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L’Italia dona 1,9 milioni di dollari per un progetto di sviluppo in Kenya e Sud Sudan

Il progetto faciliterà l'accesso al mercato agli agricoltori più emarginati, soprattutto le donne e i giovani

Photo: ©FAO/Ami Vitale
Delle contadine in un campo di riso, Kenya.
Roma, 21 giugno, 2013 - Le donne povere e giovani che vivono in zone emarginate del Kenya e del Sud Sudan avranno un migliore accesso ai mercati grazie ad un progetto finanziato dall'Italia e firmato oggi presso la FAO.

Il progetto, di 1,9 milioni di dollari, rientra nell'ambito di un più ampio programma FAO-Italia per il raggiungimento della sicurezza alimentare attraverso la commercializzazione dei prodotti agricoli, programma già operante in Africa Orientale, in Africa Occidentale, in America Centrale e nei Caraibi.

Il progetto s'inserisce in una delle principali aree di cooperazione FAO/Italia, che punta ad offrire ai piccoli agricoltori sbocchi commerciali per i loro prodotti ed un migliore accesso ai mercati attraverso il sostegno alle cooperative e alle piccole e medie imprese.  Il progetto risponde anche alle strategie di sviluppo nazionali del Kenya e del Sud Sudan.

Tra le attività previste lo sviluppo di un approccio basato sulla domanda, il sostegno alla produzione commerciale di selezionati prodotti alimentari, lo sviluppo dell'orticoltura e della zootecnia.  Ciò avverrà mediante corsi di formazione per le donne e i giovani sulle pratiche e tecniche agricole migliori e con l'assistenza alle cooperative e alle piccole e medie imprese agricole.

Hanno firmato l'accordo il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, il Ministro dell'Agricoltura e Foreste, per lo Sviluppo Cooperativo e Rurale del Sud Sudan, Signora  Betty Acan Ogwaro, il Vice Ministro dell'Agricoltura, della Zootecnica e della Pesca del Kenya, Felix Kiptarus Koskei, e il Direttore Generale della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri italiano, Ministro Giampaolo Cantini.

Questo è il primo accordo firmato a beneficio degli agricoltori emarginati del Sud Sudan da quando il paese è diventato membro della FAO lo scorso 15 giugno 2013.