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La Norvegia e la FAO lanciano una nave da ricerca all’avanguardia

La nave, con sette laboratori, continuerà la raccolta dati sugli ecosistemi marini, il cambiamento climatico e l'inquinamento per aiutare i paesi in via di sviluppo a migliorare la gestione della pesca

Photo: ©EAF-Nansen Project
Il progetto EAF-Nansen lavora con 32 paesi costieri africani per aiutarli a ottenere informazioni dettagliate sulle loro risorse marine
Roma, 9 giugno 2014 - La Norvegia sta costruendo una delle navi da ricerca più avanzate al mondo, parte di un progetto in corso con la FAO, per aiutare i paesi in via di sviluppo a migliorare la gestione delle loro attività di pesca.

La nuova nave di ricerca Dr Fridtjof Nansen, per un budget di 80 milioni dollari, sostituirà un'imbarcazione più vecchia, che porta lo stesso nome, che ha navigato lungo le coste dell'Africa sin dal 1993, svolgendo ricerche approfondite sullo stato degli ecosistemi marini del continente per il Progetto EAF-Nansen, l'ultima fase di un programma unico nel suo genere della durata di 40 anni (vedi box a destra).

Il progetto è realizzato insieme a 32 paesi costieri africani, per aiutarli ad ottenere informazioni dettagliate sulle loro risorse marine così che possano sviluppare piani di gestione della pesca, con un'attenzione al mantenimento della buona salute degli ecosistemi e alla produttività.

Gli scienziati del Norwegian Institute of Marine Research (IMR) e i paesi africani partecipanti, a bordo della nave usano riprese 3D per mappare i fondali e raccogliere una grande quantità di dati sugli stock ittici, sulla qualità dell'acqua e dei sedimenti, esaminando l'intero ecosistema dagli uccelli marini ai pesci, dalle balene a minuscoli animali (zooplancton) e piante (fitoplancton).

"Ciò che rende questo progetto unico è che i paesi in via di sviluppo si appropriano delle informazioni raccolte", ha commentato il Coordinatore del Progetto EAF Nansen,  Kwame Koranteng.  "L'obiettivo generale è quello di consentire ai paesi di fare le proprie valutazioni e preparare e attuare piani di gestione della pesca, fondamentali per le risorse marine minacciate dalla pesca eccessiva, dall'inquinamento e dal cambiamento climatico".

Nei prossimi anni il progetto si estenderà, puntando l'attenzione sull'impatto del cambiamento climatico e sull'inquinamento, con un monitoraggio ambientale sulle attività estrattive di petrolio e gas offshore.

"Noi speriamo che il progetto possa contribuire, tra le altre cose, a rispondere alla domanda fondamentale di come il cambiamento climatico inciderà sulla distribuzione e sull'abbondanza delle specie marine, che è un problema critico per la sopravvivenza di milioni di persone", ha affermato Árni M. Mathiesen, Vice Direttore Generale della FAO per la Pesca e l'Acquacoltura.

Finanziato dall'Agenzia norvegese per la Cooperazione allo Sviluppo (Norad), il progetto è gestito dalla FAO con il supporto scientifico dell'IMR, e collabora con istituzioni nazionali e regionali e con altre agenzie delle Nazioni Unite.

Attrezzature all'avanguardia

La vita a bordo della Dr Fridtjof Nansen può essere difficile, con attività in corso 24 ore al giorno in turni di sei ore - dalla pesca a strascico alla raccolta di campioni per la registrazione e l'analisi dei dati.

Ma le condizioni miglioreranno con la nuova imbarcazione, che con 70 metri di lunghezza sarà più spaziosa e anche meglio attrezzata, con 45posti letto per gli scienziati, i tecnici e l'equipaggio.

La nave, che si prevede salperà nel 2016, ospiterà sette laboratori, un auditorium, le più moderne attrezzature sonar per mappare la distribuzione dei pesci e un veicolo subacqueo, telecomandato a distanza, per fare fotografie nitide della vita sul fondo dell'oceano.

Attrezzature all'avanguardia, tra cui un sistema di posizionamento dinamico, permetterà di lavorare in sicurezza intorno a infrastrutture sensibili, come le piattaforme petrolifere, mentre un punto di vedetta sarà posizionato sull'albero maestro per indagini sugli uccelli e sui mammiferi marini.

Storie di successo

Come diretto risultato del progetto e con la guida tecnica della FAO, 16 paesi in Africa hanno sviluppato piani di gestione per le loro attività di pesca.

Tra questi paesi vi sono il Benin, la Costa d'Avorio, il Ghana e Togo, che hanno collaborato per preparare piani per ridurre al minimo i danni causati nei rispettivi paesi e nella sub-regione dalla pesca con la tecnica sciabica da spiaggia; e il Camerun, il Gabon e la Nigeria, che allo stesso modo hanno lavorato sulla pesca industriale di gamberi lungo le coste dell'Africa centrale.

Dall'altra parte del continente, i paesi che lavorano su piani di gestione della pesca sono le Comore, il Kenya, il Madagascar, le Mauritius, il Mozambico, le Seychelles e la Tanzania.

Il passo successivo sarà quello di aiutare i paesi ad attuare i loro piani di gestione, ha detto Koranteng. "La presenza della nave ricerca Dott. Fridtjof Nansen nelle acque dei paesi in via di sviluppo ha portato a una maggiore comprensione della necessità di gestire le risorse marine in modo sostenibile, inoltre fornisce un linguaggio comune con cui le persone sono in grado di comunicare a livello regionale e spesso a livello globale".

Le indagini approfondite sulla vita marina hanno portato a un ulteriore vantaggio: la scoperta di nuove specie. Negli ultimi anni, gli scienziati hanno trovato una nuova specie di triglia, denominata Parupeneus nansen, scoperta al largo delle coste del Mozambico, e sei nuove specie di lumaca marina trovate al largo del Golfo di Guinea.