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Milioni a rischio d’insicurezza alimentare nella Repubblica Centrafricana

Per evitare che la situazione peggiori occorrono aiuti urgenti per le prossime stagioni di semina

Foto: ©FAO/Riccardo Gangale
Quest’anno a causa della guerra civile la produzione è bruscamente diminuita
Boma, 16 dicembre 2013 - Gli agricoltori della Repubblica Centrafricana hanno bisogno di assistenza urgente per evitare che la situazione della sicurezza alimentare nel paese colpito dal conflitto, peggiori per milioni di persone, ha avvertito oggi l FAO

Secondo le stime dell'Integrated Food Security Phase Classification - sostenuto dalla FAO -, circa 1.29 milioni di persone, ovvero oltre il 40% della popolazione rurale del paese, hanno bisogno di assistenza urgente - quasi il doppio del livello stimato nel febbraio 2013.

Queste cifre aumenteranno drasticamente l'anno prossimo se gli agricoltori non saranno messi in grado di prepararsi per la prossima stagione di semina.

Quest'anno la produzione agricola è diminuita bruscamente, dopo che la guerra civile scoppiata nel nord-est nel dicembre del 2012 si è allargata al resto del paese.

Si stima che circa 500.000 persone siano state costrette ad abbandonare le proprie case per la paura e molti agricoltori non hanno potuto avere accesso ai propri campi.

"I semi sono stati scarsi a causa dei saccheggi e perché la gente li ha mangiati invece di salvarli per la semina", ha detto Dominique Burgeon, Direttore della Divisione FAO Emergenza e Riabilitazione.

"Gli agricoltori, disperati, hanno venduto gli attrezzi e il bestiame per sfamare le proprie famiglie, questo li ha lasciati senza mezzi per procurarsi un reddito, e razzie di bestiame e di attrezzature agricole sono state molto frequenti".

Volatilità dei prezzi

Un ulteriore calo della produzione agricola minerà gravemente l'economia del paese, secondo il Sistema mondiale d'informazione e preavviso rapido della FAO (GIEWS).

L'agricoltura rappresenta il 53% del Pil nazionale e una quota importante di occupazione nel paese, dove quasi tre quarti della popolazione vive in zone rurali.

Le esportazioni agricole - una delle principali fonti di entrate in valuta estera - quest'anno sono calate bruscamente, soprattutto quelle di legname, cotone e caffè.

I prezzi dei prodotti alimentari sono elevati e volatili a causa dello smantellamento del mercato. I prezzi del mais nella capitale Bangui, sono aumentati del 31% tra gennaio e novembre 2013, mentre quelli del miglio sono aumentati del 70% tra marzo e ottobre nella provincia di Ouham, un'importante zona di produzione di sorgo e miglio nel nord-ovest del paese.

Difficoltà di accesso

A causa delle difficoltà nel raggiungere le famiglie contadine colpite, il lavoro deve cominciare adesso per aiutarli a prepararsi alle stagioni di semina del 2014.

La semina della principale produzione - il mais- dovrebbe iniziare ai primi di marzo nel centro e nel sud del paese, mentre quelle di sorgo e di miglio dovrebbero iniziare nel nord del Paese a maggio.

"Il recente incremento delle operazioni di mantenimento della pace nel Paese dovrebbe creare condizioni favorevoli affinché gli agricoltori possano tornare nei loro campi" ha detto Bukar Tijani, Rappresentante regionale della FAO per l'Africa.  "Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di fornire fattori di produzione con urgenza".

"Se questo non dovesse avvenire, rischiamo un grave deterioramento della sicurezza alimentare e ad un enorme bisogno di assistenza alimentare prolungata".

La risposta umanitaria

Un appello umanitario coordinato dalle Nazioni Unite chiede 241 milioni dollari per aiutare 1,8 milioni di persone.

Gli interventi sulla sicurezza alimentare, coordinati dalla FAO e dal Programma Alimentare Mondiale, richiedono 61 milioni di dollari per aiutare 500.000 persone.

La FAO sta mobilitando fondi e personale in tempo per la stagione della semina di marzo, tra cui lo stanziamento di 1,2 milioni dollari dai propri meccanismi di finanziamento d'emergenza.