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Il "triplo fardello della malnutrizione" rallenta i tempi verso Fame Zero in Europa e Asia centrale

Politiche, partnership, protezione sociale e sistemi alimentari attenti alla nutrizione sono fondamentali per porre fine alla fame e alla malnutrizione in quest'area geografica

27 giugno 2019, Roma - Nonostante la loro eterogeneità, tutti i Paesi europei e dell'Asia centrale affrontano una sfida comune legata a vari livelli alla sicurezza alimentare: è "il triplo fardello della malnutrizione", costituito da denutrizione, sovrappeso e obesità, carenza di micronutrienti. Questo problema urgente è stato discusso oggi dai rappresentanti dei Paesi membri della FAO nel corso di un evento speciale a margine della 41ma sessione della Conferenza dell'agenzia delle Nazioni Unite.

Nelle sue osservazioni di apertura, il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva ha ricordato che la nutrizione in Europa e Asia centrale è migliore rispetto ad altre aree in cui la fame è "un problema tipico", ma recentemente ha risentito dell'impatto del cambiamento climatico, che impedisce gli sforzi per coltivare cibo e alimentarsi meglio.

"Esiste anche un altro problema: il crescente livello di obesità, che in alcuni Paesi sta raggiungendo livelli epidemici", ha detto.

"È ormai assodato che in Europa e nei Paesi più ricchi il problema non è quello della sottoalimentazione, ma delle malattie, il cui impatto è strettamente legato ad una cattiva alimentazione e alla sovralimentazione", ha detto Carlo Petrini, fondatore del movimento internazionale Slow Food e Ambasciatore di buona volontà della FAO per Fame Zero in Europa.

In un videomessaggio ai partecipanti, ha sottolineato che la gestione di questi problemi richiede intense attività di educazione alimentare e la tutela delle attività economiche sostenibili dei piccoli agricoltori locali.

Nell'osservare che per quanto la fame strutturata in quest'area appartenga al passato, Vladimir Rakhmanin, Vicedirettore Generale della FAO e Rappresentante Regionale per l'Europa e l'Asia centrale, ha affermato che "la malnutrizione è ancora presente nonostante l'incremento della prosperità".

Tra le importanti sfide per la sicurezza alimentare da gestire in quest'area, Rakhmanin ha citato il cambiamento climatico e le profonde crisi in corso tra i confini. 

Ha dato priorità a tre aree di lavoro, tra cui il sostegno ai piccoli agricoltori, il miglioramento del commercio agroalimentare e dell'integrazione dei mercati, e la gestione sostenibile delle risorse naturali in condizioni climatiche mutevoli.

"Recentemente abbiamo iniziato a concentrarci maggiormente sui problemi della nutrizione, affrontando sempre più gli effetti negativi dell'obesità e del sovrappeso, compresi gli impatti dei sistemi alimentari sulle malattie non trasmissibili", ha aggiunto.

Rakhmanin ha anche espresso la sua gratitudine ai partner della FAO in quest'area per il loro sostegno attivo, in particolare l'Unione Europea e la Turchia - per il loro ruolo nell'accoglienza dei rifugiati siriani - la Federazione Russa e la Cina. Ha ricordato che quest'ultima, anche se al di fuori dell'area geografica, è "attivamente impegnata in progetti in Asia centrale, Caucaso e Balcani".

Obesità e carenze di micronutrienti - un serio problema per Europa e Asia centrale

La Dott.ssa Mirjana Gurinovic, Direttrice di ricerca presso il CENM (Centre of Research Excellence in Nutrition and Metabolism) in Serbia, ha offerto una panoramica sulle dinamiche di tutte e tre le componenti della malnutrizione in quest'area.

"In molti Paesi la malnutrizione è un notevole ostacolo allo sviluppo socio-economico a causa del suo impatto sulla salute e sulla popolazione con alti costi sociali e pubblici", ha detto.

Ha osservato che in Europa e Asia centrale la denutrizione è diminuita nell'ultimo decennio, ma dal 2017 è stagnante al 6,2%.

"D'altra parte abbiamo carenze di micronutrienti - la cosiddetta" fame nascosta" - con la più alta incidenza di carenze di ferro che causano anemia", ha detto Gurinovic, sottolineando che l'anemia tra le donne ha già raggiunto il 38% nel Caucaso e in Asia centrale.  

Nella sua presentazione ha inoltre sottolineato la crescente minaccia dell'obesità che incombe in quest'area, in cui circa il 25% della popolazione è colpita da questa crescente epidemia.

Nel Caucaso e in Asia centrale abbiamo assistito al più alto tasso di crescita dell'obesità degli ultimi vent'anni, ha detto: dal 2000 al 2016 in questi Paesi l'incidenza dell'obesità è cresciuta del 40%. "Se consideriamo la popolazione totale, i tassi di obesità nei Balcani occidentali e in Turchia sono ai primi posti", ha aggiunto.

Lotta alla fame, alla povertà e alla malnutrizione in Tagikistan

Nusratulo Musoev, Viceministro dell'agricoltura del Tagikistan, ha condiviso l'esperienza del suo Paese nella lotta alla fame, alla povertà e alla malnutrizione.

"Con il supporto della FAO, il governo del Tagikistan sta sviluppando programmi volti a canalizzare le rimesse dei migranti nello sviluppo agricolo nel Paese", ha detto, sottolineando che le rimesse contribuiscono in maniera sostanziale all'economia nazionale, pari al 30% del PIL.

"Oltre la metà delle famiglie in Tagikistan riceve le rimesse, che rappresentano una parte significativa dei loro introiti, compresi tra il 50 e il 60%. Per molte famiglie queste rimesse stanno diventando una fonte di reddito importante e stabile, in quanto gli consente di superare la povertà", ha detto il Viceministro.

Ha inoltre osservato che il governo del Tagikistan e la FAO stanno supportando l'uso più razionale delle rimesse investendo denaro nello sviluppo di aziende agricole a conduzione familiare, piuttosto che essere completamente spese per le esigenze quotidiane delle famiglie.

Musoev ha anche sottolineato l'importanza dei programmi di alimentazione scolastica. "Con il supporto della FAO, il governo del Tagikistan sta lavorando all'implementazione di un programma di sviluppo per l'alimentazione scolastica, che prevede di migliorare l'accesso dei bambini a un'alimentazione sana e diversificata, promuovendo allo stesso tempo lo sviluppo della produzione agricola locale nelle scuole", ha detto.

Il Viceministro ha sottolineato che nell'ambito del progetto in 20 scuole sono state realizzate 22 serre con irrigazione a goccia, che hanno consentito di migliorare l'alimentazione di 3400 studenti.

Rakhmanin ha concluso dicendo: "dobbiamo continuare a contribuire allo sviluppo rurale, ma anche tutelare la biodiversità, promuovere l'agroecologia, prevenire la resistenza antimicrobica e gestire le epizoozie transfrontaliere", e ha indicato l'abbondanza in quest'area di diete ricche di nutrienti, "che possiamo presentare al mondo intero". Ha infine sollecitato una maggiore collaborazione tra i Paesi e la condivisione delle best practices.     

Photo: ©FAO/Vyacheslav Oseledko /
Donne kirghise in abiti tradizionali preparano lo 'Sumelek', una pietanza a base di grano, tipica delle celebrazioni per il nuvo anno - villaggio di Kok-Djar, Kyrgyzstan.

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