità.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/171312/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/171312/icode/</guid>
	<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 07:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Colmare la disparità uomo donna in agricoltura</title>
	
	<description> Se le donne delle zone rurali avessero le stesse opportunità degli uomini in termini di accesso alla terra, alla tecnologia, ai servizi finanziari, alla scolarizzazione ed ai mercati, la produzione agricola potrebbe aumentare e 100-150 milioni di persone uscirebbero dalla fame, afferma la FAO nell’ultima edizione del rapporto &quot;Lo stato dell’alimentazione e dell’agricoltura&quot; (SOFA 2010-11).</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, 7 marzo 2011 - </strong>Se le donne delle zone rurali avessero le stesse opportunità degli uomini in termini di accesso alla terra, alla tecnologia, ai servizi finanziari, alla scolarizzazione ed ai mercati, la produzione agricola potrebbe aumentare ed il numero delle persone che soffrono la fame potrebbe ridursi di 100-150 milioni di unità, afferma la FAO nell'ultima edizione del rapporto <a href="http://www.fao.org/docrep/013/i2050e/i2050e00.htm" target="_blank"><em>Lo stato dell'alimentazione e dell'agricoltura </em>(SOFA 2010-11)</a>.<br /><br />I rendimenti degli appezzamenti coltivati dalle donne sono spesso più bassi, ammette il rapporto.  Ma questo avviene non perché le donne coltivino la terra peggio degli uomini, ma solo perchè non dispongono di uguali fattori produttivi.  Secondo il rapporto, se vi avessero accesso, i loro  rendimenti salirebbero, produrrebbero di più e la produzione agricola nel suo complesso aumenterebbe.<br /><br />"Il rapporto argomenta in modo convincente a favore dell'eguaglianza tra i sessi in agricoltura", afferma il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf.<br /><br />"L'uguaglianza uomo donna non è soltanto un nobile ideale, è una condizione decisiva per lo sviluppo agricolo e la sicurezza alimentare.  Dobbiamo promuovere l'uguaglianza uomo donna e dare maggiori strumenti alle donne se vogliamo vincere in modo sostenibile la lotta contro fame e povertà estrema", ha aggiunto.<br /><br /><strong>Pari opportunità<br /><br /></strong>Il rapporto stima che se nei paesi in via di sviluppo le donne che lavorano la terra avessero lo stesso accesso alle risorse che hanno gli uomini, la loro produzione potrebbe aumentare del 20/30 per cento.  Questo potrebbe far aumentare la produzione agricola totale dei paesi in via di sviluppo del 2,5/4 per cento, fattore che a sua volta farebbe ridurre il numero delle persone che soffrono la fame nel mondo del 12-17 per cento, vale a dire un calo di 100-150 milioni di persone.  Secondo i dati FAO nel 2010 erano 925 milioni le persone sottonutrite al mondo, di cui 906 milioni nei paesi in via di sviluppo.<br /><br />"Dobbiamo eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne, e far sì che il loro accesso alle risorse sia più equo, che ogni politica e programma di sviluppo tenga presente la disparità di genere e che le voci delle donne siano ascoltate ad ogni livello decisionale.  Le donne devono essere viste come partner paritarie nello sviluppo sostenibile", ha detto Diouf.<br /><br /><strong>Il lavoro delle donne<br /><br /></strong>Le donne rappresentano in media il 43 per cento della forza lavoro agricola dei paesi in via di sviluppo, con percentuali che vanno dal 20 per cento dell'America Latina a circa il 50 per cento del Sudest asiatico e dell'Africa sub-sahariana.  La percentuale è più alta in alcuni paesi e talvolta varia molto all'interno dello stesso paese (vedi dati nella barra laterale). <br /><br />Quando le donne delle zone rurali vengono impiegate, in genere sono relegate ad occupazioni meno pagate ed è più probabile che abbiano forme di occupazione meno sicure, più precarie, stagionali o a part-time.<br /><br />Il rapporto fa notare come i nuovi lavori offerti dalle industrie agro-alimentari, orientate verso l'esportazione, in genere offrano opportunità migliori alle donne rispetto all'agricoltura tradizionale.<br /><br /><strong>Minore accesso alle risorse<br /><br /></strong>Il rapporto documenta differenze sostanziali tra uomo e donna nell'accesso a numerose risorse agricole, quali la terra, il bestiame, il bracciantato, la scolarizzazione, i servizi di divulgazione agricola, il credito, i fertilizzanti e le attrezzature meccaniche.<br /><br />In tutte le regioni le donne hanno in genere minore accesso alla terra, e per quei paesi in via di sviluppo dove i dati sono disponibili, il rapporto mostra che la percentuale di donne proprietarie dei campi che lavorano oscilla tra il 3 ed il 20 per cento, a fronte di una percentuale di forza lavoro agricola femminile che va dal 20 al 50 per cento.<br /><br />"Le donne hanno rese più basse degli uomini", dice la dottoressa Terry Raney, che ha curato il rapporto, "ma non perché sono meno brave, ma perché lavorano in appezzamenti più piccoli, ed usano pochi fattori produttivi come fertilizzanti, sementi migliorate ed attrezzi".<br /><br /><strong>Eliminare le discriminazioni <br /></strong><br />"L'esperienza di molti paesi dimostra che politiche adeguate possono promuovere l'uguaglianza dei sessi.  La priorità è eliminare ogni forma di discriminazione ai sensi della legge", ha aggiunto Raney.  "In molti paesi le donne non hanno gli stessi diritti degli uomini per quanto riguarda comprare, vendere o ereditare terra, aprire un conto di risparmio o avere un prestito, firmare un contratto o vendere i propri prodotti.  E perfino laddove sulla carta esistono diritti legislativi, nella pratica sono spesso disattesi".<br /><br />L'amministrazione statale deve essere ritenuta responsabile del rispetto della legge e le donne devono essere consapevoli dei loro diritti e messe nelle condizioni di reclamarli.<br /><br />In agricoltura le donne devono fare i conti con moltissimi ostacoli, derivanti dalla natura stessa dell'attività agricola e da come dividere il proprio tempo tra lavoro e famiglia.  Per essere efficace qualsiasi intervento deve affrontare questi problemi nel loro insieme, dice il rapporto.<br /><br />La politica e le istituzioni hanno un impatto molto differente sugli uomini e sulle donne - perfino quando non vi è alcun intento di discriminazione esplicita.  "Gli uomini e le donne hanno ruoli differenti nella società e fanno i conti con opportunità e difficoltà differenti", aggiunge la Raney.  "Non possiamo fare delle buone politiche agricole se non teniamo presente queste differenze di genere".<br /><br /><strong>Costruire il capitale umano  <br /><br /></strong>Oltre ad aumentare la produzione agricola complessiva, l'eliminazione della disparità uomo donna in agricoltura servirebbe anche a mettere più soldi nelle mani delle donne, una strategia che si è dimostrata efficace per migliorare le condizioni di salute, l'alimentazione e la scolarizzazione dei bambini.<br /><br />"Uno dei migliori investimenti che possiamo fare è costruire il capitale umano delle donne e delle ragazze - scolarizzazione di base, informazioni commerciali e servizi di divulgazione sono la base per promuovere produttività agricola e crescita economica", ha concluso la Raney.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/52181/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/52181/icode/</guid>
	<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 10:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>La disparità di genere nel diritto fondiario - Nuovo database della FAO</title>
	
	<description> Un nuovo database lanciato dalla FAO punta i riflettori su uno dei maggiori ostacoli che bloccano lo sviluppo rurale: la grande disuguaglianza tra uomini e donne nell'accesso alla terra. La base di dati offre informazioni aggiornate sulle disparità che esistono tra uomo e donna nel diritto fondiario e nell'accesso alla terra in 78 paesi.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, 17 febbraio 2010 - </strong>Un nuovo database lanciato dalla FAO punta i riflettori su uno dei maggiori ostacoli che bloccano lo sviluppo rurale: la grande disuguaglianza tra uomini e donne nell'accesso alla terra.<br /><br />La base di dati <a href="http://www.fao.org/gender/landrights">Genere e diritto alla terra</a><u><strong>,</strong></u> realizzata in consultazione con istituti statistici nazionali, università, organizzazioni della società civile ed altre fonti, offre informazioni aggiornate sulle disparità che esistono tra uomo e donna nel diritto fondiario e nell'accesso alla terra in 78 paesi.<br /><br />"La disparità nell'accesso alla terra è una delle cause principali dell'ineguaglianza sociale ed economica tra uomini e donne nelle zone rurali.  Mette a repentaglio la sicurezza alimentare a livello di nucleo familiare e di comunità, ed ha un impatto sulla sicurezza alimentare nazionale e sullo sviluppo.  Questo database offre informazioni vitali per i responsabili politici e decisionali.  Sinora è stato difficile centralizzare le informazioni su questo fenomeno", dice Marcela Villarreal, Direttrice della Divisione FAO Pari opportunità ed occupazione rurale.<br /><br />Questo nuovo strumento informatico, disponibile a chiunque abbia accesso ad internet, offre a governi e a tutti gli altri fruitori un quadro più preciso dei principali fattori sociali, economici, politici e culturali che influiscono negativamente sull'accesso alla terra e sull'applicazione dei diritti fondiari delle donne.<br /><br />Il database copre le legislazioni nazionali ed il diritto consuetudinario che regolano l'uso della terra, i diritti di proprietà e di successione, i trattati e le convenzioni internazionali, gli ordinamenti fondiarie e le relative istituzioni, le organizzazioni della società civile che lavorano su queste questioni e molte altre statistiche.<br /><br />Se si cerca per paese, l'utente potrà trovare risposte a domande specifiche su argomenti quali il numero totale dei proprietari terrieri, il numero totale delle donne che posseggono terra ed il numero dei nuclei familiari con donne a capofamiglia.  Inoltre, su ogni singolo argomento, si possono fare comparazioni tra due o più paesi.<br /><br />"Gli organi decisionali hanno adesso a disposizione non solo una fonte completa di informazioni sui fattori che più influiscono sulla disparità nei diritti fondiari del loro paese, ma anche la possibilità di raffrontare situazioni e tendenze del proprio paese con quelle degli altri paesi", fa notare Zoraida Garcia, esperta FAO di Pari opportunità e sviluppo.<br /><br />"Possono poi utilizzare queste informazioni per decisioni e strategie mirate, ma anche per avere un'idea più chiara dei possibili effetti che queste strategie potrebbero avere per il raggiungimento di una reale partecipazione economica delle donne ed il conseguente miglioramento delle generali condizioni di vita delle comunità rurali", ha aggiunto.<br /><br />"La FAO ha avuto nel corso degli anni moltissime richieste da parte dei paesi membri e da altre istituzioni della comunità internazionale, che volevano capire meglio in che misura la disparità uomo-donna avesse effetti sulla situazione della proprietà e dei diritti fondiari", spiega l'esperta FAO.<br /><br />Un segnale positivo è il fatto che i paesi riconoscano la disparità uomo-donna ed i diritti di proprietà della terra come "questioni centrali" nell'agenda dello sviluppo, ha aggiunto Garcia.<br /><br /><strong>Teoria e pratica<br /><br /></strong>Una delle caratteristiche chiave che si evince dal database, continua l'esperta FAO, è l'enorme scarto che esiste tra i diritti formali e la realtà delle situazioni.  In molti casi, le costituzioni nazionali riconoscono che uomini e donne hanno lo stesso diritto alla terra, ma poi nella pratica del giorno per giorno la realtà è ben diversa.  Spesso questi diritti sono messi a repentaglio da leggi in conflitto tra loro o da pratiche tradizionali ed istituzionali di vecchia data che assegnano diritti di proprietà e di successione ai maschi ed al ramo maschile della famiglia. <br /><br />Man mano che il database crescerà, incorporerà anche suggerimenti e reazioni da parte degli utenti su come sono state impiegate le informazioni nel dibattito nazionale sull'uso della terra, sulle questioni di genere e sullo sviluppo agricolo e rurale.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/40113/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/40113/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
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