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Fondamentale costruire la resilienza delle comunità rurali nel Vicino Oriente sconvolto dai conflitti dice il Direttore Generale della FAO

Serve inoltre affrontare l'impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse limitate della regione – soprattutto l’acqua

10 maggio 2018, Roma - I conflitti hanno inasprito l'insicurezza alimentare nel Vicino Oriente e per invertire questa situazione è fondamentale rafforzare la resilienza (cioè la capacità di fare fronte ad eventi traumatici) dei poveri e delle comunità rurali, anche attraverso sistemi di protezione sociale, ha affermato il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva.

"Si può fare molto, anche in situazioni di conflitto, per mantenere in vita si sistemi alimentari locali e portare la speranza alle popolazioni colpite. Dobbiamo aiutare i contadini a restare nei campi a produrre cibo" ha sottolineato il Graziano da Silva aprendo i lavori della Conferenza Regionale della FAO per Il Vicino Oriente, alla presenza di ministri e alti funzionari di oltre trenta paesi.

Graziano da Silva ha ricordato come fino al 2013 la sottoalimentazione sia andata calando in generale nella regione, ma da allora l'insicurezza alimentare è aumentata del 15 per cento, soprattutto a causa di alcuni paesi confrontati da situazioni di conflitto prolungate.

La sottoalimentazione tocca il 28 per cento della popolazione dei paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa colpiti da conflitto - sei volte il tasso dei paesi della regione non colpiti da conflitto.

Nel 2016, ha continuato Graziano da Silva, erano 66 milioni gli sfollati nel mondo - di questi quasi 25 milioni venivano da cinque paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa colpiti da conflitto.

La priorità della FAO è aiutare i paesi a raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo numero Due - porre fine alla fame e a tutte le forme di malnutrizione- oltre a promuovere uno sviluppo agricolo sostenibile, ha continuato Graziano da Silva.

Il Presidente della Conferenza, Ghazi Zeaiter, Ministro dell'Agricoltura libanese ha auspicato una risoluzione pacifica delle crisi nella regione. "Un terzo dei paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa ospita o è testimone di conflitti".

Per affrontare i danni alle infrastrutture, le perdite economiche e il problema di sfollati e rifugiati "servono azioni collettive di ampia scala" ha continuato Zeaiter, ricordando la distruzione sofferta dal suo stesso paese, il Libano.

Cambiamenti climatici e scarsità dell'acqua

Mentre la pace rimane il prerequisito per raggiungere Fame Zero nei paesi della regione, il Vicino Oriente e il Nord Africa si confrontano anche con altre sfide che ne mettono a repentaglio le già scarse risorse per la produzione alimentare.

La disponibilità di acqua della regione è pari al 10 per cento della media mondiale, e le cose non sono destinate a migliorare a causa dell'intensificarsi degli effetti dei cambiamenti climatici, della rapida urbanizzazione e della crescita della popolazione.

L'impegno della FAO

A questo riguardo Graziano da Silva ha ricordato il lancio dell'Iniziativa Regionale sulla Scarsità d'Acqua che ha visto il sostegno da parte della Lega degli Stati Arabi e sta funzionando bene come piattaforma di collaborazione e per lo scambio di conoscenze.

Come un primo passo verso una "pianificazione strategica trasformativa delle scarse risorse idriche", otto paesi della regione stanno per lanciare un solido sistema di contabilizzazione dell'acqua" ha affermato Graziano da Silva.

Ha anche ricordato, che nel contesto dei cambiamenti climatici, è "di fondamentale importanza promuovere l'adattabilità dei sistemi alimentari", aggiungendo che l'agro-ecologia ha molto da offrire in questo senso, oltre ad offrire un grande contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra e tutelare le risorse naturali e la biodiversità.

Altre iniziative nella regione includono l'Agricoltura di Piccola Scala, che riconosce l'importanza di creare impiego nei campi e non come fonte principale di guadagno nelle aree rurali; Costruire la Resilienza per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione, per sviluppare politiche e programmi coerenti e basati sull'evidenza per venire in contro ai bisogni alimentari e nutrizionali dei paesi, e allo stesso tempo costruire la resilienza e promuovere l'agricoltura sostenibile.

Graziano da Silva ha in fine ricordato che la FAO assiste i paesi a combattere il diffondersi di malattie animali e infestazioni oltre confine, diffondersi che viene accelerato dai cambiamenti climatici; tra questi, problemi endemici come le locuste del deserto, il punteruolo rosso della palma, l'afta epizootica e nuove sfide come la Xylella fastidiosa, che colpisce gli ulivi.

Il Direttore Generale ha sottolineato l'importanza di una rafforzata collaborazione regionale per affrontare queste sfide e ricordato che la FAO lavora per promuovere un forte coordinamento, preparazione, prevenzione, oltre a capacità di allerta, sorveglianza ed intervento rapidi.

Photo: ©FAO//Alessandra Benedetti.
Graziano da Silva interviene alla Conferenza Regionale della FAO per il Vicino Oriente e il Nord Africa.

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