La FAO ha bisogno di 350 milioni di dollari per scongiurare l'aumento della fame mentre i paesi sono in difficoltà per l'impatto della pandemia del COVID-19

Nei paesi vulnerabili sempre più persone faticano ad avere accesso a cibo sufficiente

18 maggio 2020, Roma - L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) ha bisogno di 350 milioni di dollari per incrementare le attività volte a combattere la fame e a supportare i mezzi di sussistenza in contesti di crisi alimentare, dove l'impatto del COVID-19 potrebbe essere devastante. 

Sebbene l'impatto su larga scala e a lungo termine della pandemia sulla sicurezza alimentare non si è ancora rivelato del tutto, è chiaro che nei paesi già colpiti dalla fame acuta le persone lottano sempre più per avere accesso al cibo, in quanto i redditi diminuiscono e i prezzi dei prodotti alimentari aumentano. 

Se gli agricoltori non hanno accesso ai loro campi, o non hanno i mezzi o le possibilità per acquistare sementi e altri input per piantare o comprare mangime per gli animali, le stagioni di semina andranno perse, la coltivazione diminuirà in modo significativo e il bestiame rischierà di morire. Tutto ciò si traduce anche in scarsità di cibo - sia nelle aree rurali che in quelle urbane.

"Non possiamo aspettare di finire di occuparci dell'impatto sulla salute per poi concentrarci sulla sicurezza alimentare. Se non iniziamo subito a implementare il ripristino dei mezzi di sussistenza, ci ritroveremo di fronte a molteplici crisi alimentari". E il prezzo sarà enorme", ha segnalato oggi il Direttore Generale della FAO QU Dongyu durante il briefing sulla risposta umanitaria rivista dell'Agenzia delle Nazioni Unite al COVID-19.  

"È sempre più evidente che le conseguenze della pandemia vanno ben oltre la salute", ha affermato Ramesh Rajasingham, Vicesegretario Generale ad interim per gli Affari Umanitari e Coordinatore degli Aiuti d'Emergenza.

"Intervenire tempestivamente può scongiurare l'incremento delle vulnerabilità, ma è anche un modo molto più economico per affrontare questa crisi. Il ruolo degli interventi d'emergenza per salvare vite, mezzi di sussistenza e allontanare le persone dal baratro della carestia è fondamentale. I mezzi di sussistenza basati sull'agricoltura sono fondamentali nella maggior parte dei paesi in cui lavoriamo, in quanto rappresentano la principale fonte di reddito per gran parte delle popolazioni vulnerabili. E tutto ciò dipende da stagioni che non possiamo permetterci di perdere o saltare", ha aggiunto Rajasingham.

"Sempre più leader globali avvertono che la pandemia potrebbe causare un maggior numero di vittime della fame rispetto alle vittime del virus. Lo scenario peggiore non è scontato, ma dobbiamo agire in fretta - e su larga scala", ha detto Dominique Burgeon, Direttore della Divisione Emergenze della FAO.

Nuova richiesta di finanziamento per rispondere a esigenze crescenti

La nuova richiesta di finanziamento della FAO per 350 milioni di dollari è circa tre volte superiore a quella della fine di marzo, quando lo sconcertante impatto socioeconomico del COVID-19 è diventato più evidente.

La risposta umanitaria della FAO al COVID-19 rientra nel Piano Globale di Risposta Umanitaria al COVID-19.

Sono necessari ulteriori finanziamenti urgenti per soddisfare le nuove esigenze che sono emerse in seguito alla pandemia. Le nuove attività si concentreranno sul sostegno dei mezzi di sussistenza fondamentali, tra cui:

• Nel Sud Sudan la FAO ha effettuato la più vasta distribuzione di sementi, affinché gli agricoltori non perdano la principale stagione di semina. Ad oggi la FAO ha distribuito oltre 4 milioni di chili degli 8 milioni di chili di sementi acquistati e pre-posizionati per la coltivazione di ortaggi, e oltre 100.000 attrezzi agricoli a circa 1,8 milioni di persone. Ciò significa che ogni famiglia potrà coltivare cibo sufficiente per almeno 6 mesi e vendere eventuali eccedenze. Inoltre, quasi 50.000 persone hanno ricevuto kit da pesca.

• In Somalia la FAO ha completamente trasformato la sua assistenza in denaro in un servizio per dispositivi mobili e, negli ultimi 60 giorni, ha distribuito oltre 4 milioni di dollari per aiutare 200.000 somali ad accedere al cibo e ad altri servizi essenziali. La FAO ha registrato oltre 2,1 milioni di persone sulla sua piattaforma per il "mobile money".

• 240.000 somali stanno inoltre ricevendo e-voucher via SMS per ottenere da commercianti locali sementi, attrezzi agricoli, servizi di irrigazione e sacche per la conservazione degli alimenti. In questo modo la FAO reimmette il denaro nell'economia locale, evitando ritardi nella filiera di approvvigionamento a causa del COVID-19.

• In Siria la FAO ha assistito i produttori di ortaggi nella creazione di vivai, che si stima porteranno agli agricoltori un reddito extra di quasi 2.000 dollari all'anno.

• In Pakistan la FAO ha condotto una campagna online che ha formato 160.000 persone sulla prevenzione degli sprechi alimentari e ha sensibilizzato l'opinione pubblica, anche attraverso le Scuole sul campo per agricoltori (Farmer Field Schools), su come prevenire la trasmissione del COVID-19.

• Ad Haiti, prima della campagna la FAO ha distribuito sementi e altri input a circa 50.000 persone.

In generale la risposta umanitaria della FAO all'impatto del COVID-19 si concentrerà su: migliorare la raccolta e l'analisi dei dati sulla fame in modo che le organizzazioni possano rispondere in modo più efficace; mantenere attiva la produzione alimentare, anche attraverso l'incremento delle attività, in modo che gli agricoltori possano sfruttare le prossime stagioni di semina; aumentare il sostegno alle attività di post-produzione, come il raccolto, lo stoccaggio, la lavorazione e la conservazione degli alimenti su piccola scala, e collegare i produttori ai mercati per garantire che le filiere di approvvigionamento alimentare non subiscano interruzioni; sensibilizzare gli operatori delle filiere di approvvigionamento alimentare affinché non si espongano al rischio di trasmissione del COVID-19.

Dati e cifre sulla fame e sull'impatto della pandemia sulla sicurezza alimentare[1]:

• Alcuni paesi sono a rischio crescente di carestie, che possono addirittura verificarsi contemporaneamente.

• Anche prima della pandemia circa 135 milioni di persone erano esposte al livello di "crisi" dell'insicurezza alimentare acuta, di cui 27 milioni erano al livello di "emergenza" - cioè sull'orlo della carestia.  

• Al momento la Somalia sta attraversando diverse crisi, tra cui invasioni di locuste, inondazioni e il COVID-19. A maggio l'Unità di valutazione della sicurezza alimentare e della nutrizione della FAO (FSNAU) ha segnalato che il numero di persone colpite da insicurezza alimentare acuta a livello "Crisi" o superiore è previsto raggiungere i 3,5 milioni tra luglio e settembre 2020 - un aumento triplicato rispetto all'inizio del 2020, superiore di oltre il 100% alla media annuale, e peggiore rispetto al 2017, quando il rischio di carestia era molto alto.

• Secondo le previsioni, in Afghanistan più di 1 persona su 3 - pari a circa 10,3 milioni di persone - saranno esposte a insicurezza alimentare acuta tra giugno e novembre.

• In Bangladesh le interruzioni nei sistemi di trasporto stanno comportando lo spreco di prodotti alimentari deperibili e drastiche riduzioni di prezzo all'origine, con ripercussioni sulla sicurezza alimentare dei produttori.

• Nel Sud-Est asiatico il COVID-19 si è aggiunto alla siccità che ha colpito l'intera regione.

• Da metà marzo in Siria i prezzi degli alimenti di base hanno subito aumenti del 40-50%. 

• Per molti paesi ad alto rischio in America Latina e nei Caraibi, il periodo tra aprile e giugno coincide con la stagione di semina delle principali coltivazioni.

• I paesi importatori netti di prodotti alimentari (ad es. paesi caraibici, Ecuador, Venezuela) sono particolarmente vulnerabili a causa della svalutazione della moneta e dei vincoli commerciali.

• In Africa orientale e nel Vicino Oriente, dove 42 milioni di persone stanno affrontando una fase di insicurezza alimentare acuta, arginare l'invasione delle locuste è fondamentale per tutelare i mezzi di sussistenza e la sicurezza alimentare.

Anche se nei prossimi mesi è molto elevato il potenziale per l'aumento significativo dell'insicurezza alimentare acuta a livello di crisi e oltre, questo non è inevitabile. 

"Se sosteniamo subito i mezzi di sussistenza possiamo contribuire a ridurre le esigenze e scongiurare che la fame aumenti, proteggendo così i più vulnerabili dagli effetti collaterali della pandemia", ha detto Qu. 

"Negli ultimi mesi i donatori sono stati generosi e tempestivi nel rispondere alla recrudescenza delle locuste. Abbiamo bisogno di generosità e sostegno costanti per scongiurare l'aumento repentino della fame acuta. Grazie per quanto state facendo", ha aggiunto il Direttore Generale della FAO.



[1] Per fonti e ulteriori esempi consultare il Programma di risposta umanitaria della FAO al COVID-19 (p. 9-15)

Photo: ©FAO/Sheam Kaheel
In Siria, la FAO continua a sostenere gli agricoltori nella costruzione di vivai per ortaggi.