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Monitoraggio costante della FAO sul virus A/H1N1

La FAO conferma che il nuovo virus non è stato rilevato nei suini

Photo: ©FAO
Il Centro Gestione Crisi della FAO esamina i dati sul virus H1N1
Roma, 30 aprile 2009 - Con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha alzato lo stato di allerta dal livello 4 al 5, tutte le nazioni sono state sollecitate a prendere adeguate misure precauzionali contro il nuovo virus A/H1N1 e ad essere preparate per un eventuale caso di pandemia.

La sfida per i governi, con l'assistenza della FAO, è quella di rivedere le misure da prendere nel settore veterinario, benché "non ci sia attualmente nessuna evidenza a suggerire che il nuovo virus influenzale H1N1 che si trasmette da uomo a uomo stia circolando anche tra le specie suine in Messico o altrove nel mondo", ha ribadito il Capo del Servizio Veterinario della FAO, Joseph Domenech.

"Dati i fatti recenti e le attuali conoscenze scientifiche - ha affermato - il consumo di carne suina non comporta alcun rischio aggiuntivo per i consumatori".

E' per questi motivi che la FAO, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Organizzazione Mondiale per la Salute degli Animali (OIE) si sono accordati a non far più riferimento alla "febbre suina" bensì all'influenza A/H1N1.

"Un aumento delle misure di controllo dell'influenza nei suini, come il controllo dei movimenti e gli abbattimenti, in assenza del virus A/H1N1, non è in realtà giustificato", afferma Joseph Domenech. Ciò nonostante, egli ha raccomandato di rafforzare la sorveglianza della malattia nei suini per rilevare, identificare e monitorare ogni nuovo caso che possa essere collegato alla trasmissione di questo nuovo virus influenzale A/H1N1 tra esseri umani.