“Dalla Piattaforma internazionale per un'alimentazione e un'agricoltura digitali enormi benefici per il settore”, annuncia il gruppo di alto livello

Nel corso del dialogo sono emerse le straordinarie potenzialità delle innovazioni digitali ma anche i rischi che esse comportano per gli agricoltori e le popolazioni rurali

3 dicembre 2020, Roma - Stando a quanto emerso nell'ambito del dialogo di alto livello organizzato in data odierna dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, le tecnologie digitali potrebbero accrescere enormemente l'equità e l'efficienza dei sistemi agroalimentari mondiali. Perché ciò accada, tuttavia, è indispensabile promuovere tecniche innovative in maniera coordinata e inclusiva e tracciare un quadro politico equilibrato capace di attenuare i rischi e garantire che nessuno sia lasciato indietro.

 "In nessun settore il divario digitale è palese quanto in agricoltura," ha affermato il Direttore Generale della FAO, QU Dongyu, rivolgendosi al gruppo di alto livello.

Secondo Qu, l'impatto prodotto dalle tecnologie digitali in ambito agricolo è vasto e trasformativo, con ripercussioni tangibili sulle attività svolte nelle aziende agricole, sulla ricerca e lo sviluppo, sui mercati, sull'ambiente e sui consumatori. Sempre secondo Qu, esse inoltre "comportano rischi e criticità"; basti pensare ai timori manifestati dai piccoli agricoltori in merito alla proprietà dei dati, alla riservatezza e alla responsabilità legale, nonché alle profonde ripercussioni sui mercati del lavoro.

"Occorre riflettere ulteriormente su tali problematiche per trovare soluzioni condivise senza minare l'innovazione e il progresso tecnologico", ha osservato Qu, aggiungendo che ciò significherà "collaborare più da vicino e ricercare il consenso di tutte le parti interessate, compresi i governi, il settore privato e gli stessi agricoltori".

Il Direttore Generale è intervenuto nella cornice del Dialogo di alto livello sulla creazione di una Piattaforma internazionale per un'alimentazione e un'agricoltura digitali, un evento online che la FAO ha ospitato per discutere le opportunità offerte dal mondo digitale ai sistemi agroalimentari insieme a decisori politici, rappresentanti degli agricoltori, ricercatori del mondo accademico, imprenditori e società tecnologiche.

La FAO sta creando una Piattaforma internazionale per un'alimentazione e un'agricoltura digitali su istanza dei Membri, che hanno richiesto l'adozione di un meccanismo di coordinamento flessibile, agevole e consensuale a partecipazione volontaria. La piattaforma fungerà da forum inclusivo e multilaterale per l'individuazione e la condivisione di modalità che permetteranno ai settori alimentari e agricoli mondiali di sfruttare una varietà di strumenti digitali, dal commercio elettronico ai registri di transazioni digitali di tipo "blockchain" fino all'impiego dell'intelligenza artificiale per potenziare la lotta fitosanitaria e la genetica vegetale, ma anche di strumenti che consentono una gestione ottimizzata delle risorse naturali e l'allarme rapido in caso di minacce alle sicurezza alimentare.

Gli strumenti algoritmici che sfruttano l'intelligenza artificiale dovrebbero essere regolamentati tenendo conto dei diritti umani e dei principi di salute animale oltre che di considerazioni di carattere ambientale, inclusa la tutela della biodiversità e la sicurezza alimentare. È quanto ha precisato il Direttore Generale, che è cofirmatario della "Carta di Roma per l'intelligenza artificiale", un documento promosso dal Vaticano e sostenuto da Papa Francesco.

Gruppo di alto livello

All'evento odierno è intervenuto Nikolai Astrup, Ministro norvegese degli Enti locali e della Modernizzazione e membro del Gruppo di alto livello sulla cooperazione digitale del Segretario Generale delle Nazioni Unite. Ne è seguita una tavola rotonda con la partecipazione di Atsuko Okuda, Direttrice dell'Ufficio regionale per l'Asia e il Pacifico dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU); Rikin Gandhi, Cofondatore e direttore esecutivo di Digital Green; Hendrik F. Hamann, Scienziato capo per la Geoinformatica e le applicazioni dell'intelligenza artificiale di International Business Machines (IBM); Vineet Durani, Direttore del ramo Industria agroalimentare dell'Infrastruttura globale di Microsoft Azure (Microsoft Corporation); Arianna Giuliodori, Segretaria generale dell'Organizzazione mondiale degli agricoltori (WFO) e Véronique Bellon-Maurel, Direttrice di Digital Agriculture Convergence Lab (INRAE).

"È impensabile conseguire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030 senza ricorrere alle tecnologie digitali," ha commentato Astrup, aggiungendo che è fondamentale instaurare un clima di fiducia nei confronti di tali soluzioni e "renderle disponibili ed economicamente accessibili a tutti." A suo avviso, la Piattaforma offre un ambiente che consentirà di prepararsi al meglio in vista del Vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari 2021.

Okuda ha sottolineato l'importanza di garantire un'accessibilità "significativa e inclusiva" alle infrastrutture e tecnologie digitali, ravvisando nelle stesse promettenti fondamenti su cui erigere "città intelligenti, paesi intelligenti e isole intelligenti".

Nell'offrire un'analisi accurata delle questioni in materia di hardware, Durani ha osservato che il divario digitale può essere enorme anche nei paesi sviluppati e ha sottolineato che per avere applicazioni agricole efficaci sarà indispensabile disporre di "dati empirici", spesso messi a disposizione dagli agricoltori stessi.

Confermata la disponibilità di IBM a contribuire alla Piattaforma, Hamann ha fatto presente che i settori agricoli abbisognano di fatto di "megadati" anziché di meri "Big Data", rilevando al tempo stesso che il ricorso alle tecnologie digitali nel settore agroalimentare avrebbe effetti particolarmente profondi poiché consentirebbe di catalizzare il processo di ottimizzazione di beni e risorse tra diversi utenti.

Le osservazioni del gruppo, comprensive di domande e risposte dei partecipanti, inclusi gli interventi del Direttore Generale, sono disponibili qui.

La Piattaforma

L'idea di creare una Piattaforma internazionale per un'alimentazione e un'agricoltura digitali risale all'inizio del 2019, quando 74 Ministri dell'Agricoltura e rappresentanti di alto livello di organizzazioni internazionali si sono rivolti alla FAO affinché sviluppasse il concetto in occasione del Forum mondiale per l'alimentazione e l'agricoltura (GFFA).

Per elaborare il documento di riflessione, la FAO ha fatto tesoro dei contributi dei partecipanti al Forum globale sulla sicurezza alimentare e la nutrizione, dei 18 000 membri di e-Agriculture, la comunità di pratiche della FAO, nonché di istituzioni multilaterali quali la Banca africana di sviluppo, il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, l'Unione internazionale delle telecomunicazioni, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il Centro tecnico per la cooperazione agricola e rurale (CTA), la Banca mondiale, il Programma alimentare mondiale, l'Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) e l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).

Da tempo attiva nel campo dell'agricoltura digitale, la FAO ha sviluppato applicazioni innovative per aiutare gli agricoltori a combattere gli insetti invasivi che arrecano danni ai raccolti e per facilitare un accesso universale a sofisticati dati geospaziali tramite EarthMap e OpenForis. La FAO dispone inoltre di un Portafoglio di servizi digitali che fornisce informazioni e consulenza mediante messaggistica istantanea a decine di migliaia di agricoltori; tali servizi, come ha annunciato il Direttore Generale ai Membri questa settimana, sono ora attivi anche in Egitto, Ruanda e Senegal, mentre è prevista a breve la partecipazione di nuovi paesi.

Maximo Torero, Economista capo della FAO, ha spiegato che lo scopo della Piattaforma è ottimizzare l'accesso alle potenzialità offerte dall'innovazione e, al tempo stesso, incanalare le azioni in materia di governance e capitale umano per ridurre al minimo i rischi per i partecipanti. La Piattaforma offrirà inoltre l'opportunità di mettere a punto politiche sulla base delle migliori pratiche emergenti in questo settore in rapida evoluzione. "Vogliamo innescare una serie di miglioramenti a catena, aiutando i paesi a imparare gli uni dagli errori degli altri. Se gestite e usate correttamente, le tecnologie digitali hanno il potenziale di renderci uguali, ed è questo l'obiettivo che intendiamo conseguire con la realizzazione di tale piattaforma" ha annunciato.

La pandemia COVID-19 non solo ha dimostrato quanto profondamente intrecciate sono le società moderne, ma ha accelerato ulteriormente questo processo di interdipendenza, aiutandoci a capire che "abbiamo bisogno di essere più, e non meno, connessi," ha constatato il Direttore Generale. "Vi invito a collaborare mano nella mano per fare in modo che questi strumenti digitali straordinariamente potenti siano usati per trasformare i sistemi agroalimentari allo scopo di eliminare la fame, ridurre la povertà e creare un futuro felice per tutti gli esseri umani."

Photo: ©FAO/Mohammad Rakibul Hasan
Bambini che studiano su tablet in Bangladesh.