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I progetti di Slow Food di orti per i giovani in Africa promuovono la nutrizione e la sostenibilità

Un modo per creare opportunità per i giovani africani, dice il Direttore Generale della FAO

Foto: ©FAO/Olivier Asselin
Coinvolgere i giovani in agricoltura familiare aiuta a preservare le conoscenze tradizionali, i cibi locali e la biodiversità.

Roma, 17 febbraio 2014 - Il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, è intervenuto oggi a Milano al lancio dell'espansione del progetto di orticultura della Fondazione Slow Food per la Biodiversità che porterà alla creazione di diecimila nuovi orti in Africa.  
 
Elogiando l'iniziativa, Graziano da Silva ha definito questa nuova fase parte di un "cambiamento di paradigma", necessario per dare più importanza all'agricoltura familiare, a sistemi agricoli e alimentari sostenibili, e al trasferimento di conoscenze tradizionali da una generazione all'altra. 

Il progetto estende la positiva esperienza dei mille orti piantati sinora, che hanno coinvolto 350 comunità in 38 paesi. 

"Gli orti producono molto di più che semplice cibo", ha detto Graziano da Silva." Essi promuovono l'inclusione, insegnano la sostenibilità, e offrono uno spazio dove i giovani possono incontrarsi, imparare, condividere e costruire il capitale sociale", ha aggiunto, dicendo che il cibo degli orti ha aperto la porta a "opportunità di posti di lavoro rispettabili e di una vita dignitosa". 

L'iniziativa per incrementare gli orti tra i giovani africani secondo Graziano da Silva è particolarmente appropriata per il 2014, dichiarato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale dell'agricoltura familiare - coordinato dalla FAO - e dell'Anno dell'Agricoltura e della sicurezza alimentare in Africa. 

Nel suo intervento Graziano da Silva ha fatto notare che due terzi della popolazione africana è rurale e che 3 africani su 4 hanno 25 anni o meno. Quasi un quarto dei circa 842 milioni di persone cronicamente affamate nel mondo vive in Africa.

L'inclusione elemento chiave per migliorare le condizioni di vita 

"L'agricoltura familiare è un percorso importante per l'integrazione di milioni di famiglie povere e di comunità rurali ed è di particolare importanza per le donne e per i giovani", ha detto Graziano da Silva. 

"Per decenni, i contadini poveri sono stati visti come un problema da risolvere. Ma quando e laddove i governi sono stati in grado di dare loro il sostegno di cui hanno bisogno e hanno capito che le famiglie di agricoltori sono, in effetti, parte della soluzione, abbiamo visto risultati promettenti". 

La promozione di orti locali, che possono coinvolgere intere famiglie e tramandare know-how e cibo tradizionale da una generazione all'altra, potrebbe contribuire a "trasformare i giovani di oggi in leader di domani, protagonisti dello sviluppo della sicurezza alimentare a livello locale, nazionale e internazionale e di una politica di sviluppo sostenibile e diventare parte del processo decisionale". 

Nel maggio 2013, la FAO e l'organizzazione internazionale Slow Food hanno concordato di sviluppare azioni comuni per migliorare le condizioni di vita dei piccoli agricoltori e di coloro che lavorano nelle zone rurali. 

Nell'ambito di un Protocollo d'Intesa di tre anni, le due organizzazioni uniranno le forze per promuovere sistemi alimentari e agricoli più inclusivi a livello locale, nazionale e internazionale.
 

"Progetti come quello che viene presentato oggi dimostrano che è possibile ottenere cibo sostenibile e sistemi agricoli se siamo tutti impegnati - agricoltori, ricercatori, scuole, studenti, nutrizionisti, consumatori e chef", ha concluso il Direttore generale della FAO.