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 <title>FAO news &gt; Contributi dei donatori</title>
 <link>http://www.fao.org/news/newsroom-home/en/</link>
 <description>Notizie dall'Organizzazione dell'ONU per l'Alimentazione e l'Agricoltura</description>
 <language>it</language>
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 <copyright>2009 FAO</copyright>
 <managingEditor>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</managingEditor>
 <webMaster>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</webMaster>
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	<title>Slow Food e la FAO uniscono le forze</title>
	
	<description> La FAO e Slow Food International hanno concordato oggi di sviluppare una serie di azioni congiunte per migliorare i mezzi di sussistenza dei piccoli agricoltori ed degli altri lavoratori nelle zone rurali.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>15 maggio 2013, Roma -</strong>  La FAO e Slow Food International hanno concordato oggi di sviluppare una serie di azioni congiunte per migliorare i mezzi di sussistenza dei piccoli agricoltori e degli altri lavoratori nelle zone rurali. <br /> <br /> Il protocollo d'intesa, firmato oggi presso la FAO, prevede la collaborazione delle due organizzazioni per la promozione di sistemi agricoli e alimentari più inclusivi a livello locale, nazionale e internazionale.<br /> <br /> Le azioni congiunte di FAO e Slow Food si concentreranno soprattutto nella creazione di campagne di sensibilizzazione, nel rafforzare le reti locali, regionali e globali e nel promuovere iniziative mondiali come l'Anno Internazionale dell'Agricoltura Familiare nel 2014. I messaggi porranno l'accento sul valore dei cibi locali e delle varietà di cereali sotto-utilizzate promuovendo allo stesso tempo l'accesso ai mercati da parte dei piccoli produttori, la salvaguardia e la valorizzazione della biodiversità, la riduzione degli sprechi alimentari e il miglioramento del benessere degli animali. <br /> <br /> Alla firma del documento di collaborazione il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, ha detto: "Slow Food e la FAO condividono la stessa visione di un mondo sostenibile, libero dalla fame e che tutela la biodiversità a beneficio delle generazioni future. L'accordo di oggi ci permetterà di mettere in campo una serie importante di iniziative congiunte e ci porta un passo più vicini al mondo che vogliamo". <br /> <br /> A nome di Slow Food il Presidente Carlo Petrini ha sottolineato come: "La collaborazione tra FAO e Slow Food nasce dall'unità di intenti nel lavoro di valorizzazione del patrimonio gastronomico tradizionale locale che portiamo avanti da anni in tanti Paesi, basato sulla difesa della biodiversità agroalimentare e sul sostegno agli agricoltori e produttori di piccola scala". <br /> <br /> <strong>Valorizzare il cibo tradizionale<br /> <br /> </strong>Le attività previste dall'accordo includono la protezione dei prodotti alimentari tradizionali e la promozione delle tradizioni culinarie  così come del patrimonio culturale delle comunità rurali. Più nello specifico, Slow Food può contribuire alla creazione di inventari di specie di cereali locali, indigene e sotto-utilizzate potenzialmente importanti per la sicurezza alimentare, offrendo, in questo modo, un valido supporto all'impegno della FAO per la rivalutazione e la promozione delle colture sottoutilizzate. <br /> <br /> FAO e Slow Food lavoreranno assieme per facilitare l'accesso ai mercati dei piccoli agricoltori attraverso organizzazioni di produttori e cooperative rafforzate. Slow Food può aiutare i piccoli produttori a ottimizzare e accorciare la filiera alimentare, migliorando anche aspetti come la commercializzazione, l'etichettatura e il confezionamento dei prodotti. In questo modo saranno garantiti prezzi equi sia per i produttori che per i consumatori. <br /> <br /> Le due organizzazioni promuoveranno il benessere degli animali come elemento essenziale per la valorizzazione dei prodotti animali, e per aumentare gli introiti dei contadini e degli altri attori lungo la filiera alimentare. Il ruolo di Slow Food in questo caso sarà quello di sviluppare e promuovere linee guida specifiche per l'attuazione delle <em>pratiche migliori</em>. <br /> <br /> <strong>Collaborazione con iniziative della FAO già in corso<br /> <br /> </strong>La FAO identificherà sinergie e aree di collaborazione all'interno di iniziative già esistenti, includendo possibilmente anche l'iniziativa Hunger-Free Africa che vede la partecipazione dell'Unione Africana, della FAO e del brasiliano Instituto Lula. Obiettivo dell'iniziativa  che é già operativa in quattro progetti in Angola, Etiopia, Malawi e Niger è l'eradicazione della fame dal continente africano.<br /> <br /> Un'altra area di possibile collaborazione è il sostegno alle donne rurali attraverso il progetto <a href="http://www.fao.org/dimitra/en/" target="_blank">Dimitra</a>, frutto della partecipazione della FAO, della Commissione Europea e del Belgio. Dimitra è un progetto d'informazione e di comunicazione partecipativa, che aiuta a migliorare la visibilità delle popolazioni rurali, in particolare le donne così che i loro interessi possano essere presi più facilmente in considerazione.<br /> <br /> Un'ulteriore possibilità di collaborazione consiste nello sviluppo di kit per il Partenariato Internazionale per l'Educazione delle Popolazioni Rurali (<a href="http://www.fao.org/erp/en/" target="_blank"><em>International Education of Rural People Partnership</em></a> - in inglese)  che mira a rimuovere i vincoli esistenti e a garantire l'istruzione e la formazione professionale per tutte le popolazioni rurali.<br /> <br /> Slow Food è un'organizzazione, senza scopo di lucro che opera su <a name="_GoBack" title="_GoBack"></a>base internazionale che si propone di promuovere la qualità del cibo prodotto e distribuito in modo ecologicamente e socialmente sostenibile. Ha più di 100 000 membri in tutto il mondo ed è attiva in 150 paesi. Grazie ai suoi progetti e iniziative, Slow Food coinvolge milioni di persone in tutto il mondo.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Tue, 14 May 2013 22:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Approvate dal Consiglio le strategie di partenariato della FAO</title>
	
	<description> Il Consiglio direttivo della FAO ha approvato due nuove strategie volte a rafforzare le partnership della FAO con le organizzazioni della società civile e con il settore privato. Le strategie forniscono un quadro di riferimento per il lavoro della FAO con partner privati ​​e della società civile per il raggiungimento degli obiettivi strategici dell'organizzazione</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, 26 aprile 2013 - </strong>Il Consiglio direttivo della FAO ha approvato due nuove strategie volte a rafforzare le partnership della FAO con le organizzazioni della società civile e con il settore privato.<br /> <br /> Le strategie forniscono un quadro di riferimento per il lavoro della FAO con partner privati ​​e della società civile per il raggiungimento degli obiettivi strategici dell'organizzazione: l'eliminazione della fame, dell'insicurezza alimentare e della malnutrizione.<br /> <br /> "Come abbiamo sottolineato molte volte è possibile porre fine alla fame solo se lavoriamo insieme", ha dichiarato il Direttore Generale José Graziano da Silva, nel ringraziare il Consiglio per la sua approvazione.  "Queste strategie mostrano che siamo impegnati a lavorare con partnership".<br /> <br /> FAO ritiene essenziale per il raggiungimento dei propri obiettivi avviare forme di collaborazioni più ampie e più forti, soprattutto alla luce della nuova attenzione posta sul decentramento. "L'impegno di porre fine alla fame non può essere svolto da nessuna organizzazione da sola, la collaborazione ed il sostegno di tutti gli altri soggetti che lavorano in questa direzione sono decisivi", ha aggiunto Graziano da Silva.<br /> <br /> L'approvazione di queste strategie consentirà alla FAO, in particolare nel lavoro sul campo, di stabilire migliori forme di collaborazione. Un elemento chiave sarà quello di garantire che vengano identificati, e coinvolti a livello nazionale a sostegno degli sforzi della FAO, i soggetti principali della società civile e del settore privato che lavorano nel campo della sicurezza alimentare.<br /> <br /> Entrambe le strategie individuano sei aree principali di collaborazione: dialogo politico, lavoro normativo, programmi tecnici e sul campo, attività di promozione e comunicazione, uso congiunto e mobilitazione delle risorse, e condivisione delle conoscenze, oltre a e due livelli principali d'interazione sia a livello globale che a livello decentrato.<br /> <br /> Le due strategie sono il risultato di ampie consultazioni con gli Stati membri, con le principali parti interessate esterne e con gli esperti FAO che lavorano sia nella sede centrale che sul campo.  Si sono tenute numerose riunioni di consultazione, discussioni bilaterali e sessioni informali per discutere le proposte che si riflettono nei documenti finali.<br /> <br /> Il nuovo e rivisto quadro strategico per il prossimo decennio comprende cinque obiettivi:<br /> <br /> 1. Contribuire all'eliminazione della fame, dell''insicurezza alimentare e della malnutrizione.<br /> 2. Incrementare e migliorare la fornitura di beni e servizi provenienti dal settore agricolo, dalla silvicoltura e dalla pesca in modo sostenibile.<br /> 3. Ridurre la povertà rurale.<br /> 4. Abilitare sistemi agricoli e alimentari più inclusivi ed efficienti a livello locale, nazionale e internazionale.<br /> 5. Aumentare la capacità dei mezzi di sussistenza di rispondere alle crisi.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 22:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Conoscere l’ambiente marino con la semplice pressione di un tasto</title>
	
	<description> Volete sapere di più sul pesce che state mangiando o che andrete a comprare? E’ per caso una specie minacciata d’estinzione? Ve lo dirà Applifish. Questa applicazione gratuita, disponibile per telefoni cellulari, sviluppata dagli esperti della Piattaforma i-Marine per la conoscenza delle risorse ittiche e della biodiversità, mette a disposizione di tutti, in qualsiasi momento, dappertutto informazioni sulle risorse acquatiche.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, 12 marzo 2013 - </strong>Volete sapere di più sul pesce che state mangiando o che andrete a comprare?  E' per caso una specie minacciata d'estinzione?  Ve lo dirà Applifish.  Questa applicazione gratuita, disponibile per telefoni cellulari, sviluppata dagli esperti della Piattaforma i-Marine per la conoscenza delle risorse ittiche e della biodiversità, mette a disposizione di tutti, in qualsiasi momento, dappertutto informazioni sulle risorse acquatiche.<br /> <br /> Secondo il rapporto FAO "<em>Lo Stato della pesca e dell'acquacoltura nel mondo 2012</em>" circa il 30% degli stock marini valutati nel 2009 erano sfruttati in eccesso.<br /> <br /> "Con Applifish i consumatori possono scegliere il pesce che non è a rischio d'estinzione, contribuendo a preservare le risorse per le generazioni future", dice Marc Taconet, Funzionario senior d'informazione sulla pesca della FAO e Presidente del Consiglio d'Amministrazione di iMarine.  "I consumatori possono anche usare l'applicazione per saperne di più sulle varie specie, sui livelli di cattura e sugli habitat, e quanto queste specie siano minacciate".<br /> <br /> <strong>Scelte informate per responsabili politici e consumatori<br /> <br /> </strong>iMarine è un consorzio mondiale di 13 istituti di ricerca , università ed organizzazioni internazionali di tre continenti che gode di un finanziamento di 5 milioni di euro da parte dell'Unione Europea(EU).<br /> <br /> Questa nuova applicazione AppliFish dispone anche di una versione web che contiene ulteriori informazioni scientifiche, che possono aiutare organi decisionali, produttori e consumatori a prendere decisioni con cognizione di causa e contribuire a definire politiche per una gestione responsabile della pesca e per la conservazione delle risorse marine, come raccomandato dal <em>Codice di Condotta per la Pesca Responsabile</em> della FAO.<br /> <br /> AppliFih si aggiunge ad altre applicazione di iMarine per gestire, elaborare e visualizzare contenuti scientifici che facciano aumentare la consapevolezza delle sfide con cui devono fare i conti gli ecosistemi acquatici.<br /> <br /> Tra queste applicazioni sono degne di nota lo strumento di mappatura della biodiversità AquaMaps, il <em>Vessel Transmitted Information Tool</em>, che riferisce sulle attività delle imbarcazioni e sulle condizioni ambientali per gli scienziati che lavorano nel settore pesca, e <em>l'Integrated Capture Information System (ICIS),</em> che fornisce informazioni a livello regionale e globale sulle catture di specie acquatiche.<br /> <br /> <strong>Più di 550 specie<br /> <br /> </strong>AppliFish ha ricevuto un premio in occasione del <em>10th e-Infrastructure Concertation Meeting,</em> incontro che si è tenuto a Bruxelles il 6-7 marzo scorsi, per discutere il presente ed il futuro delle politiche EU di ricerca ed innovazione.<br /> <br /> L'applicazione è stata ideata nella forma di un libretto tascabile di conoscenze sull'ecosistema marino, consultabile con la semplice pressione di un tasto.  Offre informazioni di base su oltre 550 specie, dai nomi con cui sono comunemente conosciuti i pesci, alle loro dimensioni, alle mappe di distribuzione, oltre a mappe che segnalano le modifiche previste nella distribuzione di quelle specie a causa del cambiamento climatico.<br /> <br /> AppliFish raccoglie dati da fonti internazionali e database autorevoli, tra cui FAO-FishFinder, le statistiche della FAO, WoRMS, Fishbase, SeaLifeBase, IUCN, AquaMaps e OBIS, riuscendo a mettere insieme un enorme patrimonio di competenze al fine di promuovere una comunità di pratiche a sostegno di un approccio rispettoso degli ecosistemi per la gestione della pesca e la conservazione delle risorse marine esistenti.<br /> <br /> AppliFish è disponibile sia per Android che per iOS.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/171708/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/171708/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 12 Mar 2013 08:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>FAO e Governo di Haiti: servono 74 milioni di dollari per riavviare il settore agricolo</title>
	
	<description> Secondo la FAO e il Governo di Haiti occorrono 74 milioni di dollari entro i prossimi 12 mesi per aiutare il settore agricolo del paese a rimettersi in piedi in seguito all’uragano Sandy. Colossali i danni che la “supertempesta” ha apportato ai raccolti, al territorio, alla zootecnia, alle infrastrutture rurali al settore della pesca quando si è abbattuto su Haiti alla fine di ottobre lasciando più di 600.000 haitiani a rischio di insicurezza alimentare e nutrizionale.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, 6 novembre 2012 - </strong>La FAO e il Governo di Haiti reputano necessari 74 milioni di dollari entro i prossimi 12 mesi per aiutare il settore agricolo del paese a rimettersi in piedi a seguito all'uragano Sandy.<br /> <br /> Colossali i danni che la "supertempesta" ha apportato ai raccolti, al territorio, alla zootecnia, alle infrastrutture rurali al settore della pesca, quando si è abbattuto su Haiti alla fine di ottobre lasciando più di 600.000 haitiani a rischio di insicurezza alimentare e nutrizionale.<br /> <br /> Sul totale dei fondi richiesti, 4 milioni di dollari servono urgentemente per aiutare 20.000 famiglie a sopravvivere alla stagione produttiva invernale che inizia a dicembre.<br /> <br /> L'uragano Sandy si è abbattuto su Haiti il 23 ottobre. Tre giorni consecutivi di venti intensi e piogge torrenziali hanno causato inondazioni, hanno danneggiato e distrutto case, coltivazioni ed infrastrutture.<br /> <br /> Sandy è stato il terzo disastro a colpire il paese nell'arco di pochi mesi.  Tra maggio e giugno una grave siccità aveva compromesso i raccolti della cruciale stagione primaverile.  In agosto Haiti era stata colpita dalla tempesta tropicale Isaac, seguita solo due mesi dopo dall'uragano Sandy.<br /> <br /> <strong>Effetti congiunti<br /> <br /> </strong>Gli effetti congiunti di queste tre calamità sul settore agricolo sono stati valutati dal Governo di Haiti nell'ordine di 254 milioni di dollari, con una pesantissima ricaduta sulle condizioni di vita di circa 1.5 milioni di persone.<br /> <br /> La FAO, il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ed altri partner stanno aiutando il Governo di Haiti a condurre una valutazione post-disastro che possa dare un quadro completo dei danni arrecati e di cosa occorre per riavviare il settore agricolo e consentire una risposta adeguata per uscire dalla crisi.<br /> <br /> Alcune zone del sud, del sudest e della <em>Grand Anse</em> sono ancora in buona parte isolate a causa della distruzione massiccia delle strade e di altre infrastrutture.  La FAO, il PAM e l'Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) condurranno un'indagine aerea su queste aree.<br /> <br /> L'Equipe Umanitaria del paese ad Haiti, il gruppo di donatori che sostiene Haiti ed il governo haitiano stanno al momento discutendo delle prossime iniziative per rispondere alla crisi nell'immediato, ma anche nel medio e lungo periodo, cercando anche di affrontare le cause di fondo dell'estrema vulnerabilità del paese ai ricorrenti disastri naturali.<br /> <br /> "I recenti disastri naturali d Haiti esigono una risposta vigorosa da parte della comunità internazionale che sostenga le iniziative intraprese dal Governo haitiano", ha dichiarato Adam Yao, il Coordinatore FAO dell'Emergenza ad Haiti.<br /> <br /> La FAO fornisce il suo aiuto al Governo di Haiti mediante una serie di interventi nel settore forestale, nella produzione zootecnica, nella produzione delle sementi, nella gestione dei bacini idrografici e nella nutrizione.  Questi programmi possono essere ampliati ed adattati per affrontare i bisogni seguiti all'uragano Sandy, in linea con la programmazione del governo.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/163875/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/163875/icode/</guid>
	<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Hunger Run 2012 e Campagna “Crescita”</title>
	
	<description> Uno dei momenti salienti della Settimana Mondiale dell'Alimentazione 2012 è la Hunger Run che si svolgerà domenica 21 ottobre a partire dalle ore 10. All’evento è stato dato un nuovo nome per rappresentare meglio l’obiettivo comune delle Organizzazioni Internazionali con sede a Roma di porre fine alla fame nel mondo.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>17 ottobre 2012, Roma</strong> - Uno dei momenti salienti della Settimana Mondiale dell'Alimentazione 2012 è la Hunger Run - ex Run for Food - che si svolgerà domenica 21 ottobre 2012 a partire dalle ore 10.00. All'evento è stato dato un nuovo nome per rappresentare meglio l'obiettivo comune delle Organizzazioni Internazionali con sede a Roma di porre fine alla fame nel mondo.<br /><br />La Hunger Run 2012 consiste di una corsa competitiva di 10 km e di una corsa non competitiva/camminata di 5 km nel centro storico di Roma, con partenza da Viale delle Terme di Caracalla e con arrivo allo stadio delle Terme di Caracalla, di fronte alla sede della FAO.<br /><br />Filippo La Rosa, Consigliere diplomatico del Sindaco di Roma, ha aperto la conferenza stampa con un messaggio di Gianni Alemanno: "Roma Capitale è onorata di far parte, insieme alle Agenzie del Polo Agroalimentare delle Nazioni Unite (FAO, IFAD, PAM) e Bioversity International, di questa iniziativa, assolutamente meritoria perchè aiuta a mantenere viva l'attenzione sul dramma che ancora oggi condanna quasi  900 milioni di persone a soffrire la fame. Domenica 21 ottobre, in occasione della Hunger Run invito i Romani a correre per le strade della Capitale, ricordando che ognuno di noi - nel suo piccolo e con la propria partecipazione ed impegno - può offrire il suo personale contributo alla lotta alla fame e alla povertà".<br /><br />Emile Frison, Direttore Generale di Bioversity International, ha parlato in rappresentanza delle quattro Agenzie Internazionali con sede a Roma - FAO, IFAD, PAM e Bioversity International: "La Hunger Run è una opportunità preziosa per i Romani di entrare in contatto con le agenzie internazionali con sede a Roma e di far parte dello sforzo comune di porre fine alla fame nel mondo. Fame e povertà, esacerbate dai cambiamenti climatici e da raccolti scarsi, richiedono urgentemente soluzioni sostenibili a lungo termine, per un futuro in cui la sicurezza alimentare sia garantita a tutti."<br /><br />La Hunger Run 2012 e la campagna Crescita, coordinata dal Ministero degli Affari Esteri, uniscono le forze per raccogliere fondi che saranno impiegati per migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale di alcune delle popolazioni più vulnerabili del pianeta.<br /><br />Elisabetta Belloni, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del  Ministero degli Affari Esteri, ha sottolineato come il tema della sicurezza alimentare costituisca una sfida per garantire stabilità e sicurezza nel mondo moderno. Ha inoltre richiamato l'impegno dell'Italia a promuovere l'attuazione di politiche integrate sul tema della nutrizione, dell'acqua, delle terre coltivabili, dell'ambiente, in sintesi, dello sviluppo sostenibile, ed ha quindi presentato la campagna Crescita: "Proseguendo il cammino intrapreso nella passata edizione, la raccolta fondi riguarderà anche quest'anno l'iniziativa a favore della popolazione femminile nel distretto di Mwingi in Kenya, gravemente colpito dalla siccità. Nell'ottica della transizione dalla fase di emergenza a quella dello sviluppo, il progetto prevede interventi specifici volti a migliorare le condizioni delle donne, considerato il ruolo che esse rivestono nell'economia rurale ed ai fini della sicurezza alimentare". <br /><br />Valentina Vezzali, più volte campionessa olimpica del fioretto femminile, madrina e portavoce della campagna Crescita, ha dichiarato: "Ho aderito con orgoglio a questa campagna perché sono convinta che il sostegno alle donne africane sia la chiave per superare la povertà. Come atleta, come donna, come madre, credo sia urgente compiere un grande sforzo di solidarietà e collaborazione internazionale, nella consapevolezza che è prioritario venire in aiuto delle donne appartenenti ai paesi dove si lotta ogni giorno per la sopravvivenza."<br /><br />I proventi della Hunger Run 2012 e della campagna Crescita saranno devoluti ad un progetto in Kenya, dove la FAO, l'IFAD, il PAM e Bioversity International lavoreranno con le comunità povere colpite dalla siccità e scarsità del raccolto.<br /><br />Dal 21 al 28 ottobre sarà possibile effettuare delle donazioni attraverso il numero 45506 (2 euro con sms da rete mobile: TIM, Vodafone, Wind, 3, Poste Mobile, CoopVoce, Noverca; 2 o 5 euro chiamando da rete fissa: Telecom Italia, Fastweb, TeleTu).<br /><br />Laura Duchi, Presidente del Gruppo Sportivo Bancari Romani, ha detto: "Sono sette anni che lavoriamo a fianco di FAO, IFAD, PAM e Bioversity International nell'organizzazione della Hunger Run. Siamo fieri di contribuire, insieme alle Agenzie Internazionali con sede a Roma, a sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che centinaia di milioni di persone nel mondo soffrono la fame e a raccogliere fondi per le comunità povere nei paesi in via di sviluppo afflitte dalla fame."<br /><br />La Hunger Run 2012 è organizzata dal Gruppo Sportivo Bancari Romani in collaborazione con l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), il Programma Alimentare Mondiale (PAM), Bioversity International e la FAO Staff Coop, con il sostegno di Expo Milano 2015, di Roma Capitale e della Regione Lazio. L'iniziativa riceve anche il supporto di YUNGA (Youth and United Nations Global Alliance), UNFCU (United Nations Federal Credit Union) e Acea.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/162606/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/162606/icode/</guid>
	<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 06:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>La FAO e i suoi partner esortano a un maggior impegno nel ridurre le perdite alimentari e lo spreco di cibo</title>
	
	<description> L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione l’Agricoltura (FAO) e alcuni partner chiave stanno esortando compagnie ed organizzazioni in tutto il mondo ad aderire alla campagna “SAVE FOOD”, un’iniziativa globale volta a ridurre le perdite alimentari e lo spreco di cibo.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>13 Giugno 2012, Roma</strong> - L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione l'Agricoltura (FAO) e alcuni partner chiave stanno esortando compagnie ed organizzazioni in tutto il mondo ad aderire alla campagna "SAVE FOOD", un'iniziativa globale volta a ridurre le perdite alimentari e lo spreco di cibo.<br /><br />Lanciata nel 2011, SAVE FOOD - l'Iniziativa Globale per la Riduzione delle Perdite e degli Sprechi Alimentari - mira a ridurre l'attuale ammontare di 1.3 miliardi di tonnellate di cibo che vanno perse o sprecate ogni anno. Il valore di tali perdite è stimato attorno ai mille miliardi di dollari l'anno.<br /><br />La campagna SAVE FOOD ha attualmente oltre 50 partner. La FAO, in collaborazione con Messe Düsseldorf GmbH, compagnia organizzatrice di fiere, e con Interpack, la fiera annuale dell'industria dell'imballaggio, sta esortando nuovi partner coinvolti lungo tutta la filiera alimentare, sia nel settore privato che nel non-profit, ad aderire all'iniziativa e a condividere le proprie competenze.  <br /><br />Nuove tecnologie, pratiche migliori, un maggior coordinamento ed investimenti in infrastrutture - dalla produzione al consumo nella filiera alimentare - sono cruciali per riuscire a ridurre le perdite alimentari e lo spreco di cibo. <br /><br /><strong>La sostenibilità</strong><br /><strong><br /></strong>"Con oltre 900 milioni di persone che, nel mondo, soffrono la fame e mille miliardi di dollari in gioco, un'azione coordinata per ridurre le perdite alimentari e lo spreco di cibo può contribuire a migliorare la sicurezza alimentare e i mezzi di sostentamento, minimizzando allo stesso tempo l'impatto ambientale," afferma Gavin Wall, Direttore della Divisione Infrastrutture Rurali e Industrie Agricole della FAO.  <br /><br />Un terzo del cibo prodotto a livello mondiale per il consumo umano viene buttato o perso, così come le risorse naturali utilizzate per produrlo. Le perdite e gli sprechi di cibo a livello globale ammontano a quasi 680 miliardi di dollari nei paesi industrializzati, ed a circa 310 miliardi di dollari nei paesi in via di sviluppo.<br /><br />"Migliorare la sicurezza alimentare tramite la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari è una sfida che noi tutti dobbiamo affrontare e sarà un tema centrale di discussione alla <a href="http://www.fao.org/rioplus20/en/" target="_blank">Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20</a>," ha concluso Wall. <br /><br />"Se si riuscisse a recuperare anche solo un quarto del cibo che attualmente va perso o sprecato a livello globale, ciò sarebbe sufficiente a sfamare 900 milioni di persone che nel mondo soffrono la fame" afferma Robert van Otterdijk, Coordinatore di SAVE FOOD.<br /><br /><strong>Un impatto di vasta portata <br /><br /></strong>Sebbene le perdite alimentari si verifichino a tutti gli stadi della filiera alimentare, tanto le cause quanto i loro effetti variano notevolmente a livello globale. <br /><br />Nei paesi in via di sviluppo, le perdite alimentari riguardano prevalentemente i piccoli contadini. Quasi il 65% di tali perdite si verifica durante gli stadi del raccolto, del dopo-raccolto e della lavorazione. Per questo ad esempio, un progetto attualmente in corso in Gambia che adotta l'approccio Un-Villaggio-Un-Prodotto sta aiutando i contadini a ridurre sensibilmente le loro perdite alimentari.<br /><br />Nei paesi industrializzati invece, gli sprechi di cibo avvengono soprattutto al livello della vendita e del consumo, a causa di una tipica mentalità "dello spreco". Il valore pro-capite degli sprechi alimentari per consumatore in Europa e in Nord America si aggira tra i 95 e i 115 chilogrammi (kg) l'anno, mentre i consumatori in Africa Sub-Sahariana e nel Sud e Sud-Est Asiatico sprecano annualmente solo tra i 6 e gli 11 kg di cibo pro-capite.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/148794/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/148794/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 22:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Il calcio professionistico europeo si mobilita per il Sahel</title>
	
	<description> Dal 30 marzo al 2 aprile l’iniziativa “Il Calcio Professionistico contro la fame” mobiliterà i tifosi in centinaia di stadi calcistici in tutta Europa in una campagna a favore della regione africana del Sahel, dove una gravissima crisi umanitaria provocata da un concatenarsi di cause quali siccità, povertà cronica, prezzi alimentari alle stelle e conflitti minaccia milioni di persone.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Bruxelles, Roma, Nyon, 28 marzo 2012 - </strong>Dal 30 marzo al 2 aprile l'iniziativa "Il Calcio Professionistico contro la fame" mobiliterà i tifosi in centinaia di stadi calcistici in tutta Europa in una campagna a favore della regione africana del Sahel, dove una gravissima crisi umanitaria provocata da un concatenarsi di cause quali siccità, povertà cronica, prezzi alimentari alle stelle e conflitti minaccia milioni di persone. <br /><br />Promossa dall'Associazione delle Leghe Europee di Calcio Professionistico (EPFL), dalla Commissione Europea e dalla FAO, dal 30 marzo prenderà il via la terza, e quest'anno più estesa, "Giornata calcistica europea contro la fame" che lancerà un appello affinché si intervenga con urgenza a favore delle popolazioni del Sahel.  Il Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, assisterà a Dortmund alla partita tra il Borussia Dortmund ed il VFB Stoccarda.<br /><br />Per la data finale del 2 aprile il messaggio e le iniziative connesse avranno raggiunto milioni di tifosi in tutta Europa, da Glasgow a Vienna, da Malaga a Novosibirsk, coinvolgendo oltre 300 club calcistici di 20 leghe europee in 16 paesi.<br /><br />"Dobbiamo intervenire adesso e aiutare queste popolazioni ad aiutare se stesse", ha dichiarato José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO.  "Allo stesso tempo dobbiamo lavorare per rafforzare la capacità di risposta delle comunità locali, per interrompere il circolo vizioso che le porta da una crisi all'altra e per evitare che siccità significhi inevitabilmente carestia".<br /><br /><strong>Il calcio megafono di sensibilizzazione<br /></strong><br />Si stima che siano circa 16 milioni le persone a rischio carestia nel Sahel, per lo più famiglie di piccoli contadini e di pastori.  L'ECHO (l'Ufficio Affari Umanitari della Commissione Europea) e la FAO stanno fornendo aiuti urgenti nella forma di cibo, programmi in denaro e distribuzione di fattori produttivi agricoli oltre ad interventi di più lungo periodo, che affrontano le cause di fondo delle crisi ricorrenti del Sahel, tesi a proteggere e rimettere in piedi i mezzi di sussistenza delle comunità.<br /><br />"Il calcio è un veicolo perfetto per mettere in luce la grave situazione che stanno vivendo le popolazioni del Sahel", ha affermato <strong>Kristalina Georgieva,</strong> Commissaria europea per la Cooperazione Internazionale, gli Aiuti Umanitari e la Risposta alle Crisi.  "Per dare una risposta adeguata a questa emergenza, è necessario che governi, donatori e agenzie lavorino insieme.  Uniti possiamo salvare vite umane".<br /><br />"Il calcio è il più grande unificatore del mondo", dice <strong>Sir David Richards</strong>, Presidente della EPFL. "Le leghe e i giocatori sono consci del potere e della popolarità del nostro sport e siamo fieri di usare questo potere per far conoscere realtà che altrimenti passerebbero sotto silenzio.  Il calcio europeo professionistico fornisce un megafono a questo messaggio affinché si riesca a mandare a queste persone l'aiuto urgente di cui hanno impellente bisogno". <br /><br />Il calciatore spagnolo e Ambasciatore di Buona Volontà della FAO <strong>Ra</strong><strong>úl Gonzáles Blanco</strong> ha affermato: "Abbiamo bisogno del sostegno pubblico per crisi di queste dimensioni.  Nessuno sa meglio dei calciatori quanto sia importante avere lo stadio dalla tua parte per vincere la partita".<br /><br /><strong>Patrick Vieira</strong>, ex star del calcio francese e anch'egli Ambasciatore di Buona Volontà della FAO, originario del Senegal - uno dei paesi colpiti dalla crisi- ha detto: "Noi siamo responsabili verso coloro che sono in difficoltà senza che ne abbiano colpa alcuna".  "Il diritto al cibo è un diritto umano fondamentale, nessuno al mondo d'oggi dovrebbe soffrire la fame".<br /><br />L'ex giocatore bulgaro e Ambasciatore di Buona Volontà della FAO, <strong>Hristo Stoichkov, </strong>che<strong> </strong>l'anno scorso ha visitato il Burkina Faso per vedere da vicino il lavoro congiunto della Commissione europea<strong> </strong>e della<strong> </strong>FAO, ha così commentato: "Ho avuto l'opportunità di toccare con mano il loro lavoro per salvare vite umane e cambiare quello che sembrava un destino segnato.  Questi progetti aiutano le persone a nutrirsi da sole e a prepararsi meglio al domani.  Credo che sia un tipo di aiuto corretto, che serve ad aiutare le persone che ne hanno più bisogno".  <br /><br />"E' una sconfitta per tutti quando qualcuno, in qualche parte del pianeta, muore di fame", ha affermato il calciatore brasiliano <strong>Roberto Carlos</strong>, giocatore e assistente allenatore nel club di serie A russo Anzhi Mahackala, che ha aggiunto: "E' ancora più triste quando sappiamo che la tragedia può essere evitata.  Uniti possiamo salvare tantissime vite nel Sahel".<br /><br />L'ex portiere della nazionale italiana e ambasciatore di questa campagna di mobilitazione per la Lega di serie A, <strong>Francesco Toldo</strong> ha sottolineato che: "La gente del Sahel deve sapere che il mondo non si è dimenticato di loro.  Questo week-end il calcio europeo esprimerà tutta la sua solidarietà nei loro confronti affinché sappiano che non sono soli".<br /><br />Un'altra star del calcio internazionale, il calciatore spagnolo <strong>Roberto Soldado,</strong> ha affermato: "Tutti insieme possiamo impedire che questa crisi diventi una catastrofe umanitaria di ampie dimensioni".<br /><br />L'ex calciatore tedesco, e attuale allenatore nella Bundesliga, <strong>Felix Magath</strong> ha affermato: "Chiederemo ai nostri tifosi di unirsi a noi nel sollecitare soccorsi urgenti a favore delle popolazioni del Sahel".<br /><br />Tra gli altri ambasciatori della campagna a favore del Sahel vi sono <strong>Herbert Prohaska</strong> (nominato dalla Österreichische Fußball Bundesliga austriaca); <strong>Steffen Freund</strong> (per la DFL Deutsche Fußball Liga GmbH tedesca); <strong>Vidar Riseth</strong> (per la Toppfotball norvegese) e <strong>Jerzy Dudek</strong> (per la Professional Football League polacca).<br /><br /><strong>Il calcio contro la fame<br /><br /></strong>La "Giornata calcistica europea contro la fame" è l'evento principale dell'iniziativa "Il Calcio Professionistico contro la f<a name="_GoBack" title="_GoBack"></a>ame", la campagna lanciata nel 2008 dalla EPFL (l'Associazione delle Leghe Europee di Calcio Professionistico), che rappresenta le 30 leghe di calcio europeo più grandi e circa 800 club.<br /><br />L'anno scorso il Dipartimento della Commissione Europea per gli aiuti umanitari e la protezione civile (ECHO) - uno dei donatori umanitari più grandi al modo - si è unito a questo partenariato e l'attenzione della campagna si è rivolta verso il lavoro che l'ECHO e la FAO svolgono per ricostituire i mezzi di sussistenza delle popolazioni colpite da disastri.<br /><br />Le emergenze hanno conseguenze devastanti sulle comunità rurali povere dei paesi in via di sviluppo, dove le persone dipendono per lo più dall'agricoltura per la propria sopravvivenza.  La FAO e l'ECHO aiutano queste comunità a rimettersi in piedi, a tornare produrre ed essere così autosufficienti e in grado di provvedere al proprio sostentamento, affrontando al tempo stesso le cause di fondo della loro vulnerabilità per incrementare la loro capacità di risposta a possibili crisi future. ]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/130844/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/130844/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 22:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>L'Expo Globale per lo Sviluppo Sud-Sud volge al termine</title>
	
	<description> L’edizione 2011 dell’Expo Globale per lo Sviluppo Sud-Sud si conclude oggi con una cerimonia alla FAO. L’Expo è un evento annuale dedicato ad illustrare esempi positivi di progetti di sviluppo gestiti da paesi del Sud, organizzata annualmente dall’Unità Speciale per la Cooperazione Sud-Sud del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) in vari luoghi nel mondo.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>9 dicembre 2011, Roma</strong> - L'edizione 2011 dell'Expo Globale per lo Sviluppo Sud-Sud si conclude oggi con una cerimonia alla FAO. L'Expo è un evento annuale dedicato ad illustrare esempi positivi di progetti di sviluppo gestiti da paesi del Sud, organizzata annualmente dall'Unità Speciale per la Cooperazione Sud-Sud del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) in vari luoghi nel mondo. </p><p><br />Ospitata dalla FAO, quest'anno l'Expo ha voluto puntare l'attenzione sulla situazione dell'insicurezza alimentare globale e guardare ad esempi di cooperazione tra paesi del Sud nella lotta alla fame e alla povertà. </p><p><br />Durante la cerimonia di chiusura di oggi (inizio ore XXX), l'UNDP premierà tre progetti che esemplificano soluzioni vincenti di cooperazione tra paesi del Sud nelle aree: collaborazione, innovazione e leadership. </p><p><br /><strong>Webcast: Cerimonia di chiusura dell'</strong><strong>Expo Globale per lo Sviluppo Sud-Sud</strong></p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 03:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Kofi Annan avverte: la fame potrebbe diventare un disastro permanente</title>
	
	<description> Kofi Annan, presidente dell’Alleanza per una Rivoluzione verde in Africa, ha avvertito oggi che l’attuale crisi alimentare in corso, con quasi un miliardo di persone che soffrono la fame, potrebbe trasformarsi in un disastro permanente, e mettere a rischio la vita di milioni di persone.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, 25 giugno 2011 - </strong>Kofi Annan, presidente dell'Alleanza per una Rivoluzione verde in Africa, ha avvertito oggi che l'attuale crisi alimentare in corso, con quasi un miliardo di persone che soffrono la fame, potrebbe trasformarsi in un disastro permanente, e mettere a rischio la vita di milioni di persone.  "Insieme al problema del cambiamento climatico, garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale a livello mondiale è la sfida del nostro tempo", ha affermato.<br /><br />Nella sua <em>Lectio magistralis</em> fatta nell'ambito delle "McDougall Memorial Lectures", nella gioornata d'apertura della 37ma Conferenza della FAO, l'ex Segretario Generale dell'ONU e Premio Nobel per la pace ha detto, "Se i paesi non riescono ad unirsi per garantire la sicurezza alimentare - il più basilare dei diritti umani - le nostre speranze per una cooperazione internazionale più ampia appaiono davvero destinate a fallire".<br /><br />Le Memorial Lectures sono in onore di Frank Lidgett McDougall, australiano di nascita, uno dei padri fondatori di quella che nel 1935 era chiamata l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura della Lega delle Nazioni.  Ogni due anni, in occasione della Conferenza biennale della FAO, una personalità di rilievo che lavora nel campo dell'agricoltura ed è impegnato sul fronte della lotta alla povertà tiene una lezione su questi problemi.<br /><br />Annan ha così proseguito: "In anni recenti, si è lentamente abbandonata l'idea di mirare ad un fine comune basato su valori condivisi.  Abbiamo assistito ad una preoccupante crescita del protezionismo, alla messa al bando unilaterale delle esportazioni, agli accaparramenti delle terre e ad accordi esclusivi che soddisfano solo le esigenze dei ricchi ma non dei poveri".<br /><br /><strong>Il ruolo di leadership della FAO<br /><br /></strong>Secondo Annan la FAO deve prendere l'iniziativa affinchè vi sia maggiore trasparenza sugli stock alimentari mondiali, e cosi far diminuire speculazione e volatilità dei mercati, raccogliendo più precise informazioni, e rendendole accessibili, sulla quantità e sulla qualità di questi stock.<br /><br />La settimana scorsa la FAO ha avvertito che secondo le proiezioni i prezzi continueranno a salire per il prossimo decennio, con grave minaccia per la sicurezza alimentare di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo, e perfino per settori di quelli sviluppati. <br /><br />La produzione mondiale dovrà aumentare del 70 per cento entro il 2050, quando si prevede che la popolazione mondiale raggiungerà i 9,2 miliardi di persone dagli attuali 6,9.<br /><br /><strong>L'accaparramento delle terre<br /><br /></strong>Nella sua lezione, Annan ha attaccato l'accaparramento delle terre, il fenomeno recente di acquisto o di affitto da parte di paesi sviluppati di terre coltivabili in paesi in via di sviluppo, al fine di incrementare la propria sicurezza alimentare.<br /><br />"È molto inquietante quello che è emerso da un recente rapporto: nel 2009 in Africa è stata acquistata, con fondi speculativi o di altra natura, un'estensione di terra pari all'intera Francia".<br /><br />"Non è giusto né sostenibile che venga rubata in questo modo terra coltivabile alle comunità, né che si esporti cibo prodotto in paesi dove si muore di fame  La gente locale non lo sopporterà, e non dovremmo sopportarlo neanche noi". <br /><br />Annan ha tuttavia fatto notare che le aziende agricole su ampia scala potrebbero avere un ruolo positivo ma solo se integrano le loro attività all'interno delle comunità, fungendo da perno per connettere i piccoli coltivatori alla filiera - mercati, supermercati e industrie agro-alimentari.<br /><br /><strong>Promuovere la ricerca<br /></strong><br />L'ex Segretario Generale dell'ONU ha auspicato una maggiore ricerca sui possibili benefici ed effetti che la produzione di biocarburanti possono avere sulla sicurezza alimentare dei piccoli coltivatori.<br /><br />"Perfino con l'attuale livello di terre coltivate, se raddoppiassero le rese, l'Africa diventerebbe una regione con grandi eccedenze alimentari", ha aggiunto.<br /><br />Annan ha sollecitato norme commerciali più eque, facendo notare che i paesi OCSE spendono oltre 385 miliardi di dollari per sussidi a sostegno dei propri agricoltori.<br /><br />"Questo ammontare è secondo Oxfam circa 80 volte più del denaro che viene speso negli aiuti allo sviluppo per l'agricoltura - una somma che è calata di oltre il 70 per cento in termini reali negli ultimi due decenni".]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/80740/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/80740/icode/</guid>
	<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 09:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Giornata del calcio europeo contro la fame</title>
	
	<description> 16 leghe di calcio europee dedicheranno un weekend di partite alla lotta contro fame e povertà, dando la solidarietà del mondo del calcio all’iniziativa “Giornata calcistica europea contro la fame” (22-24 ottobre) promossa dalla FAO e della Lega europea calcio professionista (EPFL).</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>Roma, 20 ottobre 2010 - </strong>16 leghe di calcio europee dedicheranno un weekend di partite alla lotta contro fame e povertà, dando la solidarietà del mondo del calcio all'iniziativa "Giornata calcistica europea contro la fame" (22-24 ottobre) promossa dalla FAO e della Lega europea calcio professionista (EPFL).</p><br /><p>Le leghe inviteranno i tifosi a firmare la petizione online (<a href="file:///C:/Users/deLapuerta/AppData/Local/Microsoft/Windows/Temporary%20Internet%20Files/Northoff/Local%20Settings/AppData/Local/Microsoft/Windows/Temporary%20Internet%20Files/Content.Outlook/LNUP3Q56/www.1billionhungry.org">www.1billionhungry.org</a> e sul sito della FAO <a href="http://www.fao.org/">www.fao.org</a>) che chiede ai governanti di tutto il modo di fare dell'eliminazione della fame la loro priorità. </p><br /><p>Il progetto 1billionhungry è un'estesa campagna di sensibilizzazione promossa dalla FAO.  Dal suo lancio, lo scorso maggio, la petizione è stata già firmata da oltre 1 milione e 600 mila persone.  " Questo dato testimonia che in tutto il mondo la gente ha molto a cuore le sorti di tutti coloro che soffrono la fame cronica", ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf.   " Tutte queste persone chiedono con forza ai governi di intervenire in modo più deciso contro fame e povertà estrema". </p><br /><p>Il Presidente delle Leghe europee calcio professionistico<strong>, </strong>Emanuel Macedo de Medeiros, si è detto "orgoglioso" dell'impegno delle Leghe nell'organizzare, per il secondo anno consecutivo, questa Giornata calcistica contro la fame.  "La EPFL è schierata a fianco della FAO, in prima linea nella lotta per il più basilare dei diritti umani: il diritto al cibo.  Questo è il dovere morale della nostra generazione".</p><br /><p>"Il calcio può svolgere un ruolo molto importante nel tenere viva l'attenzione sul problema della fame" , ha affermato Frank Rutten, Presidente della Lega olandese di serie A (<em>Eredivisie)</em>.  "Nonostante vi siano quasi un miliardo di persone che nel mondo soffrono di fame cronica, il problema spesso sembra dimenticato.  La <em>Eredivisie</em> sostiene questa giornata e lavora insieme ai colleghi europei usando il potere universale del calcio per sensibilizzare e fare passi avanti verso la sua risoluzione". </p><br /><p><strong>Un fischietto giallo in tutti gli stadi d'Europa</strong></p><br /><p>Alla Giornata calcistica europea contro la fame organizzata da EPFL e FAO parteciperanno 16 leghe nazionali, 314 club professionisti che giocheranno in 157 stadi europei.  Milioni di tifosi vedranno giocatori, allenatori ed arbitri che armati di fischietti gialli - il simbolo della campagna - " fischieranno" per dire che è venuto il momento di dire basta alle sofferenze causate dalla fame cronica.  Il suono del fischietto giallo sarà sentito da Lisbona a Novosibirsk, in Siberia, da Glasgow a Palermo.</p><br /><p>" Il calcio ha una grande responsabilità sociale che noi prendiamo molto seriamente", ha dichiarato il Presidente della Bundesliga tedesca, Tom Bender.  "Questo weekend, con uno spirito unitario, tutte le più importanti Leghe europee, utilizzeranno la loro presenza mediatica collettiva per fare pressione nella battaglia contro la fame".</p><br /><p>Ogni lega nazionale ed ogni club parteciperà all'evento con iniziative diverse.  In Spagna tutti i giocatori, tra cui il campione uruguayano vincitore del pallone d'oro Diego Forlan, lo spagnolo Iker Casillas e l'argentino Lionel Messi, entreranno nello stadio con indosso la T-shirt di 1billionhungry e con il fischietto giallo.  </p><br /><p>In Italia, capitani ed arbitri avranno al collo il fischietto giallo.  Moltissimi giocatori hanno assicurato il loro appoggio come Luca Toni e l'ex campione della Roma Bruno Conti che hanno sostenuto la campagna sin dal suo avvio. </p><br /><p>In Russia i giocatori entreranno in campo indossando le magliette di 1billionhungry e con i fischietti gialli al collo.  In alcune partite in Olanda, come pure nella partita del Bayern Monaco contro l'Amburgo in Germania, tutti i giocatori metteranno la loro firma sul pallone e l'arbitro fischierà con un fischietto giallo sia il calcio d'inizio che l'intera partita.</p><br /><p><strong>"Sul campo" contro la fame</strong></p><br /><p>Alcuni giocatori sono andati di persona a vedere cosa significa soffrire la fame.  "Ho avuto l'opportunità di visitare alcuni progetti della FAO in Africa", ha dichiarato il campione spagnolo Raúl González Ambasciatore di buona volontà della FAO, e giocatore della squadra tedesca Schalke 04.  " Ho visto che per risolvere il problema della fame esistono soluzioni concrete.  E' totalmente inaccettabile che ogni 6 secondi muoia un bambino per problemi legati alla sottonutrizione".   </p><br /><p>Gli ha fatto eco Hansi Mueller, ambasciatore della Bundesliga, che ha affermato:  "Nel corso della visita sul campo ad un progetto della FAO in Egitto, ho potuto constatare con i miei occhi le terribili condizioni di centinaia di bambini che soffrono la fame.  Il calcio ha il potere di mobilitare e sensibilizzare l'opinione pubblica .  E' nostro dovere come personalità pubbliche di sostenere cause sociali come questa".</p><br /><p>Nel comunicato della EPFL che annuncia l'iniziativa si dice che la lotta contro la fame è un " dovere morale di questa generazione" e "la sfida della nostra civiltà".  "La Giornata calcistica europea contro la fame è stata organizzata affinché in ogni stadio d'Europa tutte le Leghe della EPFL, tutti i club, giocatori e tifosi possono dare un messaggio comune.  e' il messaggio che usando il potere del calcio fa appello alle nazioni, ai leader mondiali ed a tutte le persone di buona volontà di unire gli sforzi, mobilitare risorse ed aiutare a vincere questa battaglia per il più basilare e fondamentale diritto umano: il diritto al cibo ed alla dignità umana"</p><br /><p>Nel comunicato si esorta tutti a firmare la petizione di 1billionhungry.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/46695/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/46695/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 22:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>I contadini pakistani hanno bisogno urgente di grano per la semina</title>
	
	<description> In Pakistan la semina del grano avviene normalmente tra settembre e novembre. Quest’anno oltre mezzo milione di tonnellate di sementi di grano sono andate distrutte con le alluvioni che hanno colpito una superficie pari a mezza Italia. Se non si provvede a garantire il prossimo raccolto di grano, la sicurezza alimentare di milioni di persone sarà messa a rischio.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>1 settembre 2010, Roma/Islamabad</strong>- La FAO oggi ha lanciato un appello per maggiori fondi internazionali al fine di salvare la prossima stagione della semina del grano in Pakistan, dove le alluvioni che hanno colpito una superficie pari a mezza Italia hanno distrutto gran parte degli stock di sementi di grano dei contadini nel paese.<br /><br />La semina del grano, l'alimento base della popolazione rurale povera in Pakistan, avviene normalmente tra settembre e novembre. Quest'anno oltre mezzo milione di tonnellate di sementi di grano sono andate distrutte con le alluvioni. <br /><br />Inoltre, nelle zone colpite dalle alluvioni la popolazione sta utilizzando gli stock di sementi di grano che si sono salvati per nutrire le proprie famiglie e gli sfollati cui offrono riparo.<br /><br />"Se i contadini non trovano le sementi da piantare entro poche settimane dovranno rinunciare alla semina del grano per l'intero anno", afferma Daniele Donati, Direttore del Servizio FAO per le Operazioni d'Emergenza in Asia, Vicino Oriente, Europa e per le Emergenze Speciali. "La sola assistenza alimentare non sarà sufficiente. Se non si provvede a garantire il prossimo raccolto di grano, la sicurezza alimentare di milioni di persone sarà messa a rischio."  <br /><br />Il pane non lievitato a base di grano, come il <em>chapati</em>, è l'alimento principale delle popolazioni rurali povere in Pakistan.<br /><br /><strong>C'è ancora terra per la semina <br /><br /></strong>I coltivatori di grano in Pakistan stavano preparando le terre per la semina quando sono cominciate le alluvioni. In alcune aree lo strato superficiale del terreno, quello più fertile, è stato spazzato via, rendendo impossibile la semina. In altre aree, la terra è ancora sommersa dall'acqua o coperta dal fango e deve essere ripulita. Comunque, non è dappertutto così. <br /><br />"In molte aree sarà possibile procedere alla semina non appena l'acqua si sarà ritirata. La FAO e i suoi partner operanti nel settore agricolo sono in grado di fornire il grano per la semina in queste aree, se riusciamo a reperire i fondi necessari. Ma tale possibilità va man mano riducendosi con l'avvicinarsi della fine della stagione della semina a metà novembre", conclude Donati. <br /><br />La FAO è finora riuscita a fornire sementi a circa 200.000 famiglie di contadini. Se ulteriori fondi vengono stanziati entro breve, la FAO sarà in grado di garantire sementi ad altre 200.000 famiglie.  <br /><br />Le prime stime dicono che ben 3,6 milioni di ettari di coltivazioni di mais, riso, canna da zucchero e cotone sono stati distrutti dalle alluvioni che hanno provocato milioni di sfollati.  <br /><br /><strong>Il mangime per gli animali<br /><br /></strong>Si stima inoltre che 1,2 milioni di capi di bestiame e 6 milioni di capi di pollame siano andati persi con l'alluvione. Si prevede che oltre un milione tra bufali, bovini, pecore e capre delle aree alluvionate non potrà essere nutrito se non si fornisce loro urgentemente il mangime necessario.<br /><br />Gli animali hanno inoltre bisogno di immediati vaccini contro malattie quali l'afta epizootica e la peste dei piccoli ruminanti - con lo spostamento di migliaia di persone e di capi di bestiame in fuga dalle aree alluvionate il rischio di diffusione delle malattie animali è enorme.<br /><br />La FAO e i suoi partner sono attualmente impegnati a fornire mangime e vaccini ad oltre 40.000 proprietari di bestiame. Con ulteriori fondi a disposizione, la FAO potrebbe garantire ad altri 85.000 allevatori il mangime e le cure veterinarie per gli animali.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/45037/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/45037/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 22:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>La FAO lancia un sistema di monitoraggio degli incendi sviluppato dalla NASA</title>
	
	<description> La FAO ha lanciato oggi un nuovo portale web per l'informazione e il monitoraggio in tempo reale degli incendi, al fine di aiutare i paesi a controllare efficacemente i roghi e a salvaguardare proprietà e risorse naturali. Il nuovo Sistema Globale di Gestione dell'Informazione sugli Incendi (GFIMS) individua i focolai di incendio mediante i satelliti controllati dall'Amministrazione Nazionale dell'Aereonautica e dello Spazio (NASA).</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, </strong><strong>11 agosto 2010 </strong>- La FAO ha lanciato oggi un nuovo portale web per l'informazione e il monitoraggio in tempo reale degli incendi, al fine di aiutare i paesi a controllare efficacemente i roghi e a salvaguardare proprietà e risorse naturali. Il nuovo Sistema Globale di Gestione dell'Informazione sugli Incendi (GFIMS) individua i focolai di incendio mediante i satelliti controllati dall'Amministrazione Nazionale dell'Aereonautica e dello Spazio (NASA).<br /><br />Sviluppato in collaborazione con l'Università del Maryland, il GFIMS provvede una mappa-interfaccia web che visualizza i focolai di incendio in tempo "quasi-reale", ossia con un ritardo di circa 2,5 ore tra il momento in cui il satellite registra il dato e quello in cui il dato diventa disponibile. Il nuovo sistema consente agli utenti di ricevere anche delle e-mail di allerta su specifiche aree di interesse, permettendo loro così di reagire prontamente.<br /><br />"Il GFIMS è stato lanciato in un momento in cui l'incidenza degli incendi di grosse proporzioni tende ad aumentare" afferma Pieter van Lierop, esperto forestale responsabile delle attività di gestione degli incendi della FAO. "Il controllo di tali incendi è divenuta una questione di estrema importanza, non solo per via del crescente numero di vittime e dell'enorme quantità di aree incendiate, ma anche per le sue relazioni con temi di interesse globale, come ad esempio il cambiamento climatico."<br /><br />Solo in Russia quest'anno, a causa di un'ondata di caldo senza precedenti con temperature che hanno raggiunto i 40°C e venti che hanno toccato i 20 metri al secondo, l'estensione totale delle aree incendiate ha superato i 14 milioni di ettari, secondo i dati forniti dal <em>Sukachev Institute for Forest</em> della città di Krasnoyarsk. Gli incendi boschivi in Russia hanno già fatto 50 vittime quest'estate.  <br /><br />A livello globale, si stima che gli incendi boschivi colpiscano approssimativamente 350 milioni di ettari di terra ogni anno - circa metà dei quali in Africa. Nella regione del Mediterraneo, vengono distrutti dagli incendi boschivi tra i 700 000 e il milione di ettari ogni anno.<strong><br /><br />Facile da usare</strong><br /><br />Ancora fino a poco tempo fa, gli addetti alla gestione delle risorse naturali fronteggiavano notevoli difficoltà nell'ottenere per tempo le informazioni fornite dai satelliti sugli incendi boschivi.<br /><br />"Le informazioni erano molto frammentate perché raccolte da varie fonti, il che le rendeva inadatte ad analisi più precise e ad individuare eventuali trend" - afferma John Latham, esperto ambientale del Dipartimento per la  Gestione delle Risorse Naturali e l'Ambiente della FAO. - "Il GFIMS è un sistema integrato di informazione sugli incendi che mette a disposizione degli utenti i dati essenziali sugli incendi mentre questi sono ancora in atto".<br /><br />Il GFIMS consente agli utenti di scaricare i dati relativi agli incendi su file di piccola dimensioni e in formati facili da usare, come i file di testo, gli shapefile ESRI, i Web Map Services, i file Google Earth/KML, e i plug-in per il NASA World Wind.<br /><br />"Il GFIMS ha anche stimolato un forte interesse di ricerca", ha aggiunto Latham. "Collegare il sistema alla copertura terrestre ci permette di individuare i focolai di incendio. Il GFIMS per ora fornisce analisi sui trend della frequenza degli incendi per anno e per mese, e in futuro fornirà anche informazioni sull'estensione delle aree incendiate per tipo di vegetazione. Ciò porterà ad miglioramento dei dati analitici e ad una tempestiva capacità di risposta."<br /> <br />Il sistema può essere usato dagli operatori forestali e dai vigili del fuoco, così come dalle varie agenzie impegnate nel monitoraggio delle risorse agricole e naturali. L'abbonamento è gratuito. Il sistema richiede solo l'indirizzo e-mail dell'utente. Il GFIMS è stato inizialmente lanciato in tre lingue - Inglese, Francese e Spagnolo. Il sistema di monitoraggio è tenuto presso il Dipartimento per la Gestione della Risorse Naturali e l'Ambiente (NR) della FAO.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/44638/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/44638/icode/</guid>
	<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 07:00:00 GMT</pubDate>
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<item>
	<title>Avviate le attività per la ripresa di Haiti</title>
	
	<description> La FAO ha avviato un programma d’emergenza a sostegno di 600 persone, per sgomberare velocemente dalle macerie i canali d’irrigazione nell’area dell’epicentro del sisma del 12 gennaio e salvare così la produzione di fagioli e di mais.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>Port-au-Prince, 8 febbraio 2010 - </strong>La FAO ha avviato un programma d'emergenza a sostegno di 600 persone, per sgomberare velocemente dalle macerie i canali d'irrigazione nell'area dell'epicentro del sisma e salvare così la produzione di fagioli e di mais.<br /><br />L'agenzia ONU offre  a ciascun lavoratore una piccola retribuzione e 600 attrezzi manuali, che rimarranno di proprietà delle organizzazioni di contadini delle zone rurali vicino la città di Leogane.<br /><br />Una prima valutazione dei danni fatta dalla FAO nella zona agricola  intorno alla città di Leogane - che è stata quasi completamente distrutta - aveva evidenziato che i detriti del terremoto ed i successivi smottamenti del terreno hanno bloccato i canali con grave rischio per le colture a poche settimane dal raccolto. Da una successiva valutazione è emerso che in alcune zone vi sono stati danni sostanziali a vitali infrastrutture quali canali e strade.  Si stima che circa l'80 per cento degli edifici di Leogane siano andati distrutti.  <br /><br />"Per i contadini della zona di Legane il terremoto non poteva arrivare in un momento peggiore", ha dichiarato Alexander Jones, coordinatore FAO dell'emergenza ad Haiti.  I danni alle infrastrutture per l'irrigazione rischiano di compromettere i raccolti in corso, mentre l'interruzione nella fornitura di sementi e fertilizzanti può fortemente limitare la semina della principale stagione agricola primaverile".<br /><br />All'incirca 40 gruppi, di una quindicina di persone ciascuno, hanno iniziato a lavorare in tre aree.  La FAO ha anche fornito sostegno finanziario, assistenza tecnica e mobilitato una scavatrice dell'esercito canadese per i lavori più grossi, che non possono essere svolti senza l'ausilio delle macchine.  Questa attività dovrebbe andare avanti per circa una settimana.<br /><br />Il settore agricolo di Haiti è stato colpito anche dal crollo parziale del bell'edificio che ospitava il Ministero dell'Agricoltura a Port-au-Prince come pure dalle distruzioni di laboratori e strutture per l'immagazzinamento, che hanno causato vittime e feriti gravi.<br /><br />A partire dal 15 febbraio un piccolo gruppo di esperti FAO sarà sul campo per redigere una valutazione completa ed accurata dei danni, di ciò che occorre per la ricostruzione, e dei programmi per l'agricoltura e per la sicurezza alimentare, che confluirà nel più ampio processo di Valutazione post-disastro delle necessità.<br /><br />Come priorità la FAO è impegnata per assicurare sostegno finanziario e mettere in grado i contadini poveri di Haiti di fare la semina della stagione primaverile, che rappresenta il 60 per cento della produzione nazionale.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/39943/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/39943/icode/</guid>
	<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>L’Arabia Saudita finanzia il Vertice Mondiale della FAO sulla Sicurezza Alimentare</title>
	
	<description> L'Arabia Saudita ha deciso di sostenere i costi, stimati intorno ai 2,5 milioni di dollari, del prossimo Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare che si terrà presso il la sede della FAO a Roma dal 16 al 18 Novembre, ha annunciato oggi la FAO.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>30  luglio 2009, Roma</strong> - L'Arabia Saudita ha deciso di sostenere i costi, stimati intorno ai 2,5 milioni di dollari, del prossimo Vertice Mondiale sulla Sicurezza Alimentare che si terrà presso la sede della FAO a Roma dal 16 al 18 Novembre, ha annunciato oggi la FAO. <br /><br />Il Vertice è stato indetto dalla FAO per tentare di invertire il trend calante degli investimenti nel settore agricolo e tornare al livello del 1980, ossia al 17% dell'Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), con il particolare obiettivo di sradicare la fame, che ormai colpisce oltre un miliardo di persone nel mondo, e di raddoppiare la produzione alimentare per una popolazione mondiale che è prevista raggiungere i nove miliardi di persone nel 2050. Parteciperanno al Vertice i Capi di Stato e di Governo dei Paesi Membri della FAO e l'ONU. <br /><br />"Sono veramente grato a Re Abdullah, Custode delle Due Sacre Moschee (Medina e La Mecca, ndr), per la sua offerta generosa di finanziare questo importante incontro," ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. "Vi sono oltre un miliardo di persone che soffrono la fame nel mondo, e l'Arabia Saudita continua ad essere in prima linea nella lotta contro la fame e la povertà."<br /><br />L'offerta è stata fatta in occasione della visita di Diouf al Regno dell'Arabia Saudita, svoltasi dal 17 al 20 Luglio scorso. Il Direttore Generale ha anche incontrato il Ministro dell'Agricoltura Fahd Bin Abdulrahman Bin Sulaiman Balghunaim, nonché Ahmed Mohamed Ali Al Madani e Birama Boubacar Sidibé, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente della Banca Islamica di Sviluppo.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 22:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Aiutare la ricostruzione in Myanmar dopo il Ciclone Nargis</title>
	
	<description> E' stato firmato un programma triennale della FAO, finanziato dal governo italiano, volto a garantire la sicurezza alimentare di lungo periodo di 32 000 famiglie di pescatori e contadini poveri in Myanmar. Il programma servirà ad assistere il Myanmar a sviluppare attività di pesca sostenibile su piccola scala e strutture per l'acqualcultura negli ecosistemi costieri di mangrovie, così come a migliorare la produzione di riso.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>28 maggio 2009, Roma</strong> - E' stato firmato un programma triennale della FAO, finanziato dal governo italiano, volto a garantire la sicurezza alimentare di lungo periodo di 32 000 famiglie di pescatori e contadini poveri in Myanmar, ha comunicato oggi la FAO.<br /><br />Il programma servirà ad assistere il Myanmar a sviluppare attività di pesca sostenibile su piccola scala e strutture per l'acquacultura negli ecosistemi costieri di mangrovie, così come a migliorare la produzione di riso. Molti dei beneficiari saranno le vittime del devastante ciclone Nargis che l'anno scorso ha ucciso circa 150 000 persone.<br /><br />"Nel complesso, le condizioni di sopravvivenza di oltre 32 000 famiglie verranno migliorate grazie a questi tre progetti", dice Shin Imao, Rappresentante della FAO in Myanmar.<br /><br />"Queste famiglie si aggiungeranno agli oltre 112 000 famiglie che la FAO ha assistito tra giugno 2008 e maggio 2009, come parte del suo programma di assistenza di 17 milioni di dollari per il ciclone Nargis, e alle centinaia di migliaia di altre famiglie in varie parti del Myanmar con cui la FAO sta lavorando e ha lavorato durante questi trent'anni di attività nel paese."<br /><br />Secondo Giuseppe Cinti, Ambasciatore italiano in Myanmar, l'Italia ha già contribuito con 8 milioni di dollari agli sforzi di ricostruzione in Myanmar, di cui 6 milioni a finanziamento dei progetti gestiti dalla FAO. "Il nuovo programma - afferma Cinti - verrà attuato con lo scopo di dare alla gente in Myanmar gli strumenti per la loro autosufficienza".<br /><br />Nell'ambito di questi tre progetti, i piccoli contadini e pescatori verranno aiutati a migliorare la produzione tramite l'introduzione di tecnologie moderne. Inoltre, nuovi posti di lavoro e migliori redditi dovrebbero essere ottenuti tramite l'aumento della disponibilità di sementi di qualità, una gestione dell'acqua a livello locale e la ricostituzione degli ecosistemi.<br /><br />L'accordo è stato firmato durante una cerimonia svoltasi a Yangon lo scorso fine settimana, cui hanno partecipato Htay Oo, Ministro dell'Agricoltura e dell'Irrigazione del Myanmar, e Giuseppe Cinti, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario dell'Italia in Myanmar.<br /><br />Il Ministro ha lodato la FAO per il ruolo svolto nel coordinare le attività di molti partners nella ricostruzione delle infrastrutture agricole nel periodo successivo al ciclone Nagis, che hanno contribuito allo sviluppo del programma di transizione finanziato dall'Italia.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/20086/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/20086/icode/</guid>
	<pubDate>Wed, 27 May 2009 22:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Aiutare i migranti a investire nei paesi di origine</title>
	
	<description> Promuovere e favorire gli investimenti dei migranti nello sviluppo agricolo dei loro paesi di origine, questo è lo scopo di un nuovo accordo siglato oggi tra FAO e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>27 marzo 2009, Roma </strong> - Promuovere e favorire gli investimenti dei migranti nello sviluppo agricolo dei loro paesi di origine, questo è lo scopo di un nuovo accordo siglato tra la FAO e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). <br /><br />Il Direttore Generale Aggiunto della FAO Jim Butler e la Vice Direttrice Generale dell’OIM Ndioro Ndiaye hanno firmato oggi un Memorandum d’Intesa. E’ l’inizio di  una collaborazione che vuole favorire la nascita di progetti agricoli direttamente avviati da comunità di migranti residenti in Europa e in altre regioni dell’area OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). <br /><br />L’accordo prevede che FAO e OIM lavorino insieme per promuovere progetti di sviluppo proposti da migranti e focalizzati su Africa, Asia, America Latina e Medio Oriente.L’intento è quello di avviare collaborazioni con governi e autorità locali di paesi sviluppati e di paesi in via di sviluppo e di riuscire a mobilitare risorse umane, finanziarie e professionali di enti governativi, associazioni di migranti, ONG e settore privato. <br /><br />L’accordo, firmato presso la Sede della FAO, riflette il crescente riconoscimento internazionale del ruolo chiave che i migranti svolgono nei paesi di origine, grazie al loro contributo finanziario e alle loro competenze professionali.  <br /><strong><br />Rimesse e competenze professionali<br /></strong><br />Secondo i dati forniti dalla Banca Mondiale, nel 2008 le rimesse inviate dai migranti nei paesi in via di sviluppo hanno raggiunto i 283 miliardi di dollari, una somma superiore a quella disponibile tramite l’aiuto pubblico allo sviluppo o gli investimenti esteri diretti. <br /><br />Oltre a incoraggiare investimenti produttivi in attività agricole, FAO e OIM si sono accordate per fornire assistenza tecnica ai migranti che intendono formulare progetti imprenditoriali nel settore agricolo e della trasformazione dei prodotti agricoli, attraverso i quali poter generare reddito e creare posti di lavori presso le loro comunità di origine. <br /><strong><br />Co-sviluppo<br /></strong><br />Al centro dell’intesa tra le due organizzazioni vi è il concetto di co-sviluppo, un percorso a due direzioni grazie al quale i migranti possono utilizzare le loro competenze professionali e risorse finanziarie per promuovere lo sviluppo dei paesi di origine, facilitando al contempo il loro stesso processo di integrazione nei paesi di accoglienza. <br /><br />La FAO, attraverso il Programma di Cooperazione Decentralizzata (DCP) lanciato nel 2002, ha promosso e avviato negoziati per 28 accordi con Regioni e altre autorità locali in Italia, Francia Spagna e Belgio orientati a favorire lo sviluppo di progetti rivolti ad alcuni paesi target. <br /><br />Dal 2001 l’OIM ha lanciato il Programma MIDA (Migration for Development in Africa) che ha promosso e sostenuto migranti africani residenti in Italia e le loro comunità di accoglienza nella realizzazione di investimenti produttivi nei paesi di origine.  ]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/10899/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/10899/icode/</guid>
	<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 00:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Una poesia per la Foresta Amazzonica</title>
	
	<description> Fino al 10 marzo 2009, inviando un SMS con una poesia dedicata alla Foresta Amazzonica, della lunghezza massima di 800 caratteri, sarà possibile non solo esprimere la propria creatività, ma contribuire a salvaguardare la Foresta Amazzonica.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>Roma, 10 febbraio 2009 - </strong>Il patrimonio naturale amazzonico continua ad essere minacciato dalla deforestazione su larga scala che rischia di distruggere il più grande polmone naturale del pianeta.<br /><br />Per aiutare a salvare la Foresta Amazzonica, l'Accademia Mondiale della Poesia in collaborazione con FAO, Vodafone, Accademia Kronos Onlus e TAM Airlines ha indetto un concorso di poesie via SMS.<br /><br />A partire dal 1 febbraio e fino al 10 marzo 2009, inviando un SMS con una poesia dedicata alla Foresta Amazzonica al numero 340 4399777 - della lunghezza massima di 800 caratteri spazi inclusi - inserendo all'inizio nome ed età separati da uno spazio, è possibile esprimere la propria creatività e nel contempo contribuire a salvaguardare la Foresta Amazzonica. <br /><br />La premiazione dei vincitori avverrà il 21 marzo, a Verona, nell'ambito della Giornata Mondiale della Poesia.<br /><br />Il primo premio sarà un viaggio per il Brasile, organizzato in collaborazione con la FAO, il Servizio Forestale Brasiliano e Tam Airlines. Il secondo premio, offerto dall'Accademia Kronos ONLUS, sarà una scultura raffigurante un albero, opera di un noto artista, il terzo un cellulare offerto da Vodafone.<br /><br />Le poesie saranno pubblicate sul sito: <a href="http://cis.laser-group.com/giornatapoesiasms">http://cis.laser-group.com/giornatapoesiasms</a>. Anche il pubblico potrà esprimere il proprio parere votando la poesia ritenuta migliore, inviando al numero 3404399777 il testo "VOTO" seguito dal numero della poesia scelta, visibile sul sito internet.<br /><br />La Giuria del concorso è formata da importanti personalità del mondo culturale: due candidati per il Premio Nobel della Letteratura, la poetessa dell'Amazzonia Marcia Theophilo e il poeta italiano Andrea Zanzotto; il noto giornalista e conduttore televisivo Osvaldo Bevilacqua; Alberto Del Lungo, esperto forestale, del Dipartimento Foreste della FAO; Ennio La Malfa, Presidente di Accademia Kronos ONLUS; Renato Minore, poeta, docente della Luiss e critico letterario de "Il Messaggero"; Marina Pallotta, Presidente del Premio Fregene; Riccardo Valentini, Direttore del Dipartimento di Ecologia Forestale dell'Università della Tuscia (Viterbo).</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/10106/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/10106/icode/</guid>
	<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Il Calcio professionista visita i progetti TeleFood</title>
	
	<description> Una delegazione ad alto livello di dirigenti e di famosi ex-giocatori del calcio europeo il 14 gennaio saranno al Cairo per visitare alcuni progetti TeleFood. Questa è la prima iniziativa organizzata nell'ambito della campagna di sensibilizzazione contro la fame e di raccolta fondi lanciata dall'Associazione delle Leghe Europee di calcio professionista (EPFL) lo scorso ottobre.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Cairo/Roma, 13 gennaio 2009 - </strong>Una delegazione ad alto livello di dirigenti e di famosi ex-giocatori del calcio europeo il 14 gennaio saranno al Cairo per visitare alcuni progetti TeleFood.  <br /><br />La visita è la prima iniziativa concreta organizzata nell'ambito della campagna di sensibilizzazione contro la fame e di raccolta fondi lanciata dall'Associazione delle Leghe Europee di calcio professionista (EPFL) lo scorso ottobre presso la sede della FAO.  <br /><br />L'evento ha l'alto patrocinio della First Lady egiziana Signora Suzanne Mubarak, che lo scorso ottobre è stata nominata Madrina d'onore delle attività e dei Programmi della FAO.<br /><br />La delegazione di dirigenti e di stelle del calcio europeo visiteranno progetti che mirano a migliorare la nutrizione e le condizioni di vita di donne e bambini, ed insegnano tecniche di coltivazione sostenibile che non implichi l'impiego di pesticidi.<br /><br />Tra gli altri faranno parte della delegazione Paolo Rossi, della Lega calcio italiana, Hans-Peter Müller della Bundesliga tedesca, e Manuel José della lega portoghese, attuale allenatore del club egiziano Al-Ahly e quattro volte campione della Lega dei Campioni africana.<br /><br />Tra i dirigenti vi saranno l'amministratore delegato della EPFL, Emanuel Macedo de Medeiros, il Presidente della Lega spagnola e membro del consiglio della EPL, José Luis Astiazarán, ed il Responsabile marketing della lega calcio tedesca, Thomas Bender.<br /><br />"Un sesto della popolazione mondiale soffre la fame e lotta drammaticamente per avere un pasto.  Occorre agire, non servono le solite parole di circostanza.  Mai come adesso è necessario intervenire subito", ha detto Medeiros.  Questo è il motivo per cui ci siamo uniti alla FAO per essere in prima linea contro la fame.  Una lotta affinché ogni individuo abbia diritto al cibo ed alla dignità".<br /><br />Il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf ha ringraziato la EPFL per aver dato tutta la forza del proprio sostegno a favore di questa campagna proprio in un momento in cui il numero delle persone che soffrono la fame è salito a 963 milioni ed in un momento di grave crisi economica a livello mondiale.<br /><br />"La FAO apprezza il potere dello sport, e del calcio in particolare, per riuscire a sensibilizzare e mobilitare la volontà politica e le risorse finanziarie necessarie per sconfiggere la fame", ha detto Diouf.<br /><br />Il lancio della campagna "Il calcio professionista contro la fame" lo scorso ottobre ha segnato un momento importante del coinvolgimento del calcio per un mondo libero dalla fame.  La campagna coinvolge 28 leghe che fanno parte dell'EPFL e nell'insieme circa 960 club calcistici europei.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 00:00:00 GMT</pubDate>
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<item>
	<title>L’Africa potrebbe contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra</title>
	
	<description> Sebbene l’Africa contribuisca in misura rilevante alle emissioni globali di gas serra generato da fonti diverse dai combustibili fossili, essa potrebbe assorbire dall’atmosfera più carbonio di quanto non ne rilasci, secondo quanto affermato da CarboAfrica, un progetto di ricerca internazionale promosso da 15 istituzioni in Africa e in Europa, tra cui la FAO.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<p><strong>25 novembre 2008, Roma/Accra</strong> - Sebbene l'Africa contribuisca in misura rilevante alle emissioni globali di gas serra (GHG, <em>global greenhouse gas</em>) generato da fonti diverse dai combustibili fossili, essa potrebbe assorbire dall'atmosfera più carbonio di quanto non ne rilasci, secondo quanto affermato da <em>CarboAfrica</em>, un progetto di ricerca internazionale promosso da 15 istituzioni in Africa e in Europa, tra cui la FAO.<br /><br />Ricerche condotte da <em>CarboAfrica</em> sugli incendi nel Kruger Park in Sud Africa, sui flussi di diossido di carbonio nelle foreste pluviali del Ghana e sui modelli meteorologici in Sudan, indicano che l'Africa, mentre pesa in modo esiguo sulle emissioni globali di gas serra generate da combustibili fossili - meno del 4% sul totale mondiale - contribuisce invece in misura sostanziale a quelle di gas serra proveniente da fonti naturali, afferma la FAO. <br /><br />Nel continente africano deforestazioni ed incendi contribuiscono rispettivamente al 17% e al 40% delle emissioni globali totali, oltre ad influenzare notevolmente le variazioni stagionali ed annuali di anidride carbonica nell'atmosfera (contando per circa il 50% di esse).<br /><br />"Questi primi risultati dimostrano che l'Africa svolge un ruolo chiave nel sistema climatico globale" afferma il Professore Riccardo Valentini dell'Università della Tuscia (Italia), coordinatore di <em>CarboAfrica</em>, progetto iniziato nel 2006 grazie al fondo di 2,8 milioni di euro stanziato dal Dipartimento per la Ricerca della Commissione Europea.   <br /><br /><strong>Ciò che conta è il ‘ciclo del carbonio'<br /><br /></strong>Ma ciò che più conta, sottolinea Valentini, è l'equilibrio tra il carbonio catturato tramite fotosintesi dall'enorme superficie di foreste e savane africane, e quello rilasciato nell'atmosfera a seguito di deforestazioni, incendi e degrado forestale, ovvero il cosiddetto "ciclo del carbonio" africano.   <br /><br />"I dati raccolti finora ci dicono che l'Africa è in verità un ‘serbatoio di carbonio', ovvero che essa assorbe dall'atmosfera più carbonio di quanto non ne rilasci", afferma Valentini. "Se confermati, questi risultati implicherebbero che l'Africa contribuisce alla riduzione dell'effetto serra, e dunque alla mitigazione delle conseguenze del cambiamento climatico".<br /><br />Negli ultimi due anni <em>CarboAfrica</em> ha studiato il ciclo del carbonio nell'Africa sub-sahariana tramite una rete di stazioni di monitoraggio in ben 11 paesi.<br /><br />I primi risultati del progetto, che saranno finalizzati entro il 2010, verranno discussi in una conferenza che si terrà ad Accra (Ghana) dal 25 al 27 novembre, e che vedrà la partecipazione di oltre 100 tra rappresentanti della comunità scientifica internazionale, dei governi e delle Nazioni Unite.<br /><br /><strong>Il ruolo dell'agricultura è cruciale<br /><br /></strong>"L'agricoltura deve svolgere un ruolo centrale nel ridurre ulteriormente le emissioni di carbonio in Africa", afferma Maria Helena Semedo, Rappresentante dell'Ufficio Regionale della FAO per l'Africa, all'apertura del meeting.<br /><br />"Dovremmo riuscire ad insegnare ai contadini africani come gestire le loro terre e le loro foreste in modo tale che il ciclo del carbonio in Africa diventi un nostro alleato nella lotta contro il cambiamento climatico", continua Semedo. " E' importante, nonchè possibile, che questi sforzi contribuiscano allo stesso tempo ad aumentare la sicurezza alimentare".<br /><br />Semedo sottolinea come tramite una gestione appropriata del suolo, quale quella praticata dall'agricoltura conservativa, le emissioni di gas serra prodotte dall'agricoltura possano essere ridotte, contribuendo al tempo stesso ad aumentare la produttività e addirittura a rafforzare l'agricoltura contro i pericoli del cambiamento climatico.<br /><br />In linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, la lotta alla deforestazione e l'aumento della superficie forestale in Africa dovrebbe costituire un'altra delle priorità.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/8684/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/8684/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 07:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>La manioca torna sulle mense degli africani</title>
	
	<description> Dopo anni in cui a causa di un virus devastante la produzione di manioca - uno degli alimenti più diffusi in Africa - è andata perduta, gli agricoltori della regione dei Grandi Laghi sono oggi tornati ad avere buoni raccolti grazie al partenariato tra l'agenzia ONU e l'Unione Europea.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[  <p><strong>Roma/Bruxelles, 14 Novembre 2008</strong> - Dopo anni in cui a causa di un virus devastante la produzione di manioca - uno degli alimenti più diffusi in Africa - è andata perduta, gli agricoltori della regione dei Grandi Laghi sono oggi tornati ad avere buoni raccolti fa sapere la FAO, che saluta questo risultato come una pietra miliare del solido partenariato tra l'agenzia ONU e l'Unione Europea. <br /> <br /> In tempo per l'ultima stagione di semina, sono state distribuite piantine di manioca immuni dal virus a circa 330.000 piccoli proprietari nei paesi colpiti: Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Uganda, a beneficio di circa 1,65 milioni di persone. <br /> <br /> "Il fatto di avere di nuovo la manioca sulle mense è di grande importanza, specialmente per i gruppi più vulnerabili, quest'anno già colpiti molto duramente dalla crisi alimentare mondiale", ha detto Eric Kueneman, responsabile del Servizio Raccolti e Pascoli della FAO. Incrementare la produzione locale di coltivazioni come la manioca - dice l'esperto - rappresenta un punto di forza della risposta della FAO all'attuale crisi alimentare e finanziaria, che solo nel 2007 ha aggiunto 75 milioni di persone a coloro che soffrono la fame. <br /> <br /> Ma nella regione dei Grandi Laghi, i prezzi alti del cibo e dei fertilizzanti sono solo parte del problema. Come dimostrano i recenti disordini ed episodi di violenza nella Repubblica Democratica del Congo, nella regione la pace è ancora molto lontana dall'essere stata raggiunta.  Ed è proprio in situazioni di instabilità estrema che la manioca può fare la differenza. <br /> <br /> Le radici della manioca possono essere raccolte quando servono, ma possono anche rimanere nel terreno, quando i contadini sono costretti a lasciare la propria terra. Inoltre, la manioca non è una preda facile, quando la terra è incustodita è difficile dissotterrarla per chi volesse rubare il raccolto. <strong><br /> <br /> <strong>Scarsezza di cibo</strong></strong> <br /> <br /> "Abbiamo fatto molti passi avanti per rendere questa regione di nuovo autosufficiente per quanto riguarda la manioca", dice Cees Wittebrood del Dipartimento di Aiuti Umanitari della Commissione Europea (ECHO), principale partner della FAO negli interventi per riavviare la produzione di manioca a livello regionale.  "Una delle nostre priorità è assicurare che ogni contadino possa coltivare per la propria sussistenza, e la collaborazione con la FAO è cruciale per raggiungere questo obiettivo". <br /> <br /> Si calcola che ogni africano consumi in media 80 kg di manioca all'anno.  È facile intuire dunque quali siano state le conseguenze quando un ceppo aggressivo del virus Malattia Mosaico della Manioca (CMD) ha decimato i raccolti nella regione dei Grandi Laghi.  <br /> <br /> In Uganda, per esempio, dove a partire dai primi anni ‘90 il virus CMD ha distrutto circa 150.000 ettari di piantagioni - una perdita stimata intorno a 60 milioni di dollari l'anno - la scarsezza di cibo causata dal virus ha portato a carestie localizzate nel 1993 e nel 1997. <br /> <br /> La lotta contro l'epidemia ha avuto inizio con lo sviluppo di una serie di varietà immuni, messe a punto da uno dei partner della FAO nel campo della ricerca, l'Istituto Internazionale per l'Agricoltura Tropicale in Nigeria.  Queste varietà sono state moltiplicate in vivai sponsorizzati da una vasta gamma di partner, inclusi gli istituti di ricerca nazionali, i governi locali e la società civile, producendo alla fine abbastanza sementi per una distribuzione di massa alla popolazione. <br /> <br /> Contemporaneamente la FAO al fine di incrementare la capacità e gli sforzi dei singoli paesi della regione, ha lanciato nel 2006 un'iniziativa regionale sulla manioca, con i finanziamenti di numerosi donatori guidati dall'ECHO, che da allora ha contribuito con un totale di 3,3 milioni di euro. <br /> <strong><br /> <strong>A tavola!</strong></strong> <br /> <br /> La provincia di Cibitoke, nel Nord del Burundi, è stata l'epicentro dell'epidemia di CMD. I campi aridi ed improduttivi fino ad un anno fa, sono adesso verdeggianti per le giovani piante di manioca. "È dolce e non amara", dice Ernest Nduwimana, un giovane contadino che ha perso il padre durante la guerra civile in Burundi, tenendo in mano un'enorme radice di manioca appena dissotterrata. <br /> <br /> La produzione è stata buona quest'anno, dice Ernest. Ce n'è abbastanza per dar da mangiare alla sua famiglia fino al prossimo raccolto, per il quale si sta già attrezzando con le talee di qualità ricavate dalle sue piante. Alla fine, dopo un lungo giorno di lavoro, ritorna a casa, dove sua madre gli ha preparato il <em>bugari</em>, un piatto locale a base di farina di manioca, servito con fagioli e pesce.</p>]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/8547/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/8547/icode/</guid>
	<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 04:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Utilizzare i meccanismi di finanziamento del carbonio per stimolare lo sviluppo agricolo sostenibile</title>
	
	<description> 28 ottobre 2008 - Oltre 100 esperti da tutto il mondo si incontreranno oggi per decidere come impegnare un nuovo consistente flusso di fondi – proveniente dai meccanismi di finanziamento del carbonio - a supporto dello sviluppo agricolo e del miglioramento delle condizioni di vita dei contadini poveri in tutto il mondo.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, 28 ottobre 2008 –</strong> Oltre 100 esperti da tutto il mondo si incontreranno oggi per decidere come impegnare un nuovo consistente flusso di fondi – proveniente dai meccanismi di finanziamento del carbonio - a supporto dello sviluppo agricolo e del miglioramento delle condizioni di vita dei contadini poveri in tutto il mondo.<br /><br />Miliardi di dollari vengono stanziati ogni anno nell’ambito del Meccanismo per uno Sviluppo Pulito (<em>Clean Development Mechanism, CDM</em>), previsto dal Protocollo di Kyoto, per finanziare iniziative volte a ridurre le emissioni di gas serra (Greenhouse Gas, GHG) nell’atmosfera. <br /><br />Finora solo una piccola parte di tali fondi sono andati al settore agricolo, sebbene esso offra un enorme potenziale per ridurre l’inquinamento da gas serra, in quanto ne costitutisce una delle maggiori fonti di emissione (contribuendo infatti a circa il 30% a livello globale, se si includono i cambiamenti di destinazione d’uso della terra e il settore zoo-tecnico intensivo).<br /><br />Nell’incontro, che si terrà dal 28 al 30 Ottobre a West Lafayette, Indiana, si discuterà di un’agricoltura il cui mercato raggiungerà nel 2007 un valore di 12 miliardi di euro. Tale mercato si è sviluppato nell’ambito del Meccanismo per uno Sviluppo Pulito (CDM) previsto dal Protocollo di Kyoto, secondo il quale le industrie dei paesi sviluppati possono rispettare i propri impegni a ridurre le emissioni di gas serra investendo in progetti salva-emissioni all’estero.  <br /><br /><strong>Un cambiamento lento può aiutare i contadini poveri</strong><br /><br />“Questa è una situazione in cui tuttti hanno da guadagnare”, afferma Theodor Friedrich, Funzionario Principale della FAO in materia di incremento produttivo sostenibile (<em>Sustainable Production Intensification, SPI</em>). “Abbiamo contemporaneamente la possibilità di porre un freno al cambiamento climatico, aiutare i contandini poveri a migliorare le loro condizioni di vita e promuovere una buona conservazione del suolo aumentandone la produttività”.<br /><br />Ma per ottenere finanziamenti nell’ambito del CDM, i progetti devono dare prova scientificamente misurabile di quanto possano ridurre le emissioni di gas serra a confronto con l’agricoltura tradizionale. Sarà inoltre necessario trovare tecniche soddisfacenti per monitorare tali risultati e stabilire prezzi per il sequestramento del carbonio che siano appetibili per i piccoli contadini.   <br /><br />Queste sono alcune delle questioni che verranno trattate nell’incontro, organizzato congiuntamente dalla FAO e dal Centro d’Informazione sulla Tecnologia Conservativa, col supporto della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico.   <br /><br />Quando la terra viene dissodata ed arata, come nei sistemi tradizionali di coltivazione, la CO2 presente nel terreno viene rilasciata nell’atmosfera, contribuendo all’aumento della quantità di gas serra e quindi al cambiamento climatico. Ma sistemi di incremento produttivo sostenibile, come l’agricoltura conservativa senza aratura (<em>Conservative Agriculture, CA</em>), in cui i semi sono piantati direttamente nel terreno attraverso il manto vegetale esistente, hanno un impatto ambientale molto minore.<br /><br /><strong>Niente aratura</strong><br /><br />L’agricoltura conservativa può infatti rimuovere rilevanti quantità di carbonio dall’atmosfera e trattenerle nel suolo. “In teoria - afferma Friederich – l’uso di tecniche di agricoltura conservativa in tutti i 5 miliardi di ettari di terra coltivata nel mondo, potrebbe portare al sequestramento di 3 miliardi di tonnellate di carbonio dall’atmosfera ogni anno per trent’anni, che è all’incirca l’attuale tasso cui l’anidride carbonica prodotta dall’uomo cresce annualmente”.<br /><br />Un suolo ricco di carbonio, oltre ad essere più produttivo, è più salutare e trattiene maggiormente l’acqua, cosituendo quindi un miglior rimedio contro le alte temperature e contro l’incertezza nella frequenza delle precipitazioni, che è prevista aumentare sotto effetto del cambiamento climatico.<br />“Usare i finanziamenti del <em>Clean Development Mechanism</em> per promuovere l’agricoltura conservativa o altri sistemi di incremento produttivo sostenibile nei paesi in via di sviluppo, potrebbe costituire uno stimolo considerevole per lo sviluppo”, aggiunge Friedrich. “Tale destinazione dei fondi aumenterebbe inoltre la sicurezza alimentare e contribuirebbe notevolmente ad aiutare la comunità internazionale in generale e le popolazioni vulnerabili in particolare a superare le sfide poste dal cambiamento climatico”.]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>L’IFAD stanzia 10 milioni di dollari a sostegno degli agricoltori haitiani</title>
	
	<description> 27 ottobre 2008 - Le comunità rurali di Haiti attualmente colpite da una grave crisi alimentare saranno assistite con un pacchetto di 10.2 milioni di dollari, che dovrà sostenere una rapida ripresa del sofferente settore agricolo haitiano. </description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, 27 ottobre 2008</strong> – Le comunità rurali di Haiti attualmente colpite da una grave crisi alimentare saranno assistite con un pacchetto di 10.2 milioni di dollari, che dovrà sostenere una rapida ripresa del sofferente settore agricolo haitiano. <br /><br />Tali fondi arrivano in un momento difficile per il paese, che si trova di fronte alla doppia sfida di riprendersi dalla recente ondata di uragani, che il governo stima aver provocato danni per almeno 500 milioni di dollari, e di dar da mangiare alla sua popolazione, gran parte della quale affrontava gravi ristrettezze alimentari già prima di tale disastro.<br /><br />L’accordo è stato firmato il 22 Ottobre scorso tra il governo di Haiti e la FAO. L’IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo) fornirà i fondi.<br /><br />Il pacchetto da 10 milioni di dollari stanziato dalll’IFAD verrà reso effettivo nell’ambito della recente iniziativa FAO sul rialzo dei prezzi degli alimenti (<em>ISFP, Initiative on Soaring Food Prices</em>), parte di un più ampio pacchetto di assistenza ai piccoli contadini in condizioni di povertà. <br /><br />Ad Haiti i piccoli contadini costituiscono l’80% della forza lavoro agricola, e molti di loro versano in condizioni di grave sottonutrizione. <br /><br />Il pacchetto ha per obiettivo di risollevare rapidamente la produzione locale, aumentare la disponibilità dei generi alimentari di base sui mercati e rafforzare la sicurezza alimentare per l’intera popolazione.<br /><br />Il finanziamento andrà ad incrementare la produzione agricola per la stagione 2008-2009, fornendo assistenza a centinaia di migliaia di piccoli agricoltori e alle loro famiglie, gravemente colpite dal rialzo del corso dei beni alimentari. <br /><br />Negli ultimi 4 anni, il corso delle derrate alimentari è cresciuto in media del 18% annuo, colpendo in particolare alimenti come riso e mais, ma anche fagioli, olio e altri essenziali. La crisi ha gravemente colpito sia le popolazioni delle aree rurali che quelle delle aree urbane, causando un aumento dell’insicurezza alimentare, una pesante crisi economica e una situazione di stasi socio-politica.<br /><br />Grazie a tale progetto, oltre 240.000 piccoli agricoltori riceveranno un pacchetto comprendente, tra le risorse, inputs agricoli e semi di ortaggi, cereali, manioca, patata dolce e banano. Sarà dato supporto alla capacità produttiva nazionale nel settore delle sementi così come alle organizzazioni agricole locali in generale, allo scopo di garantire la sicurezza alimentare in tutto il paese. <br /><br />Il progetto verrà attuato, con effetto immediato, nell’arco dei prossimi 15 mesi.<br /><br /><em>L’IFAD fu creato 30 anni fa per combattere la povertà rurale, principale conseguenza delle siccità e carestie dei primi anni ’70. Dal 1978 ad oggi, l’IFAD ha investito oltre 10 miliardi di dollari in prestiti e sovvenzioni a basso tasso d’interesse che hanno aiutato oltre 400 milioni di uomini e donne delle zone rurali, viventi in condizioni di estrema povertà, ad aumentare i loro redditi a e provvedere alle proprie famiglie. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale ed un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. E’ una partnership internazionale tra OECD, OPEC e altri paesi in via di sviluppo. Attualmente l’IFAD è impegnato in oltre 200 programmi e progetti in 85 paesi in via di sviluppo e in un terrirorio.</em><br /><hr /><br /><strong>Contatto:</strong><br />Alison Small<br />Ufficio stampa FAO<br />alison.small@fao.org<br />(+39)0657056292<br />(+39) 348 8705221]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
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	<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 23:00:00 GMT</pubDate>
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	<title>Il calcio professionista contro la fame nel mondo</title>
	
	<description> 15 ottobre 2008&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;- L’Associazione delle Leghe Europee di calcio professionista (EPFL) e la FAO hanno lanciato oggi una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi a favore della lotta contro la fame nel mondo.</description>
	<trustdotorg:body contenttype="application/xhtml+xml"><![CDATA[<strong>Roma, 15 ottobre 2008 </strong>- L’Associazione delle Leghe Europee di calcio professionista (EPFL) e la FAO hanno lanciato oggi una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi a favore della lotta contro la fame nel mondo.<br /> <br /> La campagna, <em>Il calcio professionista contro la fame</em> è stata annunciata ufficialmente oggi presso la sede della FAO nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato star del calcio mondiale come Roberto Baggio, ambasciatore di buona volontà della FAO. Erano presenti i Ministri dello Sport di Austria, Italia, Spagna e dirigenti di sette leghe di calcio europee. <br /> <br /> Questa iniziativa, importante testimonianza dell’impegno del calcio professionista mondiale nella lotta contro fame e povertà, coinvolgerà le 28 leghe europee associate all’EPFL, che rappresentano più di 900 club professionisti europei.<br /> <br /> “Il ricavato della campagna consentirà di finanziare micro-progetti nei paesi in via di sviluppo. Attualmente, nell’ambito della campagna TeleFood della FAO sono in fase di realizzazione circa 2600 progetti distribuiti in 130 paesi”, ha affermato il Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf, nel suo intervento.<br /> <br /> “L’Associazione delle Leghe europee è fiera di unirsi alla FAO nella sua lotta in prima linea contro fame e malnutrizione. Ci siamo impegnati ad usare tutta la forza del calcio professionista e l’influenza delle 28 leghe che fanno parte dell’EPFL per sconfiggere la vergogna della fame nel mondo, un problema che non riguarda solo le nazioni più povere. Riteniamo che questo sia per noi un obbligo morale, un compito irrinunciabile, poiché l’accesso al cibo è un diritto umano fondamentale e non può essere negato a nessun individuo”, ha detto l’amministratore delegato della EPFL, Emanuel Macedo de Medeiros.<br /> <br /> Nel corso della cerimonia, la EPFL ha annunciato che come parte della campagna europea dedicherà le partite del weekend calcistico del 20-22 marzo 2009 - che coinvolgerà nell’insieme circa 960 club calcistici europei - a raccogliere fondi per la lotta contro la fame.<br /> <br /> Nel mese di gennaio 2009 rappresentanti delle Leghe, tra cui noti giocatori di calcio, visiteranno alcuni dei progetti della FAO nei paesi in via di sviluppo.<br /> <br /> Erano presenti alla cerimonia tra gli altri alcuni famosi ex-calciatori come il portoghese Fernando Couto e l’ex portiere della Nazionale Italiana Dino Zoff. <br /> <br /> Con il numero delle persone che soffrono cronicamente la fame che ha raggiunto l’incredibile cifra di oltre 920 milioni - quasi un sesto della popolazione mondiale – questo impegno della lega potrebbe aiutare a fare pressione per incidere sui governi a porre fine alla fame, oltre a sensibilizzare milioni di persone.<br /> <br /> Erano presenti alla cerimonia: la <em>Lega Nazionale Professionisti</em> e la <em> Lega Italiana Calcio Professionistico, </em> la <em> Liga Nacional de Fútbol Profesional </em>(Spagna), la <em>DFL Deutsche Fußball Liga GmbH</em>  (Germania), la <em>Liga Portuguesa de Futebol Professional</em> (Portogallo), l'<em>Union of 1.SNL</em>  (Slovenia) e la  <em>Football League</em> (Regno Unito).<hr /><br /> <strong>Contatto:</strong><br /> Alison Small<br /> Ufficio stampa FAO<br /> alison.small@fao.org<br /> (+39)0657056292<br /> (+39)3488705221]]></trustdotorg:body>
	<author>FAO-Newsroom@fao.org (FAO-Newsroom)</author>
	<link>http://www.fao.org/news/story/it/item/8198/icode/</link><guid isPermaLink="true">http://www.fao.org/news/story/it/item/8198/icode/</guid>
	<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 22:00:00 GMT</pubDate>
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