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Forte rialzo dell’Indice dei Prezzi Alimentari della FAO

Condizioni meteorologiche avverse e tensioni nel Mar Nero spingono i prezzi ai livelli più alti da 10 mesi

Photo: ©FAO/Giuseppe Bizzarri
Le condizioni meteo hanno contribuito all'aumento dei prezzi alimentari in marzo.
3 aprile 2014, Roma - L'Indice dei Prezzi Alimentari della FAO ha registrato un aumento di 4.8 punti (2,3%) a marzo, raggiungendo un valore medio di 212.8 punti, il più alto dal maggio 2013.

"L'Indice, come previsto, ha risentito l'influenza delle condizioni meteorologiche sfavorevoli negli Stati Uniti e in Brasile e delle tensioni geopolitiche nella regione del Mar Nero" ha affermato Abdolreza Abbassian, Economista Senior della FAO.

Questi e altri fattori d'influenza vengono analizzati in maggiore dettaglio nel rapporto AMIS Market Monitor, il resoconto mensile sui principali cereali alimentari preparato dal Sistema d'Informazione sul Mercato Agricolo [AMIS l'acronimo inglese ndt], un'iniziativa del G20, ospitato presso la FAO.

"L'Indice dei Prezzi Alimentari registra l'andamento dei prezzi in marzo. Da allora i timori per eventuali interruzioni degli approvvigionamenti di grano dall'Ucraina si sono placati. I mercati hanno, inoltre, cominciato ad abbandonare i timori che le difficili condizioni dell'economia domestica possano avere un'influenza negativa su semine o raccolti nel 2014" ha affermato Abbassian.

L'Indice, che si basa sui prezzi di un paniere di prodotti alimentari commercializzati a livello internazionale, ha visto l'aumento di tutti i gruppi di prodotti tranne i lattiero-caseari, che sono scesi per la prima volta in quattro mesi (-2,5%). A mostrare gli aumenti più rilevanti sono stati lo zucchero (+7,9%) e i cerali (+5,2%).

L'Indice FAO dei prezzi dei cereali ha segnato una media di 205.8 punti in marzo, più 10 punti rispetto a febbraio. I prezzi di grano e mais si sono rafforzati e le importazioni sono state sostenute a seguito dei timori sugli effetti della siccità sul grano invernale negli Stati Uniti, le condizioni meteorologiche sfavorevoli in Brasile e le tensioni nella regione del Mar Nero.

Pur crescendo ai livelli più alti dall'agosto del 2013, l'Indice di marzo é rimasto ben al di sotto (34,6 punti o 14,4%) dei valori registrati nello stesso periodo del 2013. I prezzi del riso, sono rimasti generalmente stabili.

L'Indice FAO dei prezzi degli oli vegetali ha segnato una media di 204,8 punti in marzo, in aumento di 7 punti rispetto a febbraio, raggiungendo i livelli più alti in 18 mesi. L'aumento dell'indice è dovuto in larga parte all'aumento dei prezzi dell'olio di palma dovuto alle preoccupazioni destate dal prolungarsi della siccità nel Sudest Asiatico.

L'Indice FAO dei prodotti lattiero-caseari ha registrato una media di 268,5 punti in marzo, 6,9 punti in meno rispetto a febbraio, come conseguenza del calo della domanda da parte della Cina e tra le incertezze mercato sigli scambi con la Federazione Russa. Ad influenzare al ribasso l'indice dei prezzi lattiero-caseari ha contribuito inoltre la buona produzione registrata in Nuova Zelanda e nell'emisfero Nord.

L' Indice FAO dei prezzi della carne ha segnato una media di 185 punti in marzo, in aumento di 2,7 punti rispetto a febbraio. Ancora una volta, i prezzi hanno subito l'influenza di condizioni meteo sfavorevoli, con la siccità in Australia e negli Stati Uniti che desta timori per la produzione di carne bovina. La carne di maiale è aumentata in parte a causa dei timori per gli effetti del virus della Diarrea Porcina Epidemica sugli stock per l'esportazione negli Stati Uniti.

L' indice FAO dei prezzi degli zuccheri ha raggiunto i 253,9 punti a marzo, in aumento di 18,5 punti rispetto a febbraio spinto dai timori legati al declino della produzione dovuta alla mancanza di piogge in Brasile e alla minore produzione di canna da zucchero in Thailandia.  Hanno contribuito all'aumento dei prezzi anche le preoccupazioni per i potenziali futuri effetti de El Niño.

Offerta e mercato dei cereali in crescita nel 2013/14

Oltre all'Indice dei prezzi alimentari, la FAO ha oggi pubblicato anche il Bollettino sull'Offerta e Domanda di Cereali, che registra prospettive positive per la disponibilità di cereali e livelli record di scambi nella stagione di commercializzazione 2013/2014.

Il Bollettino ha anche registrato un aumento di 6 milioni di tonnellate delle stime di produzione cerealicola nel 2013, che ora si prevede raggiungeranno i 2 521 milioni di tonnellate.

Gli aggiornamenti riflettono le stime in rialzo sulla produzione di cereali secondari e riso in diversi paesi. Le previsioni di scorte finali sono state anch'esse riviste al rialzo e il commercio internazionale è previsto in crescita più di quanto inizialmente stimato.

Prospettive iniziali per i cereali nel 2014

"È ancora troppo presto per stabilire delle stime precise sulla produzione di cereali in quanto molte colture devono essere ancora piantate e il meteo rimane un fattore decisivo per l'andamento dei raccolti" ha spiegato Abbassian.

La produzione mondiale di grano è prevista raggiungere i 702 milioni di tonnellate nel 2014, due milioni di tonnellate in meno di quanto previsto nelle stime di marzo; 2 % in meno rispetto al raccolto record dell'anno scorso.

Le prime stime della FAO sulla produzione mondiale di riso nel 2014 pubblicate nel rapporto di oggi indicano un modesto aumento dello 0,8 %, raggiungendo i 500,7 milioni di tonnellate (riso lavorto), dovuto probabilmente al calo dei prezzi internazionali e ai timori per gli eventi meteo legati a El Niño.

Anche se le stime delle produzione di riso sono in leggero rialzo, la maggiore produzione potrebbe comunque non bastare a compensare la crescita demografica. Come conseguenza gli stock potrebbero diminuire, anche se da livelli comunque alti.