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Clima e tensioni politiche influenzano i mercati alimentari, ma le scorte cerealicole rimangono adeguate

Il Food Outlook della FAO offre le prime previsioni per i mercati alimentari mondiali nel 2014/15

Photo: ©FAO/Olivier Thuillier
Food Outlook è una pubblicazione semestrale che analizza tutte le dinamiche che influenzano i mercati mondiali degli alimenti e dei mangimi
Roma, 8 maggio 2014 - Le condizioni meteorologiche in vari paesi e le tensioni politiche nella regione del Mar Nero hanno reso i mercati alimentari più volatili, segnala la FAO nel nuovo Food Outlook (Prospettive Alimentari) pubblicato oggi .

Nelle sue prime anticipazioni per il 2014, la FAO prevede una produzione cerealicola di 2.458 milioni di tonnellate (compreso il riso lavorato), un calo di circa il 2,4 per cento rispetto alla produzione record del 2013, anche se la produzione globale dovrebbe ancora essere in termini di quantità la seconda mai registrata.

Il calo è probabile sia più pronunciato per i cereali secondari.  Tuttavia i livelli delle scorte rimangono abbastanza buoni. Gli analisti non ritengono ci sia motivo di preoccupazione in questa fase iniziale, prima che abbiano inizio le principali stagioni produttive del 2014/2015 - con il presupposto però che i flussi commerciali non siano influenzati negativamente dalle tensioni nella regione del Mar Nero.

Nel complesso, le scorte mondiali di cereali dovrebbero rimanere a livelli relativamente rassicuranti, secondo il rapporto, la pubblicazione semestrale che fornisce informazioni sulla situazione del mercato a breve termine e le prospettive per i principali generi alimentari. Prezzi più bassi e le condizioni climatiche causate da El Niño potrebbero mantenere bassa la produzione mondiale di riso, soprattutto in Asia. In Tailandia, un'attenuazione dei prezzi alla produzione potrebbe essere il fattore principale di una contrazione della semina e della produzione di riso.

Mentre la produzione potrebbe essere inferiore, il commercio internazionale nel 2014 potrebbe espandersi a livelli record, sostenuto dalle ampie riserve nei paesi esportatori e dall'aumento degli acquisti da parte di importatori tradizionali, come il Bangladesh, l'Indonesia e le Filippine.

La fattura delle importazioni alimentari a livello mondiale nel 2014 potrebbe stabilizzarsi a 1.290 trilioni di dollari, ma quelle dei prodotti di origine animale sono destinate a salire, sostenute dall'aumento dei volumi commerciali e dei prezzi, secondo il rapporto.

Carne e latticini

Si prevede che nel 2014 la produzione di carne e quella lattiera aumenteranno.  Per la produzione mondiale di carne si prevede una crescita modesta, attestandosi a 311,8 milioni di tonnellate, un aumento dell'1,1 per cento rispetto al 2013, riflettendo la crescita nei paesi in via di sviluppo, che sono la principale causa della crescente domanda globale.

Ci sono tuttavia marcate differenze nel commercio tra le diverse varietà di carne, con bovini e carne di pollame in ripresa e carni ovine e suine in declino.  Il pollame rimane il principale prodotto scambiato, rappresentando il 43 per cento del mercato totale, seguito rispettivamente da carne di manzo, di maiale e di montone.

Mentre i prezzi internazionali delle carni sono rimasti a livelli storicamente elevati sin dall'inizio del 2011, senza alcun segno di una diminuzione complessiva, i prezzi internazionali del latte sono diminuiti in marzo e aprile, registrando livelli vicini a quelli di un anno fa.

Per il commercio del latte si prevede un aumento dell'1,8 per cento, raggiungendo 69 milioni di tonnellate, trainato principalmente dalla crescente domanda proveniente dall'Asia.

Prodotti ittici

La ripresa economica in mercati tradizionali come Stati Uniti e Unione Europea, sta incrementando la domanda complessiva di pesce e prodotti ittici, insieme all'interesse da parte di economie emergenti, come il Brasile e il Messico.

Questa domanda, insieme alle difficoltà di approvvigionamento per un certo numero di specie d'allevamento e di specie selvatiche, ha fatto aumentare livello generale dei prezzi. Ancora una volta, il clima potrebbe avere un'influenza, come nel caso del El Niño, che potrebbe ridurre alcune catture in Sud America.

Tra le specie più popolari vi sono il salmone, i gamberetti, il pangasio e la tilapia per quanto riguarda la pesca d'allevamento, e gamberetti, calamari, polpi e aringhe per la pesca di cattura. I prezzi si sono parzialmente attenuati per il tonno, lo sgombro e il merluzzo.

Oli e prodotti derivati

Nel 2013/2014, i prezzi degli oli e dei prodotti derivati saliranno, riflettendo uno stretto equilibrio negli Stati Uniti, un rallentamento della produzione di olio di palma, e i tagli che si prevedono nella produzione di soia.

Il consumo globale di oli e prodotti derivati continuerà ad espandersi, stimolato dall'accresciuta offerta e dalla crescente domanda nei paesi in via di sviluppo, sebbene il consumo potrebbe crescere meno del previsto, a ragione di prezzi internazionali stabili e dell'ampia disponibilità di mais.

Zucchero

La produzione di zucchero mostra un calo marginale, ma il commercio dovrebbe essere più elevato a causa dell'aumento della domanda da parte dei paesi importatori.

L'Indice dei prezzi alimentari

La FAO ha pubblicato oggi anche il suo rapporto mensile Food Price Index (Indice dei prezzi alimentari), che ha registrato una media di 209,3 punti nel mese di aprile, un calo di 3,5 punti, ovvero dell'1,6 per cento, rispetto a marzo, e di 7,6 punti, il 3,5 per cento, rispetto all'aprile 2013.  Questo calo del mese scorso è in gran parte da addebitarsi al forte calo dei prezzi del latte, ma anche lo zucchero e gli oli vegetali sono diminuiti. Al contrario, i cereali e prezzi della carne sono leggermente più sostenuti.

Vedi anche: L' AMIS Market Monitor, la sintesi mensile delle principali colture alimentari prodotta dall’Agricultural Market Information System  del G-20 (AMIS), ospitato presso la sede della FAO a Roma.