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In settembre aumentato dell’1,4% l’Indice dei prezzi alimentari FAO

In calo la produzione cerealicola globale, ma si prevedono raccolti record nei Paesi LIFDC

Foto: ©FAO/Alessia Pierdomenica
I prodotti lattiero-caseari, il settore suino e quello avicolo hanno contribuito a far salire, seppur di poco, l’Indice
Roma, 4 ottobre 2012 - Dopo due mesi di stabilità, l'Indice FAO dei prezzi alimentari nel mese di settembre è aumentato di 3 punti, vale a dire dell'1,4 % rispetto al mese di agosto.

L'Indice, che si basa sui prezzi internazionali di un paniere di prodotti alimentari di base, ha registrato infatti 216 punti rispetto ai 213 del mese di agosto. L'incremento riflette il rafforzamento dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari e della carne e aumenti più contenuti dei cereali. I prezzi dello zucchero e degli oli sono invece calati.

L'Indice FAO è attualmente 22 punti sotto il picco di 238 punti raggiunto nel febbraio 2011, e 9 punti al di sotto dei 225 registrati nel settembre del 2011.

L'Indice FAO dei prezzi cerealicoli ha registrato in settembre una media di 263 punti, un incremento di 3 punti rispetto ad agosto vale a dire dell'1,0%, con l'aumento dei prezzi del grano e del riso bilanciati da un calo di quelli del mais. Se la riduzione delle disponibilità di mais per l'esportazione e i suoi prezzi sostenuti hanno caratterizzato negli ultimi mesi i mercati cerealicoli, desta adesso preoccupazione il restringimento dell'offerta cerealicola. Ciononostante, i prezzi internazionali del grano intorno alla seconda metà del mese sono calati, dopo l'annuncio della Federazione Russa che non avrebbe imposto restrizioni alle esportazioni.

I prezzi della carne

In settembre l'Indice FAO dei prezzi della carne ha registrato una media di 175 punti, un aumento di 4 punti, il 2,1% rispetto ad agosto. In particolare hanno registrato forti aumenti i settori suino e avicolo a impiego intensivo di cereali, con incrementi rispettivamente del 6% e del 2%.

I prodotti lattiero-caseari hanno registrato una media di 188 punti, un aumento del 7 %, ovvero di 12 punti rispetto al mese precedente, l'incremento mensile più sostenuto dal gennaio 2011. Tutti e cinque i prodotti lattiero-caseari esaminati hanno visto incrementi di prezzo, con una domanda mondiale che rimane stabile, elemento che insieme ai costi dei mangimi animali sostiene i prezzi a livello mondiale.

In calo la produzione cerealicola

Le ultime previsioni della FAO confermano per quest'anno un calo della produzione cerealicola mondiale, rispetto al record registrato nel 2011. Ma si prevedono invece raccolti record nei Paesi a basso reddito e con deficit alimentare (LIFDC l'acronimo inglese, N.d.T.)

Secondo l'ultimo rapporto trimestrale della FAO Crop Prospects and Food Situation (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare, N.d.T.) anch'esso pubblicato oggi, la produzione cerealicola mondiale nel 2012 sarà intorno ai 2.286 milioni di tonnellate, leggermente in ribasso rispetto ai 2.295 milioni di tonnellate previsti nel mese di settembre.

Stando alle nuove stime, la produzione cerealicola mondiale nel 2012 dovrebbe calare del 2,6% rispetto a quella record dello scorso anno, ma rimanere abbastanza vicina a quella del 2008, seconda per abbondanza. Il calo generale comprende una riduzione del 5,2% della produzione di grano ed un 2,3% in meno dei cereali secondari. Questo porterà, alla chiusura della stagione nel 2013, a una notevole riduzione degli stock cerealicoli a livello mondiale (si prevede un calo di 28 milioni di tonnellate, per attestarsi a 499 milioni di tonnellate) perfino di fronte ad una diminuzione della domanda causata dai prezzi sostenuti. La produzione totale ha anche risentito negativamente della prolungata siccità in zone produttive chiave come gli Stati Uniti, l'Europa e l'Asia Centrale.

Tuttavia, le primissime proiezioni per la produzione di grano del 2013 sono incoraggianti, con le semine invernali nell'emisfero settentrionale già in fase avanzata, ed in condizioni climatiche favorevoli.

Previsti raccolti record nei Paesi LIFDC

Il rapporto FAO Crop Prospects and Food Situation analizza in dettaglio la situazione alimentare e produttiva dei Paesi in via di sviluppo e in particolare di quelli a basso reddito e con deficit alimentare (LIFDC), per i quali prevede per il 2012 una produzione cerealicola aggregata che potrebbe raggiungere il livello record di 534 milioni di tonnellate, un aumento dell'1,7% rispetto al raccolto già positivo del 2011.

Ad eccezione dell'India, il paese più grande in questo gruppo, dove quest'anno si prevede una produzione cerealicola nell'insieme stagnante, si stima che la produzione cerealicola aggregata dei rimanenti 65 paesi LIFDC si espanda del 2,9%.

Ciononostante, si prevede nel 2012/2013 che i prezzi sostenuti spingeranno il costo totale delle importazioni alimentari dei paesi LIFDC alla cifra record di 36,5 miliardi di dollari, rispetto ai 35,2 miliardi del 2011/12.

In Africa settentrionale, la produzione di grano è calata bruscamente in Marocco a causa delle sfavorevoli condizioni climatiche.  Poiché la regione è molto dipendente dalle importazioni di grano, il previsto incremento del costo totale delle importazioni insieme ai sussidi per gli alimenti di base causerà ulteriore pressione sul bilancio nazionale.

In Africa occidentale, nonostante le prospettive favorevoli nella regione, la situazione della sicurezza alimentare nel Sahel continua a destare grande preoccupazione con circa 19 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza continuata, soprattutto a causa del perdurare degli effetti negativi dello scarso raccolto dello scorso anno. A questo si aggiunge la minaccia di un'invasione di locuste del deserto.

Migliora la situazione in Africa orientale

Per quanto riguarda l'Africa orientale, in molti paesi con l'avvio della stagione dei raccolti sembra migliorare la situazione di sicurezza alimentare, con il calo dei prezzi alimentari e migliori condizioni per l'allevamento del bestiame grazie alle maggiori piogge. Ciononostante, sono ancora circa 13,4 milioni le persone che nel Corno d'Africa hanno bisogno di assistenza umanitaria.

In Africa meridionale un prolungato periodo di siccità ha causato una diminuzione della produzione cerealicola complessiva, con molti paesi che registrano cali significativi, come ad esempio il Lesotho. I minori raccolti hanno contribuito ad aumentare il numero delle persone con problemi d'insicurezza alimentare.

In Asia orientale, la produzione totale di cereali nel 2012 dovrebbe superare, secondo le stime, il raccolto record del 2011.  Tuttavia, il ritardato inizio della stagione dei monsoni e le mutevoli condizioni climatiche di alcuni Paesi possono compromettere il risultato finale. Si ritiene che raccolti migliori possano ridurre la domanda globale di importazioni.

Grande preoccupazione per la situazione in Siria

Il deteriorarsi dei livelli di sicurezza alimentare a causa delle agitazioni civili in corso continua a destare grande preoccupazione in Siria, ed anche nello Yemen.  In Siria il numero delle persone che hanno bisogno di aiuti alimentari urgenti ha raggiunto 1,5 milioni e questa cifra potrebbe addirittura raddoppiare entro la fine dell'anno se la situazione non migliora. In Yemen si stima che siano dieci milioni - cioè metà della popolazione - le persone che hanno bisogno di aiuti alimentari d'urgenza a causa dell'alto livello di povertà, del prolungato conflitto e dei prezzi sostenuti degli alimenti e del carburante. In Afghanistan si è avuto invece un raccolto di grano eccezionale.

Nei Paesi CSI (Comunità degli Stati Indipendenti), la produzione cerealicola è calata bruscamente rispetto all'anno scorso. Le minori disponibilità per le esportazioni hanno fatto rincarare i prezzi nella regione e rafforzato i prezzi della farina di grano - alimento di base - nei paesi importatori.

Secondo il rapporto Crop Prospects and Food Situation sono 35 i paesi - 28 dei quali in Africa - che soffrono d'insicurezza alimentare ed hanno bisogno di assistenza alimentare esterna.