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Una risorsa limitata sull’orlo del collasso: come la scarsità d’acqua incide sulla sicurezza alimentare

27-08-2012
Photo: ©FAO/P. Pittet
Watering cows in India. Competetion for water between different groups of users is on the increase.
Una risorsa limitata sull’orlo del collasso: come la scarsità d’acqua incide sulla sicurezza alimentare 

La scarsità d’acqua in agricoltura rappresenta in molte zone un serio problema per la produzione alimentare, come mostra la ricerca FAO.  Undici Paesi impiegano ogni anno oltre il 40 % delle proprie risorse idriche per l’irrigazione, una soglia considerata limite, altri otto prelevano il 20% delle proprie risorse annuali, ponendo su di esse una grossa pressione con il rischio sempre presente di un loro esaurimento.

Non solo, ma in molte aree stime “troppo ottimistiche” sulla disponibilità di risorse idriche di superficie e un’assegnazione eccessiva ha portato a situazioni di grave penuria quando il clima è peggiorato e vi sono stati periodi di siccità.

Per esempio in Australia, l’afflusso medio nella rete idrografica del fiume Murray-Darling negli anni 2001/2009 è stato solo del 30% rispetto alla media dei precedenti 100 anni - il dato su cui si basa l’esistente sistema di concessioni.  Il fiume Colorado negli Stati Uniti è un altro caso di assegnazione eccessiva di diritti d’uso.  Il cambiamento climatico contribuirà a invalidare ulteriormente i presupposti in base ai quali sono stati stabiliti i diritti attuali.



Il cambiamento climatico porrà ulteriore pressione sulle risorse idriche per l’agricoltura

Si prevede che il cambiamento climatico inciderà non poco sulla disponibilità di acqua per la produzione alimentare.  Le proiezioni mostrano una generale riduzione delle precipitazioni nelle zone semi-aride, un loro incremento nelle zone temperate, una maggiore variabilità nella distribuzione delle piogge, una maggiore frequenza di eventi estremi e un aumento della temperatura.  Questi elementi incideranno in particolare sull’agricoltura tropicale e sub-tropicale.

Si prevede una forte riduzione del deflusso superficiale dei fiumi e della rialimentazione delle falde acquifere nell’intero bacino del Mediterraneo, come pure nelle zone semi-aride nel sud dell’Africa, in Australia e nelle Americhe.

La combinazione di riduzione del flusso dei fiumi, inondazioni e innalzamento del livello del mare inciderà pesantemente sui sistemi produttivi irrigui che dipendono dallo scioglimento dei ghiacciai (come il Punjab e il Colorado) e sui delta dei bassopiani come quelli dell’Indo, del Nilo e del fiume Brahmaputra-Gange-Meghna, il delta più popolato al mondo.

Nei tropici semi-aridi, dove si prevede una maggiore frequenza di siccità e inondazioni, il cambiamento climatico colpirà in particolare le popolazioni rurali povere facendo ridurre le rese agricole e zootecniche, ed in generale questi fenomeni colpiranno la produzione locale specialmente in settori di agricoltura di sussistenza alle latitudine basse e in zone di insicurezza alimentare dominate da agricoltura non irrigua.

 

Photo: ©FAO/Giuseppe Bizzarri
An irrigated soy field in Mexico's Sinaloa desert.
Photo: ©FAO/Giulio Napolitano
Drought-parched earth in Kenya, 2005.
Alcuni dati e cifre
  • L’agricoltura è responsabile del 70% del consumo globale d’acqua dolce a livello mondiale.
  • Il tasso con cui è aumentato nel corso del XX secolo l’impiego umano di acqua è stato il doppio rispetto all’incremento demografico.
  • Nella maggior parte delle regioni del mondo l’evaporizzazione da terreni agricoli irrigui rappresenta di gran lunga il consumo idrico da uso umano.
  • In media sono necessari 3000 litri d’acqua per produrre il fabbisogno alimentare giornaliero di un essere umano.
  • L’atteso incremento demografico insieme ai cambiamenti di dieta, suggeriscono che per l’anno 2050 sarà necessario il 60% di cibo in più, sino al 100% nei paesi in via di sviluppo.
  • L’agricoltura irrigua rappresenta il 20% del totale della terra coltivata ma contribuisce al 40% della produzione alimentare totale.
  • L’agricoltura non irrigua rappresenta l’80% della terra coltivata e contribuisce per il 60% alla produzione alimentare complessiva, rappresentando quindi la fonte primaria di produzione agricola a livello globale.  La siccità è da sola la più comune causa di penuria alimentare nei paesi in via di sviluppo.
  • Si stima che il 40% della popolazione mondiale viva in regioni con scarsezza d’acqua.
  • Ogni anno va perduto il 30% di tutto il cibo prodotto a livello globale - 1,3 miliardi di tonnellate.
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