La FAO prevede boom dei cereali, stretta sulle proteine e rischi per le banane

Il rapporto Food Outlook valuta i trend dei mercati in tutto il mondo

7 novembre 2019, Roma - Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), per la prima volta in oltre 20 anni, nel 2019 la produzione mondiale di carne è prevista in calo, in quanto l'epidemia di peste suina africana in Cina sta decimando gli allevamenti di suini. 

Secondo il rapporto Food Outlook pubblicato oggi, la produzione di carni bovine, ovine, avicole e suine dovrebbe ammontare a 335 milioni di tonnellate in equivalente peso carcassa (EPC), pari all'1,0% in meno rispetto all'anno precedente.

Il calo è dovuto alla contrazione di almeno il 20% prevista per la produzione di carne suina in Cina, che in genere rappresenta quasi la metà della produzione mondiale. La produzione di pollame in Cina, al contrario, è cresciuta rapidamente e si prevede una crescita del 17% su base annua, con un calo della produzione totale di carne nel paese dell'8%.

La carne suina rappresenta tipicamente più di un terzo della produzione mondiale di carne, il pollame il 39% e la carne bovina il 21%.

La produzione globale di pollame - che rappresenta una quota maggiore della produzione globale di carne rispetto a quella suina - così come quella di bovini e ovini è prevista in crescita quest'anno, con aumenti previsti in Argentina, Brasile, Unione Europea e Stati Uniti d'America. Il commercio globale di prodotti a base di carne dovrebbe crescere del 6,7% quest'anno, rispetto ad una tendenza al rallentamento osservata per molte commodities alimentari.

Il rapporto Food Outlook valuta l'andamento del mercato e della produzione di un'ampia gamma di derrate alimentari, tra cui cereali, pesce, zucchero, coltivazioni olearie, latte e carne. L'ultima edizione contiene inoltre un rapporto speciale sulla minaccia ai mercati mondiali delle banane rappresentata dal ceppo Tropical Race 4 del fungo Fusarium wilt (TR4), di recente individuato per la prima volta in America Latina.

In aumento il consumo alimentare dei cereali di base

La produzione mondiale di grano e mais dovrebbe aumentare nel 2019, mentre quella del riso dovrebbe scendere al di sotto del record dell'anno scorso. D'altro canto, la FAO prevede che il consumo alimentare pro capite di tutti e tre i cereali manterrà il suo andamento e addirittura supererà quello della crescita demografica. 

Al contempo, per la prima volta in tre anni, è prevista una contrazione della produzione mondiale di semi oleosi, in gran parte dovuta alle previsioni relative alla riduzione delle piantagioni di soia e dei minori raccolti negli Stati Uniti d'America, nonché alle deboli prospettive per la colza in Canada e nell'Unione Europea. 

Per l'anno prossimo la FAO prevede inoltre la produzione mondiale di zucchero in calo del 2,8%, anche a fronte del consumo globale in crescita.

La produzione di latte dovrebbe aumentare dell'1,4%, grazie all'espansione delle mandrie da latte in India e Pakistan, pari a circa il 90% di tale aumento.

 La produzione ittica globale dovrebbe rimanere invariata rispetto al 2018, con un calo del 3,4% della pesca di cattura, compensato dall'aumento del 3,9% dei prodotti dell'acquacoltura. È previsto un calo nel commercio di pesce, nonostante l'atteso notevole aumento delle importazioni in Cina. 

Vigilanza per le banane

Il rapporto Food Outlook valuta inoltre gli ipotetici rischi della malattia TR4 sul mercato globale da 45 miliardi di dollari della produzione di banane e platani. L'analisi è fornita soprattutto ad uso dei decisori politici, più che per una vara e propria previsione. 

Nelle ipotesi più prudenti - considerando che il fungo non si diffonda in altri paesi dell'America Latina, oltre la Colombia (dove è da poco stato rilevato) - la graduale diffusione del TR4 rischia di avere conseguenze peggiori in Asia, con un calo del 2,0% della produzione globale, la perdita di 240.000 posti di lavoro e l'aumento del 9,2% del prezzo di riferimento globale delle banane entro il 2028.

La diffusione del TR4 evoca il fantasma dei danni causati da una precedente varietà di Fusarium wilt, che negli anni '50 ha distrutto la varietà di banane Gros Michel, causando perdite per miliardi di dollari e la conseguente introduzione della varietà Cavendish.

I funghi del Fusarium wilt sono particolarmente pericolosi, in quanto rimangono nel terreno per decenni, costringendo le aziende agricole ad abbandonare i campi per trasferire la coltivazione in nuove terre non colpite.

Il ceppo TR4 presenta rischi particolarmente elevati in quanto colpisce anche varietà diverse dalla Cavendish, che rappresenta la fetta maggiore del commercio mondiale del frutto (in rapida crescita), ma non del consumo locale. Le banane possono fornire fino al 25% del fabbisogno calorico giornaliero nelle zone rurali di alcuni paesi come l'Angola e il Ruanda. 

L'ampia gamma di potenziali ramificazioni della diffusione del TR4 richiede una "elevata vigilanza" nei centri di produzione in tutto il mondo e investimenti nella ricerca da parte dei paesi esportatori e dei paesi sviluppati che importano circa 100 miliardi di banane consumate ogni anno, per prevenire e mitigare la malattia, ha detto Sabine Altendorf, analista della FAO per la frutta tropicale. 

Photo: ©FAO/Luis Tato
Allevamento di polli in Kenya.