Far lavorare il commercio a favore della sicurezza alimentare

Il Direttore Generale della FAO sottolinea la necessità di aumentare l'efficienza e di trovare un equilibrio tra agricoltura e fattori ambientali

17 gennaio 2020, Berlino - Il commercio è uno dei modi in cui i paesi possono sfruttare i propri vantaggi locali e colmare le lacune della sicurezza alimentare, ha affermato oggi il Direttore Generale della FAO QU Dongyu.

"Ogni paese affronta circostanze diverse e la FAO deve tener conto di queste differenze", ha aggiunto. Il commercio è un potente canale attraverso il quale si può colmare il divario tra i paesi, ha aggiunto in occasione di una tavola rotonda ad alto livello FAO-OMC al Forum Mondiale per l'Alimentazione e l'Agricoltura, che ha analizzato il tema "sfruttare il commercio per raggiungere l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 2".

L'obiettivo perseguito dalla FAO è quello di "migliorare l'efficienza" prestando attenzione alla sostenibilità, alle risorse naturali e all'ambiente, ha aggiunto. Trovare un equilibrio tra agricoltura e i fattori ambientali è un compito che ogni paese, a prescindere dalla propria fase di sviluppo economico, dovrà svolgere per migliorare la produzione e l'efficienza, ha detto il Direttore Generale. 

Alla tavola rotonda hanno partecipato inoltre Alan Wolff, Vicedirettore Generale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, Oumer Hussein, Ministro dell'Agricoltura dell'Etiopia, Zaha Waheed, Ministro della Pesca, delle Risorse Marine e dell'Agricoltura delle Maldive, Beauty Manake, Viceministro dello Sviluppo Agricolo e della Sicurezza Alimentare del Botswana e Chris Forbes, Viceministro dell'Agricoltura del Canada. 

Al Forum Mondiale di Berlino si sono riuniti circa 70 ministri e viceministri.  Un punto di convergenza è che le politiche commerciali dovrebbero far parte di una più ampia strategia integrata che, tra gli altri obiettivi, consenta ai piccoli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo - che paradossalmente producono un'enorme quota del cibo mondiale, ma sono maggiormente esposti alla fame - di beneficiare dell'integrazione nelle catene del valore agroalimentare mondiale.

Cosa fare

Tra 20-30 anni circa l'80% della popolazione mondiale vivrà nelle città, rendendo le aree urbane il motore dell'evoluzione dei sistemi alimentari, ha sottolineato il Direttore Generale. 

"Dobbiamo riconsiderare l'agricoltura, comprese la produzione agricola, la zootecnia... e i nostri stili di vita", ha detto. 

La digitalizzazione può contribuire a garantire maggiore efficienza e l'e-commerce ha un grande potenziale per contribuire a colmare le lacune e promuovere lo sviluppo rurale.  Sono necessari nuovi approcci alla digitalizzazione, "perché viviamo già in un mondo digitale", ha osservato.

Il Direttore Generale ha indicato la nuova iniziativa Hand-in-Hand come "nuovo modello operativo" orientato a coinvolgere tutte le agenzie delle Nazioni Unite, il settore privato e civile ed il mondo accademico per concentrarsi sui paesi e sulle popolazioni vulnerabili.

I primi due Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che richiedono la sconfitta della povertà estrema e della fame, sono prioritari, ha detto. 

Photo: ©FAO/Axel Schmidt
Il direttore generale della FAO QU Dongyu interviene al panel di alto livello a Berlino.