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“Nel Sahel sicurezza alimentare e pace vanno di pari passo” afferma il Direttore Generale della FAO

Scongiurata la carestia nella regione, ma è necessario un maggiore impegno

Foto: ©FAO/Alessandra Benedetti
Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, e l’Inviato Speciale del Segretario Generale dell’ONU per il Sahel, Romano Prodi
 Roma, 7 dicembre 2012 - Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, nel suo intervento alla riunione sulla situazione nel Sahel convocata presso la FAO dall'Inviato Speciale del Segretario Generale dell'ONU per il Sahel, Romano Prodi, ex Primo Ministro ed ex Presidente della Commissione Europea, ha dichiarato che il miglioramento della sicurezza alimentare nel Sahel contribuirà a portare pace e stabilità nella regione.
 
"Investire nella sicurezza alimentare del Sahel è anche un investimento per un futuro di pace e di maggiore stabilità", ha dichiarato Graziano da Silva.  "In Africa c'è un chiaro collegamento tra fame e guerra, tra sicurezza alimentare e pace.  Nel Sahel vediamo come l'insicurezza alimentare, la fame e la lotta per le risorse naturali sia causa di conflitti.  La fame può essere la causa scatenante del conflitto o la conseguenza di esso.  Per questa ragione non possiamo affrontare la sicurezza alimentare separatamente dalla sicurezza in generale e dallo sviluppo nel suo insieme".
 
 Scongiurata la carestia
 
 
Il Direttore Generale della FAO ha poi proseguito dicendo che quest'anno per il Sahel sono stati mobilitati dalla comunità internazionale oltre un miliardo di euro "e siamo lieti di poter dire che la carestia è stata scongiurata".
 
 Ma occorre fare di più: "E' decisivo incrementare gli aiuti e associare risposte umanitarie di breve periodo con interventi di sviluppo di più lungo termine.  Dobbiamo riuscire a rendere le condizioni di vita della popolazioni più resistenti alle crisi.  E dobbiamo far sì che i nostri interventi nelle diverse aree - sicurezza alimentare, agricoltura, salute, istruzione e sicurezza - siano il più possibile integrati.  La FAO si è impegnata a lavorare con lei meglio e più estesamente, e sotto la leadership africana, promuovere uno sviluppo sostenibile nel Sahel".
 
 Graziano da Silva si è poi detto convinto che vi sia la volontà politica di porre fine alla fame nel Sahel.  "Sono tornato di recente da un viaggio in Niger e quello che ho potuto vedere è stato incoraggiante.  Mi ha convinto che c'è spazio per la speranza, che esiste la volontà politica di ribaltare i trend negativi che hanno portato all'insicurezza alimentare della regione".
 
 Il Direttore Generale della FAO ha espresso il suo benvenuto al Professor Prodi ed al suo gruppo di lavoro, che oggi si è incontrato con gli Inviati Speciali, i mediatori e i rappresentanti ONU senior che si occupano direttamente della crisi nel Sahel per analizzare la situazione della regione e discutere su come rafforzare le iniziative a sostegno della pace e della sicurezza.
 
 La FAO ospiterà un ufficio per l'inviato speciale Prof. Prodi e per il suo staff.